domenica 30 settembre 2007

G. Levy: perchè Israele distrugge le abitazioni delle famiglie palestinesi?


SINTESI (elementi essenziali)
E' un palazzo che non compare in nessun sito internazionale di architettura , vi vivono 11 famiglie,tutti con vincoli di parentela tra loro . E' circondato da altre costruzioni , qui le case quasi si toccano ,un vicolo stretto (largo quanto una persona) li separa Giovedì è arrivato un bulldozer e ,per poter passare, ha danneggiato e distrutto tutto quello che ha incontrato :qui ha demolito una recinzione di pietra,là ha spezzato una parete; conseguentemente molte abitazioni sono ora inagibili , le mura rischiano di crollare per le gravi lesioni riportate Il bulldozer infine ha raggiunto la destinazione .Il crollo del palazzo è stato immediato provocando una nuvola enorme, seppellendo gli utensili della cucina, i mobili, , i giocattoli, gli apparecchi elettronici e i ricordi . Niente è rimasto; tutto è stato sepolto. Ho visto due bambini tentare di ritrovare le biciclette comprate per per il nuovo anno scolastico. Dalle pareti demolite emergevano spuntoni di ferro , i bambini hanno lottato per estrarre le loro bici . Erano piegate, fracassate . Il dolore è comparso sui loro visi . Niente è rimasto . Tutto rischia di crollare
Qui vive non felicemente la famiglia di Mabruk. Il padre, Ali, i suoi figli ele sue figlie. Circa tre settimane fa, l''esercito ha ucciso suo figlio, Nasser; un altro figlio, Majid, è ricercato Una bandiera rossa è infissa tra le macerie, muta protesta
Non lontano da qui Ben Zion Henman è stato ucciso da un colpo di pistola circa dieci giorni fa. Mohamme Khaled, di anni 17 ed Adib Salim, di 38, sono stati uccisi Adib era un disabile paralizzato nel lato destro .Suo fratello, Jamal, un attivista di Hamas è stato liquidato da un missile nel 2001
L'IDF ha impedito un attentato terribile progettato da Kamikaze . Alcuni dei terroristi si trovavano nell' 'accampamento di Ein Beit Ilma, vicino a Nablus. Nessuno può discutere sulla legittimità di effettuare operazioni del genere visto che è stata evitata una strage. Il fatto che soltanto due Palestinesi siano stati uccisi dimostra che ,questa volta, l'IDF ha impiegato maggiore attenzione verso i residenti
Proprio per questo la domanda è più impellente: perché abbattere il palazzo?Perché distruggere la vita di 11 persone? Come contribuirà alla sicurezza di Israele la demolizione delle abitazioni?Quando la finiremo di usare queste inutili strategie che colpiscono persone innocenti?Quando l'IDF capirà che da queste macerie nasceranno nuovi terroristi?Quali sentimenti germoglieranno nell'animo dei bambini che hanno cercato le loro biciclette e hanno visto distrutto il loro mondo?Chiunque desidera conoscere "le infrastrutture del terrore" è pregato di visitare Nablus e le rovine di Ein Beit Ilma.
ARTICOLO

Allegati :1 associazione israeliana contro le demolizioni ( foto, video, appelli)
2 Nablus
3 Tutti gli articoli di G. Levy









venerdì 28 settembre 2007

Ecco come avverrà l'attacco all'Iran da parte di Israele e Usa

Tutto è pronto per la guerra. E l'offensiva non colpirà soltanto gli impianti nucleari ma cancellerà tutta la potenza iraniana. Concentrando le forze d'attacco più moderne in orde come quelle di Gengis Khan

Chi pensava che il via libera all'attacco israelo-statunitense all'Iran sarebbe venuto dal Congresso americano si sbagliava. E si sbagliava anche chi pensava che un presidente Bush frustrato dal caos iracheno, dallo stallo afghano e dalle pressioni delle lobby industriali avrebbe finito per decidere da solo. L'attacco all'Iran si farà grazie alle dichiarazioni del neo ministro degli Esteri francese Kouchner. In questi anni di minacce e controminacce, di scuse e pretesti per fare la guerra le uniche parole 'rivelatrici' sono state quelle della laconica frase "ci dobbiamo preparare al peggio". Molti le hanno prese come uno scivolone, altri le hanno considerate una provocazione scaramantica, altri come un incitamento e altri ancora come una rassegnazione ad un evento ineluttabile. Può essere che la frase contenga tutto ciò ma l'essenza profonda delle parole di Kouchner è diversa.

In questi ultimi 15 anni di interventi militari di vario tipo e in tutte le parti del mondo si sono stabilite strane connessioni e affinità. Gli eserciti sono integrati dai privati, gli idealisti dai mercenari, gli affari dall'ideologia, la verità si è intrisa di menzogne che neppure la logica della propaganda riesce più a scusare. Ed una delle connessioni più insolite è quella che si è realizzata tra militari, operatori umanitari e politica estera arrivando a permettere che ognuna delle tre componenti si possa spacciare per le altre due. Il collante principale di questo connubio è la concezione dell'emergenza. La politica estera ha perduto il carattere di continuità dei rapporti fra gli Stati e nell'ambito delle organizzazioni internazionali. Si dedica ormai da tempo a gestire rapporti di emergenza, rapporti temporanei legati ad interessi o posizioni transitorie e mutevoli e a geometrie variabiliD'altra parte, la politica dell'emergenza è l'unica che permette l'impegno limitato e selettivo. Inoltre, siccome la dimensione dell'emergenza può essere manipolata o interpretata, può essere costruita o smontata a piacimento. Seguendo la stessa logica, gli eserciti di questi ultimi quindici anni si sono dedicati esclusivamente all'emergenza, preferibilmente esterna e per motivi cosiddetti umanitari in modo da garantirsi consenso e sostegno. Non ci sono più eserciti capaci di difendere i propri territori o di assicurare la difesa in caso di guerra. È sempre più difficile trovare uno Stato che sia minacciato di guerra da un altro Stato e tutti gli eserciti del mondo oggi contano su un preavviso di almento 12 mesi per mobilitare le risorse idonee alla difesa nazionale. Si sono perciò specializzati nell'emergenza sia come tipo sia come tempo e ritmo degli interventi.

