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Visualizzazione dei post da Maggio, 2018

Chiara Cruciati Da Gaza domani una flottilla di feriti e studenti

Da Gaza domani una flottilla di feriti e studenti Chiara CruciatiRoma, 28 maggio 2018, Nena News – Dal 30 marzo la Grande Marcia del Ritorno ha visto decine di migliaia di palestinesi di Gaza camminare e manifestare lungo le linee di demarcazione tra la Striscia e Israele. Il “confine” orientale, quello che le autorità israeliane hanno unilateralmente dichiarato zona cuscinetto, teatro di innumerevoli uccisioni in queste settimane di manifestanti, prima di contadini che tentavano di raggiungere le terre da coltivare.
Domani sarà un altro “confine” ad essere sfidato, quello occidentale: il comitato della Grande Marcia del Ritorno ha annunciato per le 11 di domattina una “flottilla” da Gaza, la partenza di imbarcazioni con a bordo alcuni dei feriti, oltre 13mila, dell’esercito israeliano in queste settimane di proteste, ma anche studenti e laureati disoccupati. Rompere l’assedio via mare, è l’obiettivo, l’altro muro invisibile che chiude la Striscia attraverso l’attività dell…

Stefano MauroISRAELE/PALESTINA. Il piano di pace di Trump senza palestinesi

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Stefano Mauro

ISRAELE/PALESTINA. Il piano di pace di Trump senza palestinesi Secondo indiscrezioni “l’accordo del secolo” non prevede diritto al ritorno, individua Abu Dis come capitale dello Stato di Palestina e lascia a Israele il… nena-news.it

Roma, 28 maggio 2018, Nena News – Un sito web israeliano ha rivelato alcuni punti del cosiddetto  great deal o  “piano di pace” che Donald Trump proporrà per la soluzione della questione palestinese. Il quotidiano online Rai al Youmdi Abdel Bari Atwan ha ripreso, infatti, la notizia della pubblicazione sul sito israeliano Debka File, vicino all’esercito israeliano e alla destra sionista, di una serie di punti del futuro accordo definendolo “l’ennesima offesa per il popolo palestinese”.
Secondo il sito israeliano, il great deal è stato sottoposto all’Arabia Saudita e all’Egitto visto che “Trump ha discusso in differenti riunioni riguardo al piano con Mohammed Ben Salman, principe ereditario saudita, con il principe di Abu Dhabi Ben Zay…

Umberto De Giovannangeli Una foto che infiamma. L'ambasciatore Usa con il poster di Gerusalemme, ma c'è il Tempio al posto della Moschea

Una foto che infiamma. L'ambasciatore Usa con il poster di Gerusalemme, ma c'è il Tempio al posto della Moschea



Un fotomontaggio destinato a rinfocolare le polemiche e infiammare di nuovo gli animi in Palestina. A pochi giorni dal trasferimento dell'ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme, l'ambasciatore David Friedman ha nuovamente scatenato l'ira dei palestinesi quando è stato ripreso in un'istituzione di ebrei ortodossi mentre riceveva in dono una gigantografia di Gerusalemme dove con un fotomontaggio la moschea al-Aqsa ed il Duomo della Roccia erano stati sostituiti dalla riproduzione del biblico Tempio di Gerusalemme.
La fotografia è stata realizzata da un istituto educativo ebraico sostenuto dall'ambasciata Usa. Friedman, ha replicato un portavoce della ambasciata, è stato colto di sorpresa dal regalo. "È rimasto molto deluso che qualcuno abbia cercato di sfruttare la sua visita per creare una controversia", ha aggiunto. Quel fot…

Umberto De Giovannangeli La "Scuola di gomme" sarà demolita. Così si distrugge una speranza

La "Scuola di gomme" sarà demolita. Così si distrugge una speranza
Umberto De Giovannangeli Giornalista, esperto di Medio Oriente e Islam

Vi sono volti e storie che ti rimangono impressi nella mente e nel cuore. E' questo, credo, la cosa più bella, preziosa che ti rimane dopo un bel po' di anni da inviato di guerra. Penso a questo oggi, alla notizia che in Terrasanta non c'è spazio per una scuola che è stata per tanto tempo il simbolo di una speranza, un investimento sul futuro per tanti bambini che in quella "scuola di gomme" hanno iniziato un percorso di istruzione che altrimenti non sarebbe mai iniziato. Un percorso interrotto con crudeltà, che non viene meno se ammantata di legalità, con cui la Corte suprema israeliana ha reso esecutiva la sentenza di abbattimento di quella scuola che ospitava bambini della comunità beduina israeliana.
Una sc…

Alberto Negri [L’analisi] L’Italia vulnerabile e “commissariata”. E il disastro è appena cominciato

