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Visualizzazione dei post da Giugno, 2007

Akiva Eldar: con amici come questi

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Pesanti nuvole si addensano sul vertice di oggi nell’assolata Sharm el-Sheikh. I fratelli Musulmani a Gaza, in Giordania, ed in Egitto, aleggeranno sui quattro leader che prenderanno parte ai colloqui, così come i fanatici del Jihad mondiale. L’Iran e Hezbollah saranno con loro dall’altro lato, mentre il fronte religioso israeliano di estrema destra attenderà in un angolo. E’ difficile dire quale poltrona di quale leader sia più traballante, e predire da quale parte giungerà il prossimo demone – dalla Siria, che ancora una volta è rimasta esclusa; da al-Qaeda, che sta alzando la testa in Iraq per dare uno sguardo all’orizzonte; o dall’opposizione egiziana, che subodora la debolezza della leadership e sta accumulando le forze in vista della battaglia per l’eredità.E chi giunge tristemente da questa parte? Gli Stati Uniti, la superpotenza che fa la parte del leone nel panorama delle responsabilità del deterioramento della situazione in Medio Oriente. Chi è rimasto a casa? Il presidente …

1967 - 2007: conseguenze politiche,economiche ecc.

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Articolo di di Gustavo Jona
Il 6 Giugno 1967 Israele ha iniziato la sua più "gloriosa" guerra, imposta da tutti i paesi arabi limitrofi. In poche ore l’aviazione israeliana ha distrutto, per la maggior parte a terra, tutte le forze aeree nemiche. In sei giorni l’esercito israeliano ha respinto i siriani e conquistato le alture del Golan, espellendo tutta l’armata egiziana dalla penisola del Sinai e l’esercito giordano dalla Cisgiordania.Quanto sopra potrebbe o dovrebbe rappresentare la "benedizione"; però ricostruendo quanto è poi capitato negli ultimi 40 anni, sotto tutti i punti di vista, morali, politici, geo-politici e socio-economici, a mio parere, la "benedizione" si è trasformata in fin dei conti in maledizione.Non pochi sono arrivati alla stessa conclusione e vediamone le ragioni:CONTINUA qui ALLEGATI

Hamas e il colpo di Stato Usa -Israele-Abu Mazen

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1I veri motivi della battaglia di GazaInteressante articolo dove si evidenzia che il" golpe "contro Abu Mazen è stato portato avanti da un'ala estrema e che ora l'ala politica spera nella mediazione dell'Arabia saudita e della Siria in contrapposizione all'"esigenze" iraniane
http://www.cipmo.org/1501-indice-rassegna/theambiguityof194.html


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e tracce di Washington sono dappertutto, nel caos che ha colpito i Palestinesi. L'ultima cosa di cui ora hanno bisogno è un inviato di nome Blair

Hanno saltato o sono stati spinti? La presa da parte di Hamas degli uffici della sicurezza di Fatah a Gaza è stata immotivata, oppure si è trattato di un attacco preventivo, per prevenire un colpo di stato di Fatah? Dopo i tumulti della scorsa settimana, diventa sempre più importante capire come tutto è iniziato.

Giornalista israeliano:distrutti da israele due villaggi beduini

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Centinaia di beduini, uomini, donne e bambini sono stati lasciati senza un tetto sulla testa nella gelida notte di lunedì 25 giugno del deserto del Negev, dopo che l'Amministrazione Territoriale Israeliana ha demolito le loro case per creare una nuova comunitàebraica. I beduini sfollati vivevano in due villaggi non riconosciuti dalle autorità israeliane, Yatir e Um El Hiran, dove ora sorgeranno due nuovi villaggi legali ebraici: Yatir e Hiran. CONTINUAQUI

ALLEGATO

Lucio Caracciolo:La soluzione Netanyahu..