Quando Kouchner dice candidamente che ci dobbiamo 'preparare al peggio' non fa altro che interpretare una filosofia che non si pone come obiettivo la ricerca del meglio, della soluzione meno traumatica, ma che invoca la gestione dell'emergenza da parte della politica, dello strumento militare e delle organizzazioni umanitarie ormai legate a doppio filo. È anche l'ammissione dell'incapacità della stessa politica nel pensare e trovare soluzioni durature, dell'incapacità degli strumenti militari di gestire situazioni conflittuali fino alla completa stabilizzazione e dell'incapacità delle organizzazioni umanitarie di risolvere i problemi della gente in una prospettiva un po' più lunga di quella offerta dall'emergenza. Infine Kouchner ammette anche che la somma di queste incapacità conduce ineluttabilmente alla guerra. E allora guerra sia.È evidente che in queste condizioni sono necessarie alcune forzature che garantiscano la realizzazione dell'emergenza e degli interventi delle varie componenti: deve succedere qualcosa - quello che gli analisti chiamano 'trigger' - che determini l'emergenza politica, deve essere in immediato pericolo la sicurezza collettiva e si deve prevedere una catastrofe umanitaria (più grande è meglio è). Si deve in sostanza possedere un apparato gestibile capace di 'inventare' l'emergenza e di inventarne la fine che consente il distacco e il disimpegno a prescindere dalla soluzione dei problemi. L'attacco all'Iran rientra perfettamente in questo quadro e, a ben vedere, è un quadro ormai quasi completo.La disponibilità di pretesti per l'attacco è molteplice.L'idea che l'Iran voglia sviluppare un ordigno nucleare e che voglia distruggere Israele è ormai largamente ammessa da tutti. Mancano i riscontri e le prove oltre alle fanfaronate, ma siamo stati testimoni di fanfaronate terroristiche che si sono comunque materializzate e nessuno vuole più rischiare, neppure per amore della verità. Un attacco iraniano o sostenuto dagli iraniani alle forze americane in Iraq, anche questo senza prove, sta convincendo persino i più scettici. Prima o poi, a forza di parlarne ed evocarlo, sarà preso come un invito o una sfida e sarà fatto sul serio. La politica iraniana di sostegno ad Hamas e agli Hezbollah rende Teheran estremamente vulnerabile. Basta un'intemperanza o un errore di queste formazioni per scatenare un intervento militare immediato.La politica estera dei maggiori paesi, Europa inclusa, si è ormai abituata all'idea che un intervento armato sia in grado di ricacciare l'Iran sulle posizioni di vent'anni fa. Sta anche passando l'idea che lo scopo non è tanto e soltanto quello di impedire la formazione di una potenza nucleare, ma quello di eliminare il paese come attore regionale portatore d'interessi petroliferi e strategici in tutta l'Asia centro-meridionale. Sul piano militare tutto è ormai pronto da tempo. I piani d'attacco sono in vigore dal 1979, all'epoca della crisi dell'ambasciata Usa, e sono stati aggiornati con nuove tecnologie e strategie. La tesi che si tratti di un attacco mirato essenzialmente alle strutture atomiche senza danni collaterali per la popolazione civile è soltanto una pietosa fantasia di chi si è ormai abituato a mentire. Anche l'idea che possa essere limitato al territorio iraniano è quanto meno sospetta, perché lo scopo dell'ostinazione e dell'ostentazione degli ayatollah da una parte e di quella israelo-americana dall'altra riguarda interessi e ambizioni che vanno ben al di là del Golfo persico.Qualsiasi genere di attacco produrrà ingenti perdite di militari e civili a prescindere che s'inneschi una emergenza nucleare di fall out o una fuga di radiazioni. Qualsiasi attacco non potrà che avere come premessa la distruzione delle strutture difensive: basi aeree e missilistiche, depositi, rampe mobili, porti militari, unità in navigazione, difese contraeree e radar, reparti terrestri mobili e corazzati, centri di comunicazione e di comando e controllo dovranno essere eliminati prima o contemporaneamente all'attacco alle installazioni nucleari. Molte di queste strutture coincidono con i maggiori centri abitati. Facendo la tara ai più sofisticati missili da crociera, alle bombe intelligenti guidate sugli obiettivi da parte dei commandos israeliani e statunitensi, già da tempo all'opera in Iran, rimane un margine abbastanza elevato di danni collaterali. Se dovessero essere usati al posto delle bombe ad esplosivo convenzionale 'bunker busting' i mini ordigni nucleari a fissione o le bombe a neutroni, la percentuale di danni potrebbe aumentare ma non così enormemente come molti asserisconoAnche la tesi che si possano fare attacchi chirurgici con una sola componente, quella aerea e missilistica, è uno specchio per le allodole. Un'azione complessa che miri, come si dice di voler fare, a rispedire il potenziale bellico iraniano all'età della pietra, presuppone azioni di attacco multiple, con forze multiple, da direzioni multiple in tempi ristretti in modo da impedire all'avversario, come diceva il colonnello Boyd, ogni capacità di decisione, risposta e controstrategia. L'azione multipla deve anche prevenire la ritorsione diretta da parte delle forze aeree e navali iraniane contro le installazioni e i trasporti petroliferi nel Golfo Persico e in quello di Oman. Deve neutralizzare le minacce missilistiche alle basi militari americane in Asia Centrale e nel medio Oriente. Deve impedire azioni iraniane di strategia indiretta in Afghanistan, in Pakistan, in Iraq, in Libano, a Gaza, nel Caucaso e in ogni altro posto dove uno sciita può creare un fastidio. Teheran inoltre controlla la costa settentrionale dello stretto di Hormuz e la chiusura di questa via d'acqua al traffico delle petroliere potrebbe far schizzare il prezzo del petrolio a livelli oscillanti tra i 200 e i 400 dollari al barile. Lo stesso risultato si otterrebbe se l'Iran ritorcesse le azioni di sabotaggio e bombardamento sugli impianti petroliferi di altri paesi dell'area.

