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Visualizzazione dei post da Settembre, 2009

La verità sugli insediamenti in Cisgiordania

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La questione degli insediamenti occupa attualmente i primi posti nell’agenda internazionale legata al processo di pace in Medio Oriente. I palestinesi legano la ripresa delle trattative con gli israeliani al blocco totale delle attività di “colonizzazione” in Cisgiordania, mentre Israele replica che questa questione è subordinata ai risultati della fase finale dei negoziati, e che le sue attività in Cisgiordania e a Gerusalemme Est sono limitate all’ampliamento degli insediamenti esistenti nell’ambito della cosiddetta “crescita naturale”.Il dato di fatto è che ormai quasi mezzo milione di ebrei risiede nelle colonie in Cisgiordania e a Gerusalemme Est. Malgrado le aspre critiche internazionali e gli appelli a congelare gli insediamenti, e nonostante i tentativi americani di convincere il primo ministro israeliano Netanyahu a fermare l’ampliamento delle colonie almeno per un anno, il governo israeliano ha dato il via libera alla costruzione di 455 unità abitative in Cisgiordania. Quest…

di Uri Avnery Obama e Netanyahu: la tragedia e la farsa

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Obama aveva chiesto il congelamento di tutte le attività di colonizzazione, comprese quelle a Gerusalemme Est, come condizione per la convocazione di un vertice tripartito, a seguito del quale sarebbero dovuti iniziare negoziati di pace accelerati, che avrebbero portato a una pace tra due Stati – Israele e Palestina.Secondo le parole di un antico proverbio, un viaggio di mille miglia inizia con un singolo passo. Netanyahu ha sgambettato Obama al suo primo passo. Il presidente degli Stati Uniti è inciampato.Il vertice a tre ha avuto effettivamente luogo. Ma invece di un risultato brillante per la nuova amministrazione americana, abbiamo assistito a una dimostrazione di debolezza umiliante. Dopo che Obama era stato costretto a rinunciare alla sua richiesta di un congelamento degli insediamenti, l’incontro non aveva più alcun significato.continua qui
Obama e Netanyahu: la tragedia e la farsa

OFFENSIVA SU GAZA: ONU, CULTURA IMPUNITÀ VANIFICA SPERANZE DI PACE

“In Medio Oriente deve finire la cultura dell’impunità. Il non-perseguimento di crimini di guerra e possibili crimini contro l’umanità, unitamente alla mancanza di giustizia per le vittime, sta erodendo le possibilità per un futuro processo di pace, rafforzando un clima che genera violenza”: lo ha detto il giudice sudafricano Richard Goldstone presentando oggi al Consiglio per i diritti umani dell’Onu il rapporto redatto dalla sua squadra di esperti sull’offensiva israeliana ‘Piombo Fuso’ in corso a Gaza tra la fine del Dicembre 2008 e il Gennaio 2009, che ha provocato oltre 1400 morti palestinesi. Sia Israele che Hamas - ha proseguito Goldstone, difendendo il rapporto dalle accuse di parzialità che gli sono state rivolte dai vertici israeliani, che si sono rifiutati di collaborare con la commissione di esperti - non hanno indagato adeguatamente sulle loro azioni né affrontato le violazioni del diritto internazionale commesse durante le tre settimane del conflitto. A fronte del sosteg…

Watania Mobile, Israele non concede le frequenze al secondo operatore telefonico palestinese

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Da anni i palestinesi sono in attesa dell’ingresso sul mercato di Wataniya Mobile, un secondo operatore di telefonia mobile che dovrebbe affiancarsi a quello esistente Jawal. Israele tuttavia continua a rinviare la concessione delle frequenze necessarie accampando pretesti di ogni sorta.L’ultima condizione posta dallo Stato ebraico è che l’Autorità nazionale palestinese (Anp) ritiri la richiesta avanzata alla Corte internazionale dell’Aia di indagare sui presunti “crimini di guerra” commessi dai militari israeliani nel corso dell’offensiva a Gaza del gennaio scorso.A rivelarlo, nell’edizione dello scorso 27 settembre, è stato il quotidiano di Tel Aviv Ha’aretz, secondo cui a lanciare l’ultimatum al’Anp sarebbe stato il capo di Stato maggiore israeliano, il generale Gabi Ashkenazi.L’esercito e il governo – ha dichiarato una fonte governativa al giornale - "sono furiosi verso Mahmoud Abbas" per la richiesta avanzata all’Aia e accusano l’Anp di "doppiezza”, in quanto avreb…

Amira Hass Morte nel complesso Samouni” + video

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La famiglia Samouni di Gaza è divenuta, per sua grande sfortuna, una delle famiglie più note al mondo, una che viene ad essere identificata più di qualsiasi altra con l’offensiva del gennaio 2009 a Gaza. Ben 29 componenti della famiglia sono stati uccisi il 4 e il 5 gennaio, nei primi due giorni dell’attacco terrestre. Due di loro, a proposito dei quali aveva già scritto due settimane fa la stessa cronista – Atiyehe suo figlio Ahmed di 4 anni – erano stati uccisi a casa loro; 21 rimasero uccisi in una stessa casa e nello stesso momento, mentre altri 6 furono uccisi singolarmente in circostanze diverse.Dai racconti fatti dai testimoni oculari agli osservatori per i diritti umani ed ai giornalisti, alcuni in tempo reale e altri subito dopo che le forze armate avevano lasciato Gaza, è sorto il sospetto che le Forze di Difesa Israeliane (IDF) abbiano ucciso quella gente, dentro o nei pressi delle loro case, persino dopo che era divenuto del tutto palese che erano dei civili; di aver imped…

