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Visualizzazione dei post da Marzo, 2011

Amos Oz, il mio libro a Barghouti la pace si fa col nemico

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L'autore di "Una storia d'amore e di tenebra" spiega il gesto che scandalizza IsraeleELENA LOEWENTHAL Quando, qualche giorno fa, ha spedito una copia dedicata del suo romanzo Una storia di amore e di tenebra a Marwan Barghouti, detenuto in un carcere israeliano per svariate condanne all’ergastolo, non pensava certo di suscitare quel gran polverone che ne è venuto. Da allora, Amos Oz si è trincerato dietro il silenzio. Ora per la prima volta prende la parola. Ed è una parola dosata, più parca che mai: se l’ebraico non ammette sbrodolamenti, lo scrittore quest’oggi soppesa le frasi con una prudenza che avvolge lo sconcertoAmos Oz, poteva prevedere che il suo gesto avesse un’eco del genere? «No. Ne è venuto fuori uno scandalo. Ci sono state reazioni indignate. Io volevo che Marwan Barghouti leggesse Una storia di amore e di tenebra perché so che questo libro ha aiutato molti arabi a capire Israele. E perché sono sicuro che un giorno o l’altro noi parleremo con lui. Per “n…

Sheizaf Noam : libri israeliani per bambini . Il problema dell'istigazione non è solo palestinese

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Sintesi personale   Quando ero piccolo   ho amato le storiedi  Danni Din,un bambino  diventato un supereroe invisibile  dopo aver bevuto uno  strano liquido. Egli dedica la sua vita ad aiutare l'  l'IDF : combatte  la  guerra dei sei giorni, cattura i terroristi ,libera i  militari prigionieri. Come lui , anch'io sognavo di compiere atti eroici per il bene del mio Paese.  La scorsa settimana, sulla scia  dei  dibattiti interminabili sulla "istigazione palestinese", ho ricevuto una e-mail con le foto di uno degli ultimi racconti  di Danni Din, pubblicato nel 1997. L'autore della mail, un padre israeliano, era rimasto  scioccato nel constatare  il tono militarista del  libro che suo figlio  aveva preso in prestito  dalla biblioteca pubblica .In questa edizione ,insieme al nostro eroe, vi era una nuova protagonista : Dina Din, la ragazza invisibile. Il libro ha una trama un po 'bizzarra: i bambini invisibili vengono rapiti dagli extraterrestri,dopo una fero…

Aluf Benn Attenzione: Medio Oriente “in costruzione”

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La lotta per la sopravvivenza condotta dal colonne  llo libico Muammar Gheddafi, dal presidente siriano Bashar Assad, e dai loro omologhi in altri paesi, preannuncia gli ultimi giorni dell’accordo di Sykes-Picot stipulato nel corso della prima guerra mondiale, che di fatto divise la regione del Medio Oriente in Stati separati. Ora è evidente che le mappe disegnate negli anni a venire mostreranno nuovi (o rinnovati) Stati indipendenti come il Sud Sudan, il Kurdistan, la Palestina, e forse anche la Cirenaica, nella Libia orientale, e il Sahara occidentale, che non sarà più nelle mani del Marocco; emergerà un ricostruito Yemen del Sud, e nasceranno nuovi Stati del Golfo dalla separazione degli Emirati Arabi Uniti. E’ anche possibile che si verifichi una spaccatura in Arabia Saudita tra “lo stato dei luoghi sacri” nel Hejaz e le regioni petrolifere a est, e una frammentazione della Siria in uno Stato sunnita, uno druso e uno alawita. La base di queste divisioni sarà l’attuazione del princ…

SEGRETARIO ONU CHIEDE FINE OCCUPAZIONE TERRITORI PALESTINESI

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“L’occupazione dei territori palestinesi iniziata nel 1967 è moralmente e politicamente insostenibile e deve finire. È ora di implementare la soluzione dei due stati”: lo ha detto Ban Ki-moon, segretario generale dell’Onu, durante una riunione, in Uruguay, del gruppo di sostegno latinoamericano e caraibico al processo di pace in Medio Oriente. “Il palestinesi hanno il legittimo diritto di creare il loro Stato” ha ribadito Ban Ki-moon, sottolineando che i negoziati intrapresi finora hanno nuovamente subito una battuta d’arresto, dopo la decisione israeliana, nel settembre scorso, di riprendere le costruzioni in Cisgiordania. Un processo di colonizzazione che riguarda anche Gerusalemme est, e che l’alto rappresentante dell’Onu ha fermamente condannato, come ha condannato il blocco imposto sulla Striscia di Gaza.Intanto, un palestinese è stato ucciso e un altro è rimasto ferito questa mattina all’alba in un raid aereo israeliano vicino Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, secondo fon…

