venerdì 30 novembre 2007

l'espansione delle colonie rende Israele simile a un regime di segregazione

SINTESI (solo punti essenziali)
Quando Ehud Olmert avverte che il mondo potrebbe imporre "una soluzione sudafricana" a Israele se non si costituiscono due Stati , lui tacitamente sta ammettendo che l'espansione dei settler rende Israele sempre più simile ad un regime di segregazione. L'unica domanda è se può esserci un altro Yitzhak Rabin , capace realmente di bloccare gli insediamenti e di lasciare ai Palestinesi una parte del territorio
Il Ministro egiziano Ahmed Aboul Gheit dichiara che il mondo arabo risponderà favorevole se'Israele attuerà questa politica . Ciò evidenzia come questa espansione danneggi Israele nei rapporti diplomatici. Gli Israeliani hanno sempre accettato le bugie circa" lo sviluppo naturale" delle colonie,senza porsi la domanda perchè i settler devono espandersi occupando nuove terre e non costruendo appartemaneti più alti o perchè i loro bambini non possano spostarsi verso le vicine città israeliane .( nel 2003 Sharon ad Aqaba disse: "Mi chiedete di dire alle donne dei settler di abortire")Sono gli insediamenti che impediscono la definizione del confine .Lo stesso vale per Gerusalemme che con nuove costruzione tende ad espandersi verso Est ,circa 10.000 sono i bambini in più ogni anno. Nell' aprile del 2004 il governo ha promesso agli Americani che non ci sarebbero state più alcuna costruzione "oltre la linea esterna" ,ma questa linea non è stata mai definita Annapolis non condurrà l'Israele ad alcuna soluzione con i Palestinesi a meno che Israele non la smetta di truffare ed impari a limitare l' espansione verso est
ARTICOLO

giovedì 29 novembre 2007

di Avraham Yehoshua "IL SOGNO DEI DUE STATI"

La decisione dell'Onu prevedeva che gli ebrei avrebbero avuto il controllo di quattordicimila chilometri quadrati (all'incirca la metà dei quali occupati da deserto), e i palestinesi dei rimanenti tredicimila. Tale ripartizione fu stabilita in base alla concentrazione della popolazione e, nonostante a quell'epoca il numero dei palestinesi fosse quasi il doppio di quello degli ebrei (un milione e trecentomila mila contro 600.000), sPersino gli arabi moderati, che avevano accettato il presupposto che gli ebrei fossero un popolo... rifiutavano fermamente l'eventualità che uno stato ebraico potesse occupare una parte (seppur minima) del loro territorio. Non solo perché tale esproprio sarebbe stato lesivo dell'identità araba, ma anche perché il problema ebraico ai loro occhi era sostanzialmente europeo. Il sogno dei due Stati - LASTAMPA.it

mercoledì 28 novembre 2007

AVRAHAM B. YEHOSHUA: da Begin , a Sharon a Sadat ad Annapolis

Begin nominò come Ministro della Difesa una personalità estremista e paricolosa. Sharon. che
1 decise, innanzi tutto, di annettere formalmente le alture del Golan come risarcimento per la rinuncia al Sinai. In questo modo allontanò la Siria da una posizione di potenziale partner a una di ostilità totale e rinsaldò il suo sostegno a Hezbollah in Libano e al movimento palestinese di Hamas. Avendo inoltre sancito l’annessione del Golan con una legge abrogabile solo grazie a una maggioranza relativa della Knesset, ecco che ogni negoziato con la Siria rimane ancora oggi estremamente problematico.
Articolo completo qui

Amira Hass: una farsa la conferenza

La debolezza non conta: i leader israeliani possono anche essere deboli sul piano politico , e Olmert lo è, ma la forza di Israele è talmente soverchiante sul piano militare da potersi permettere anche un premier senza sostegno popolare come Olmert. La verità è che c’è stato un disegno israeliano - portato avanti da tutti i governi e di qualsiasi tendenza politica - che ha come obiettivo la sistematica colonizzazione dei Territori. Per mettere i palestinesi di fronte al fatto compiuto e impedire una pace basata sulle risoluzioni internazionali. No, su Annapolis non posso proprio essere ottimista.CONTINUA qui

2 analisi, interviste articoli suAnnapolis

martedì 27 novembre 2007

La gente che odia l'idea stessa di pace tra Israeliani e Palestinesi


Sintesi (solo punti essenziali)

Li conoscete .E' gente che odia l'idea stessa di pace tra Israeliani e Palestinesi .Vi dirà che questa pace, tutta la pace, è fittizia, virtuale, una fantasia. Vi dirà che non dobbiamo concedere nulla, . Vi dirà che questa non è una loro idea.,ma è un' idea di dio. È volontà di dio possedere tutto, tutta la terra, tutta la terra Conoscete troppo bene questa gente. Gli estremisti sono simmetrici A Gaza, il portavoce Fawzi Barhoum di Hamas ha dichiarato che il presidente palestinese Mahmoud Abbas sta promuovendo una politica "pericolosa" insediando l'unità palestinese.
Alcune ore dopo a Gerusalemme, il Mk Zvi Hen del consiglio di Yesha, in una manifestazione dei settler ha esclamato "sono molto spiacente ma Olmert è un ministro debole e molto pericoloso per Israele". . Mahmoud Zahar, di Hamas, sta parlando ad una manifestazione di 2.000 persone . "chiunque cooperi con chi occupa è un traditore , la terra della Palestina ... è dei Palestinesi". Un attivisto della destra a Gerusalemme esclama "non è mai esistito un popolo palestinese. La terra è nostra dal Mediterraneo alGiordano." nessuno compromesso, la pace è un'illusione

domenica 25 novembre 2007

G.Levy:Israele non deve chiedere nulla ai Palestinesi,ma porre fine all'occupazione


