Francesca Paci:"L'antico e raffinato popolo dei palestinesi"


Un archeologo israeliano ha scoperto preziosi manufatti appartenenti ai filistei, i progenitori degli abitanti di Gaza e Cisgiordania
La letteratura popolare israeliana vuole che i palestinesi non fossero un vero e proprio popolo prima della nascita dello Stato d'Israele: sarebbe stato proprio lo scontro con i pionieri dei primi kibbutzim a dare consapevolezza identitaria a una popolazione di pastori e contadini all'epoca abbastanza rozzi. Secondo la Bibbia i filistei, gli antenati dei palestinesi nel regno del re David, erano genti "non circoncise", non civilizzate, nemici giurati degli ebrei che abitavano la zona. E molti studiosi identificano con i filistei i progenitori degli attuali palestinesi. Oggi, la scoperta di un'archeologo israeliano, il professor Aren Maeir, responsabile del dipartimento di Storia antica dell'università di Bar Ilan, rovescia il cliché e fa discutere parecchio: i filistei non erano affatto naiv ma raffinari al punto da essere talvolta "imitati" dagli ebrei. Il professor Maeir, che in uno scavo nel nord d'Israele ha appena ritrovato ceramiche e terracotte appartenti ai filistei, sostiene che fossero "più sofisticati e sviluppati dei contemporanei cananei e soprattutto dei progenitori degli israeliani, i quali talvolta copiavano le loro ricette, lo stile della pittura, l'abilità artigianale". C'era uno scambio culturale insomma, c'era un incontro. Tanto che, spiega ancora Maeir, "Sansone combattà duramente i filistei ma per ben due volte sposò vedove filistee

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