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Visualizzazione dei post da Settembre, 2008

Gideon Levy : basta parlare ,è ora di agire

Gideon Levy: Enough with the 'political process' game
Sintesi personale Il paese più instabile del Medio Oriente avrà un nuovo governo, con lo slogan: " continueranno i negoziati di pace con i palestinesi". Ebbene, ora è il momento di porre fine alla farsa, dopo oltre 15 anni di inutili negoziati. E 'il momento di dire basta a questo falò delle vanità, a questo processo di auto-inganno che ostacola qualsiasi accordo. E 'giunto il momento per le decisioni e le azioni - guerra o pace, annessione in uno stato di tutti i cittadini, o creazione di due Stati sovrani. Vi è un solo piano sul tavolo: le frontiere del 1967 e la soluzione del problema dei profughi in cambio di pace - sì o no. Tutto il resto è insignificante. Non si può perdere più tempo, perchè il tempo è esaurito Scegliete il piano di Clinton o l'iniziativa di Ginevra ,non ci sono altri piani Ciò che avrebbe potuto essere realizzato un decennio fa non può essere raggiunto oggi, e quel che…

Yehoshua : un video dà ragione a Sabahi

Un video di Youtube
Che cosa ha detto veramente Abraham Yehoshua? In questi giorni, sui media italiani, si è scatenata una polemica intorno ad alcune frasi che il grande scrittore israeliano avrebbe pronunciato in un’intervista pubblicata il 22 settembre dal quotidiano La Stampa, dal titolo “Teheran non è un pericolo per Israele”. Due giorni dopo lo stesso Yehoshua, intellettuale da anni impegnato per la pace tra israeliani e palestinesi, si è sentito in dovere di precisare a La Stampa di non aver “mai detto che l’Iran non è un pericolo per Israele”. La faccenda merita di essere approfondita perché rivela anzitutto l’aggressività e la partigianeria di alcuni media vicini al centrodestra italiano, e anche le pressioni da cui si sente condizionato persino un grande intellettuale come Yehoshua. Continua qui Yehoshua, l’Iran e quel titolo sbagliato

Ray Hanania: Nadia Hilou, donna arabo israeliana e cristiana alla Knesset

Sintesi personale::Eletta nel partito laburista, lei dedica la sua vita per la difesa dei diritti dei bambini e il miglioramento dei servizi per le famiglie La settimana scorsa, per esempio, ha chiesto una riunione speciale del Comitato sui diritti del fanciullo, al fine di discutere l'uccisione di bambini da parte dei parenti. In Israele ufficialmente ogni anno solo 5 o 6 bambini subiscono questa atroce sorte il Dr Hanita Zimrin, ritiene che il numero sia molto più alto ,infatti molti casi , considerati suicidi o incidenti, in realtà potrebbero essere omicidi Ma Hilou rappresenta una nuova generazione di arabi che si impegna all'interno del sistema per migliorarlo . Essa non solo aiuta i cristiani,ma combatte duramente per difendere i diritti dei musulmani e anche degli ebrei. Grazie a lei è stato approvato un programma di educazione cristiana nella scuola di Galilea,gestita come una succursale del campus dell'Universitàdi Indianapolis negli Stati Uniti …

Israele: l’intifada ebraica contro intellettuali e pacifisti

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Israele: l’intifada ebraica contro intellettuali e pa È uno degli intellettuali più noti di Israele, più ascoltati e appassionati. I suoi studi sulla genesi e l’evoluzione del fascismo l’hanno reso famoso prima in patria e poi in Europa e negli Stati Uniti. Per il suo lavoro, quest’anno, gli è stata attribuita una delle più alte onorificenze dello Stato Ebraico, quell’Izrael Prize che, istituito nel 1953 dall’allora ministro dell’educazione Ben Zion-Dinor, viene consegnato dal presidente israeliano. Ma Zeev Sternhell non è un semplice (e famoso) storico. È anche un uomo impegnato in prima persona nella causa della pace. Da anni è uno dei più importanti fautori del dialogo con i palestinesi. Da tempo, si è schierato contro l’espansione della colonie israeliane in Cisgiordania. In particolare, l’autore di “Nascita dell’ideologia fascista” è un vecchio simpatizzante di PeaceNow, una delle più conosciute organizzazioni pacifiste di Gerusalemme. Il mese scorso, il 75 enne docente universitar…