Sintesi
Oggi l'opinione pubblica israeliana si sveglia dal torpore e si domanda : "fare concessioni" o "non fare concessioni.",ma è una impostazione sbagliata: Israele deve restituire ai Palestinesi la terra rubata, la dignità calpestata , i diritti fondamentali dell'uomo Nessuno parla più di moralità,la giustizia è stata cancellata deliberatamente da tutte le trattative. Due e milione mezzo di persone - coltivatori, commercianti, avvocati, , ragazze ,uomini , donne, bambini e combattenti che stanno utilizzando mezzi violenti per una causa giusta - vivono da 40 anni.schiacciati da un sistema brutale Intanto noi, nei caffè, nelle case conversiamo su cosa dare e non dare,Partecipano a questo dibattito errato :avvocati, filosofi, conferenzieri, intellettuali e rabbini . Quando l'occupazione finirà che cosa diranno ai loro bambini?Che cosa diranno del ruolo che hanno accettato ? facile discutere ,nelle conferenze ,sull'etica universale dimenticando che cosa si è fatto il giorno precedente e che cosa si sta facendo ogni giorno
Gli intellettuali
pubblicano le petizioni, "per fare le concessioni" o "per non fare le concessioni," deviando l'attenzione sul vero problema Ci sono dibattiti infiniti circa la corruzione ,ma nessuno si chiede : "Non è l'occupazione la corruzione più grande e più terribile ? I funzionari di sicurezza sono terrorizzati su cosa accadrebbe se venisse rimosso un posto di controllo o se venissero liberati i prigionieri , esattamente come erano spaventati i bianchi in Sudafrica per il "grande macello" che sarebbe accaduto quando i neri avessero acquisito i loro diritti
Ma queste non sono domande legittime: l'incarcerazione deve essere conclusa , i prigionieri politici devono essere essere liberati senza riserve. Come un ladro non può fare alcuna
richiesta al proprietario che ha derubato , così 'Israele non può pretendere nulla fin quanto la situazione resta così com'è
Articolo

Non sottovalutiamo il summit di Annapolis. A dispetto di tutte le previsioni di un fallimento, peraltro del tutto giustificate, questo vertice potrebbe dare un importante contributo alla storia dei negoziati arabo-israeliani. Per la prima volta sarà chiaro come il sole chi è che aspira alla pace e, soprattutto, chi ne fugge come dal demonio. Israele si reca a Annapolis come se ve la mandassero a forza. Il Primo Ministro ha le mani legate. Se osasse affrontare le questioni cruciali, le uniche da discutere in quella sede, il suo destino politico sarebbe segnato. Due partiti, lo Shas e l’Yisrael Beiteinu, hanno già affermato che, in questo caso, farebbero cadere il governo. Possiamo ben credere che Ehud Olmert, il sopravvissuto, è consapevole del pericolo. Che ottenga o no accordi maestosi, parrà che i suoi incontri bisettimanali con il Presidente dell'Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas, non siano mai avvenuti. Eli Yishai non lo permetterà, Avigdor Lieberman lancia minacce, e persino Ehud Barak si è accigliato. Un'Israele che rifiuta di discutere le questioni chiave è un'Israele che non vuole la pace. Così è.

Tutto ciò è reso ancora più drammatico dal contesto in cui si terrà il vertice: Israele non ha mai avute poche scusanti come ne ha ora, per eludere il cammino verso la pace; non c'è stato mai un clima così favorevole per progredire. Non si può di nuovo giocare la carta del terrorismo, perché è diminuito di molto.Il lancio di missili Qassam su Sderot e un tentativo infantile di assassinio non sono una ragione valida per sottrarsi al processo di pace. Questa bassa attività terroristica purtroppo accompagnerà per i prossimi anni le relazioni israelo-palestinesi. Dobbiamo imparare a convivere con ciò, e, sopratutto, riconoscere che il terrorismo non si fermerà, in assenza di un accordo che ponga fine all'occupazione.

Ma c'è di più. Il problema della sicurezza oggi è molto maggiore sul lato palestinese. Israele non può continuare a gridare slogan sulla sicurezza, dopo sette anni in cui, secondo i dati di B'Tselem, ha ucciso 4.267 palestinesi, di cui 861 bambini o adolescenti, mentre i morti israeliani sono 467.Un' altra scusa che non regge più è quella che “non c'è un partner”. Israele non ha mai avuto un partner così malleabile come Mahmoud Abbas . E' vero che rappresenta a mala pena la metà dei palestinesi - Olmert rappresenta una percentuale di israeliani ancora minore - ed è vero che sarebbe preferibile che della delegazione palestinese ad Annapolis facesse parte anche Hamas, ma questo non è una ragione per non tentare. Abbiamo distrutto Yasser Arafat come partner - ed è venuto il momento di pentircene - ma non possiamo più prendere a pretesto la debolezza del suo successore: Israele ha fatto di tutto per creare questa situazione.Anche il mondo arabo è più disponibile verso Israele e verso la pace di quanto non sia mai stato. Israele sta distruggendo metodicamente il piano di pace saudita e la risoluzione della Lega Araba, ma, cosa mai avvenuta, queste proposte sono ancora sul tavolo e mandano ad Israele un messaggio di speranza che non ha precedenti.

Al summit vedremo anche il reale comportamento degli Stati Uniti. Nessun altro protagonista è in grado didare un contributo pari a quello di Washington per raggiungere la pace nella regione, ma, in assenza di una qualsiasi pressione su Israele, resta la triste idea che anche gli americani non si prenderanno il disturbo di ottenere la pace. Il vertice di Annapolis si configura solo come per un' iniziativa superficiale americana: niente di più. Gli americani diranno” ci abbiamo provato”; ma, naturalmente, non è un tentativoautentico.

Ad Annapolis tutte le carte saranno messe in tavola, e ciò non sarà poca cosa. Il mondo vedrà e giudicherà, gli israeliani vedranno e decideranno: Vogliamo veramente la pace?

Associazione israeliana: israele il più grande inquinatore del Mediterraneo


Israele è il più grande inquinatore del Mediterraneo orientale, con ogni anno lo scarico di oltre 140 tonnellate di metalli pesanti nel mare con il benestare del governo. È quanto sostiene l’organizzazione ambientalista israeliana Zalul in un rapporto pubblicato recentemente. e pubblicato su Haaretz
"In Israele esiste un grande problema che riguarda le industrie e le municipalità. Il governo non vuole investire denaro”, ha detto alla Reuters Yariv Abramovich, il direttore operativo di Zalul.Continua qui

venerdì 23 novembre 2007

Yehoshua «Gli Stati Uniti hanno giocato una pessima partita nella regione mediorientale. E allora: avanti Europa».