[L’analisi] L’Italia vulnerabile e “commissariata”. E il disastro è appena cominciato Cacciato dalla porta del Quirinale, il populismo italico potrebbe trasformarsi in una scomposta ondata nazionalista senza precedenti in un Paese che per altro ha sempre dimostrato uno scarso attaccamento alla bandiera e uno assai maggiore al portafoglio, che oggi langue. Il Mattarella in testa a Paolo Savona, un anziano e stimato signore che si è fatto strumentalizzare dal furbetto Matteo Salvini, è stato un colpo da maestro per respingere, almeno per il momento, i Cinquestelle dalla stanza dei bottoni, ma potrebbe trasformarsi in un boomerang. Tornare alla caduta di Gheddafi per capire L’Italia resta un Paese vulnerabile dentro e soprattutto fuori, sui mercati e in politica estera. Vulnerabile anche alle tesi di un complotto internazionale dell’establishment europeo e interno a difesa dell’euro, citato a volte a sproposito come il padre di tutti i guai italiani. Ma un colpevole bisogna …

Mae Elise Cannon : Trump sta mettendo in pericolo le vite americane infiammando il sentimento anti-americano nel Medio Oriente |

Mae Elise Cannon Trump is putting American lives in danger by inflaming anti-American sentiment in the Mideast | Opinion

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Trump is putting American lives in danger by inflaming anti-American sentiment in the Mideast | Opinion *** In the weeks leading up to the relocation of the American embassy in Israel to Jerusalem, supporters of the Trump administration argued that his decision exemplifies "America First" foreign policy, and that previous administrations - going back to the time of Harry Truman - subordinated U.S. interests for the sake of internationalism, by not recognizing Jerusalem as the capital of Israel.�����������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������…

Elisa Pinna : Gaza. In prigione per fame

Gaza. In prigione per fame



La situazione umanitaria nella Striscia è pesante. Aumentano i casi di adolescenti che cercano di farsi arrestare dai soldati israeliani. Per andare in prigione e non pesare sulla famiglia.
Il confine di Gaza si trova a circa 500 metri di distanza, ma il kibbutz israeliano di Nitzam sembra un’oasi di pace e di tranquillità. Nessun controllo all’ingresso. Il cancello è spalancato e dal parcheggio si diramano i vialetti pedonali che portano a case ben curate, tra cipressi, prati verdi, macchie colorate di fiori. Solo il ronzio delle pompe automatiche dell’acqua rompe il silenzio. Un gattone tigrato osserva i visitatori dal davanzale di una finestra aperta, e poco più in là due uomini stanno potando con calma una siepe. A guastare il quadro idilliaco è il retro del kibbutz: dietro un muro di protezione si apre una spianata di terra polverosa, piena di sterpaglie. È la zona cuscinetto controllata incessantemente dall’esercito israeliano: ha lo scopo …

Giorgio Bernardelli ;I piani di Israele per Gerusalemme

I piani di Israele per Gerusalemme


Ai non addetti ai lavori l'urbanistica può sembrare una materia noiosa, eppure è importante, perché disegna il futuro delle città. Nei giorni scorsi sono state adottate nuove decisioni su Gerusalemme. Puntuale come sempre Gerusalemme è già uscita dai radar del circo dei media. Gli stessi che segnalavano il trasferimento dell'ambasciata degli Stati Uniti come l'ultimo spintone che avrebbe trascinato tutti nel baratro, hanno smesso in fretta di occuparsene appena trascorsi un paio di giorni senza notizie di nuovi scontri e nuove vittime. Va così da anni, non c'è da stupirsi. Piuttosto - ormai a freddo - vale la pena porsi un'altra domanda: tra i fatti di queste ultime due settimane, quali sono destinati a incidere di più sulla quotidianità di chi vive a Gerusalemme?
Con buona pace di Donald Trump e della retorica versata nella cerimonia di qualche giorno fa, il trasferimento dell'ambasciata cambia ben poco: una scritt…

Roma compare un murale su Israele e Palestina nel giorno del Giro ...

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Giro: murales in centro Roma contro Israele

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A Roma compare un murale su Israele e Palestina nel giorno del Giro ...
Lo street artist Sirante è tornato a colpire a Roma, nel giorno dell’ultima tappa del Giro d’Italia, con un murale polemico sul conflitto tra israeliani e palestinesi.
Nel murale si vede un militare in assetto antisommossa, con la divisa che richiama la Maglia Rosa e la bandiera d’Israele e, accanto, un quadro con scritto “Girone ‘Italia” dove i corridori passano in mezzo al conflitto tra palestinesi e israeliani. Nel logo del Giro è disegnato il simbolo dei dollari.L’opera è comparsa in via Antonio Canova, a due passi da via del Corso, dove nel pomeriggio è transitata l’ultima tappa del Giro d’Italia.
Il murale critica sia la scelta degli organizzatori di far partire la corsa rosa da Gerusalemme sia la politica di Israele.
La scena rappresentata è quella del X canto dell’Inferno di Dante. Il poeta e Virgilio osservano il passaggio del Giro d’Italia tra due …