La strategia militare dell'attacco all'Iran non può perciò essere affidata ad un attacco chirurgico o ad una sola componente. Non può che essere quella della 'Swarm Warfare', la guerra dello sciame o dell'orda, riesumata da Arquilla e Ronfeld dopo l'insuperabile applicazione di Gengis Khan. In termini moderni questa strategia attiva tutte le dimensioni della guerra - terrestre, navale, aerea, missilistica, spaziale, virtuale e dell'informazione - su teatri e livelli multipli. Per far questo occorre che lo 'sciame' delle varie componenti e delle azioni che si sviluppano concentrandosi in un luogo e in una dimensione per poi trasferirsi su altri luoghi e altre dimensioni sia comunque sufficiente ad impedire qualsiasi reazione. Le orde incaricate della distruzione fisica degli obiettivi devono integrarsi e concentrarsi sui bersagli con le orde virtuali delle azioni diplomatiche, della guerra psicologica e con quelle della manipolazione dell'informazione.Le azioni militari devono poi essere finalizzate a creare una emergenza umanitaria che consenta l'intervento di organizzazioni internazionali in territorio iraniano. Ovviamente la catastrofe deve essere attribuita alla responsabilità degli stessi iraniani. Anche in questo campo tutto è ormai pronto o quasi, soprattutto dopo l'esortazione di Kouchner. Agenzie internazionali e organizzazioni non governative stanno già scalpitando per andare in Iran a togliere il velo alle donne. Se si dà loro la possibilità d'intervenire per raccogliere i rifugiati, curare i feriti, fare la conta dei morti ed indire una tornata di elezioni al mese, ci sarà la gara per portare la democrazia in Iran.La complessità di questo scenario non deve indurre a credere che si debbano mobilitare quantità enormi di forze. Le capacità di bombardamento degli stormi israeliani e statunitensi sono talmente elevate da essere in grado di battere obiettivi multipli con un numero limitato di velivoli. I missili da crociera che possono essere lanciati dal mare sono ormai armi tecnologiche che non hanno bisogno di interventi di massa per realizzare distruzioni mirate o su larga scala. Semmai la molteplicità dei piani e dei livelli d'intervento porrà problemi di coordinamento, comando e controllo, ma nulla di eccezionale. Stati Uniti e Israele collaborano da mezzo secolo e i problemi di pseudo autorizzazioni da parte di paesi terzi ai sorvoli o al transito di truppe sono ormai superati sia dagli accordi politici con i paesi interessati sia dalla predisposizione delle due potenze a ignorare le obiezioni.Rimane, grave e importante, l'incognita del post-emergenza. L'incognita sul futuro di uno Stato di origine e mentalità imperiale che si vede transitato dal ruolo di Stato canaglia a quello di Stato fallito e da aspirante al ruolo di potenza regionale a quello di buco nero politico e strategico. Rimane forte l'incognita della reazione non tanto alla sconfitta o al ridimensionamento delle aspirazioni ma all'umiliazione. Non è escluso che quello che si vuole evitare, la nuclearizzazione dell'Iran, tutta da dimostrare e tutta da realizzare, non sia invece favorita con l'aiuto di potenze esterne proprio dall'umiliazione.

* Generale, ex comandante delle forze della Nato in Kosovo

mercoledì 26 settembre 2007

Doppio attacco israeliano: uccisi finora 9 palestinesi : 4 i civili

Il ministro della Difesa ed ex premier israeliano Ehud Barak l'aveva annunciato questa mattina alla radio militare: "Ci stiamo avvicinando a una vasta operazione a Nell'incursione sono rimasti uccisi 4 civili palestinesi.
"E' la più massiccia incursione mai vista negli ultimi mesi" ha dichiarato un abitante del luogo. Una cannonata sparata da un carro armato ha centrato un'abitazione, uccidendo quattro membri di una famiglia. L'attacco è iniziato nelle ore in cui le famiglie palestinesi, impegnate nel mese di digiuno del Ramadan, erano riunite nelle proprie case per la cena, consentita solo dopo il tramonto. Articolo completo QUI
COMMENTO
a) e poi Israele che farai? rispettando il "copione libanese" riprenderanno i lanci dei razzi (sperando che non ci sia altro), altri morti, altri vittime civili e poi... che farà la pavida comunità internazionaledinanzi a questo bagno di sangue ? interverrà con forze di interposizione.?..e intanto la Cisgiordania starà a guardare?... e poi?...follia affidare, per ragioni elettorali, ai militari la soluzione di un problema che non garantisce in nessun modo la sicurezza dei civili israeliani..anzi... come la storia ha finora dimostrato

FONTE ISRAELIANA
FONTE Palestinese
Fonte araba


martedì 25 settembre 2007

Israele rischia di trovarsi dalla parte sbagliata della Storia


Sintesi

Kissinger affermava che Israele non ha una politica estera , soltanto una politica interna. Ascoltando i nostri politici, spesso ci si domanda se hanno una visione strategica di lunga durata . Ogni politico israeliano si preoccupa per la sopravvivenza di Israele, ma è sbalorditivo vedere che un evento importante accaduto recentemente negli STATI UNITI, con implicazioni enormi per l'Israele, sia passato quasi inosservato .
Diciotto mesi fa, due studiosi politici , Stephen M. Walt e John J. Mearsheimer, hanno pubblicato un saggio sostenendo che la politica di appoggio acritica degli Usa ad Israele risulta contraria ai veri interessi americani e, conseguentemente , Israele non costituisce un alleato speciale. Questa opinione comincia ad essere sostenuta da altri funzionari dell'Amministrazione
La politica condotta verso il Libano e i Palestinesi fa sì che Israele sia considerata dal mondo occidentale sempre meno affine ai propri valori ,ma i nostri politici continuano a sottovalutare questa linea di tendenza accusando di antisemitismo chiunque critichi Israele o affermando che i comportamenti degli Stati arabi non sono giudicati con la stessa severità Il mio punto di vista è semplice: il giorno che l'occidente deciderà che non condividiamo gli stessi valori ,non si sentirà impegnato nella difesa di 'Israele ,considerato un paese noioso e destabilizzante .La sopravvivenza per noi, quindi, non è data dall'ottenere alcune miglia di territorio,dal costruire mura nei territori palestinesi separando villaggi e scuole o dall'espansione degli insediamenti . Ognuno di queste azione costituisce un oltraggio alla morale allontanandoci dall'occidente Molti di noi credono che la fibra morale di 'Israele fatalmente sia stata danneggiata dall'occupazione e dalle due guerre del Libano,rischiando di porci nel lato sbagliato della Storia
Il produttore è professore di psicologia all'università de Tel Aviv
Articolo

http://www.haaretz.com/hasen/spages/906924.html

Amira Hass: rompere la separazione facendo conoscere ai Palestinesi gli altri israeliani

SINTESI

Dopo due anni e mezzo di lotte e dimostrazioni settimanali disperse brutalmente, ferendo e arrestando i contestatori la recinzione di Bil'in è stata spostata di circa 1.7 chilometri. Questa è stata la decisione dell'Alta Corte di Giustizia di Israele . La discrepanza tra l'impegno enorme e i risultati ottenuti costituisce la caratteristica dei movimenti che operano contro l'occupazioneL'ultima mattina di venerdì, la vigilia di Yom Kippur, gli attivisti di Machsom hanno dovuto trascorrere ore al telefono per permettere a tre persone ammalate di attraversare il posto di controllo di Qalandiyah e raggiungere Gerusalemme per un ricovero urgente. Il governo aveva assicurato che ,malgrado la chiusura ermetica dei TO, i casi gravi avrebbero avuto il permesso di attraversare i posti di blocco,ma la maggior parte dei palestinesi è stata rinviata a casaDue comandanti sono stati rimossi grazie alla denuncia di Machsom, degli articoli di Haaretz e di B'Tselem ,ciò non ha impedito né il comportamento illegittimo di altri militari né la rimozione dei blocchi .Nonostante ciò alcuni effetti positivi sono stati raggiunti: la restituzione di porzioni di territorio,la possibilità di completare la raccolta degli olivi senza gli attacchi dei settler ,la riduzione dei tempi di attesa . Tutto questo per merito di ebrei israeliani che utilizzano la loro immunità, per sfidare la burocrazia dell'occupazione Dagli anni 90, Israele ha sempre tentato di separare i due popoli ,limitando la possibilità di incontrarsi, di familiarizzare al di là della struttura"padrone-servo"I palestinesi ,per questo, conoscono solo i settler e i soldati . consolidando la convinzione che è impossibile raggiungere una pace giusta con gli Israeliani . Questa separazione,inoltre, rinforza il razzismo degli israeliani o nel miglior dei casi di paternalismoGli anarchici,, le volontarie di Machsom, Yesh, i rabbini per i diritti dell'uomo, il comitato israeliano contro le demolizioni delle case , i medici per i diritti dell'uomo ed altri gruppi - sono gli unici che possono interrompere la politica di separazione. Ricordiamo ai Palestinesi che ci sono altri israeliani e a noi i pericoli che il nostro regime oppressivo provoca
articolo