Il famoso scrittore israeliano, animato da un immortale ottimismo, chiede all’Italia di essere «molto più attiva in ambito europeo sul dossier Medio Oriente» per non lasciare l’iniziativa in mano solo agli americani. È inutile nasconderlo, ammette Yehoshua: «Gli Stati Uniti hanno giocato una pessima partita nella regione mediorientale. E allora: avanti all’Europa».CONTINUA qui

giovedì 22 novembre 2007

perchè Israele ha taciuto sul raid siriano?


Sintesi
Dieci settimane sono trascorse dall'attacco israeliano in Siria e non ci sono ancora informazioni precise sull'obiettivo e sulla necessità dell'attacco.
Vista la segretezza del governo ,quello che si sa .si deduce dalle rivelazioni di funzionari anonimi ed esperti americani come David Albright . Egli, osservando le foto satellitari, ha confermato l'esistenza di una centrale nucleare siriana. Il professore Uzi Even dell'università de Tel Aviv esclude ,con validi ragionamenti , tale ipotesi. probabile ,invece ,che fosse una fabbrica per il montaggio della bomba ,si spiegherebbe così la fretta della Siria a far sparire ogni prova dell'attacco e a impedire agli esperti dell' Agenzia Atomica un sopralluogo Poco spazio è stato dato ii Israele alla protesta di due membri repubblicani del congresso Americano per aver Bush nascosto informazioni sul raid israeliano e non aver convalidato ,così,l'eventuale responsabilità della Corea del Nord .Israele ha scelto quindi il silenzio per non porre in imbarazzo il governo americano che sarebbe stato costretto a interrompere i suoi rapporti con il regime ?
Haaretz
Commento: 1) io personalmente penso che il vero obiettivo fosse quello di tastare la difesa antimissile data ai Siriani ( e all'Iran) dai Russi 2 i paesi arabi non hanno fatto il minimo accenno a questo raid..evidentemente erano d'accordo e, forse, è stato un modo per "avvertire" la Siria ad allentare i rapporti con l'Iran. 3) la Turchia ,dopo una formale protesta, non ha più fatto alcun accenno al raid incassando l'appoggio israeliano contro i Curdi 4 preoccupante, cmq ,che l'approvazione al raid sia stato dato da Cheney nonostante l'opposizione della Rice

Lo sterminio degli ebrei goriziani

A Trieste i fatti si svolsero come a Roma. A Gorizia lo sterminio della comunità ebraica è sempre più percepito come un danno irreparabile. Il 23 novembre, ricorderò, Gino Armani, distrutto con la sua famiglia, a ventanni, e onorerò coloro che combatterono perché si realizzasse lamicizia e la collaborazione fra tutti i popoli.Silvino Poletto Gorizia
La tarda sera di domenica 25 luglio 1943, Gino Armani, esponente della comunità ebraica di Gorizia, fu tra quelli che diffusero le notizia del voto al Gran consiglio del fascismo – che estromise Mussolini – e la nomina del maresciallo Pietro Badoglio a capo del governo, da parte di Vittorio Emanuele III. Gino Armani, il 23 novembre 1943, assieme ai suoi genitori, venne deportato dai nazisti e non fece più ritorno. Ora, dopo 65 anni, grazie al lavoro di ricerca, dovuto allo scrittore Edoardo Pittalis è apparso il libro «Il sangue di tutti - 1943/1945 in Triveneto», pubblicato dalle Edizioni biblioteca dell’immagine di Pordenone.Le condizioni dello scontro bellico, che travolge l’Italia, per Pittalis, si richiamano a «un 25 luglio che è un ricordo e una vendetta. Era stato preceduto da tempi drammatici, gli angloamericani avevano invaso la Sicilia; Roma era stata bombardata, 717 morti, e Mussolini non c’era: quel giorno era a Feltre per incontrare Hitler. Era uscito dal Vaticano Papa Pio XII e si era messo a pregare fra le macerie.«Erano caduti 40.000 soldati, 37.000 erano disperi, 232.000 prigionieri, oltre quarantamila in mano dell’armata britannica in Africa Orientale. Dalla Russia sono tornati in pochi, mancano all’appello 84.830 soldati, di 78.000 non si saprà più niente. Sono bastate 17 tradotte nell’aprile 1’43 per riportare a casa il corpo d’armata che nell’estate precedente aveva occupato 210 convogli...» (pag. 9).Il crollo dell’8 settembre 1943, è caratterizzato «da un’Italia con un milione di soldati dispersi nel territorio e male armati e ci sono già 400 mila tedeschi. Il Friuli italiano non esiste più, il dottor Friederich Rainer, governatore del Reich, assume pieni poteri nella «Zona di operazioni Litorale adriatico». Il 16 settembre viene creata anche la «Zona di operazione delle Prealpi» e Franz Hofer è il commissario dell’Alpenvorland.Anche l’Italia fa i conti con sé stessa... quella è a guerra finita: sono morti 330 mila militari, la metà rispetto alla Grande guerra, ma anche 90 mila civili e moltissimi sotto i bombardamenti. Poi il mondo della Resistenza di cui Pittalis ricostruisce il grande contributo alla vittoria...Silvino PolettoGorizia

Uri Avnery: sarà il solito pateracchio..il vertice dei falliti


Dove si dovrebbe trovare la soluzione del conflitto israelo-palestinese. Invece non si troverà niente. E tutto seguirà come prima, peggio di prima Un summit improvvisato destinato al fallimento fra tre giocatori in bancarotta che non hanno un centesimo da mettere sul tavolo. E Israele ci mette anche un surplus di condizioni previe che ne impediscano qualsiasi possibilità di «successo»La conferenza di Annapolis è una burla. Anche se non fa ridere.Come molte iniziative politiche, anche questa, secondo tutte le indicazioni, è cominciata più o meno come un fatto casuale. George Bush doveva fare un discorso. Stava cercando un argomento che gli desse qualche sostanza. Qualcosa che distogliesse l'attenzione dai fiaschi d'Iraq e d'Afghanistan. Qualcosa di semplice, ottimistico, facile da dar da bere. CONTINUA

