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Visualizzazione dei post da Novembre, 2015

Cinque idee sbagliate sull’islam e sul terrorismo

Nov 201510.41
Cinque idee sbagliate sull’islam e sul terrorismo,,,,Le Monde, Francia
1) Un salafita non è necessariamente un terrorista in potenza
Negli ultimi giorni si parla molto del salafismo, una corrente tradizionalista che mira al ritorno all’islam delle origini. In Francia ha preso piede negli anni novanta, soprattutto grazie al proselitismo di studenti che avevano seguito una formazione in studi religiosi in Arabia Saudita. Questa corrente è associata a una visione dell’islam che in Francia è accettata con difficoltà: prevede pratiche molto rigorose e l’uso del velo o di un abito specifico per le donne, della barba per gli uomini.
Tuttavia, è sbagliato pensare che il salafismo in quanto tale sia uno strumento del terrorismo. La maggior parte dei salafiti non si riconosce nel jihadismo e appartiene a una corrente non violenta che rifiuta qualunque impegno politico, fonte di fitna (divisione), e si concent…

Gadi Luzzatto Voghera,: …islamofobia

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…islamofobia

Se guardiamo con sguardo retrospettivo alla nascita e allo sviluppo dell’antisemitismo come ideologia politica, siamo in grado di ricostruire due linee essenziali che ritroveremo nel corso di tutta la storia del Novecento, fino ad oggi.
La costruzione di un’icona dell’ebreo e del mondo ebraico del tutto immaginaria (cioè priva di riferimenti se non fittizi con la realtà delle comunità ebraiche) contro cui lanciare una campagna di ostilità facendo leva su pregiudizi stratificati.
L’organizzazione di un discorso attraverso un linguaggio riconoscibile e valido trasversalmente, nel quale si potevano riconoscere il nazionalista come il sindacalista rivoluzionario, il cattolico intransigente come il liberale. In questo linguaggio trovava spazio la critica teologica (no al “popolo eletto”), ma anche lo sfruttamento del pregiudizio stratificato (gli ebrei sarebbero tutti ricchi e usurai), fino ad arrivare alla costruzione di una narrazione immaginaria ma credibile ch…

Il Papa incontra l' Imam

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Mondo E Missione




«Tra cristiani e musulmani siamo fratelli». Le parole più semplici e disarmanti, sono quelle scelte stamattina da papa Francesco per la sua tappa nella moschea di Bangui. «Insieme, diciamo no all’odio, no alla vendetta, no alla violenza, in particolare a quella che è perpetrata in nome di una religione o di Dio. Dio è pace, Dio salam» http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2015/november/documents/papa-francesco_20151130_repubblica-centrafricana-musulmani.html



2Quel regalo degli imam a FrancescoGiuseppe Frangi

19 ore fa
Alla fine della visita alla moschea di Bangui al Papa è stata consegnata una tavoletta con un versetto del Corano. E una frase molto sorprendente…Era stato chiaro: piuttosto mi butto con il paracadute, aveva risposto ai giornalisti che gli avevano chiesto se non temesse il pericolo della tappa nella repubblica Centrofricana. Ma per papa Francesco quella era la tappa cardine di questo viaggio: in un paese poverissimo, assediato dalla v…

Gad Lerner : Anch’io sto con Parma, il preside di Rozzano vittima di una campagna isterica che trasforma Gesù in soldatino di piombo

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Anch’io sto con Parma, il preside di Rozzano vittima di una campagna isterica che trasforma Gesù... Anch’io sto con Parma, il preside di Rozzano vittima di una campagna isterica che trasforma Gesù in… gadlerner.it
Come la maggioranza dei genitori e degli insegnanti della scuola primaria Garofani di Rozzano, anch’io voglio esprimere solidarietà al suo dirigente dimissionario, Marco Parma. Fatto oggetto di una campagna denigratoria che ha assunto toni isterici, oltre che ripiegata sul più vieto conformismo, per la decisione di escludere cori religiosi dalla festa della scuola. Lo ha spiegato bene oggi Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma, sul “Corriere della Sera”: non esiste un’unica ricetta per affrontare la materia complessa delle diversità e della libera manifestazione plurale del credo religioso nelle scuole.
Personalmente, non mi sarei mai sognato di cantare “Tu scendi dalle stelle” quando frequentavo la scuola: farlo senza crederci, mi sarebbe parso offensivo nei confr…

