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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2019

Amira Hass: Israele annulla il divieto per un cittadino americano nato a Gaza di visitare la madre morente a Nablus

sintesi personale

Israele ha annullato  il divieto iniziale per  un cittadino americano, nato a Gaza,   di recarsi a Nablus, nella West Bank, per visitare la madre morente
A Haaretz è stato detto dal COGAT, l'ufficio del Coordinatore delle attività governative nei Territori, che il permesso di ingresso per l'americano nato a Gaza , Awni Abu Rjaila, era stato approvato lunedì sera, ma a partire da mercoledì mattina, dopo 12 giorni di in attesa, non aveva ancora ricevuto  il permesso di entrare in Cisgiordania.
Mercoledì pomeriggio  gli è stato permesso di entrare.
L' ufficio del coordinatore ha dichiarato che la richiesta non soddisfaceva i criteri definiti , ma in ogni caso gli sarebbe stato concesso  di entrare in Cisgiordania come gesto umanitario.
Abu Rjaila, un medico che vive a Tampa, in Florida, ha appreso a gennaio che sua madre, che si trova a Nablus, soffriva di cancro al pancreas  che di solito provoca la morte del paziente in un breve periodo di tempo. Ha subito…

Amira Hass Israel Retracts Entry Ban on Gaza-born American Whose Mother Is Dying

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Informazioni su questo sito web HAARETZ.COM Israel retracts entry ban on Gaza-born American whose mother is dying
Israel has retracted its initial ban on the entry of an American citizen born in Gaza from visiting his dying mother in Nablus in the West Bank. Haaretz was told by COGAT, the office of the Coordinator of Government Activities in the Territories, that the entry permit for the Gaza-born American, Awni Abu Rjaila, had been approved on Monday evening, but as of Wednesday morning, after 12 days of waiting, he had still not permitted to enter the West Bank. On Wednesday afternoon, he was allowed in. In a statement on Wednesday, the coordinator’s office said the request did not meet the relevant criteria but he would be allowed into the West Bank in any event as a humanitarian gesture. >> Israel won't let Gazan visit stroke-victim father in West Bank. The reason? He isn't sick enough ■ Gazans aren’t abandoning their children at the border; they’re earning a living |…

Mariam Barghouti, La reazione contro Omar dimostra che la giustizia sta arrivando per i palestinesi come me

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E la reazione contro Omar che alza la voce perché ci sia giustizia di fronte all’oppressione dei palestinesi e alla complicità degli Stati Uniti nel suo perpetuarsi, è la prova che i giorni in cui Israele può opprimerci impunemente stanno per giungere al termine. di Mariam Barghouti, 14 febbraio 2019
Guardare Ilhan Omar affrontare gli attacchi per le sue critiche nei confronti di Israele è stato scoraggiante e rivelatore di come sia teso il discorso che circonda Israele negli Stati Uniti. Come palestinese che vive sotto occupazione israeliana in Cisgiordania, avere Omar, un membro del Congresso degli Stati Uniti, che parla apertamente a nostro nome è stata una boccata d’aria fresca. E vederla attaccata per averlo fatto è stata una lezione obiettiva sulla capacità di Israele di esportare la repressione del dissenso. A dire il vero non sono sorpresa dell’enorme reazione negativa contro Omar. Perché, come scritto in un recente pezzo di opinione sul New York Times, siamo nel bel mezzo di…

Palestina: quando l'acqua potabile è un lusso

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Palestina: quando l'acqua potabile è un lusso



Nella Striscia di Gaza e nella Cisgiordania l’acqua potabile è un “lusso” come titola un’inchiesta di Amira Haas, che alla disastrata situazione idrica in cui versano i palestinesi ha dedicato tre articoli su Haaretz.
Cisgiordania A causa del conflitto israelo-palestinese gli abitanti di Gaza e della Cisgiordania hanno difficoltà, nei casi migliori, di usufruire di acqua potabile, scrive la Haas.
Da decenni il Giordano è sotto il controllo di Tel Aviv, che ne devia gran parte del flusso nel complesso sistema idrico chiamato National WaterCarrier, situato in territorio israeliano.
Israele, che ha il controllo amministrativo del 60% della Cisgiordania, proibisce ai palestinesi di collegarsi all’infrastruttura idrica, che pure s’irradia dal Giordano.
Di conseguenza essi si trovano a dover comprare l’acqua, che proviene dal proprio territorio, dallo Stato israeliano.
C’è stato un tentativo di cercare una soluzione al problema, con un e…

Haaretz : delegittimazione degli Arabi attraverso la rivalutazione di Kahane e la legge dello Stato Nazione

Sintesi personale 
Una linea retta collega la legittimazione del primo ministro Benjamin Netanyahu alle dottrine del  rabbino Meir Kahane , i tentativi di delegittimare qualsiasi cooperazione con "i membri della Knesset araba" e l'emanazione della legge dello  stato-nazione.  Ciò che li accomuna  è il rimuovere i diritti di uguaglianza dei cittadini arabi di Israele . Ciò che rende inaccettabile la legge dello stato-nazione è il suo rifiuto di riconoscere che ci sono non ebrei che vivono qui  ed  Israele è il loro paese. Anche la nuova costituzione nazionalista approvata dal primo ministro Viktor Orban in Ungheria riconosce le minoranze come parte del popolo che sostiene lo stato. E lo stesso valeva per la Dichiarazione d'indipendenza di Israele. La legge dello stato-nazione ha fatto il contrario. Anche se la Corte Suprema stabilisca che non vi è  nella legge la violazione incostituzionale dei diritti delle minoranze, ciò non cancella il messaggio antidemocratico che la…

Editorial Blight of the Nation-state Law

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Informazioni su questo sito web HAARETZ.COM Blight of the nation-state law | Opinion ***



A straight line connects Prime Minister Benjamin Netanyahu’s legitimization of the doctrines of Rabbi Meir Kahane, the attempts to delegitimize any cooperation whatsoever with “the Arab Knesset members,” and the enactment of the nation-state law. What all three have in common is that they remove Arab citizens of Israel from the “demos” – the public that enjoys equal rights and is relevant to democratic decision making.

Hagai El-Ad Quando celebriamo la democrazia di Israele, celebriamo la violenza dell’occupazione.

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“Finché non dispongo in modo saldo e irrevocabile del diritto di voto, non dispongo di me stesso. Non posso prendere decisioni: sono già prese per me. Non posso vivere come un cittadino democratico rispettoso delle leggi che ha contribuito ad approvare: posso solo sottomettermi agli editti altrui.” Queste parole furono pronunciate da Martin Luther King Jr. nel suo discorso “Dateci il voto” del 1957, in cui cercava di contestare la realtà del profondo sud americano dove i Neri avevano la cittadinanza ma con vari pretesti si vedevano negato il diritto di voto. Per i Palestinesi che sono vissuti sotto il regime di Israele fin dal 1967, il semplice diritto di voto non è nemmeno preso in considerazione. Tra pochi mesi ci saranno nuove elezioni in cui noi, cittadini israeliani, potremo votare e prendere decisioni che riguardano non solo il nostro futuro, ma anche quello di milioni di soggetti a cui vengono perennemente negati i diritti politici. Le regole e gli ordini che noi detteremo cont…