mercoledì 21 novembre 2007

PALESTINA, IL “DRAMMATICO IMPATTO UMANITARIO” DEL MURO ISRAELIANO

1 haaretz qui

2 Palestina, il “drammatico impatto umanitario” del Muro israelianoIl Muro costruito da Israele all’interno della Cisgiordania “rientra in un regime generale di chiusura che limita i movimenti dei palestinesi, restringe il loro spazio, e contribuisce alla frammentazione della Cisgiordania”, e “ha avuto un impatto umanitario drammatico sui palestinesi". A dichiararlo è un responsabile dell'Ufficio Onu di coordinamento per gli affari umanitari (Ocha) intervenuto in occasione del quinto anniversario del pronunciamento della Corte internazionale di giustizia che giudicò illegale la barriera di sicurezza israeliana. I lavori di quella che Israele definisce una “barriera anti-terrorismo” sono iniziati nel 2002, ma finora ne è stato portato a compimento solo il 57 per cento. Una volta finito, il Muro misurerà 709 chilometri, di cui – afferma l’Onu – l’85 per cento realizzati in territorio palestinese e solo il 15 sulla “linea verde”, la demarcazione stabilita nel 1949 tra la Cisgiordania e lo Stato ebraico. In più, grazie alla barriera Israele incorporerà il 90 per cento delle colonie della Cisgiordania e "preziose risorse agricole e idriche". Come risultato la Cisgiordania palestinese sarà divisa in tre sezioni, mentre Gerusalemme Est - che per i palestinesi dovrà essere la capitale del loro futuro Stato - resterà tagliata fuori completamente. Il 9 luglio 2004 la Corte internazionale di giustizia su pronunciò in merito alla barriera israeliana, affermando che "la costruzione da parte di Israele, potenza occupante, di un muro in territorio palestinese occupato, in particolar modo all’interno e attorno a Gerusalemme-Est, è contrario alla legge internazionale", e ne chiese lo smantellamento. La sentenza ha ricevuto in un secondo momento il sostegno dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, ma fino a oggi è stata ignorata dai governi israeliani. Per chieder l’implementazione di quella sentenza, sempre oggi è intervenuta l’ong Oxfam, che ha invocato il “trionfo della legalità”. Gli appunti dell’organizzazione sono contenuti in un rapporto intitolato Five Years of Illegality, che descrive la situazione delle 13 comunità palestinesi che più hanno risentito della costruzione del Muro e delle misure di sicurezza connesse. Tutto ciò – afferma Oxfam – comporta la distruzione di famiglie e la perdita di mezzi di sostentamento, e, soprattutto, determina "conseguenze ad ampio raggio dal punto di vista fisico e psicologico, compresi traumi e stati d’ansia nei bambini".

Al-Ghusun di Deir, otto chilometri di nord di Tul Karm, comprende circa 15.000 dunams. Di questi, 2.200 dunams sono situati fra il muro di separazione e la linea verde. Circa 300 famiglie possiedono lotti in questa zona. Durante l'anno circa 150 persone hanno bisogno dei permessi normali per raggiungere la loro proprietà , l'amministrazione civile assegna i permessi di entrata, a chi ha i campi al di là della recinzione ,soltanto ai proprietari terrieri ed ai loro parenti di primo-grado, non ai lavoratori agricoli dipendenti . Khaled Abdul Latif Khader, ha 61 anno. Non ha bambini per aiutarlo a coltivare i 12 dunams che appartengono a lui ed alla moglie e aveva sempre impiegato cinque operai per aiutarlo Ora è troppo doloroso vedere le olive verdi che non può selezionare , la terra asciutta che non può innaffiare , le erbacce.
.La trafila burocratica per avere il permesso è lunga ,a volte occorre un mese e la risposta, positiva e negativa, è scritta in ebraico
Il padre di Amar, Yasser
Ghanem, possiede 17 dunams di terra dall'altro lato della recinzione,il 21 settembre il suo permesso biennale è scaduto . Ha presentato una nuova richiesta Ha atteso ed atteso ed il permesso infine è arrivato il 17 ottobre. È valido dal 16 ottobre al 22 ottobre. Uno dei suoi parenti è morto il 18 ottobre e ha "sprecato" tre giorni per la veglia funebre e il funerale . Assurda la situazione di Husni Abdullah che ha ricevuto un permesso valido per due giorni per una proprietà di 34 dunams e non ha figli. Soltanto 10 degli abitanti dei villaggi non hanno ricevuto il permesso per "motivi di sicurezza."
Uno di loro è Jafar Abdul
Munim. Ha avuto un permesso biennale, valido fino al 4 novembre di questo anno. Ha dimenticato il permesso nella tasca dei suoi pantaloni, che sono stati successivamente lavati e, quando ha chiesto un nuovo pemesso, l'amministrazione civile gli ha improvvisamente risposto di non poterglielo rinnovare per "motivi di sicurezza"" Inutili le sue proteste e richieste di chiarimento" Così il raccolto di quest'anno, per il quale abbiamo lavorato così duramente,rischia di andare perso"
l consiglio di Al-Ghusun di Deir denuncia l'arbitrarietà della concessione dei permessi; terminata la raccolta delle olive, inizierà quella delle mandorle e la terra non può aspettare
Articolo (sintesi personale)

Sharif Omar Khaled,conosciuto come Abu Azzam, è soddisfatto :i suoi alberi per la prima volta producono frutti. E' orgoglioso del suo frutteto : i 14 dunams l'anno scorso hanno reso 47 tonnellate di frutta. Da due mesi egli ,però, vede i suoi 3.600 alberi da lontano a causa del muro che Israele ha edificato. Il numero degli agricoltori del villaggio (Jayyous ) è drasticamente dimininuito in in quanto la recenzione li ha separati dai campi .Ma non basta: per raggiungere le loro terre hanno necessità di un permesso che viene concesso sempre meno . Per tre anni, Abu Azzam ha ricevuto regolarmente il permesso,ma dal 23 giugno non gli è stato più rinnovato per motivi di sicurezza,così come ad altri 29 coltivatori.

