giovedì 30 agosto 2007

Powell: Israele disse non è l'iraq. Cheney: un errore

CHENEY NEL 1994, UN ERRORE ROVESCIARE SADDAM/ANSA (Di Alessandra Baldini) (ANSA)(ANSA) - NEW YORK, 22 AGO - Il vicepresidente Dick Cheney
spiega perché l'occupazione dell'Iraq è una cattiva idea che
avrebbe portato l'America a "impantanarsi per anni" e che
"non vale il sacrificio" della vita di soldati americani: non
é il sogno di un pacifista impazzito ma una vera intervista che
il numero due degli Usa diede nel 1994 alla rete tv
tutto-politica C-Span.
L'intervista è riapparsa in questi giorni sul sito YouTube
dove è stata cliccata da centinaia di migliaia di persone. Non
é la prima volta che un 'citizen journalist' scopre
imbarazzanti 'schegge' di passato rimaste sepolte per anni, ed
é successo di nuovo. Il videoclip - in tutto pochi minuti e che
può essere visto all'indirizzo online
http://www.youtube.com/watch?v=YENbElb5-xY - è stato messo in
circolazione da un sito chiamato Grand Theft Country.
L'etichetta sullo schermo cita il think tank conservatore
American Enterprise Institute, dove Cheney era entrato dopo aver
lasciato il governo. La data sullo schermo è 15 aprile 1994. Un
portavoce dell'emittente ha confermato l'autenticità del video.
Cheney all'epoca era tornato a vita privata - l'anno dopo fu
nominato presidente di Halliburton, ma nel 1991, al tempo della
Prima Guerra del Golfo, era stato il ministro della Difesa del
primo presidente George H. W. Bush e il principale architetto
della strategia americana contro Saddam Hussein.
Il vice del presidente George W. Bush afferma che sarebbe
stato un errore a quel tempo arrivare a Baghdad perché "se
fossimo andati a Baghdad saremmo stati completamente soli.
Nessuno sarebbe venuto con noi e ci sarebbe stata una
occupazione americana dell'Iraq. Una volta occupato l'Iraq e
deposto il governo di Saddam chi avremmo messo al suo posto? E'
una parte del mondo molto incendiaria e una volta deposto quel
governo avremmo rischiato di vedere l'Iraq andare in pezzi".
Secondo Cheney "i siriani avrebbero messo gli occhi
sull'Iraq occidentale, gli iraniani avrebbero voluto l'est e a
nord abbiamo i Curdi e se i Curdi si staccano e si uniscono con
Curdi di Turchia vai a minacciare l'integrità territoriale di
quel paese".
Cheney aggiunge: "E' un pantano se ti spingi ad occupare
l'Iraq". Parole che a quattro anni dall'invasione del marzo
2003 suonano profetiche.
Il vice di Bush si sofferma poi sulle perdite americane: 146
soldati americani vennero uccisi nella prima guerra del Golfo:
"Tutti sono rimasti colpiti per quanti pochi morti abbiamo
avuto - dice l'attuale vice-presidente - ma per i 146 americani
uccisi in azione e per le loro famiglie non è stata una guerra
costata poco. E la domanda per il presidente è: quante vite
umane aggiuntive vale la testa di Saddam Hussein? Nel nostro
giudizio, non molte. Penso che avevamo ragione".
Con l'incidente dell'elicottero di oggi i militari americani
morti in Iraq sono saliti a 3.721 secondo il sito on line
icasualties.org. (ANSA).


