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Visualizzazione dei post da Giugno, 2018

Maha Hussaini A pesca di droni: come i lanciatori di aquiloni di Gaza hanno la meglio su Israele usando reti da pesca

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A pesca di droni: come i lanciatori di aquiloni di Gaza hanno la meglio su Israele usando reti da pesca STRISCIA DI GAZA - I lanciatori di aquiloni palestinesi usano reti da pesca per distruggere i droni israeliani, dispiegati su Gaza per colpire e intimidire i manifestanti durante queste settimane di mobilitazione. Gli aquiloni colorati, decorati con bandiere, slogan e motivi geometrici, sono diventati un simbolo di resistenza di fronte alla schiacciante forza militare israeliana. Bambini e giovani si riuniscono ogni venerdì per lanciare in volo quella che chiamano la "nuova generazione di F-16", un riferimento agli aerei da guerra israeliani che si vedono spesso nei cieli sopra l'enclave costiera. Alcuni aquiloni dotati di code incendiarie sono stati lanciati verso il territorio israeliano, provocando numerosi incendi in terreni agricoli e foreste adiacenti a Gaza e spingendo i funzionari israeliani ad avvertire che i lanciatori di aquiloni risch

Ahmad Tibi I cinque sionisti pro-occupazione che pensano di poter portare la pace in Medio Oriente

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I cinque sionisti pro-occupazione che pensano di poter portare la pace in Medio Oriente Haaretz, 27.06.2018 https://www.haaretz.com/middle-east-news/.premium-five-pro-occupation-zionists-who-think-they-can-bring-mideast-peace-1.6218052 Nella foto: da sinistra: l'ambasciatore degli Stati Uniti Friedman, gli inviati americani Greenblatt e Kushner, il primo ministro Netanyahu e l'ambasciatore Dermer, a Gerusalemme, il 22 giugno 2018. Haim Tzach / GPO La foto che ha immortalato l'ultimo incontro tra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e la squadra di Trump per il Medio Oriente era molto significativa: quattro persone su cinque nella foto erano ebrei americani. Tutti e cinque hanno vissuto per decenni o per tutta la loro vita negli Stati Uniti. Tutti e cinque sono sionisti di destra militanti. Tutti e cinque hanno sostenuto gli insediamenti israeliani nei territori occupati, politicamente e finanzi

Amira Hass Farsi una canna nella base militare in Israele

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Articoli recenti Israele e le politiche di Trump Festival tedesco contro gruppo musicale a favore del BDS Farsi una canna nella base militare in Israele I palestinesi feriti ‘puniti’ per aver protestato a Gaza Rapporto OCHA 5 – 18 giugno 2018 (due settimane) Amira Hass | 26 giugno 2018 Il consumo di cannabis tra i soldati israeliani (sia nell’esercito che in servizio di leva) è in aumento. Secondo un articolo del quotidiano Yediot Ahronoth [quotidiano di centro, uno dei più letti in Israele, ndtr.] , basato su un’indagine dell’Autorità anti droga di qualche mese fa,  nel 2017 non meno del 54% delle truppe ne faceva uso. Come dovremmo interpretare l’aumento dell’uso di marijuana e hashish tra i soldati? Forse tutti i discorsi sulla legalizzazione lo hanno agevolato? Si tratta di una politica più flessibile di repressione e punizione dei fumatori nell’esercito? L’articolo di Yedio

Russia: Coldiretti, “con sanzioni Ue scatta embargo a Made in Italy”

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Russia: Coldiretti, “con sanzioni Ue scatta embargo a Made in Italy” “ Con le sanzioni si attende ora la rappresaglia della Russia con l’embargo totale per una importante lista di prodotti agroalimentari e il divieto all’ingresso di frutta e verdura, formaggi, carne e salumi ma anche pesce, provenienti da Ue, Usa, Canada, Norvegia ed Australia previsto dal decreto n. 778 del 7 agosto 2014, più volte rinnovato”. Lo afferma la Coldiretti in riferimento alla decisione dei 28 leader dell’Unione europea che hanno concordato di estendere per altri sei mesi le sanzioni economiche contro la Russia per il mancato rispetto dell’intesa di Minsk.  “Il risultato – sottolinea la Coldiretti – è l’azzeramento della spedizione di prodotti agroalimentari Made in Italy in Russia che per molto tempo è stata un mercato importante per l’Italia. Alle perdite dirette subite dalle mancate esportazioni italiane si sommano poi quelle indirette dovute al danno di immagine e di mercato prov