Abu Azzam va all'estero tre o quattro volte l'all'anno. È stato in Svezia, in Gran-Bretagna, in India ed in Spagna,ha studiato per tre mesi a Pisa. Ma non può andare nel suoi frutteto. Eppure il suo rapporto con gli Israeliani non si è interrotto,partecipa con loro alle manifestazioni contro il muro . Centinaia di Israeliani ogni anno aiutano lui e gli altri palestinesi raccogliendo i frutti che nascono nel "territorio" israeliano." Non vogliono essere pagati -Abu Azzam afferma con ammirazione. -"desiderano semplicemente aiutarci . Nel mese di dicembre del 2004, i bulldozer dell'esercito hanno abbattuto diverse centinaia di oliveti , gli israeliani hanno piantato nuovi alberi .Hanno camminato parecchi chilometri a piedi,tra loro c'erano anziani.
Eravamo complessivamente circa 50 Palestinesi, 200 israeliani e 100 poliziotti e soldati. Era bello vedere gli israeliani lavorare con.noi " Abu Azzam è una piccola spina per Israele . Viaggia molto all'estero,spiega in convegni internazionali le conseguenze negative del muro
Questo anno febbraio, per esempio, ha partecipato ad una discussione all'università di Cambridge. " ero il solo Palestinese in una tribuna con circa 10 israeliani," dice. "mi hanno chiesto se i kamikaze possanofare parte di un processo di pace. Ho chiesto loro se gli attacchi con gli elicotteri Apache alle scuole possano fare parte di un processo di pace. Ci fu una discussione sgradevole." Queste osservazioni hanno determinato l'annullamento del permesso di Abu Azzam? È possibile.Ma c'è un altro motivo.
Un amico lo aveva avvertito dell'irritazione israeliana per i suoi contatti con la sinistra israeliana," .Abu Azzam è convinto che le autorità israeliane non vedano di buon occhio i rapporti fra gli israeliani ed i Palestinesi. Abu Azzam effettivamente è una minaccia di sicurezza? . Ha 65 anni, è un ex comunista e la distanza fra lui e Hamas è molto grande. È stato arrestato soltanto una volta, 20 anni fa, perchè rifiutava di evacuare una parte delle sue terre per la colonia di Tzofin. Uno dei suoi figli,tre anni fa, è stato in prigione . Un altro dei suoi figli ottiene sempre il permesso di andare ad Haifa per comperare la merce necessaria per l'azienda che dirige in Ramallah,ma non gli è stato rinnovato il permesso di andare a lavorare i campi del padre
Abu Azzam ha una spiegazione semplice per questo rifiuto persistente: "desiderano che noi dimentichiamo le nostre terre per farci emigrare da qui."

Articolo (sintesi personale)

5 Palestina : giuristi , territori occupati soffrono per leggi sicurezza israelian

Il muro d'Israele ha generato una grave situazione umanitaria ed occorre intervenire per evitare ulteriori esasperazioni. E' una delle raccomandazioni emerse dal rapporto di un eminente gruppo di giuristi internazionali che hanno concluso oggi la loro visita in Israele e nei territori palestinesi occupati.

sabato 17 novembre 2007

mappa delle centrali nucleari nel mondo,Israele, iran




1

articolo e mappa qui

2 mappa dinamica

3 israele mappa e siti

Le ricette di zio Fall falafel alla mestrina


1Tanto per cominciare, sembra che si dica falàfel, e non falafèl. Invece, si può scrivere felafel o falafel, fa lo stesso, credo che dipenda dalla pronuncia locale, Continua qui
2 altre ricette sempre sulle falafel 1

Noam Chomsky - gli accordi di Taba e Annapolis

I crimini commessi contro i palestinesi nei Territori occupati e altrove, soprattutto da quando l'anno scorso hanno votato "nel modo sbagliato" facendo vincere le elezioni ad Hamas, sono sconvolgenti. E gli unici sentimenti che provocano sono la rabbia e la voglia di reazioni estreme. Ma questo danneggerebbe le vittime La conferenza di Annapolis sulla questione israelo-palestinese organizzata dal presidente Bush sta per cominciare, ed è la prima iniziativa diplomatica del suo governo che potrebbe portare a risultati concreti su questo tema. Idealmente, i negoziati di Annapolis dovrebbero partire dal punto in cui ci si era fermati a Taba, in Egitto, nel 2001.Quella settimana fu l'unico momento, in trent'anni, in cui gli Stati Uniti e Israele abbandonarono l'atteggiamento di chiusura che in seguito avrebbero ripreso e mantenuto, in splendido isolamento, fino a oggi.A Taba si era quasi arrivati a un possibile accordo sulla formazione di due stati, con un ragionevole scambio di territori. La scusa inventata per interrompere le trattative fu che i palestinesi avevano rifiutato la generosa offerta di Israele. In realtà, la conferenza fu interrotta improvvisamente dal primo ministro israeliano Ehud Barak, proprio quando i negoziatori stavano per raggiungere un accordo.

Forse a Taba si era quasi riusciti a trovare una soluzione perché gli Stati Uniti non facevano i mediatori. La politica di Washington verso Israele e la Palestina è sempre stata contorta.

"Fin dal 1967, quando Israele vinse la Guerra dei sei giorni e occupò la Cisgiordania e la Striscia di Gaza, ogni amministrazione americana è stata ufficiosamente favorevole alla restituzione di quasi tutti quei territori per creare uno stato palestinese", ha osservato un paio di mesi fa Leslie Gelb sulla New York Times Book Review. Vi prego di notare la parola "ufficiosamente"E perché non ufficialmente? Forse perché questa interpretazione conferma l'immagine confortante che gli Stati Uniti vogliono avere di se stessi come "onesti mediatori", i cui nobili sforzi sono frustrati dall'atteggiamento violento e irrazionale degli altri, e in particolare dei palestinesi.

Sappiamo invece quello che Washington ha dichiarato pubblicamente. Ha sempre respinto una soluzione del genere, fin dal 1976, quando gli Stati Uniti hanno messo il veto su una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu che suggeriva la creazione di due stati sulla base dei confini internazionali (Linea verde), confermando in sostanza una risoluzione precedente (la numero 242 del novembre 1967).

La soluzione dei due stati in base agli accordi quasi raggiunti a Taba ha ormai convinto tutto il mondo. Compresi i paesi arabi, che invocano la piena normalizzazione dei rapporti con Israele. Compreso l'Iran, che accetta la posizione della Lega araba.

Compreso Hamas, i cui leader hanno ripetutamente invocato la soluzione dei due stati, anche sulla stampa americana. Israele invece non ha mai ascoltato le richieste della comunità internazionale e gli Stati Uniti l'hanno sempre appoggiato.