Scritto da Paola Canarutto,: grave carenza di acqua in Cisgiordania

Grave carenza d'acqua in Cisgiordania B'Tselem, la celebre organizzazione israeliana per i diritti umani, riporta periodicamente sulla grave, e cronica, carenza idrica in Cisgiordania. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, la quantità minima d'acqua necessaria pro capite, per usi personali e domestici, è di 100 litri/dì. Ma in Cisgiordania il consumo medio è di soli 66 litri (da cui va detratto quanto si usa per il bestiame). Attualmente, a Nablus e nelle colline a sud di Hebron, i palestinesi ottengono poco più di 50 litri al giorno. Altrove, è ancora peggio: 38 litri a Jenin, 30 a Tubas. (In Israele il consumo/dì è superiore a 220 litri al giorno, 3 volte maggiore di quello medio in Cisgiordania; ma conteggiando l'acqua per uso industriale, è di 330 litri/dì). Dopo 41 anni di occupazione israeliana, più di 200.000 palestinesi non sono connessi alla rete idrica. Persino dove la connessione c'è, l'acqua arriva, per lo più, solo alcune ore al gior…

Israele. Rapporto sulle disuguaglianze tra arabi ed ebrei

Israele. Rapporto sulle disuguaglianze tra arabi ed ebrei
Israele ha più di 7 milioni di abitanti, il 20 per cento sono arabi.
Gli ebrei israeliani vivono in media tre anni e mezzo in più dei loro
concittadini arabi. E la differenza, nel caso delle donne, diventa
addirittura di quattro anni. Ad affermarlo è il rapporto sull'Indice
di uguaglianza, pubblicato da Sikkuy, Associazione per il
raggiungimento dell'uguaglianza civile in Israele.
Il rapporto, che si riferisce alle condizioni di vita nel 2007,
analizza gli elementi di disuguaglianza esistenti tra concittadini
ebrei e arabi in fatto di educazione, condizione abitativa, welfare,
salute e occupazione. Disuguaglianza che, secondo i curatori del
lavoro, si sarebbe aggravata rispetto alla situazione del 2006.
Vita e morte: oltre al divario nelle aspettative di vita (i cittadini
ebrei israeliani vivono, come si è detto, in media tre anni e mezzo in
più degli arabi), il rapporto denuncia anche un grave gap nelle
percentuali di mo…

Jeff Halp Jeff Halpe Lo stoccaggio di un “popolo di troppo”: i palestinesi

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Il termine “stoccare”, pertanto, pur riferendosi ad un fenomeno reale, ha anche il significato di preavvertire. Dobbiamo procedere nel nostro sforzo di far finire l'Occupazione israeliana, anche se questo significa, alla fine, creare una Palestina/Israele autentica, o una più ampia confederazione regionale, piuttosto che una soluzione di apartheid-con-due-stati o uno stoccaggio vero e proprio. Guardare alla Palestina come ad un microcosmo di una più vasta realtà globale di stoccaggio ci rende capaci di identificare in modo più efficace gli elementi che compaiono altrove e di comprendere il modello che Israele sviluppa, per opporvisi meglio. In ogni caso, il nostro linguaggio, e l'analisi che questo genera, devono non solo essere onesti e privi di inutili riguardi: devono anche mantenersi al corrente delle intenzioni politiche e dei “fatti sul terreno”, che si espandono sempre più rapidamente. continua qui
Lo stoccaggio di un “popolo di troppo”: i palestinesi

2 Un israel…

Siniora: nessun piano per disarmare gli hezbollah: il vero problema è l'occupazione israeliana:

Sintesi personale"Queste armi sono il risultato dell'occupazione. Israele ha invaso il Libano nel 1982 utilizzando il pretesto di distruggere l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina. Che cosa è successo? L'OLP non è stato smantellato, ma l'occupazione ha portato alla nascita degli Hezbollah", ha detto il primo ministro.Quindi il vero problema risiede nella continua occupazione israeliana della terra libanese.La maggior parte del parlamento libanese sostiene che il governo dovrebbe assumere il controllo delle armi e assumere il potere di decidere quanto concerne la guerra o la pace .ma gli Hezbollah rifiutano il disarmo in quanto sostengono di voler difendere il paese da Israele Commento: inutile sottolineare che il problema è del governo libanese, sostenuto da tutta la comunità internazionale'No plan to disarm Lebanon's Hezbollah'

Coloni contro l'IDF, incendiano campi palestinesi, ucciso un ragazzino palestinese dall'IDF

1Gli incidenti di ieri sono iniziati quando centinaia di soldati e agenti di polizia hanno distrutto l'avamposto illegale di Yad Yair, presso la colonia di Dolev, a Ramallah. In reazione i coloni del posto hanno attaccato a sassate i soldati della riserva che avevano partecipato all'operazione e hanno forato i pneumatici delle loro automobili private. Nelle ore successive le violenze dei coloni si sono estese in altre zone della Cisgiordania.
Israele - Palestina - Barak Ordina Misure Più Severe Contro I Coloni Che Si Oppongono Agli...
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VIDEO / IDF thwarts terror attack near Yitzhar settlement Cisgiordania, quattordicenne palestinese ucciso da soldati israeliani