Fulvio Scaglione : NEI TUNNEL IL DESTINO DI DAMASCO

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NEI TUNNEL IL DESTINO DI DAMASCO - Fulvio Scaglione Sopra, la gente di Damasco cerca di continuare a vivere. Sotto, nei tunnel, esercito e Isis combattono una guerra spietata per il controllo della capitale. fulvioscaglione.com



Damasco – Niente foto a Damasco. La città è militarizzata, posti di blocco ovunque anche perché i miliziani dell’Isis sono ancora annidati nel quartiere di Jobar (dove si trova anche una sinagoga vecchia di due millenni, dedicata al profeta Elia, che per secoli è stata meta di pellegrinaggi degli ebrei) e in quello più periferico di Ghouta e da lì sparano sul centro. E i militari non si fotografano. La gente è nevrotica per cinque anni di guerra, non sa dove finirà la sua immagine e tra spie dell’Isis o del regime… Sono bastati due scatti in un mercato per sollevare domande, proteste, reazioni diffidenti. D’altra parte qui i metodi degli islamisti li hanno tutti sotto gli occhi: a Jobar, per terrorizzare la gente e impedire il contrattacco, all’inizi…

Caritas Gerusalemme: Gaza è un'enorme prigione, fondi per un regalo di Natale ai cristiani

26/11/2015ISRAELE – PALESTINA




Caritas Gerusalemme: Gaza è un'enorme prigione, fondi per un regalo di Natale ai cristiani







Gerusalemme (AsiaNews) – “Gaza è la più grande prigione a cielo aperto al mondo: due milioni di persone sotto la soglia della sopravvivenza, disoccupazione al 60%, povertà all’80%. E lo stesso vale per le famiglie cristiane, circa 350 in tutta la Striscia (1300 persone in totale), il 34% delle quali senza fonte di reddito alcuna”. È quanto afferma adAsiaNews p. Raed Abusahlia, direttore generale di Caritas Gerusalemme, presentando l’iniziativa promossa dall’ente caritativo cattolico per le famiglie cristiane di Gaza in occasione del Natale. Dal 1990 la Caritas è attiva nella Striscia e aiuta, senza distinzioni, cristiani e musulmani, così come misto è il personale impiegato al suo interno e sono aperte a tutti le strutture, soprattutto gli ospedali. Tuttavia, aggiunge p. Raed, “per Natale abbiamo voluto lanciare un segnale forte di vicinanza e solida…

Cisgiordania, palestinese ucciso. Israele, stretta sui minorenni: carcere a 12 anni

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Cisgiordania, palestinese ucciso. Israele, stretta sui minorenni: carcere a 12 anni Israele stringe la morsa: vuole estendere ai palestinesi con cittadinanza israeliana il trattamento riservato a quelli dei Territori occupati: carcere per i… nena-news.it




AGGIORNAMENTO 27 NOVEMBRE – CISGIORDANIA. PALESTINESE INVESTE SOLDATI: UCCISO
Un palestinese è morto stamattina dopo aver provato a investire un gruppo di soldati israeliani nei Territori occupati. L’uomo, secondo la ricostruzione dei fatti fornita da Israele, ha lanciato la sua macchina contro i militari alla fermata di un autobus, nei pressi di una colonia ebraica, ferendo due soldati. I militari hanno aperto il fuoco e ucciso l’aggressore. Nena News
——————————————————————— Roma, 26 novembre 2015, Nena News – Sono due i palestinesi uccisi stamattina dai soldati israeliani in due distinti episodi. A Tapuah, in Cisgiordania, la polizia ha freddato un uomo che avrebbe tentato di accoltellarli, mentre all’alba un 21enne palest…

Coordinamento di Israele con Google e YouTube per censurare i video palestinesi del conflitto

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Coordinamento di Israele con Google e YouTube per censurare i video palestinesi del conflitto



An unidentified protester holding a Palestinian flag scuffles with Israeli security forces during a joint pro-Palestinian demonstration held by foreign, Israeli and Palestinian demonstrators in the West Bank village of Nabi Saleh, Saturday, July 9, 2011. Some of the international pro-Palestinian activists questioned at Israel’s airport over the weekend have reached the West Bank and participated in anti-Israel protests Saturday. (AP Photo/Oren Ziv) di Saed Bannoura – 28 novembre 2015
La viceministro degli esteri israeliana, membro della Knesset, Tzipi Hotovely, si è incontrata questa settimana con rappresentanti di YouTube e Google per identificare modi per cooperare alla censura di video palestinesi dalla Palestina occupata, video che ha definito “incitanti alla violenza e al terrorismo”.
Il quotidiano israeliano Maariv ha scritto che la Hotovely collaborerà con dirigenti di Goo…