George W. Bush è andato anche oltre, dichiarando che gli insediamenti illegali della Cisgiordania devono essere annessi a Israele. Ma la linea ufficiale statunitense rimane invariata: Bush, Condoleezza Rice e gli altri continuano a dire di voler realizzare il "sogno" di Bush di uno stato palestinese, e persistono nel loro nobile ruolo di "onesti mediatori". La condotta di Israele, però, parla da sola: gli insediamenti, il muro, le chiusure, i checkpoint, le confische di terre arabe e tutto il resto. E queste cose accadono anche mentre si avvicina la conferenza di Annapolis. "Se il governo continua ad agire in questo modo, la conferenza di Annapolis perderà significato prima ancora di cominciare", scrive l'organizzazione pacifista israeliana Gush Shalom.

Qualunque proposta realistica deve prendere almeno come punto di partenza la soluzione dei due stati, in base alle linee generali stabilite a Taba. A quella conferenza sono seguiti dei negoziati informali che hanno portato a proposte più dettagliate, in particolare all'accordo di Ginevra del 2002, applaudito da quasi tutto il mondo ma respinto dagli Stati Uniti, che l'analista politico israeliano Amir Oren descrive come "il padrone che chiamiamo alleato". Senza il sostegno americano Israele non può realizzare i suoi obiettivi espansionistici: e questo rende noi americani responsabili.

Nelle prossime settimane, e a più lungo termine, c'è molto lavoro di informazione da fare tra i cittadini statunitensi, che sono molto ricettivi su questi temi, anche se sono inondati dalla propaganda e dalle menzogne. Non sarà facile. Ma con l'impegno e la costanza sono state realizzate imprese anche più difficili.

venerdì 16 novembre 2007

G. levy: ucciso dopo che gli fu ordinato di lasciare la casa


Articolo
Sintesi
Pensate ai vostri genitori anziani. Immaginateli seduti sul sofà, pieni di timore per una notte intera, in un appartamento molto piccolo, non protetto.
Fuori sta infuriando un terribile combattimento ,dozzine di soldati si stanno muovendo nel vicolo vicino . Viene datoloro l'ordine di uscire. Pensate ai vostri genitori in pigiama con i documenti di identificazione . 5 pallottole colpiscono allo stomaco vostro padre che cade davanti alla porta, vostra madre lo guarda sconvolto e cerca di trasportarlo più in basso . I soldati impediscono ciò e la minacciono . Lei grida: "Chiamate un 'ambulanza. Perché avete sparato? era un uomo anziano "L'avvocato dei militari afferma che questa è stata la risposta: "Ci dispiace,ma abbiamo dovuto "Dopo più di 10 minuti arriva l'ambulanza palestinese . E' tardi,morirà in ospedale .Immaginate il terrore,la frustrazione e l' umiliazione . Afferma la vedova: "mi sono pentita di non aver tirato addosso ai militari una grossa pietra Tornata a casa scopre che i militari sono entrati a casa e le hanno distrutto il bagno, i suoi risparmi . 2.000 dinars jordanian (circa il NIS 12.000), non ci sono più .
Salah Haj Yihyeh, medico per i diritti dell'uomo -ha trasmesso una lettera al brigadiere Avihai Mandelblit, denunciando "l'uccisione di una persona inerme ,l' omissione di soccorso , il saccheggio della casa del defunto." Il portavoce dell'IDF ha dichiarato di essere rammaricato e aggiunge: ", il Palestinese, è stato ucciso nel corso di un'operazione dell'IDF per arrestare i terroristi ricercati a Nablus il 16 ottobre. Il civile, di 70 anni - è stato ucciso durante uno sparatoria fra l'IDF ed i terroristi. Le unità dell'IDF hanno chiamato un gruppo di medici della mezzaluna .Per quanto riguarda i soldi, non c'è alcun reclamo da parte dei palestinesi"
I membri della famiglia sono convinti che i soldati abbiano sbagliato l'indirizzo della casa e ,probabilmente stavano cercando due ricercati ,nascosti lì vicino e poi arrestati.
Il permesso di lavoro di Shaqer è stato revocato, come avviene sempre nel caso di persone uccise dall'IDF, per impedire vendette in territorio israeliano . Malgrado il dolore, l'uccisione, il sospetto di saccheggio e la perdita di una fonte della vita, le donne della famiglia hanno preparato il pranzo per i loro ospiti israeliani:

In ricordo di Daniel Amit


1Se avessi anch’io fatto il mio dovere di uomo, se avessi cercato di far valere la mia voce, il mio parere, la mia volontà, sarebbe successo? E perciò è necessario che spariscano gli indifferenti, gli scettici, quelli che usufruiscono del poco bene che l’attività di pochi procura, e non vogliono prendersi la responsabilità del molto male che la loro assenza dalla lotta lascia preparare e succedere.

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2Dedicato a Daniel Amit, la cui morte ci addolora profondamente ma ci spinge a impegnarci ancora di più.

Il procuratore generale israeliano Menachem Mazuz ha per ora bloccato il taglio della fornitura elettrica a Gaza, come minacciava il Ministero della difesa israeliano, grazie alla mobilitazione di decine di associazioni per la difesa dei diritti umani, israeliane e internazionali. Però la situazione nella Striscia resta disastrosa perché, nel frattempo, è comunque stato ridotto il flusso di carburante necessario in particolare alle attività ospedaliere.
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giovedì 15 novembre 2007