domenica 23 settembre 2007

G.Levy: Abu Mazen non deve andare al vertice di Novembre


Mahmoud Abbas non deve andare a Washington. È diventato impossibile sopportare lo spettacolo del capo palestinese convocato a Gerusalemme, mentre il governo sta minacciando di affamare un milione e mezzo di palestinesi togliendo loro la luce Se Abu Mazen fosse un vero leader nazionale rifiuterebbe di partecipare a qualsiasi altro incontro fino a quando non venisse rimosso il blocco su Gaza.CONTINUA QUI











giovedì 20 settembre 2007

Ma Israele lo ignorò:A lungo le opere di Levi non trovarono editori a Gerusalemme. E non venne neppure chiamato al processo Eichmann

La scoperta del testo di Primo Levi che leggete qui non è risultato di una lunga e travagliata ricerca. 'La deposizione del Dott. Primo Levi, abitante in Torino, C. Vittorio 67' giaceva da quarantasette anni nell'archivio di Yad Vashem, e reca in testa il timbro in ebraico e in inglese 'Central Archives for the Disaster and the Heroism'. 'Disaster' era un goffo tentativo di rendere in inglese l'intraducibile parola Shoah. E Yad Vashem è il più importante centro di documentazione della Shoah, appunto. Un giorno dunque, una studiosa israeliana, Margalit Shlain, preparando, per un convegno, una relazione sulla 'Percezione dell'opera di Primo Levi in Israele' ha pensato di visitare quell'archivio, e così ha trovato la deposizione di Levi stilata a Roma il 14 giugno 1960, e giunta a Yad Vashem nello stesso anno. CONTINUA qui
altro articolo

lunedì 17 settembre 2007

Grazie ai quotidiani Usa noi israeliani siamo stati informati

SINTESI
Il nostro fedele alleato ancora una volta è venuto in nostro aiuto . Se non fossestato per i mezzi di informazione americani noi,in
Israele, non avremmo saputo nulla diquella notte misteriosa.La censura è sempre pericolsa. Nulla è stato detto , tutto è segreto, non c'è controllo pubblico.Questo è intollerabile soprattutto in una situazione come quella attualePer i mesi ci hanno avvisato di un un confronto imminente con la Siria, ma nessuno ha mai chiarito la fondatezza di questi avvertimenti. L'uomo di strada sa solo che la Siria ha proposto la pace ammonendo contro eventuali iniziative di guerra. Inoltre sa che Israele non ha preso in seria considerazione questa offerta ,la difesa ha ripetutamente affermato che la situazione era esposiva Ed ecco improvvisamente, il raid: differiscono la versione Usa e quella della CNN.Così si può solo congetturare sia su quanto realmente è acaduto sia ,soprattutto,se tale azione è realmente giustificata Ancora una volta abbiamo intrapreso un'avventura militare superflea come affermano alcuni o realmente necessaria ?E se dovessimmo entrare in guerra con la Siria che cosa ci sarà detto? Che quest'azione non è stata in grado di modificare una situazione già grave ?Andremo in guerra senza saper nulla
I dubbi sono seri Oggi Israele è guidata da un primo ministro reduce da una guerra fallita e da un ministro della difesa che punta a dimostrare di essere migliore del precedente ,a questo aggiungiamo un esercito che sta provando a far dimenticare la sua debolezza . E noi? sosteniamo le loro azioni a occhi chiusi Questa è motivazione data per giustificare questo silenzio : Israele non vuole creare imbarazzo alla Siria o trascinarla in un'altra guerra Si deve sperare che sia stata vagliata dall'aviazione ,prima di sorvolare il territorio, se l'hanno sorvolato, l'intenzione della Siria di non attuareeventuali azioni di rappresagliaCome previsto, la cortina di fumo si sta dissipandosi gradualmente , ma non grazie ai mezzi israeliani. Solo in futuro, quando la verità emergerà, sapremo se era giusto compromettersi , in una situazione di per sè già esplosiva, ora limitiamoci a ringraziare i quotidiani Usa
Articolo


sabato 15 settembre 2007

Francesca Paci:"L'antico e raffinato popolo dei palestinesi"


Un archeologo israeliano ha scoperto preziosi manufatti appartenenti ai filistei, i progenitori degli abitanti di Gaza e Cisgiordania
La letteratura popolare israeliana vuole che i palestinesi non fossero un vero e proprio popolo prima della nascita dello Stato d'Israele: sarebbe stato proprio lo scontro con i pionieri dei primi kibbutzim a dare consapevolezza identitaria a una popolazione di pastori e contadini all'epoca abbastanza rozzi. Secondo la Bibbia i filistei, gli antenati dei palestinesi nel regno del re David, erano genti "non circoncise", non civilizzate, nemici giurati degli ebrei che abitavano la zona. E molti studiosi identificano con i filistei i progenitori degli attuali palestinesi. Oggi, la scoperta di un'archeologo israeliano, il professor Aren Maeir, responsabile del dipartimento di Storia antica dell'università di Bar Ilan, rovescia il cliché e fa discutere parecchio: i filistei non erano affatto naiv ma raffinari al punto da essere talvolta "imitati" dagli ebrei. Il professor Maeir, che in uno scavo nel nord d'Israele ha appena ritrovato ceramiche e terracotte appartenti ai filistei, sostiene che fossero "più sofisticati e sviluppati dei contemporanei cananei e soprattutto dei progenitori degli israeliani, i quali talvolta copiavano le loro ricette, lo stile della pittura, l'abilità artigianale". C'era uno scambio culturale insomma, c'era un incontro. Tanto che, spiega ancora Maeir, "Sansone combattà duramente i filistei ma per ben due volte sposò vedove filistee