Israele all’offensiva per evitare il riconoscimento dello Stato palestinese

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   Tel Aviv si muove per tempo per scongiurare il “rischio” di un riconoscimento dello Stato palestinese da parte delle Nazioni Unite. Secondo quanto riporta oggi il quotidiano Ha’aretz, il governo israeliano avrebbe inviato una comunicazione diplomatica riservata ai quindici paesi membri del Consiglio di sicurezza, oltre che ad altre cancellerie chiave del vecchio continente, minacciando l’adozione di non meglio precisate “azioni unilaterali” nel caso in cui l’Assemblea generale Onu convocata per il prossimo settembre riconoscesse l’indipendenza della Palestina. Secondo il quotidiano israeliano, che cita come fonti alcuni diplomatici europei, Tel Aviv avrebbe anche ordinato a tutti i suoi rappresentanti residenti all’estero, allo stesso fine, di organizzare una protesta diplomatica nelle loro rispettive sediIl riconoscimento dello Stato palestinese da parte delle Nazioni Unite, sui confini antecedenti alla guerra del 1967, è un obiettivo al quale sta lavorando da tempo l’Autorità nazio…

VIDEO: NON CORRETE CON AI PIEDI L’APARTHEID

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Londra, 29 Marzo 2011, Nena News – Aumentano negli Stati Uniti ma anche in Europa, le flash-mob, eventi di mobilitazione per sensibilizzare l’opinione pubblica in merito a prodotti, aziende, compagnie di distribuzione, coinvolte in diverso modo e a diversi livelli, con il sistema di occupazione di Israele.Nel video che Nena News vi propone, un gruppo di attivisti hanno organizzato una mobilitazione all’interno di un negozio della Adidas, in Oxford Street, la via più commerciale del centro di Londra. L’Adidas infatti è stato infatti lo sponsor, lo scorso 25 marzo, della Maratona di Gerusalemme. E quella londinese non è stata certo l’unica mobilitazione per chiedere ala Adidas che si ritirasse in qualità di sponsor dalla maratona, dal momento che il so percorso ha attraversato marginalmente il quartiere di Sheikh Jarrah (area araba di Gerusalemme Est occupata sottoposta a una pesante colonizzazione ebraica) e la colonia illegale di Pisgat Ze’ev.VIDEO: NON CORRETE CON AI PIEDI L’APARTHEID

Giorgio Canarutto : non pensate ai vostri nipoti?

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    Era stata lei l’anno scorso a chiedere di incontrare gli ebrei della Comunità. Era primavera, Amira Hass era venuta a Torino a tenere un corso per giornalisti ad inizio carriera interessati a svolgere attività nei territori occupati. Si era riusciti ad organizzare un incontro con il gruppo di Studi. Aveva detto di avere una grande paura ed un grande senso di urgenza. Israele non può continuare questa politica se non vuole che la sua storia si riduca ad un episodio. Amira non faceva più appello al senso di giustizia - per anni lo aveva predicato senza risultato - ma all’istinto di sopravvivenza: se Israele vuole un futuro non può maltrattare ad oltranza il vicino palestinese.Allora mi era sembrato che esagerasse, oggi queste sue parole mi tornano in mente leggendo delle rivolte in Tunisia, Algeria ed Egitto. Il dittatore tunisino scacciato dopo pochi giorni di rivolta. Rivolte popolari che stanno mostrando come il cambiamento e forse la democrazia siano molto più raggiungibili di q…

Yossi Amitay L’immagine di Israele come “una villa nella giungla” è un’immagine falsa. Dobbiamo vigilare affinché i muri della “villa”, cioè le basi democratiche israeliane, non vengano incrinati dalle tendenze antidemocratiche.

