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Gaza, il futuro frenato dall’indifferenza e dalle paure di Israele

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Gaza, il futuro frenato dall'indifferenza e dalle paure di Israele

[Traduzione a cura di Luciana Buttini dall’articolo originale di Gabrielle Rifkind pubblicato su openDemocracy]

 Le preoccupanti immagini, arrivate recentemente dalla Striscia di Gaza, che ritraggono uomini, donne, giovani e anziani palestinesi diretti verso il confine israeliano, hanno creato una terribile angoscia nell’immaginario collettivo. La manifestazione di protesta, chiamata La Grande Marcia del Ritorno, rivendicava il diritto dei rifugiati palestinesi di ritornare nella terra che erano stati costretti ad abbandonare nel 1948. Almeno 118 manifestanti vi hanno perso la vita dopo che i soldati israeliani hanno aperto il fuoco sulla folla attraverso l’utilizzo di esplosivi, gas lacrimogeni e proiettili di gomma. Ma il problema ora non sta soltanto nel come rispondere al recente conflitto esploso sulla Striscia, quanto piuttosto come affrontare le cause che hanno provocato questi eventi sconvolgenti.
Il …

Ben Caspit Come il capo dell'IDF modella l'esercito israeliano . Il sionismo religioso tra i militari

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Sintesi personale
IGen. Ofer Winter è il tesoro dei sionisti religiosi nelle Forze di Difesa Israeliane (IDF). Un ufficiale di combattimento che si è fatto strada  nelle unità più dure, sui fronti militari più caldi e attraverso le operazioni più pericolose dell'IDF negli ultimi dieci anni. Negli ultimi anni Winter è diventato il simbolo del flusso religioso sionista che ha preso d'assalto i militari in ogni ramo . Il numero di sionisti religiosi nelle unità d'élite dell'esercito, nella fanteria e nelle unità corazzate è maggiore della loro percentuale nella  popolazione. Secondo l'Ufficio di Statistica israeliano l'11% degli ebrei israeliani di età pari o superiore ai 20 anni si identifica come "religioso" . Circa il 40% dei soldati che avevano completato il corso di addestramento ufficiale dell'IDF a partire dal 2017 provenivano dall'ala religiosa sionista. Anche nelle alte sfere, come le divisioni di fanteria, molti degli ufficial…

Akiva Eldar : L'accordo tra Israele e Palestina di Trump punta all'alleanza saudita, non alla pace

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 Sintesi personale


Poco dopo che il presidente Donald Trump ha dato l'addio al suo nuovo amico, il dittatore nordcoreano Kim Jong-un, il 12 giugno, il canale 10 di Israele ha riferito che il genero e consigliere del presidente Jared Kushner e l'inviato del Medio Oriente americano Jason Greenblatt si sarebbero recati in  Medio Oriente la prossima settimana per discutere il piano di pace dell'amministrazione per la regione. Il loro itinerario include soste a Gerusalemme, in Arabia Saudita e negli stati del Golfo. La sede dell'Autorità Palestinese nella città di Ramallah in Cisgiordania non è nei loro programmi. Per ora  l'ultimo accordo promesso da Trump è un piano di pace tra Israele, i sauditi e gli stati del Golfo ricchi di petrolio.
L'opinione prevalente tra i funzionari israeliani e palestinesi che hanno  parlato questa settimana con Al-Monitor è che l'amministrazione Trump consideri  il conflitto israelo-palestinese come un semplice ostacolo all…

Curzio Maltese risponde a Yasha Reibman

Il Venerdì di Repubblica
Data: 15 giugno 2018
Pagina: 13

Titolo: «A proposito di Israele e di nazismo»


Ho usato, com'era evidente, il concetto di "banalità del male" nell'accezione universale dei meccanismi di disumanizzazione dell'Altro che consentono ai regimi autoritari di compiere atroci crimini senza provare alcuna empatia per le vittime. Arendt non pensava che questo male si fosse compiuto nella storia soltanto una volta, da parte del nazismo contro ebrei, rom, omosessuali e comunisti, e nel mio piccolo neppure io. In questo senso il mondo è ancora grondante di "banalità del male". Per fortuna esistono molti milioni di persone che di fronte a un massacro di civili inermi da parte di soldati di un esercito, non vedono ebrei o musulmani o cristiani, neri, bianchi o gialli, destra o sinistra, ma soltanto vittime e carnefici. Fra questi moltissimi ebrei che il 30 marzo scorso hanno condannato duramente l’assassimo da parte dei soldati israelia…

FulvioScaglione: Torna la vita a Damasco “Ma la guerra sarà lunga”

Torna la vita a Damasco “Ma la guerra sarà lunga”


(Damasco) Come sempre, i fatti importanti te li rivelano le piccole cose. La strada dal confine col Libano a Damasco già meno sconnessa. I paesini che la fiancheggiano più illuminati. I posti di blocco meno fitti e più rilassati. Nella capitale, poi, il fermento è assoluto. È vero, sono arrivato in tempo per le ultime ore del Ramadan, quando già impazzavano i preparativi per Eid al Fitr, la festa che segna la fine del mese di digiuno e purificazione: alla grande moschea degli Omayyadi erano in allestimento grande tavolate piene di cibo, il suq formicolava di gente impegnata negli ultimi rifornimenti prima che i negozi chiudessero per un week end lungo (Eid al Fitr più il venerdì) di riposo. Ma non è solo questo.
In realtà è scoppiato il dopoguerra. Anche se la  guerra continua a Sud e a Nord, anche se il presidente Bashar al Assad è comparso in tv per ricordare che “il conflitto sarà ancora lungo”, nell’animo d…

GAZA. Ultimo venerdì di Ramadan: migliaia protestano al confine con Israele

GAZA. Ultimo venerdì di Ramadan: migliaia protestano al confine con ...