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I nostri diplomatici e politici continueranno forse a ripeterla all'infinito, ma la formula 'due Stati per due popoli'come soluzione del conflitto israelo-palestinese appare oggi sepolta. Già da tempo in una parte rilevante dell'élite israeliana e di quella americana si è preso più o meno definitivamente atto che questa ipotesi non funziona (meglio: conviene che non funzioni). I sostenitori di questa tesi ricorrono a due argomenti principali.Primo: i palestinesi non sono capaci di governarsi e quindi debbono essere controllati da altri. La guerra civile a Gaza ne è l'ultima dimostrazione. Abbiamo concesso loro una striscia di terra nella quale fare quel che vogliono e loro hanno dimostrato quel che sono: non una nazione, ma la somma algebrica di gruppi violenti fra loro incompatibili, tenuti insieme solo dall'odio per Israele, per tacere delle cosche mafiose e dei terroristi.Secondo: abbiamo concesso loro di votare, e hanno eletto una maggioranzache punta espli…

12 palestinesi uccisi: i "soliti" noiosi effetti collaterali

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..questa è la risposta, Israele, per i razzi che, intanto purtroppo continueranno?questa è la risposta insana e rischiosa per 1il soldato prigioniero a Gaza? queste le misure per rafforzare Abu Mazen? E poi? a quanto vogliamo arrivare?...in attesa dell'estate calda che i falchi corteggiano?giusto chiamare quest'operazione:"Estate degli stupidi".
Articoli
1Secondo fonti mediche, gli scontri di oggi nella striscia di Gaza tra esercito israeliano e militanti palestinesi avrebbero provocato almeno dodici morti. La maggior parte delle vittime sono uomini armati ma è morto anche un ragazzo di dodici anni e altri civili.
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Fonte palestinese:Operazione israeliana 'Estate degli stupidi' con la Striscia di Gaza. Bombardamenti e invasioni di terra provocano 14 morti e decine di feriti tra la popolazione.
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Fonte israeliana:At least 12 Palestinians killed in Gaza IDF raids; Abbas slams 'criminal acts'

Uri Avnery.Gaza è un boomerang

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Dal MANIFESTO del 27 giugno 2007
il Manifesto, 27 giugno 2007 Le decisioni di Tel Aviv e Washington .
il Manifesto, 27 giugno 2007Le decisioni di Tel Aviv e Washington si fondano sul disprezzo degli arabi, sentimento foriero di disastri. Bush e il premier israeliano già vedono gli abitanti di Gaza affamati e, in Cisgiordania, palestinesi pasciuti. Ma la Striscia si ribellerà e Ramallah ancheEhud Olmert è l'opposto di Re Mida.Secondo la leggenda greca, tutto ciò che il sovrano toccava si trasformava in oro. Tutto ciò che Olmert tocca, al contrario, si trasforma in piombo. Ora tocca a Mahmoud Abbas. Gli dedica lodi sperticate, promette di sostenerlo. Ma se dovessi dare un consiglio ad Abbas gli griderei: «Scappa. Mettiti in salvo! Una sola stretta di mano con Olmert sarà fatale!». Può essere salvato Abbas? Non saprei. Alcuni tra i miei amici palestinesi sono disperati. Sono cresciuti dentro Al-Fatah, la loro casa. Sono laici, nazionalisti. Sicuramente non vogliono un regime teocratico…

Israele:Yossi Beilin: Obama metta una croce su Road Map

L'ex uomo politico israeliano Yossi Beilin, intervistato da SKY TG24 in occasione del premio Colomba d'oro consegnatogli da Rita Levi Montalcini, espone la propria visione del processo di pace tra Israele e Palestina. "Io ho sempre pensato che fosse giusto cercare il dialogo con i legittimi rappresentanti del governo palestinese e quindi con l'Olp", spiega e a proposito del ruolo di Obama nel processo di pace dice: "Metta una croce sopra la Road Map, un'invenzione di Bush pensata su misura per Sharon e quindi una soluzione per mettere i bastoni tra le ruote al processo di pace".Yossi Beilin: Obama Metta Una Croce Su Road Map

Amira Hass: le ragioni di Hamas e di Abu Mazen

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La nascita di uno stato governato da Hamas nella Striscia di Gaza e di una serie di piccole zone controllate da Al Fatah in Cisgiordania è stata favorita da due fattori: il tentativo israeliano di separare – dal punto di vista economico, sociale, politico e culturale – i due territori, e la lotta tra le leadership palestinesi.