venerdì 14 settembre 2007

G.Levy: i settler restano, i pastori della Valle del Giordano: no


SINTESI
Una nube di polvere si leva dal deserto della Valle del Giordano . Una jeep bianca e un camion bianco sono discesi dalle colline : è il convoglio della Croce Rossa internazionale ,i volontari hanno portato le tende, le coperte, cibo in scatola ed utensili per la famiglia come in Darfur. "E' meglio il Darfur. Il mondo intero è interessato al Darfur Nessuno è interessato a noi, "dice l'anziano Abdul Rahim Basharat (Abu Saker) . I bulldozing hanno distrutto i poveri accampamenti degli shepherds ,distruggendoli completamente. Chi ha detto che Israele non evacua gli avamposti illegali? Guardo le rovine di questo accampamento con le dozzine dei polli e con i bambini a piedi nudi che si allontanano Sì, l'alta Corte di Giustizia ha confermato che queste sono "strutture illegali"; sì, tutto è in regola con le disposizioni legislative vigenti . Ma questa è giustizia? Dove andranno questi pastori , considerati "squatter abusivi" mentre i settler intorno a loro sono considerati residenti legali?E un atto di coraggio sgomberare queste persone , piuttosto che i coloni violenti e duri degli avamposti ?Domande senza risposta per i villaggi di Humsa e di Hadidiya. Come è efficiente la macchina dell'occupazione ! Come amiamo gli shepherds: dozzine di canzoni sono state scritte per descrivere la vita e le loro tradizioni ,ma nessuno ora scrive una canzone per quanto sta accadendo.A una famiglia è stato confiscato il trattore ed il serbatorio dell'acqua , le loro tende non esistono più
Ora gli utensili della famiglia, i materassi sono sparsi dappertutto ,cinque pecore già sono morte per il calore.Circa 30 anime vivono qui; sono nativi della città di Tamun, ma la fonte della loro sussistenza e il centro delle loro vite è in questo luogo.Ci sediamo su dei sacchi che sostituiscono le tende . Non c'è elettricità ,non ci sono fogne, non c'è una scuola . Niente .Non sono beduini, anche se i documenti indicano il contrario, sono palestinesi Abu Saker spiega : "desiderano creare una zona vuota,desiderano farci soffrire per mandarci via . Fa parte della lotta contro i Palestinesi." E' dal 1997 che ci perseguitano. prima hanno cercato di riunirci in accampamenti chiusi limitando la nostra libertà di movimento, ora vogliano espellerci definitivamente ". L'IDF ha scavato trincee anti trattore ed è diventato 4 volte più difficile raggiungere il villaggio. Giovedì sono arrivati i bulldozer,le jeep, il camion, l'amministrazione civile, l'esercito .Senza una parola hanno effettuato il loro lavoro deprecabile : In un'ora non una spina è stata lasciata sul posto, tutto è stato calpestato. Che cosa hanno riferito quando sono tornati a casa? Che hanno distrutto le tende? Che hanno fatto del male a shepherds non colpevoli? Che hanno difeso la legge. Shepherd Mustafa Basharat, padre di sei figli spiega ."Come resisteremo ? Ha un senso resistere ?" Si sono seduti silenziosamente, guardando le loro vite distrutte.. Soltanto due alveari molto piccoli sono rimasti intatti , accanto alle rovine. Forse erano nascosti allo sguardo dei demolitori Chiedo:"Dove dormite?"sulla terra"
Il verde dei insediamenti deride la miseria di questa gente. Il camion della Croce Rossa sta scaricando gli aiuti . Il gruppo degli shepherds con indifferenza osserva che cosa sta succedendo.
ARTICOLO

Allegati

mercoledì 12 settembre 2007

ma la finissero anche le formazioni radicali :Sderot

1Continuare a lanciare razzi contro la cittadina israeliana non ha alcun senso politico,nè militare: il copione della ritorsione ,vendetta, ""difesa" "attacco" è funzionale solo ad estremizzare e ad esasperare entrambe le popolazioni, come precedentemente dimostrato,a creare cortine di fumo per eludere i veri problemi (negoziabili solo politicamnte e facendo tacere le armi ). Questa tecnica ( a spese dei cittadini palestinesi ed israeliani) è funzionale ai falchi di entrambe le formazioni...e fonte di infausti scenari
2 M.O.: RAZZO DA GAZA SU BASE MILITARE ISRAELE, 67 FERITI E' di almeno 67 soldati feriti il bilancio di un nuovo attacco sferrato dal settore settentrionale della Striscia di Gaza contro il sud d'Israele: un razzo del tipo 'Qassam II', scagliato dall'enclave palestinese, e' piombato proprio nel mezzo della base dell'Esercito israeliano di Zikim, situata alle porte della cittadina di Ashkelon, appena un...

martedì 11 settembre 2007

Settembre: la strage di Sabra e Chatila di Oriana Fallaci



Sabra e Shatila: La testimonianza di Oriana Fallaci
dal romanzo "Inshallah"
“Erano piombati alle nove d’un mercoledi’ sera, i falangisti di papà
Gemayel,…E con la complicità degli israeliani, sempre lieti di soddisfare
la loro inesauribile sete di vendetta, avevano circondato I due quartieri
per bloccarne ogni via d’uscita. Una manovra cosi’ veloce, perfetta, che
pochi avevano avuto il tempo di nascondersi o tentare la fuga. Poi, fieri
della loro fede in Gesù Cristo e in San Marone e nella Madonna, protetti
dai figli d’Abramo che gli illuminavan la strada coi riflettori, erano
irrotti nelle case. S’erano messi ad ammazzare I disgraziati che a
quell’ora cenavano o guardavano la televisione o dormivano. Avevano
continuato tutta la notte. E tutto il giorno seguente. E tutta la notte
seguente, fino a venerdi mattina. Trentasei ore filate. Senza stancarsi,
senza fermarsi, senza che nessuno gli dicesse basta. Nessuno.Nè gli
israeliani, ovvio, nè gli sciiti che abitavano negli edifici attigui e che
dalle finestre vedevano bene l’obbrobrio. E fortunati gli uomini uccisi
subito a raffiche di mitra o colpi di baionetta , fortunati I vecchi
sgozzati nel letto per risparmiare le munizioni. Le donne, prima di
fucilarle o sgozzarle, le avevano violentate. Sodomizzate.