2Sintesi personale (solo elementi essenziali)I coloni Di Yitzhar hanno incendiato centinaia di oliveti nella zona di di sicurezza dei palestinesi Gli abitanti di un villaggio, inoltre, accusano l'IDF non solo di non aver fatto nulla per ostacolare i col…

Mel Frykberg: i bambini palestinesi giocano con la morte

RAMALLAH, West Bank, 19 settembre 2008 (IPS) - Nel suo ultimo rapporto pubblicato ad agosto, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) esprime preoccupazione per la protezione inadeguata nei confronti dei minori palestinesi.

“In uno degli episodi più gravi, lo scorso luglio, Ahmad Husam Yousef Mosa, un bambino palestinese di dieci anni, è stato ucciso con un colpo di proiettile alla testa dalla polizia di frontiera israeliana dopo una manifestazione contro il blocco nel villaggio di Ni’lin, West Bank centrale”, segnala il rapporto.

Il giorno dopo, è stata dichiarata la morte cerebrale del 15enne Yousef Ahmad A'mira, anch’egli colpito alla testa da distanza ravvicinata con diversi proiettili di metallo rivestiti di gomma, sempre dalla polizia paramilitare israeliana di frontiera.

“Altri 44 ragazzi sono rimasti feriti questo mese, tutti tranne uno nella West Bank. Due giovani sono stati uccisi e altri feriti nel corso di alcuni scontri intestini t…

Mohammed Omer : reportage da Gaza

1 È giunto ormai alla terza settimana lo sciopero indetto a Gaza dal sindacato degli insegnanti palestinesi - un ente non ufficiale sostenuto dal governo del presidente dell’Autorità palestinese (AP) Mahmoud Abbas nella West Bank”Un funzionario mi ha detto che ero stato licenziato perché non avevo aderito allo sciopero”, ha raccontato all’IPS Mussa al-Astal, un insegnante di scienze sociali della scuola secondaria di Khan Younis, una città a sud della striscia di Gaza. Astal dice anche di aver visto il proprio nome sulla lista di un sito web affiliato a Fatah. Continua qui
MEDIO ORIENTE: Gli insegnanti intrappolati tra Fatah e Hamas

2 MEDIO ORIENTE: Nessuno vince nella guerra del silenzio obbligato Mohammed Omer Mancano tante cose a Gaza, lo si vede camminando per le strade e i negozi. Cibo e medicine non possono entrare a causa del blocco imposto da Israele; ma anche i giornali, che un tempo erano parte del paesaggio cittadino. …

Uri Avnery Il Mofaz conosciuto - la sconosciuta Livni

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Un partito spaccato al suo interno e travolto dai guai giudiziari del premier dimissionario. Con spettatori interessati l'«alleato» laburista Barak e il leader del Likud Netanyahu pronti a giocarsi le carte di governo. E con i palestinesi di Abu Mazen costretti a sperare in Tzipi Analogie e differenze fra i due candidati del Kadima in un paese in cui l'unico vero partito è l'esercito Oggi i rappresentanti del Kadima eleggeranno il sostituto di Ehud Olmert, che poi diverrà primo ministro. La scelta possibile è tra due candidati: Tzipi Livni e Shaul Mofaz. Due politici che non potrebbero essere più diversi. Innanzitutto sorge il problema dell'antagonismo uomo-donna: per la prima volta nella storia di Israele, c'è un confronto diretto di genere (quando la defunta e non compianta Golda Meir fu eletta primo ministro nel 1969, dopo la morte improvvisa di Levy Eshkol, non aveva rivali). Il loro percorso riflette i lati opposti della società israeliana. Mofaz è u…

Jeff Halper da Gaza: “Siamo noi a opprimere”

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Commento: diamo rilievo nei forum, nelle chat , nei commenti ai blog a questi uomini e donne coraggiose che hanno capito che solo la soluzione palestinese potrà permettere a Israele un nuovo cammino e soprattutto passare dalle deviazioni messianiche e cabalistiche proprie della circoncisione di Amir alla circoncisione della luce,e attraversare ilmar Rosso sconfiggendo il Golem devastante da lei stessa creata. I pollicioni si specchino tra loro nel loro Narciso deviato. Vergognosa, per me antisemita e antisionista, il silenzio di tanti media , non perchè non sanno, ma per quieto vivere, intanto, purtroppo, gli estremisti dell'una e dell'altra parte sono all'opera stupidamente, follemente ,inutilmente
Jeff Halper da Gaza: “Siamo noi a opprimere” Rompere il silenzio a Hebron