Nigeria. «Sono islamici». Imam salva 262 cristiani

Nigeria. «Sono islamici». Imam salva 262 cristiani Non ci ho pensato due volte prima di agire». Comincia così il racconto di un imam nigeriano che è riuscito a salvare centinaia di cristiani durante gli ultimi attacchi nello Stato centrosettentrionale di Plateau. A rischio della sua vita, il leader musulmano ha fatto da scudo umano a 262 persone. «Ho visto la gente fuggire dai villaggi situati nella vicina località di Barikin Ladi», spiega l’imam, la cui identità non è stata rivelata per ragioni di sicurezza. «Inizialmente ho deciso di portare donne e bambini in casa mia per nasconderli. Poco dopo mi sono diretto verso gli uomini – ha spiegato – e ho scelto di trasferirli tutti nella moschea del mio villaggio di Nghar Yelwa». La settimana scorsa, una serie di combattimenti fra diverse comunità ha provocato oltre 80 morti in tre regioni del Plateau, tra cui Barikin Ladi. Diversi gruppi di coltivatori, principalmente sedentari, si sono scontrati per giorni con i past

Robert Fisk Il ‘patto finale’, Usa , Israele, Palestina

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Il ‘patto finale’ Grandi momenti nella storia razzista americana dell’immigrazione L’imminente assalto all’ Iran Il ritiro statunitense dal Comitato dell’ONU per i Diritti Umani Israele ha ispirato la politica di Trump della separazione delle famiglie? 29 giugno 2018 Non è rimasta  nessuna umiliazione per i Palestinesi? Dopo Oslo, dopo la “soluzione dei due stati”, dopo gli anni dell’occupazione palestinese – dell’Area A” e della “Area C” per definire sotto quale tipo di occupazione devono vivere i Palestinesi – dopo la vasta colonizzazione ebrea della terra rubata ai suoi proprietari arabi, dopo i massacri a Gaza e la decisione di Trump che Gerusalemme, tutta Gerusalemme debba essere la capitale di Israele, ai Palestinesi si chiederà di    per denaro contante e un villaggio miserabile? Non c’è più nessuna vergogna? Ai Palestinesi, infatti, sarà assegnata lo “accordo finale” – “finale” come un ultimo

Sumaya Abdel Qader : scelgo Milano

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Tratto dal profilo pubblico di FB : un commento ALLEGATO :  Memoriale: l'accoglienza ai migranti ,post di Giulio Meotti su Fb contro l'iniziativa.    Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente : A proposito di Sumaya Abdel Qader, candidata PD a Milano, e dei Fratelli musulmani Stefano Jesurum:Setirot - Abitudine all'odio - Moked   Sumaya, consigliera milanese col velo. «Un atto di devozione per Dio» Gad Lerner : Musulmani coraggiosi contro il terrorismo, un dialogo fra Manconi e Sumaya   Il progetto Aisha: I musulmani contro la violenza sulle donne Sumaya Abdel Qader : il coraggio della normalità ha vinto Milano e l’Islam Sumaya Abdel Qader : Quei Cie dove vogliono rinchiudere i nostri valori Giorno della Memoria 2017 :“Memoria, importante per tutti anche per noi musulmani” Sumaya Abdel Qader :nonostante tutto c’è un presente, da sostenere e guidare. Un futuro da sognare e r

Video : a Gaza due palestinesi uccisi e più di trecento feriti

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2 killed, 300+ wounded and Israeli drone shot down in latest Gaza clashes (PHOTOS, VIDEOS) rt.com