I loro corpi, zangole per dieci o venti stupratori per volta. I loro
neonati, bersagli per il tirassegno all’arma bianca o da fuoco:
intramontabile sport nel quale gli uomini, che si ritengono superiori alle
bestie, hanno sempre eccelso e che da qualche secolo viene chiamato
strage-di-Erode. Un ragazzo ferito era riuscito a scappare malgrado il
blocco delle vie d’uscita e a rifugiarsi nel piccolo ospedale che tre
medici svedesi gestivano di fronte a Shatila. Ma I soldati di Erode lo
avevan raggiunto e liquidato mentre giaceva sul tavolo operatorio. Spintone
al chirurgo che estrae la pallottola, revolverata alla tempia
dell’infermiera palestinese che cerca di opporsi e via. All’alba di
venerdi, stanchi di dargli la caccia e ammazzarli uno a uno , avevano
minato le case nelle cui cantine s’erano nascosti i superstiti. Quasi tutte
case di Chatila. Poi avevano lasciato il quartiere cantando spavalde
canzoni di guerra e lasciandosi dietro un carnaio da film dell’orrore.
Bambini di due o tre anni che ciondolavano dalle travi delle case esplose
come polli spennati e appesi ai ganci di una macelleria. Neonati
spiaccicati o tagliati in due, mamme intirizzite nell’inutile gesto di
ripararli. Cadaveri seminudi di donne coi polsi legati e le natiche sozze
di sperma e di sterco. Cataste di uomini fucilati e coperti di topi che gli
mangiavano il naso, gli occhi, gli orecchi. Intere famiglie riverse sulle
tavole apparecchiate, vecchi sgozzati nei letti rossi di sangue rappreso, e
un fetore insopportabile. Il fetore della decomposizione accelerato dal
caldo greve di settembre. Cinquecento morti, s’era detto all’inizio. Ma
presto i cinquecento erano diventati seicento, i seicento erano diventati
settecento, i settecento erano diventati ottocento, novecento, mille.
C’erano voluti due bulldozer per scavare la fossa comune, quasi un giorno
per buttarceli tutti…”
allegato: da Misna (documenti, foto testimonianze)
Allegato: da peacereporte

Sabra e Shatila: La testimonianza di Oriana Fallaci + video Valzer con Bashir

lunedì 10 settembre 2007

Avraham Burg :il mondo ha bisogno di una nuova gravidanza e gli ebrei possono aiutarlo

     SINTESI


Rosh Hashanah è molto differente dalle altre feste ebree. La sua essenza è l'universalismo ,è una preghiera per tutte le nazioni. Per anni l'identità universale è stata vaga per l'oggettiva difficoltà storica di noi ebrei, perseguitati e rifiutati violentamene dal mondo.E stato naturale comportarsi come "una nazione che abita da sola"I risultati sono molto tristi .Per la prima volta non influenziamo l'evolversi del mondo. Gesù è nato dal nucleo ebraico ,la rinascita europea scaturisce dai Marrani ebrei che hanno diffuso la saggezza della civiltà greca,conservata da filosofi musulmani moderati e tolleranti.Il mondo moderno non potrebbe essere decifrato senza Spinoza e Mendelsohn. E come sarebbe stato il secolo precedente senza Marx o Freud ?
Quel periodo inoltre ha prodotto Trotsky, Zamenhof e i sogni di tanti altri . Sessanta anni fa, Europa ha fallito verso di noi e ora affronta un'altra prova: i musulmani Dieci di milioni di loro vivono oggi in Europa e,quando la Turchia aderirà all'Europa, saranno circa 100 milione .
I razzisti si domandano , "che cosa noi faremo con loro?" La risposta è guerra, esilio , limitazione dei loro diritti. Mentre in Europa si discute di salute ,sanità ecologia, e si sta lottando contro il fondamentalismo,l'estremismo, il terrorismo internazionale, le donne velate ed avrebbe bisogno del nostro imput unico, noi siamo assenti come non è mai avvenuto prima , Il futuro del mondo dipende dalla capacità dell'Occidente di includere i musulmani invece di rifiutarli e di dare alla luce un nuovo pensiero del mondo. Non va certo in questa direzione il discorso "macho" di George Bush ,dei cristiani fondamentalisti , dei settlers israeliani e dei conservatori , degli estremisti islamici, che proibiscono ogni contatto con l'occidente come se fosse una donna impura. E' necessario un dialogo semi-femminile. Un dialogo sulla gravidanza di un nuovo mondo ,simile a quello che ha permesso agli ebrei contemporanei di rompere il ciclo storico e patologico dei massacri opponendosi a Hitler insieme ai Gentili
Che cosa possiamo fare per promuovere un mondo migliore e più perfetto che sarebbe molto meno pericoloso per noi?L'ebreo moderno, proprio per la tragica esperienza vissuta , dovrebbe proporsi come un ponte tra i musulmani ed i cristiani ,aiutarli ad abbracciare i propri cittadini musulmani in modo che possano vedere la religione e le tradizioni occidentali in una nuova luce: quella della tolleranza e del pluralismo religioso.In questo modo potrebbe nascere una nuovo percorso di pace nella direzione di "un Dio" che tutti preghiamo
ARTICOLO



domenica 9 settembre 2007

Gideon Levy: Oscurità di morte a Gaza

Gaza non è mai stata in una condizione peggiore. Dal rapimento di Gilad Shalit e ancor più dallo scoppio della guerra in Libano, l'esercito israeliano si è scatenato -non c'è un verbo più giusto- uccidendo e demolendo, bombardando e distruggendo, indiscriminatamente. Nessuno ha minimamente ipotizzato una commissione d'inchiesta. La questione semplicemente non è in agenda. Nessuno si è chiesto perchè è stato fatto tutto ciò e chi lo ha deciso. Ma, coperto dalla guerra in Libano, l'esercito è ritornato alle sue vecchie abitudini di Gaza, come se non ci fosse stato nessun ritiro. Dobbiamo dirlo con schiettezza: il 'ritiro da Gaza' è morto e sepolto. A parte gli insediamenti di cui rimangono solo mucchi di macerie, non è rimasto nulla del “disimpegno” e delle sue promesse. Allo stesso modo appare ora deprecabile tutto il parlare altisonante e falso di 'fine dell'occupazione' e 'spartizione dei territori'. Gaza è occupata. E con una brutalità più grande di prima. Il fatto che per l'occupante sia più conveniente attuare dall'esterno il controllo sulla popolazione, non dà sollievo alle intollerabili condizioni di vita degli occupati. Nella gran parte della Striscia non c'è elettricità. Israele ha bombardato l'unica centrale e più della metà delle strutture di approvigionamento elettrico sono state tagliate; ci vorrà almeno un anno per ripristinarle. La scarsità di acqua è enorme ed è impossibile portarla nelle case. Gaza è più sporca e puzzolente che mai.

A causa dell'embargo che Israele e il mondo hanno imposto all'autorità democraticamente eletta, non sono stati pagati i salari e gli addetti all'igiene pubblica sono in sciopero nelle ultime settimane. Oltre a questo Gaza è anche una prigione. Il valico di Karni è vuoto. Negli utimi due mesi è stato aperto solo pochi giorni ed è stato lo stesso per quello di Rafah. Circa 15.000 persone hanno aspettato per due mesi per entrare in Egitto; alcuni stanno ancora spettando, tra cui tanti ammalati e feriti. Altri 5.000 stanno aspettando dall'altra parte per ritornare alle loro case. Alcuni sono morti durante l'attesa. Se voi vedeste coi vostri occhi le scene di Rafah, capireste quale immensa tragedia umana si sta consumando. Un passaggio che non prevedeva alcuna presenza israeliana, continua ad essere il mezzo con cui Israele opprime un milione e mezzo di abitanti. È una vergognosa e scandalosa punizione collettiva. La polizia internazionale, americana ed europea, che opera al valico di Rafah è connivente con questo crimine e responsabile della situazione.

