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Per un giorno gli abitanti del villaggio di Ein Samia hanno sconfitto i coloni israeliani più radicali

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Accompagnati da attivisti israeliani e internazionali, gli abitanti della comunità rurale palestinese Ein Samia hanno marciato verso i loro pascoli, situati tra gli avamposti  più violenti della Cisgiordania. Di Oren Ziv

Gli abitanti del villaggio di Ein Samia sventolano bandiere palestinesi su una struttura abbandonata costruita dai coloni, come parte degli avamposti notoriamente radicali di Baladim, il 15 agosto 2018. (Oren Ziv / Activestills.org) La comunità di Ein Samia è composta da 40 famiglie che vivono adiacenti all'insediamento di Kochav Hashahar, appena a nord di Gerusalemme Est, nella West Bank. I residenti palestinesi furono espulsi dalla zona negli anni '70, quando l'IDF stabilì una base lì come parte dell'insediamento. Da allora gli abitanti del villaggio hanno vissuto su una collina vicina.

Sei anni fa, gli avamposti di Kochav Hashahar, spesso definiti come avamposti di Baladim, iniziarono a diffondersi, costruiti dai giovani ebrei della  …

Ugo Tramballi :Beirut e le capsule del tempo

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ilsole24ore.com Beirut e le capsule del tempo Riaperto il Museo sulla Linea Verde che separava cristiani e musulmani.…
Non si saprà mai se fu una provocazione musulmana o un’imboscata cristiana né se una o l’altra fosse premeditata. Il vecchio Pierre Gemayel, fondatore e capo supremo della Falange, era sceso a Ein Rummaneh per inaugurare una chiesa. È meno chiaro perché quell’autobus Dodge rosso e bianco, modello Fargo, con 46 fedayin palestinesi e musulmani libanesi a bordo (allora i musulmani erano di sinistra e i cristiani di destra), transitasse in quel quartiere maronita della periferia di Beirut. In Libano erano giorni già molto tesi. Passando davanti alla chiesa, i musulmani a bordo del Fargo insultarono i cristiani. I miliziani del Kataeb, la falange, spararono contro l’autobus. I morti furono 27, i feriti 19. Era la mattina del 13 aprile 1975. Quel giorno iniziava la guerra civile libanese che fra alti e bassi, con combattenti e obiettivi diversi, sarebbe …

Chi è che distrugge i raccolti?

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Due sono gli argomenti su cui il notiziario sionista quotidiano United with Israel (UWI) batte  ogni giorno con uno o più articoli: il primo  è l’attacco a Corbyn, accusato di antisemitismo, Il secondo è l’allarme incendi provocati dagli aquiloni incendiari di Gaza
Gli aquiloni incendiari occasione di businness
Sugli aquiloni incendiari di Gaza si sta sviluppando un vero e proprio businness, drammatizzando e gonfiando il fatto oltre misura, enfatizzando il vittimismo e cogliendo l’occasione per chiedere soldi dall’estero. Ecco quale è il tono degli appelli:
GLI ATTACCHI INCENDIARI DI HAMAS DEVASTANO IL SUD DI ISRAELE - Aiutiamo gli agricoltori israeliani piantando oggi stesso nuovi alberi da frutto!
COMBATTIAMO GLI INCENDI CON LA FRUTTA. LORO BRUCIANO, NOI RIPIANTIAMO! - Mostriamo agli agricoltori di Israele che li abbiamo a cuore
Loro incendiano, noi ripiantiamo...aiutate gli agricoltori israeliani a riparare i danni causati dagli incendi dolosi!
VERRANNO PIANTATI OLTRE 20 TIPI DI…

Umberto De Giovannangeli Uri Avnery, in memoria di un grande israeliano

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Giornalista indipendente, scrittore impegnato, paladino dei diritti umani... Sono tante le definizioni che vengono in mente a chi, come me, ha avuto la fortuna di conoscerlo. Ma nessuna di esse, neanche se assommate, riescono a contenere e dar conto appieno di chi sia stato Uri Avnery, scomparso ieri a Tel Aviv all'età di 94 anni.
Se David Ben Gurion è stato il padre della patria, Uri Avnery ne è stato la coscienza critica, di certo il padre del pacifismo israeliano. Era un giornalista di talento - direttore per quarant'anni del settimanale Haolam Hazeh, ha scritto fino alla morte anche sul quotidiano Haaretz, un intellettuale scomodo, un precursore dei tempi. Idealità e concretezza. Fu il primo israeliano a incontrare, era il 1982, quello che per Israele era il grande nemico: Yasser Arafat. Quell'intervista fece scalpore, sconvolse Israele, perché, a quei tempi, come ricordava lo stesso Avnery ritornando a quell'evento, anche a sinistra Mr. Palestine era c…

Gaza. Grande marcia. Sarà l’ultimo venerdì?

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agosto 18, 2018 Patrizia Cecconi
17 agosto 2018, L’Antidiplomatico

Oggi Gaza sembra pronta per la prova generale che stabilirà se la mediazione dell’Egitto (e le promesse del Qatar) siano state in grado di portare alla tregua tra la forza politica che governa la Striscia e il governo israeliano.
Un tentativo anticipato da due concessioni israeliane che in realtà sono già diritto dei palestinesi, ma che fanno parte di quei diritti che Israele prima conculca e poi “concede” a patto che i gazawi stiano buoni a cuccia come dichiarato, con termini diversi ma altrettanto espliciti, da Lieberman.
La Grande marcia oggi andrà avanti lo stesso e i dati forniti dal Ministero della Salute (v. video) sono tali da far supporre che la determinazione della “Gaza resistente” difficilmente si arrenderà a una tregua che ha come contropartita l’entrata di un po’ di merci (peraltro israeliane) e la restituzione ai pescatori di una fetta di mare ora illegalmente bloccata. Queste le generose “conce…

Metodi fascisti: come i detrattori di Jeremy Corbyn stanno tramando per toglierlo di mezzo

Metodi fascisti: come i detrattori di Jeremy Corbyn stanno tramando per toglierlo di mezzo



David Hearst Martedì 14 agosto 2018,Middle East Eye Agli oppositori del leader del partito Laburista non importa niente dell’antisemitismo. Faranno solo di tutto per eliminare Corbyn Ogni volta che ti connetti, ti chiedi quanto sarà ancora più sporca la campagna per spodestare Jeremy Corbyn come leader del partito Laburista, quanto più in basso i suoi nemici stanno per sprofondare. E ogni giorno essi si superano nella corsa verso la fogna della politica britannica. La scorsa settimana tre giornali ebrei britannici, che di solito si scontrano tra loro, hanno unito le forze per postare un editoriale unitario in cui si dichiara che un governo diretto da Corbyn rappresenterebbe una “minaccia esiziale” per gli ebrei britannici. Il vero scopo della campagna Sabato il “Daily Mail” [secondo quotidiano più venduto in GB, di tendenza conservatrice, ndtr.] ha affermato che Corbyn ha lasciato una coro…