Usa e Israele divisi dall'Iran e dalla Siria


Sintesi
Israele e gli Usa generalmente sono considerati gemelli siamesi , con un cuore e una retorica comune . I capi parlano frequentemente "di rinforzare i moderati " in Medio Oriente, in contrasto con "l'asse della malvagità." Parlano di stabilire uno Stato Palestinese e sono contrari all'atomica iraniana . In realtà non è proprio così,
1) gli Usa vogliono un dialogo con l'Iran e l'isolamento della Siria ,gli Israeliani sono disposti a un colloquio con la Siria, non con l'Iran verso la quale auspicano sia un serio boicottaggio che minacce di intervento militare , In realtà l'opzione militare non è desiderata da Israele. dagli Usa in quanto determirebbe : rafforzamento dell'estremismo iraniano , innalzamento del prezzo del petrolio , attacchi ai militari in Iraq, terrorismo negli Usa Chiunque succederà a Bush tenterà di dialogare con l'Iran affermando: "Meglio coesistere con L'Iran nucleare,del resto anche noi siamo stati minacciati di distruzione dai Russi e dai Cinesi, voi Israeliani siete indietro di 40-50 anni nella comprensione dei meccanismi strategici "Olmert ha chiaro che Bush non condurrà una guerra contro l'Iran vista l'opposizione del paese per un'altra avventura in MO. Diverso è il caso della Siria : Israele vuole "staccarla dall'Iran"mediante un dialogo,ma non vuole ritirarsi dal Golan e ha proposto uno scambio: il controllo di Beirut al posto dell'alleanza con l'Iran e il disarmo degli Hezbollah. Questo ha prodotto l'irritazione americana : "I vostri strateghi sostengono sempre la pista iraniana, mentre i politici privilegiano quella palestinese ,la vostra politica non permette un dialogo reale con la Siria dovreste capire che il prezzo da pagare sarà una ritirata dal litorale di Kinneret " Su un punto sono d'accordo i due governi il summit di Annapolis non condurrà a nessuna conclusione concreta
Articolo

mercoledì 14 novembre 2007

Video di Haarez sulla violenza dei settler sui Palestinesi


1 Video
1
I capi del settler hanno detto che ritengono che "un tsunami" si stia avvicinandosi a dopo aver parlato con Olmert.Danny Dayan, presidente del Consiglio di Yesha il "congelamento" degli insediamenti sarà totale e verranno espulsi più di 100.000 persone Olmert ha affermato" Non ho dubbio che ogni pollice di terra dal Giordano [ fiume ] al mare [ mediterraneo ] fa parte della terra dell'Israele ed è collegata alla storia ed all'eredità della nostra gente. Tuttavia noi dobbiamo fare delle concessioni... ma ci sono luoghi dai quali io non mi ritererò mai."
allegato:LA TORTURA DELL'ASINO

2008
1Video : Coloni vandalizzano cimitero musulmano Sintesi personale Coloni hanno fracassato e riversato vernice su una ventina di tombe in un cimitero musulmano in Cisgiordania in prossimità dell' insediamento di Kiryat Arbua. Le forze di sicurezza israeliane avevano evacuato l' avamposto illegale ,nel corso della giornata,dell'attivista di destra Noam Federman I coloni hanno attaccato l'IDF e sono stati arrestati ""Ci auguriamo che questi soldati siano sconfitti dai loro nemici, siano rapiti come Gilad Shalit, siano tutti uccisi e macellati perché questo è ciò che si meritano", hanno urlato. I settler non si sono limitati a vandalizzare le tombe, hanno danneggiato oltre 80 veicoli palestinesi, fracassandone i vetri e forando le ruote.Anche due auto della polizia sono state danneggiate Il Governo e il Ministro della Difesa hanno chiesto pene severe per i facinorosSettlers vandalize Muslim graves after IDF razes outpost

2 Video Agricoltori palestinesi attaccati dai coloni durante la raccolta delle olivePalestina, la raccolta delle olive più violenta di sempre
Gli attacchi dei coloni israeliani contro gli agricoltori palestinesi della Cisgiordania costituiscono la regola, ma quest’anno sono aumentati come mai in passato. Uno degli episodi più gravi, avvenuto sabato nei pressi di Hebron, è stato ripreso dalla Associated Press. Nel filmato si vedono dei coloni israeliani che prendono a pugni un fotografo palestinese e una donna britannica prima dell’intervento dell’esercito di Tel Aviv. Continua quiPalestina, la raccolta delle olive più violenta di sempre

Ferito a calci e pugni da coloni israeliani +video Palestinian farmers, settlers clash near West Bank settlement of Yitzhar Lilicence to kil Israel`s own religious fanatics

3 Settler uccidono a Nablus giovane palestinese e ne feriscono un altro. Israeli settlers kill Palestinian teenPalestinians blame settlers for shooting death of West Bank shepherd Sintesi personale. un giovane di 19 anni anni è stato ucciso a Nablus. I palestinesi accusano i coloni e attribuiscono la responsabilità di quanto sta accadendo alla colonizzazione israeliana della Cisgiordania. In questi mesi sono aumentati i casi di violenza contro i palestinesi e l'esercito israeliano: una tattica per scoraggiare l'evacuazione degli insediamenti
4 Milizie armate di coloni nei Territori,settler di destra attaccano con i cani l'IDFL'organizzazione pacifista israeliana Peace Now, che si batte per la formazione di uno stato palestinese, ha denunciato la formazione di milizie armate di coloni nei Territori. Lo ha dichairato il segretario generale dell'associazione Yariv Openheimer, che ha auspicato una reazione adeguata da parte della polizia e dello Shin Bet, il servizio di intelligence interna israeliano.

Protesta contro la demolizione delle case di un villaggio


I residenti del villaggio non riconosciuto di Al-Hanun di Dar in wadi Ara ,ma esistente da 80 anni , mercoledì hanno bloccato la via di accesso al villaggio per evitare la demolizione delle case e della strada pavimentata dall'organizzazione israelian Ta'ayush . Un'officina, costruita negli anni 60, è stata demolita recentemente mentre il proprietario era in prigione in quanto si era rifiutato di abbatterla . Nel 1949, quando la terra è stata trasferita alla sovranità israeliana, le autorità non hanno riconosciuto il villaggio ed ai residenti è stato chiesti di muoversi verso i villaggi vicini. ARTICOLO

Umiliazioni sessuali ai palestinesi



La ripresa, effettuata da un membro della truppa stanziata al checkpoint, mostra un ragazzo palestinese barbuto, bendato, in ginocchio, costretto a sottoporsi alle umiliazioni nei pressi di una barriera di protezione.Il filmato ha catalizzato l’attenzione dei media sull’episodio in quanto, diversamente dai casi di abusi avvenuti in precedenza, chi si trova dietro la cinepresa è, per la prima volta, un soldato dell’esercito israeliano.Il soldato, che cercava probabilmente di divertirsi insieme ai suoi commilitoni, ha ripreso l’intero svolgimento della faccenda, pungolando e costringendo, nel frattempo, il palestinese a ripetere alcune frasi in ebraico, alcune relative all’unità di elite dell’esercito, denominata “brigata Golan”, altre intrise di riferimenti esplicitamente sessuali.La ripresa avrebbe dimostrato la complicità dell’intero plotone. Lungo tutta la durata del video, infatti, si possono udire nitidamente le risate degli altri soldati, intervallate dagli applausi che seguono ogni frase ripetuta dal prigioniero.
Il video termina con il ragazzo che viene costretto a ripetere “Caro papà, la Golan ti porterà una mazza da infilare su per il culo”.http://www.haaretz.com/hasen/spages/1035088.html