Gaza è anche più povera e più affamata di prima. Non c'è più nessun movimento di commerci in uscita per l'esportazione, la pesca è interdetta, migliaia di lavoratori palestinesi non ricevono più salari e la possibilità di lavorare in Israele è fuori questione. E non abbiamo ancora menzionato la morte, la distruzione e l'orrore. Negli ultimi due mesi Israele ha ucciso 224 palestinesi, di cui 62 bambini e 25 donne. Ha colpito con missili e assassinato. Ha distrutto e bombardato. E nessuno è intervenuto. Nessun lancio di qassam né tunnel per il contrabbando possono giustificare delle uccisioni così ad ampio raggio. Non è passato giorno senza un' uccisione e la maggior parte di loro sono civili innocenti. Quanto lontani sono i giorni in cui c'era un dibattito all'interno di Israele sugli assassinii mirati...Oggi Israele fa cadere innumerevoli missili e bombe sulle case e uccide intere famiglie. Gli ospedali sono al collasso con più di 900 persone in cura. Allo Shifa Hospital, l'unico che in Gaza può essere chiamato ospedale, io stesso ho visto scene raccapriccianti: bambini che hanno perso gli arti, paralizzati, che resteranno menomati per il resto della loro vita. Famiglie che sono state uccise nei loro letti; gente uccisa mentre cavalcava il proprio asino o lavorava nel campo. Bambini pieni di paura, traumatizzati per quello che hanno visto, rannicchiati in un angolo della loro casa, con l'orrore negli occhi e incapaci di dire a parole quello che hanno vissuto. Un giornalista spagnolo che è stato recentemente a Gaza, esperto di zone di guerra in giro per il mondo, ha detto che non è mai stato testimone di scene così orribili come quelle che ha documentato in questi ultimi due mesi. (...) E Israele ancora si giustifica e dice: "Ma noi restituiremo loro Gaza!"

sabato 8 settembre 2007

La Turchia chiede chiarimenti ad Israele per rinvenimento di serbatoi aerei nel suo territorio


La Turchia ha chiesto chiarimenti ad
Israele dopo avere rinvenuto due serbatoi di carburante, appartenenti all'aviazione israeliana, nelle province di Hatay e Gaziantep e sta indagando per sapere se il suo spazio aereo è stato violato . Damasco ,due giorni fa, aveva protestato in quanto aerei israeliani avevano sorvolato i suoi confini , lasciando cadere "armi" in aree abbandonate dopo la decisa controffensiva siriana , ma su quanto è realmente avvenuto non si hanno notizie dettagliate

SINTESIUn quotidiano kuwaitiano afferma che i servizi segreti turchi hanno fornito informazioni ad Israele sugli obiettivi da colpire in Siria, senza l' autorizzazione del governo turco. La motivazione? un avvertimento dei militari al nuovo presidente Abdullah Gul in quanto non si sta opponendo seriamente al trasferimento di armi iraniane alla Siria e al Libano attraverso la Turchia.
Fonte israeliana
Mappa:

Allegato

martedì 4 settembre 2007

G.Levy: morire a 78 anni in un checkpoint controllato da guardie private

SINTESI
"Per la prima volta nella mia vita non ho potuto aiutare mia madre . Così dice tristemente il figlio che aveva cercato di portarla , con il furgone , da Barta'a all'ospedale di Jenin. Ma è morta in un checkpoint.
Quante volte l'IDF ha spiegato che "i casi umanitari"usufruiscono di una procedura più rapida ,ma la realtà contraddice continuamente questa affermazione .Questo è accaduto a Kamela Kabha, di 78 anni a Reihan (Barta'a), mentre il suo figlio Tawfik ha inutilmente supplicato per la sua vita. La situazione in Barta'a è particolare . Ci sono circa 5.000 residenti nella parte orientale della città e circa 3.500 nella parte occidentale - residenti dei territori e cittadini israeliani, .'Israele ha costruito la recinzione di separazione ad est della città, per annettere più insediamenti , ciò ha determinato un certo benessere a Barta'a - shopping il sabato e dentisti poco costosi per gli israeliani . Ma la città è stata separata da Jenin e si è trasformata in in una zona franca. Ai residenti non è permesso recarsi in 'Israele ed è difficile raggiungere Jenin a causa dei posti di blocco controllati da guardie private con cani e fucili, il trattamento,così, è diventato ancora più disumano
Quella sera Kamela non si sentiva bene,aveva sofferto recentemente di pressione alta e il medico, chiamato daTawfik ha consigliato il ricovero immediato . Ma era già tardi ed il posto di controllo di Dotan sarebbe stato chiuso per tutta la notte . Il medico quindi ha suggerito di attendere fino alla mattina. ma Kamela continuava a peggiorare a allora il figlio ha telefonato al centro di coordinazione di Salem per chiedere urgentemente un'ambulanza,solo così avrebbe potuto passare il posto di blocco di Reihan. Finalmente alle 7 a.m l'ambulanza è arrivata ,ma gli addetti alla sicurezza non l' hanno lasciata passare . Questa è la testimonianza dei medici riportata sul sito Web di B'Tselem: "
Faiz, che parla bene l'ebraico , si è avvicinato al cancello per provare a convincere l'ufficiale a far passare il mezzo di soccorso... ma lui non ha accosentito...e. quindi,i medici sono stati costretti a tornare indietro
Nel frattempo la respirazione del Kamela è diventata sempre più difficile. La situazione era disperata. In assenza di qualunque altra soluzione, Tawfik si è rivolto a uno degli uomini del villaggio, che ha un furgone Volkswagen,per portare la madre morente in ospedale .Al posto di blocco la guardia ha chiesto i documenti e Tawfik l'ha implorata di accelerare la procedura gridando :" mia madre sta morendo" intanto sono trascorsi 20 minuti
Quando l'ufficiale ha visto lo stato della donna, egli stesso ha chiamato l'ambulanza da Jenin ,ma per Kamela era troppo tardi. Al rientro a casa le guardie di sicurezza hanno di nuovo richiesto i i documenti e i permessi, compresi quelli della defunta
Dice Tawfik: "non sono interessato a capire chi sia il responsabile ... è importante per me che non accada più che il mondo veda che cosa ci stanno facendo" Ibrahim Habib, a nome dell'associazione per la difesa dei diritti umani, ha inviato una dura lettera di protesta .
Il portavoce dell'IDF ha dichiarato : "è vero l'ambulanza è stata bloccata per più di un'ora,ma non è dimostrabile il collegamento tra quanto è accaduto e la morte della donna " ma questo non è il solo caso.Una donna ha partorito al posto di controllo ,un uomo ha avuto un infarto per la lunga attesa . Leila Ibrahim, appena dimessa dopo un parto cesareo, è stata costretta ad attraversare il posto di blocco a piedi ed a rimanere in piedi per ore nella stanza adibita al controllo dei documenti
Hayfa Kabha, all'ottavo mese di gravidanza , dichiara di aver atteso un'ora senza potere sedersi.
ARTICOLO

DOMANDA: le guadie private da chi dipendono? Chi li controlla? Quali funzioni hanno? perchè sono stati assunti e con quali criteri ? giuridicamente come vengono definiti?