Tarek R. Dika L’imminente assalto all’ Iran

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L’imminente assalto all’ Iran Il ritiro statunitense dal Comitato dell’ONU per i Diritti Umani Israele ha ispirato la politica di Trump della separazione delle famiglie? ‘L’aumento delle forze di destra è nefasta’ – Seconda parte ‘L’aumento delle forze di destra è nefasta’ – Prima parte Trump non ha realmente posto fine alla separazione delle famiglie L’America ha abbandonato la faccenda dei diritti umani Il mondo ai rifugiati: andate all’inferno Trump mente di nuovo riguardo alla Germania 26 giugno 2018 La nuova strategia Americana per l’Iran è di smantellare l’accordo nucleare e di porre le fondamenta per l’azione militare contro le strutture nucleari dell’Iran. Mike Pompeo, il più recente Segretario di Stato di Trump, di recente è stato in visita in Arabia Saudita e in Israele, e in entrambi i paesi si è concentrato esclusivamente sull’Iran. Gli Israelia

By Umberto De Giovannangeli L'Italia chiederà una missione Nato ai confini sud della Libia

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'Italia chiederà una missione Nato ai confini sud della Libia (di U. De Giovannangeli) La frase è scivolata via, tra una polemica con la Francia e l'ennesima bordata contro le Ong. Ma è in quella frase, pronunciata ieri da Matteo Salvini nel corso del Question time alla Camera, che c'è il salto di qualità dell'impegno italiano sul fronte Sud. A partire dalla Libia. Che Roma intendesse rafforzare il rapporto con Tripoli, attraverso un sostegno, in mezzi e uomini, alla Guardia costiera, l'HuffPost lo aveva anticipato da tempo. Varia, a rialzo, solo il numero delle motovedette che l'Italia fornirà alla Guardia libica: non 10 ma 12. "In Consiglio dei ministri, se il tempo lo consentirà – ha annunciato il vice premier leghista - doneremo altre 12 motovedette alla Libia con conseguente formazione degli equipaggi per continuare a proteggere vite nel Mediterraneo". Solo che il tempo è tiranno, e il regalo alla Guardia costiera libica deve

Neocolonialismo e «crisi dei migranti» | Manlio Dinucci

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  Neocolonialismo e «crisi dei migranti» | Manlio Dinucci Dagli Stati uniti all’Europa, la «crisi dei migranti» suscita accese polemiche interne e internazionali sulle politiche da adottare riguardo ai flussi migratori. Ovunque però essi vengono rappresentati secondo un cliché che capovolge la realtà: quello dei «paesi ricchi» costretti a subire la crescente pressione migratoria dai «paesi poveri». Si nasconde la causa di fondo: il sistema economico che nel mondo permette a una ristretta minoranza di accumulare ricchezza a spese della crescente maggioranza, impoverendola e provocando così l’emigrazione forzata. Riguardo ai flussi migratori verso gli Stati uniti, è emblematico il caso del Messico. La sua produzione agricola è crollata quando, con il Nafta (l’accordo nordamericano di «libero» commercio), Usa e Canada hanno inondato il mercato messicano con prodotti agricoli a basso prezzo grazie alle proprie sovvenzioni statali. Milioni di contadini sono rimasti s

Walid Salem “Terrorismo agricolo” e il “Diritto di rappresaglia”

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  “Terrorismo agricolo” e il “Diritto di rappresaglia” | Walid Salem “Terrorismo agricolo” è un tipo di “concetto” che si trova guardando il Canale Sette dei colonialisti insediati (d’ora in poi: i coloni ), e qualche sito web di quei coloni. Il cosiddetto concetto descrive gli attacchi palestinesi ai terreni agricoli dei coloni effettuati bruciando pneumatici, accendendo fuochi, e con i cosiddetti “Aquiloni-armi” come quelli fatti volare da Gaza al sud d’Israele per innescarvi incendi. La cosa più importante è la “rappresaglia” proposta e praticata dai coloni e dal loro governo in Israele. In Cisgiordania del sud I coloni hanno deciso di “vendicarsi” oltre a quello che sta facendo l’esercito israeliano, e cioè sradicando alberi e vigneti palestinesi, e lasciando volantini e scritte sui sassi lì attorno che spiegano che tali attacchi sono vengono effettuati in risposta al cosiddetto ”Terrorismo agricolo” dei palestinesi. Negli insediamenti dei coloni si creano c