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 Mentre questo articolo viene scritto la regione araba che circonda lo Stato di Israele è in tumulto. In Tunisia e in Egitto si sono scatenate massicce dimostrazioni contro i regimi repressivi. C’è una crescente agitazione in altri paesi del Medio Oriente come Yemen, Giordania, Libano e forse anche Siria. In questo quadro Israele è rappresentata come “un’isola di stabilità in un oceano in burrasca” o piuttosto come “una villa nella giungla”, secondo un’espressione usata da Ehud Barak, l’attuale Ministro della Difesa. Circa dieci anni fa sono stato Direttore del Centro Israeliano di Cultura al Cairo. Ho vissuto quattro anni nella ca pi tale, strettamente a contatto con la realtà egiziana. “L’Egitto” è anche il corso principale che tengo all’Università Ben Gurion di Beer Sheva. Durante il soggiorno in Egitto ho stretto legami con molti amici con i quali ho continuato un dialogo molto fecondo e serbo nel mio cuore un grande affetto per il popolo egiziano che ho imparato ad amare quando mi…

L'IDF arresta attivisti israeliani per i diritti umani

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GUSH SHALOM: E’ ALLARME LEGGI RAZZISTE in Israele

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  Roma, 28 marzo 2011, Nena News – Pubblichiamo il comunicato diffuso da Gush Shalom, una storica organizzazione pacifista israeliana, riguardo le leggi approvate nei giorni scorsi dalla Knesset (Parlamento) che colpiscono duramente la minoranza palestinese (arabo-israeliana).La tirannica maggioranza della destra nella Knesset ha lavorato duro fino a notte fonda per macchiare le nostre leggi di vile razzismoQuesto e’ un giorno (il 23 marzo, ndr)  di infamia nella storia della nostra legislatura, un passo in avanti nel processo di rendere il nostro paese oscuro e razzista. Proprio oggi i nostri tribunali hanno rivelato la forza della democrazia e mostrato come nemmeno un ex presidente della repubblica sia al di sopra della legge, condannando Moshe Katzav a sette anni di carcere per violenza carnale. Tuttavia nello stesso giorno la Knesset ha promulgato leggi che violano i principi basilari della uguaglianza e della democrazia su cui lo Stato di Israele dovrebbe fondarsi.La Admissions C…

Gideon Levy: “Nel mondo arabo futuro pieno di ombre”

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Dopo la caduta di Ben Ali e Mubarak anche Gheddafi in Libia vacilla. Come cambieranno gli equilibri in Medio Oriente dopo questo terremoto nel mondo arabo-musulmano? 

La configurazione politica nel Mediterraneo sta cambiando in maniera molto veloce ma è difficile dire adesso quali saranno i nuovi equilibri geopolitici in Medio Oriente in quanto il processo è ancora in atto. Conoscevamo quelli che erano gli attori, oramai caduti, della politica nella regione ma non sappiamo ancora chi li rimpiazzerà. Questo credo sia il maggiore quesito. Chi rimpiazzerà questi dittatori ? Per ora non vedo una risposta chiara né in Tunisia, né in Egitto, né in Libia. Una cosa però è certa. Il Medio Oriente, dopo questo terremoto politico nel mondo arabo-musulmano, non sarà mai più lo stesso. Ma ci tocca aspettare per sapere quello che veramente sarà nel futuro.

Come è stata vissuta la rivoluzione egiziana in Israele? L'Egitto è, assieme alla Giordania, il primo paese ad aver siglato un accordo con Is…

Bradley Burston : i nuovi ebrei che odiano se stessi e il loro nuovo sionismo

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Sintesi personale
Non è il momentoper il governo  di accentuare  il  solco fra cittadini ebrei e arabi . Non è il momento
per Israele di  tenere audizioni alla Knesset  al fine di  evidenziare che migliaia di ebrei americani ,che si dichiarano apertamente sostenitori di Israele, in realtà non lo sono.
Benvenuti nel nuovo sionismo. Benvenuti nel nuovo Ebreo che odia se stesso e considera  nemici   gli ebrei che vogliono vedere cambiare Israele. Il suo messaggio   è questo "  Non abbiamo bisogno di te. Non abbiamo bisogno di nessuno. Non abbiamo nemmeno bisogno di Obama I nostri vicini sono, purtroppo, feccia nazista su due gambe, così noi ci prenderemo  tutta la West Bank e Gerusalemme Est. Sappiamo  come far accadere ciò e quali strumenti usare:
L'incitamento: raffigurare sui giornali  Naomi Chazan,un patriota israeliano,   come un  Hulk con un corno grottesco sul quale  appendervi  tutti i problemi di Israele (accuse sproporzionatei,  discriminazione rampante ecc)
Boicottaggio:  …

