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Visualizzazione dei post da Luglio, 2014

Gaza : aggiornamento 31 Luglio 2014

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Diretta di ieri, mercoledì 30 luglio dalla redazione Gerusalemme, 31 luglio 2014, Nena News – 86mila. Questo il numero totale di riservisti richiamati dall’esercito israeliano per l’operazione militare contro Gaza. Oggi l’ultimo round: altri 16mila soldati per proseguire un’offensiva che si fa ogni giorno più sanguinosa e drammatica. La decisione di incrementare il numero di militari impiegati è stata presa ieri nella riunione di gabinetto, meeting che si terrà anche oggi pomeriggio. Oltre alle truppe, Israele ha anche bisogno di armi e, dopo una serie di commenti stizziti con l’amministrazione Washington e il presidente Obama, la Casa Bianca ha comunque accettato di inviare a Tel Aviv altre munizioni: mortai 120mm e munizioni per lanciagranate da 40 mm. Intanto proseguono i bombardamenti: stamattina 15 palestinesi – sfollat in una scuola dell’Onu nel campo profughi di Jabaliya, a nord – sono stati feriti quando colpi sparati dall’esercito israeliano hanno centrato una moschea. Siamo orma…

LETTERA APERTA AGLI EBREI ITALIANI - di Stefania Sinigaglia

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31 luglio 2014 alle ore 20.38
Sonoun’ebrea italiana della generazione post-1945, ebrea da generazioni da parte dientrambi i genitori. Sento il bisogno impellente in queste ore di angoscia e diguerra tra Gaza Palestina e Israele di rivolgermi ad altri ebrei italianiperché non riesco a credere che non provino lo stesso sgomento e la stessarepulsione per la carneficina che Israele sta compiendo a Gaza. Non si mira adistruggere un nemico armato, non sono due eserciti ad affrontarsi: si stasterminando un’ intera popolazione civile, perché il nemico è ovunque,  in un fazzoletto di terra che stipa in 365 km2un milione e ottocentomila persone, il nemico è sotto la terra sopra la qualec’erano case e scuole e negozi e ospedali e strade, c’è la gente, e se vuoicolpire chi sta sotto la terra è giocoforza ammazzare chi ci sta sopra a quellaterra, anche un bambino lo capisce:, ma fanno finta di non saperlo gli strateghisottili di questo orrore infinito che si dipana sotto i nostri oc…

GAZA. Mohammed Deif, il leader militare, blocca la tregua umanitaria

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Peter Beinart :La realtà di Gaza non è quella che i leader della Comunità ebraica americana vi raccontano

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Sintesi personale
Gaza myths and facts: what American Jewish leaders won't tell youSe siete stati  vicino alla comunità ebraica americana nel corso delle ultime settimane, avrete sentito la seguente narrazione : Israele ha lasciato la Striscia di Gaza nel 2005, sperando che il paese di recente indipendenza sarebbe diventata la Singapore del Medio Oriente. Invece Hamas ha preso il potere, ha saccheggiato serre, ha gettato i suoi avversari dai  tetti e ha iniziato il lancio di migliaia di razzi contro Israele.
Leader ebrei americani usano questo racconto per giustificare la loro scetticismo per uno stato palestinese in Cisgiordania,ma  è sbagliato. E senza capire perché è sbagliato, non si può capire perché questa guerra è sbagliata .

1Israele ha lasciato Gaza
E 'vero che nel 2005, il primo ministro Ariel Sharon ha ritirato più di 8.000 coloni  da Gaza . (per  sollecitazione Americana ha anche smantellato quattro piccoli insediamenti in Cisgiordania). Ma in nessun modo  Ga…

Israele avvisa gli abitanti di Gaza prima di bombardare le case

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140731tt - Israeli Army Warnings to Gazans about Forthcoming Bombings


1 qui l'IDF tra dieci minuti la vostra casa sarà bombardata

2  se non volete morire ,dovete trovare un riparo

3 dove?

4 non è un nostro problema? Arrivederci

Gaza myths and facts: what American Jewish leaders won't tell you

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If you’ve been anywhere near the American Jewish community over the past few weeks, you’ve heard the following morality tale: Israel left the Gaza Strip in 2005, hoping the newly independent country would become the Singapore of the Middle East. Instead, Hamas seized power, ransacked greenhouses, threw its opponents off rooftops and began launching thousands of rockets at Israel.
American Jewish leaders use this narrative to justify their skepticism of a Palestinian state in the West Bank. But in crucial ways, it’s wrong. And without understanding why it’s wrong, you can’t understand why this war is wrong too.
Let’s take the claims in turn.
Israel Left Gaza
It’s true that in 2005, Prime Minister Ariel Sharon withdrew Israel’s more than 8,000 settlers from Gaza. (At America’s urging, he also dismantled four small settle…

Gideon Levy: Obbedienza cieca

Pietro Falcohttp://www.amiciziaitalo-palestinese.org/index.php...
Gideon Levy: Obbedienza cieca Internazionale n.1060 18/24.7.2014 Gideon Levy, Ha'aretz Per un pilota israelianola più grande dimostrazionedi coraggio è rifiutarsidi uccidere dei civili T|ra i soldati delle forze armate israeliane sono i più eloquenti,educati, intelligenti e istruiti. Durante il servizio militare studiano nelle migliori università. Provengono dalle migliori famiglie e dalle migliori scuole superiori. Negli anni di addestramento imparano le tecniche di volo, l'elettronica, le strategie di combattimento. Sono la meglio gioventù di Israele, destinata a fare grandi cose. Ma oggi i piloti israeliani commettono le azioni più crudeli che si possano immaginare. Comodamente seduti nelle loro cabine, armeggiano con pulsanti e leve. E un gioco di guerra. Dall'alto decidono chi vince e chi muore. Osservano piccoli puntini neri che corrono in preda al panico e scappano per sopravvivere. Alcuni, sui te…

Gaza :Noi non vogliamo “il ritorno a una morte vivente” di assedio e di blocco.

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Noi non vogliamo “il ritorno a una morte vivente” di assedio e di blocco. Noi non vogliamo “il ritorno a una morte vivente” di assedio e di blocco. Come studiosi, personaggi pubblici e attivisti che testimoniano il genocidio, previsto, di 1.800.000 Palestinesi che vivono nella Striscia di Gaza, chiediamo un cessate il fuoco con Israele solo a condizione della fine del blocco e il ripristino delle libertà fondamentali che sono state negate al popolo per più di sette anni.
Le nostre preoccupazioni principali non sono solo per la salute e la sicurezza delle persone nella nostra comunità, ma anche la qualità della loro vita: la condizione obbligata di vivere nella paura, non liberi sotto ingiusta detenzione, senza possibilità di sostenere le propie famiglie attraverso un lavoro retribuito, di recarsi a visitare i parenti, di migliorare la propria istruzione.
Queste sono le aspirazioni fondamentali dell’uomo che sono state severamente limitate al popolo palestinese per più di 47 a…