Settler minacciano di morte gli abitanti palestinesi di Madma

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WATCH: YOUNG JEWISH SETTLERS INCITED TO VIOLENCE
A group of young Jewish boys came to the Palestinian village of Madma from the settlement of Yitzhar on Saturday and called for Palestinian farmers to be the next Muhammad Abu Khdeir and Dawabshe. Palestinian Muhammad Abu Khdeir was burned alive in the summer of 2014 by Jewish extremists, while three of the Dawabshe family, from the Palestinian village of Duma, were burned to death in an arson attack reportedly by Jewish extremists this past summer.
The below clip linked to below, filmed by Rabbis for Human Rights’ Palestinian field worker Zakaria Sadah, shows an adult Israeli leading a group of young boys from the settlement of Yitzhar to Palestinian land where the boys shouted at local Palestinians “All of you are Khdeir and Dawabshe” [minute 1:50].
WATCH THE VIDEO CIP -->https://youtu.be/zk8E886Umhs
Rabbis for Human Rights:
"This is another unfortunate testimony to the manipulation of young boys towards hatred and…

La resistenza dei beduini in Cisgiordania - Francesca Gnetti

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La resistenza dei beduini in Cisgiordania - Francesca Gnetti I beduini della tribù jahalin hanno tradizioni antiche e radicate e un forte legame con la terra. Vivono in condizioni difficili in una striscia di terra in Cisgiordania,… internazionale.it|Di Francesca Gnetti


Nov 201517.48
, giornalista Lungo la strada che collega Gerusalemme a Gerico, superato il villaggio palestinese di Anata, e all’altezza della colonia israeliana di Ma’ale Adumim, sulla sinistra un viottolo polveroso di pietrisco e sabbia s’inerpica su una collinetta.
“Gli israeliani non ci permettono di costruirci una strada”, spiega Abu Sulaiman guidando con mano esperta il suo fuoristrada che sobbalza a margine del precipizio. Dall’altro lato del viottolo si stende un campo ricoperto di tronchi di albero chiari e levigati, mozzati a dieci o venti centimetri da terra.
“Quindici anni fa ci hanno tagliato gli alberi e non abbiamo più potuto farli ricrescere”, continua Sulaiman. Il viottolo si…

I musulmani devono prendere posizione contro gli attentati?

opinioni
I musulmani devono prendere posizione contro gli attentati? , giornalista e ricercatrice
Chiedere a cinque milioni di musulmani francesi o a 1,6 miliardi di musulmani nel mondo di condannare gli attentati compiuti da otto assassini è ragionevole?
Pensare che qualsiasi musulmano potrebbe avere simpatia con il terrorismo solo perché è musulmano è chiaramente una forma di razzismo. Di fatto, a livello teorico, equiparare un singolo con un intero gruppo è discriminazione, considerarlo responsabile per quello che fa o ha fatto il gruppo è becero razzismo.
Inoltre gli attentatori che hanno colpito la Francia, prima di essere musulmani, erano il prodotto della società francese. Nati in Francia, avevano un rapporto forte con la patria: Amedy Coulibaly, uno dei responsabili degli attentati di Parigi del gennaio 2015, aveva scritto al presidente della repubblica per chiedere un miglioramento della situazione nelle prigioni; Mohamed Merah, autore degli…

Ebrei e arabi marciano verso un checkpoint israeliano per chiedere la fine dell'occupazione e lo smantellamento degli insediamenti

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Jews, Arabs march on Israeli checkpoint to demand an end to occupation | +972 Magazine Hundreds of Israelis and Palestinians march along a major West Bank highway as part of a non-violent protest against the occupation, settlements and the recent… 972mag.com
I  manifestanti  hanno  chiesto  di  smantellare gli insediamenti e di porre fine all' occupazione israeliana nei  territori palestinesi. Hanno anche scandito slogan contro la violenza e  a sostegno della cooperazione arabo-ebraica. Soldati e poliziotti israeliani hanno scortato il corteo e non ci sono stati incidenti di alcun tipo.
Al termine della   protesta  i manifestanti si sono riuniti vicino al "tunnel checkpoint"  dove i  "Combattenti per la pace" hanno parlato e notato che  ebrei e arabi  chiedono un fine non violenta dell' 'occupazione.
"Viviamo in un periodo difficile, persone innocenti muoiono ogni giorno ed è difficile vedere la fine di questi eventi", ha detto Meital Lu…