2 Torture e abusi sessuali su minori palestinesi BISOGNA MOBILITARSI CON LETTERE: A MOHAMMAD PER SOSTEGNO, ALLE NOSTRE AUTORITA' ITALIANE ED EUROPEE PERCHE' ACCOLGANO L'INVITO DI ADDAMEER, L'ASSOCIAZIONE PALESTINESE NON GOVERNATIVA PER IL SOSTEGNO DEI DIRITTI UMANI DEI PRIGIONIERI.Torture e abusi sessuali su minori palestinesi
Allegato: torture ai palestinesi (in questo blog: scheda sintesi)




martedì 13 novembre 2007

di Moni Ovadia:Gli insulti e la memoria

Il tanfo delle peggiori vocazioni del passato europeo sale dalle cloache a cielo aperto del pregiudizio contro genti straniere, i rom, i sinti, i rumeni, criminalizzate tout court nel puro stile della peggior propaganda antisemita. Coloro che hanno la memoria corta vadano a rileggersi le argomentazioni dei teorici del razzismo antiebraico, anche le più filosofiche e ponderate come quelle alla Evola. Trovino il tempo per sfogliare gli organi della stampa reazionaria dei paesi che accoglievano gli emigranti italiani nei primi secoli del Novecento. Sentiranno spirare sui loro colli l’aria ammorbata e pestilenziale degli stessi discorsi che provengono dagli esponenti del centro-destra italiano oggi. La nuova divisa che indossano è il trench bianco, ma le parole dell’odio e dell’intolleranza hanno la stessa anima di quella pandemia nera che portò allo sterminio tanti innocenti colpevoli solo di essere ciò che erano. Senza vergogna l’onorevole Fini ha preteso l’espulsione di coloro che non hanno mezzi di sostentamento, lui! L’erede del fascismo rinnegato solo a parole, con la “complicità” di un governo israeliano che pur di avere due moine da un politico furbo e cinico mercanteggia il significato profondo della shoà. Sì! Gli zingari sono morti con noi nei lager nazifascisti, come noi, così come con noi furono sterminati poveracci senza fissa dimora, e se lo dimenticassimo condanneremmo noi stessi all’infamia. E come se non bastasse tutto questo, adesso il “poco post” fascista delfino del principe azzurro di Arcore vorrebbe fare della povertà un crimine, una malattia da espellere dal salotto buono. Fosse stato per lui milioni dei nostri connazionali sarebbero stati gettati a mare quando partivano per le Americhe con la speranza di uscire dalla povertà e rimanevano poveri a lungo prima di riuscirci. E ora con che faccia, con che spirito, con quale sguardo, a quale orizzonte ci rivolgeremo quando celebreremo il “Giorno della Memoria”. Inviteremo uno zingaro con l’abito della festa a parlare della tragedia dei rom e dei sinti, mentre li criminalizziamo in massa in quanto tali e ne auspichiamo la rimozione massiccia dai nostri lidi per rimandarli in Romania a ricevere altre vessazioni, oppure per rimpallarli da un Paese all’altro di un’Europa che si pretende unita e libera ma non lascia circolare liberamente al proprio interno i propri stessi cittadini? È ora che se lo ficchino nel cranio i demofascisti, i Rom e i Sinti sono cittadini dell’Europa a pieno titolo, e la vile e ipocrita Europa, come ha bene spiegato sul nostro giornale il grande Predrag Matviejvic, ha nei loro confronti un debito inestinguibile. Il minimo che possa fare è quello di trattare le questioni che li riguardano con rispetto, volontà di accoglienza e integrazione, attraverso mediazioni culturali e sociali attivando con urgenza canali di erogazione di massicci investimenti per rendere possibili soluzioni giuste e rispettose dei diritti fondamentali di ogni essere umano. Non vivo nel paese di utopia, è capitato anche a me di vedere più volte violata la mia casa e mia moglie in lacrime sconvolta per giorni e giorni, capisco bene il valore e il calore della sicurezza. La sicurezza di ogni cittadino è certo un diritto fondamentale, ma da quando si afferma un diritto fondamentale calpestandone dieci altri? La sicurezza è garantita dalla cultura della legalità e dalla certezza del diritto, conseguentemente dalla certezza della pena e tutto ciò in sinergia con la diffusione della cultura e della spiritualità dell’accoglienza solidale. Queste travi portanti di una società giusta mancano in Italia e la colpa non è dei rom, né dei rumeni, ma della classe politica italiana, soprattutto quella di destra impegnata nella demolizione dei parametri democratici dello stato di diritto al fine di proteggere i furfanti che militano nelle loro file. Noi siamo il problema, non gli altri, il giorno che lo capiremo diventeremo perlomeno un Paese serio. Il giorno della memoria serve a ricordarcelo: perché furono fascistissimi cittadini italiani a varare le più schifose leggi razziali dell’epoca, a perpetrare genocidi contro le popolazioni africane, a commettere crimini di guerra contro gli iugosalvi e fu la maggioranza del Paese, comprese istituzioni culturali e religiose, ad accettarli senza troppi mal di pancia. Ma se il frastuono dei revisionisti della domenica e la grancassa dei fasciodemocratici da salotto televisivo coprono le voci della coscienza e della decenza, forse sarà meglio abrogare la ricorrenza del 27 gennaio perché non diventi una tragica beffa.

domenica 11 novembre 2007

G.Levy: buone notizie da Gaza



Il gruppo dei paracadutisti riservisti rientrato da Gaza, ha affermato che Hamas ha combattuto come un esercito organizzato e ben equipaggiato..I soldati sono rimasti meravigliati : "i Palestinesi non sono mai stati così"Forse,in questo modo, la finiremo di definirli terroristi e li chiameremo combattenti, incominciando a rispettarli,iniziando le trattative per porre fine al lancio dei QuassamCONTINUA qui


2 Ma Hamas ha sempre ragione? La responsabilità che tutti portiamo Articolo completo QUI