Nel 1991 la politica di Israele verso la popolazione palestinese è cambiata. Le autorità hanno cominciato a negare la libertà di movimento dei palestinesi per spezzare i legami che si stavano rafforzando tra Gaza e Cisgiordania: un obiettivo diventato evidente nel 1995, quando Shimon Peres propose a Yasser Arafat di accettare la nascita di uno "stato palestinese a Gaza" e di rimandare la decisione sullo status della Cisgiordania.

Contemporaneamente, Hamas ha cercato di imporre ai palestinesi il proprio punto di vista ideologico e strategico, puntando sul contrasto con la politica di Al Fatah, che aveva dato vita a un sistema di potere corrotto e clientel…

Preso nella trappola della sua vittoria, Hamas cerca di evitare l’isolamento totale della striscia di Gaza

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Quasi frastornati dalla facilità con la quale il potere è stato conquistato nella striscia di Gaza, i dirigenti del Movimento di resistenza islamico “Hamas” si interrogano sul modo di gestire questa vittoria. Evidentemente, questa azione di forza non è piaciuta a nessuno, in particolare a Ghazi Hamad, vecchio portavoce del governo di unità nazionale, a disagio in questa nuova situazione. “Noi non vogliamo controllare la striscia di Gaza. Non siamo che un solo popolo. Vogliamo restare uniti”, ha detto. “Bisogna trovare una soluzione. Bisogna parlarsi, provare a preservare l’interesse nazionale, trovare delle procedure, tutti i mezzi possibili perché non ci si può permettere di mantenere questo stato di fatto.” Nervoso, impacciato, Ghazi Hamad riconosce che “anche per Mahmoud Abbas, la situazione non è facile”.Quasi frastornati dalla facilità con la quale il potere è stato conquistato nella striscia di Gaza, i dirigenti del Movimento di resistenza islamico “Hamas” si interrogano sul mod…

G.LEVY: Israele lasci vivere Gaza

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Sintesi articoloIl boicottaggio all'autorità palestinese imposto da Israele per indebolire gli uomini di Hamas ha avuto il brillante risultato di rafforzarli. L'illusione che un movimentopolitico si indebolisca facendo pressioni sulla popolazione si è dimostrata fallimentare. Sabotando il governo di unità nazionale, abbiamo ottenuto il golpe militare di Gaza .Possiamo fare una lista degli errori commessi da noi e dagli Usa ,ma la domanda è un'altra: continueremo la politica del boicottaggio con il rischio di favorire AL-Qaida o ci convinceremo che con la forza non otterremo nulla e dobbiamo modificare la strategia ? Ora la speranza del governo israeliano e americano è riposta in Abu Mazen. Abbiamo finora rifiutato sia tutte le sue proposte sia i tentativi da lui compiuti per creare un governo di unità nazionale . E' inutile pensare di rafforzarlo per indebolire Hamas: Gaza è persa dopo la fuga a Ramallah dei suoi capi .Ora abbiamo una Corea del Nord e una Corea del Sud

intervista a Tanya Reinhart

www.ccmep.org (traduzione di Alessandra Fava e Alfredo Tradardi). Può spiegarci di che cosa parla il suo libro "Israele/Palestina come terminare la guerra del '48"? Israele, con l'appoggio dei principali media occidentali, definisce la guerra contro i palestinesi come guerra difensiva, una risposta necessaria al terrorismo palestinese, una nobile presa di posizione nella guerra globale contro il terrorismo. E' incredibile oggi, dopo due anni di distruzione della società palestinese, che sia conosciuto così poco di come la guerra si è sviluppata e quale ruolo abbia Israele. Il libro cerca difar luce su questo. Il libro segue la politica israeliana da quando Barak divenne primo ministro sino all'estate del 2002, il periodo peggiore della storia di Israele. Prendendo informazioni dai media israeliani ci accorgiamo come si siano prese le distanze dai concetti di Oslo già dal'93. E' difficile ora dimostrare il come, ne parla ampiamente il libro, ma faccio un …