AGGIORNAMENTI:

ore 11:00    Agenzia palestinese: “Esercito israeliana ha sparato contro postazione di Hamas nel sud. Nessun ferito”

Secondo l’agenzia palestinese Shams, l’esercito israeliano avrebbe sparato stamattina contro una torretta d’osservazione di Hamas vicino a Rafah, nel sud della Striscia. Non ci sarebbero stati inferiti. Una portavoce militare ha detto di non essere a conoscenza di questo “incidente”.

Sempre stamane l’esercito israeliano ha detto che un uomo disarmato palestinese è stato arrestato per essersi infiltrato in Israele dalla parte settentrionale della Striscia.

della redazione

Roma, 15 giugno 2018, Nena News – Nell’ultimo venerdì di Ramadan, decine di migliaia di palestinesi hanno deciso di compiere la preghiera dell’Id al-Fitr nei “campi del ritorno” allestiti nelle aree orientali della Striscia di Gaza, a confine con Israele. Durante la khutba di oggi, uno dei membri dell’ufficio politico…

L’Iran a Kim Jong-un: Non fidarti di Trump. Ma il popolo apprezza l’accordo

L’Iran a Kim Jong-un: Non fidarti di Trump. Ma il popolo apprezza l’accordo

Il portavoce del governo di Teheran avverte: Washington potrebbe ritirarsi come ha fatto con il patto sul nucleare iraniano. Scetticismo e perplessità anche dalla tv di Stato. Positivi i commenti in rete. I due leader hanno mostrato “coraggio”. E ancora: Con le bombe nucleari non riempi la pancia al popolo.Teheran (AsiaNews) - Il vertice fra il presidente Usa Donald Trump e il leader nord-coreano Kim Jong-un ha avuto una vasta eco in Iran, un Paese nel mirino della Casa Bianca dopo la cancellazione dell’accordo sul nucleare (Jcpoa) e l’introduzione delle sanzioni più dure della storia contro Teheran. Con esiti e commenti assai diversi fra loro: il governo della Repubblica islamica invita il leader di Pyongyang a non fidarsi degli Stati Uniti, mentre una nutrita schiera di cittadini rivolge parole di apprezzamento per il passo compiuto.
Interpellato sul faccia a faccia del 12 giugno scorso a Singapore …

Ugo Tramballi Se l'avversario dell'Occidente abita alla Casa Bianca

Se l'avversario dell'Occidente abita alla Casa Bianca
L'Occidente ha un grande avversario. Non è Vladimir Putin che occupa con abilità gli spazi immensi liberati dalla geopolitica di oggi: la sua Russia ha la forza militare ma non il dinamismo economico e sociale per essere un'alternativa attraente per chi non sia come Matteo Salvini.
Non è nemmeno Xi Jinping. Presto la sua Cina sarà un avversario temibile sotto tutti i punti di vista: le sue armate che si rafforzano, la sua economia che non smette di crescere, i mercati che continua ad allargare. Ma ci vuole ancora tempo. Nel grande gioco mondiale fra democrazia e autoritarismo, libero mercato e statalismo, per stabilire cosa sarà il XXI secolo personaggi come Recep Erdogan, Ali Khamenei o Bashar Assad sono fenomeni effimeri. Il vero grande nemico dell'Occidente, del suo modo di essere, delle sue libertà e della sua capacità di difendersi dalle minacce, è il presidente degli Stati Uniti d'America. No…

Alberto Negri [L’analisi] Le fesserie di Macron e Conte. L’Italia è costretta ad aiutare i migranti e vi spiego perché

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[L’analisi] Le fesserie di Macron e Conte. L’Italia è costretta ad aiutare i migranti e vi spiego perchéSui migranti l’Italia si deve rassegnare, nonostante le gesticolazioni di Salvini: potrà impedire l’attività delle navi delle Ong ma la Marina Militare è obbligata dalle convezioni firmate a salvare la gente in mare. Si può chiedere la redistribuzione dei profughi in altri Paesi europei ma i dati sono questi: su 30mila ricollocamenti ne sono sati realizzati solo 13mila. Negli altri Paesi europei nessuno vuole prenderseli, tanto meno i Paesi dell’Est come l’Ungheria di Orban, con cui Salvini si vuole alleare onte e Macron dicono una fesseria dopo l’altra, soprattutto a proposito degli Hot Spot, i campi in cui raccogliere i migranti africani nei paesi di origine e di transito. Macron aveva lanciato l’idea un anno fa, nel luglio 2017, ma ha dovuto rinunciare: per realizzarli in Libia servirebbe un consistente contingente militare di contrasto alle milizie che altrimenti li …