Gideon Levy / Obama, non sarà possibile fare la pace senza parlare con Hamas

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Sintesi personale
Quando fu eletto, il presidente Obama dichiarò che il conflitto in Medio Oriente poneva in pericolo la pace nel mondo.Niente è più vero.Ma che cosa il presidente sta facendo per eliminare il combustibile che alimenta il terrorismo internazionale?O almeno per dimostrare che sta facendo qualcosa? Anche l'obiettivo patetico del congelamento degli insediamenti non è stato raggiunto Sono necessari due passi decisivi per cambiare completamente le cose : inserire Hamas nelle trattative e costringere Israele a porre fine all'occupazione, soluzioni graduali, finora, non hanno dato alcun risultato. Piaccia o non piaccia senza Hamas non è possibile la pace, investire la fiducia solo in Abu Mazen vuol dire ipotizzare il fallimento. La storia ci ha insegnato che la pace si fa con i peggiori nemici, non con coloro che sono considerati collaboratori,nè si può raggiungere alcun accordo con metà della popolazione e metà del territorio. Obama sta ripercorrendo le stesse tappe d…

Carlo StrengerPerché Israele deve diventare uno stato laico: un pensiero per Yom Kippur 5770

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sintesi personale Uno dei processi che Israele non ha portato a termine è la secolarizzazione. Io sostengo che la secolarizzazione completa dello Stato sia nell'interesse non solo degli ebrei non credenti,ma anche degli ebrei religiosi e non ha nulla di anti-religioso ,per questo i leader religiosi dovrebbero essere in prima linea in questa battaglia . Il compromesso storico di ben Gurion con gli ortodossi si è rivelata una catastrofe. Israele ancora oggi , non ha una costituzione; il rabbinato è coinvolto nella vita di innumerevoli persone che non vogliono aver nulla a che fare con esso e la corrente ortodossa nel giudaismo allontana milioni di ebrei in Israele e nella diaspora.In nessun altro luogo gli ebrei stanno cercando di imporre le loro credenze religiose , in nessun altro luogo il conflitto tra religione e libertà di pensiero è presente come da noi Il coinvolgimento della religione nella politica israeliana ha portato ad una polarizzazione che non si trova altrove creand…

WSJ:”Ecco come Israele prepara l’attacco all’Iran”

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NEW YORK – Il piano è pronto. L’arma segreta si chiama Gbu-28, ed è arrivata, manco a dirlo, dagli Stati Uniti: è una bomba guidata con un laser, pesa qualcosa più di due chili ed è stata sviluppata dagli americani prima della guerra in Iraq per colpire in profondità i bunker di Saddam. Sono tre anni che Israele se la culla: serviva per le fortificazioni di Hamas, che c’è di meglio per sventrare i siti sotterranei dell’Iran?Il dubbio attanaglia gli esperti militari di mezzo mondo ma un po’ meno gli ufficiali di Benjamin Netanyahu. Anche la squadra è pronta: il ministro della Difesa Ehud Barak ha già detto che Israele è in grado di distruggere l’Iran e al vertice del Mossad per un altro ci sarà il falco Meir Dagan. La data del 2010 è quella limite: allora Mamhud Ahmadinejad avrà a disposizione nella centrale di Natanz l’uranio arricchito necessario.La superbomba sarebbe pronta in 4 anni. Lo scenario tracciato da Anthony Cordesman sul Wall Street Journal è devastante. L’analisi è intito…

Gaza: migliaia a funerali miliziani, 17 feriti da israeliani

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GERUSALEMME - Diversi palestinesi, diciassette secondo alcune fonti, sono stati feriti oggi a Gaza dal fuoco dei soldati israeliani nel corso di una manifestazione alla quale hanno partecipato migliaia di persone che protestavano per l'uccisione di tre miliziani della Jihad Islamica, avvenuta ieri in un raid aereo israeliano. Ne ha dato notizia l'agenzia palestinese MaanLe migliaia di palestinesi che hanno preso parte ai funerali dei miliziani - sepolti nel 'cimitero dei martiri' vicino al confine con Israele, a est di Gaza City - hanno gridato slogan promettendo vendettaDalla folla, secondo l'agenzia, sono stati sparato colpi d'arma da fuoco in aria e molti sono stati gli slogan scanditi contro Israele, minacciando anche di "colpire Tel Aviv"Secondo Muawiya Hassanein, il direttore dei servizi di pronto soccorso palestinesi citato dall'agenzia, soldati che si trovavano su torrette di guardia lungo il confine hanno reagito sparando sulla folla, fer…

Avi MograbiSE ISRAELE COLTIVA IL MITO DI SANSONE

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Il documentarista, lo scomodo - per qualcuno - documentarista israeliano Avi Mograbi è stato ospite al Milano Film Festival (chiusosi il 20 settembre scorso). Per la prima volta, l'Italia gli ha dedicato una retrospettiva dove al cineasta è stato anche consentito di avere uno spazio in cui esporre i suoi film e documentari nel formato originario, quindi allestiti come video installazioni. La «monografica» ha avuto l'intento di illustrare la sua continua ricerca di ingiustizie perpetrate dallo stato di Israele nei confronti del popolo palestinese.Lo abbiamo incontrato in occasione di uno dei suoi tanti workshop aperti al pubblico in cui il regista ha illustrato la tecnica e le motivazioni del suo essere documentarista e, insieme, si è soffermato a spiegare il suo personale sguardo sulla situazione mediorientale che, ancora oggi, non sembra avere raggiunto nessuna fase di miglioramento, nonostante gli «sbandierati» impegni da parte dei paesi direttamente coinvolti e di quelli oc…

Iran, Israele, Usa: tra piani di attacco, diplomazia , intrecci economici e politici