HEBRON : abbiamo mandato via 40000arabi e non ci sarà lo Stato Palestinese


Il colono Barukh Marzel è un israeliano della destra radicale.Fin dall’infanzia, è stato membro del movimento radicale di estrema destra Kach, sotto la leadership di Meir Kahana. Marzel si è trasferito a Hebron nel 1984, dove vive tuttora.
“Grazie a Dio,altre 10 famiglie ebree sono venute a vivere a Hebron, e la nostra situazione sta migliorando. Tutto sta andando nella direzione giusta, e stimiamo che circa 40.000 arabi abbiano lasciato Hebron in Giudea e Samaria (la Cisgiordania). Tutti sanno che non ci sarà uno stato palestinese, e che mezzo milione di Ebrei vivranno qui. Il punto è se gli arabi che rimarranno accetteranno questa situazione oppure no. CONTINUA qui

PS: su HEBRON

Link organizzazione israeliana. (foto e documenti)

2Betzelem :Hebron l'esodo forzato palestinese TEL AVIV - Molte migliaiadi palestinesi sono stati costretti negli ultimi anni ad abbandonare il centrodi Hebron (Cisgiordania) in seguito alla politica applicata dalle autorità israeliane a protezione dei coloni ebrei che vi risiedono. Lo sostiene un rapporto del gruppo umanitario israeliano Betzelem

://www.btselem.org/english/Publications/Summaries/200705_Hebron.asp

Nablus tra occupazione e fuoco amico


Non bastavano i continui attacchi notturni Israeliani a Nablus, nel nord della Cisgiordania. Oggi l'esercito ha occupato la citta' vecchia e la zona di Ras' alem, impedendo a chiunque di muoversi da casa e chi si trovava nella zona e' stato ferito. Gli abitanti hanno chiuso i negozi per potersi rifugiare mentre carri armati e blindati sono entrati circondando diverse abitazioni. I palestinesi hanno posto nei giorni scorsi delle pietre all'entrata della citta' per impedire il passaggio dei blindati israeliani, ma le pietre sono state rimosse e Nablus ha vissuto un altro giorno di terrore. Alle ambulanze e' stato impedito il passaggio ed e' stato impedito anche di soccorrere I feriti. I diversi feriti, ancora I nomi non sono trapelati, ma sis a che e' stato ferito un bambino di 7 anni, due adolescenti ed un uomo di 52 anni che tentava di scappare insieme al figlio. Il tutto e' terminato con l'arresto di un giovane trentenne membro di Hamas.
Quando gli israeliani hanno lasciato la citta' e' cominciata una feroce sparatoria fra le forze di sicurezza palestinesi e diversi giovani che si trovavano nella citta' vecchia. Ancora il motivo non e' chiaro: c'e' chi pens ache alle forze di sicurezza non sia andato giu' lo sciopero indetto dai negozianti della citta' vecchia in segno di protesta nei confronti della politica interna. Ma ieri e' trapelata la notizia che le forze di sicurezza poalestinesi, obbedienti al governo fantoccio in Cisgiordania dopo la presa di potere di Hamas a Gaza, hanno preso un accordo per indebolire Hamas in Cigiordania. La paura e' quella che Hamas stia pensando ad un colpo di stato anche in Cisgiordania. La sparatoria e' ancora in atto, le ambulanze sono accurse ma e' pericoloso anche per loro addentrarsi nella piazza principale di Nablus. Si aspetta che tutto finisca, si aspetta di raccogliere i feriti di una citta' fra due fuochi.

Corte Suprema Israeliana: il Muro a Bil'in è illegale


Nella sentenza emessa oggi, 4 settembre 2007, dai guidici Beinish, Prokachya e Rivlin sulla petizione del villaggio di Bil'in contro la barriera di separazione (HCJ 8414/05), la Corte Suprema si è pronunciata contro l'attuale percorso della barriera e ha ordinato allo Stato di preparare (in tempi ragionevoli) una proposta di alternativa in cui i terreni agricoli del villaggio di Bil'in rimarranno sul lato "palestinese" del muro. La Corte ha detto che il percorso attuale è stato ideato per permettere la costruzione del quartiere di Matityahu Est della colonia Modi'in Illit, sia il settore occidentale (già iniziato) che quello orientale (non ancora iniziato). I giudici hanno detto che la decisione sul percorso alternativa del muro non deve tener conto del progettato settore orientale.Sorprendentemente, i giudici hanno anche espresso dei dubbi su quanto sia effettivamente "sicuro" il muro nella zona di Bil'in, in quanto l'attuale percorso passa su terreni "topograficamente inferiori", lasciando pensare che il percorso sia stato scelto per permettere la costruzione del quartiere di Matityahu Est.

2 In base a un pronunciamento del 9 Luglio 2004, la Corte internazionale di giustizia imponeva a Israele di fermare la costruzione del muro e di smantellare le parti che erano già state erette. Da allora, oltre 200 chilometri di barriera sono stati costruiti, portando la lunghezza totale a 413 chilometri, circa il 60% del progetto originario di 709 chilometri. A lavori ultimati, secondo l’Onu, Gerusalemme est sarà completamente separata dalla Cisgiordania, 125.000 palestinesi si troveranno circondati su tre lati e oltre 20.000 vivranno in enclave isolate e per spostarsi avranno bisogno di permessi israeliani.
http://www.misna.org/news.asp?a=1&IDLingua=2&id=253949

3 L'alta corte israeliana: abbattere muro intorno ad HebronLe forze armate israeliane hanno deliberatamente ritardato l´applicazione di un decreto dell´Alta Corte Israeliana sullo smantellamento di una barriera di cemento vicino alla città di Hebron, nel sud della West Bank, ha dichiarato lunedì il Presidente della Corte Suprema Dorit Beinisch.

lunedì 3 settembre 2007

primo giorno di scuola a Sderot



Nel primo giorno di scuola a Sderot una pioggia di missili kassam sconvolge la cittadina. Un missile e' caduto nel cortile di un asilo infantile che ospita bambini dall'eta' di 3 mesi a 3 anni. Nelle aule scolastiche un fuggi-fuggi e non tutti i bambini sono riusciti ad arrivare al rifugio.
La cittadina sembra un fantasma : tutti i negozi chiusi, e molti adulti e bambini in stato di shok.

sabato 1 settembre 2007

Smentita la versione dell'IDf sui tre bambini uccisi


Sintesi Versione israeliana

I tre bambini uccisi a Gaza stavano giocando, smentita la versione iniziale che accusava i militanti di Hamas