Israele e Arabia incontro a Mosca Il Cremlino mediatore occulto Al centro dei colloqui le rivolte arabe, la Libia e la Palestina.

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Le rivolte arabe al centro di colloqui segreti a Mosca. Mentre i riflettori erano puntati su Bruxelles e Parigi, il Cremlino ha riunito il premier israeliano Netanyahu, il leader Abu Mazen e il ministro degli Esteri saudita Saud Al Faisal e il capo dell'intelligence di Riad, Muqrin bin Abdul Aziz. La visita ufficiale del primo ministro israeliano e quella di Abu Mazen dovevano puntare a riaprire i negoziati tra Israele e palestinesi. L'aggravarsi della situazione in Nord Africa e in Medio Oriente ha imposto un'altra agenda. Il regista di tutto è stato Valdimir Putin che ha favorito l'incontro tra israeliani e sauditi. Non è la prima volta che questi ultimi si incontrano in gran segreto. Muqrin aveva avuto colloqui anche con Olmert. Al centro degli incontri moscoviti c'era tutta la situazione mediorientale. Sia Israele che l'Arabia Saudita non vedono di buon occhio i cambi di potere nei Paesi della regione. A Riad sono particolarmente in allarme per l'evo…

Amira Hass :I razzi Qassam ,la zanzara e l'elefante

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  “Ho paura”. Non si può che essere d’accordo con questa dichiarazione semplice e diretta fatta il 23 marzo alla radio israe liana, dopo che due missili Grad hanno colpito la città di Be’er Sheva. Otto colpi di mortaio hanno raggiunto altre parti del Negev, vicino alla Striscia di Gaza.Questi otto colpi sparati dalla Striscia sono una risposta ai raid israeliani del giorno precedente, in cui sono rimaste uccise otto persone, quattro delle quali appartenevano al braccio armato della Jihad islamica. Prima dell’attacco israeliano ce n’era stato uno palestinese, che ne seguiva un altro israeliano, e così via.Ho chiamato un amico a Gaza. “I tuoi figli hanno paura?”, gli ho chiesto. “Non proprio”, mi ha risposto. “Danno tutta la colpa ad Hamas”. Gli adulti, invece, hanno paura. Il 19 marzo Hamas ha sparato cinquanta colpi di mortaio contro Israele in risposta all’uccisione di due suoi uomini (che sicuramente era in risposta a qualcos’altro).Gli abitanti di Gaza sono convinti che il moviment…

Ahmad Yusuf : Hamas e la rivolta egiziana: il Movimento del 15 Marzo

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Limes Hamas sembra essere stata spiazzata dall'esplosione della rivolta egiziana. Tanto da aver reagito all'inizio con diffidenza... Yusuf Nessuna diffidenza. Quello che è emerso in Egitto è una verità che da anni Hamas ha sottolineato in Palestina: non si governa contro la volontà del popolo. Limes C'è chi teme che la rivolta che ha portato alla caduta di Mubarak finisca per aprire la strada ai Fratelli musulmani. Che ne pensa? Yusuf Di nuovo lo spauracchio fondamentalista agitato da chi vorrebbe consacrare per l'eternità lo status quo in Medio oriente. I Fratelli musulmani in Egitto così come Hamas in Palestina non sono corpi estranei ma parti integranti delle rispettive società. Se non fosse così noi in Palestina e la Fratellanza in Egitto saremmo stati spazzati via da tempo. I Fratelli musulmani lavorano con il popolo e per il popolo. L'adesione delle fasce più deboli della società egiziana è frutto di un lavoro costante fatto di assistenza e di predicazione. Per …