mercoledì 29 agosto 2007

Amira Hass:tre governi e un valico chiuso:le conseguenze

SINTESI
Ci sono tre governi differenti in questa terra e tutti e tre le sono assolutamente sicuri che le nazioni occidentali ed i paesi arabi continueranno a elargire donazioni a un milione di residenti della striscia di Gaza per un periodo di tempo illimitato. Quella è l'unica spiegazione per la chiusura continuata dell'incrocio di Karni che impedisce qualunque tipo di commercio
Nei primi due mesi, secondo i dati del PalTrade(centro studi palestinese )l'industria locale dei mobili ha perso $8 milioni ,quella tessile $15 milioni ,$3 milioni quella in derrate alimentari. Le perdite nel settore agricolo hanno raggiunto $16 milioni. La scarsità delle materie prime ha bloccato il 95 per cento del settore edile . Circa 85 per cento di tutta l'industria è in calo e 70.000 operai sono stati licenziati.
La strategia dell'impoverimento economico è sempre stata utilizzata da Israele fin dagli anni 90,convinto che il mondo occidentale, con le sovvenzioni, avrebbe compensato i danni prodotti
I funzionari israeliani sostengono che Mahmoud Abbas abbia chiesto di mantenere Karni chiuso. La sua gente, naturalmente, nega questa . Gli uomini d'affari di Gaza pensano che Abbas non stia facendo alcun sforzo per aprire Karni. In ogni caso, Israele non riceve ordini da Abu Mazen ,ma ha interessi convergenti : entrambi i governi sono convinti che le condizioni di vita insostenibili spingeranno la popolazione contro Hamas . Il governo israeliano non si preoccupa della ricaduta negativa ,derivante dalla chiusura del valico: ogni industria israeliana perde giornalmente $2.2 milioni , secondo Shraga Brosh, (presidente dell'associazione dei fornitori. )Sono a rischio i subappalti e la vendita dei prodotti israeliani,ma tutto questo ha scarsa importanza in previsione dell'obiettivo strategico: sconfiggere il radicalismo islamico . Hamas , a sua volta, ritiene che proprio questo assedio accrescerà il suo carisma tra i palestinesi .La storia insegna che la gente accuserà Israele e Ramallh, visto come un lacchè degli Usa , della situazione di degrado nella quale è costretta a vivere
Articolo


Gaza : uccisi tre bambini e 30 palestinesi feriti


1Due bambini palestinesi sono stati uccisi oggi nella zona nord della striscia di Gaza da un esplosione causata
probabilmente dal colpo di mortaio di un blindato israeliano. Un terzo bambino è rimasto invece gravemente ferito
Haaretz(aggiornamento :è morta)
Informazione israeliana :Boy, 11, visited family near Tul Karm; Islamic Jihad man killed in raid; IDF kills Palestinians in Gaza. e inCisgiordania
informazione svizzera
Cinque palestinesi sono stati uccisi oggi tra Gaza e Cisgiordania. Tre miliziani palestinesi sono stati uccisi questa mattina nel campo profughi di Jenin, in Cisgiordania, e altri due nel corso di uno scontro a fuoco con soldati israeliani vicino al valico di Erez, nel nord della Striscia di Gaza: lo ha detto un portavoce dell'esercito israeliano.

martedì 28 agosto 2007

Tom Segev:il diario di Sharett : verità "scomode"


Il testo è molto lunga, ma interessante :In the mid-1950s, defense minister Pinhas Lavon proposed spreading poisonous bacteria on the Syrian border and ordered the bombing of various Middle Eastern capitals. Shocking revelations from a new edition of Moshe Sharett's diaries CONTINUA qui
Allegati
Allegati Allegati allegato

lunedì 27 agosto 2007

Grossman: la pace si fa dialogando anche con Hamas


C’è una parola che David Grossman non si stanca di ripetere: dialogo. Dialogo con i palestinesi, dialogo tra gli israeliani. «Perché la pace è possibile anche se ci vorrà molto tempo», afferma. Lo scrittore israeliano era ieri a Rovereto per l’ultimo appuntamento di “Dolomiti di pace”, la serie di incontri promossa da Provincia e Trentino spa che ormai da qualche anno propone momenti di riflessione sulle condizioni del mondo, squassato da guerre e conflitti. Sono riflessioni davanti ai simulacri della guerra, come possono essere i forti del primo scontro mondiale, ma anche nelle città che dell’ispirazione alla pace, per tutti e comunque, hanno fatto una missione. E in questo senso la “Maria dolens” sul colle di Miravalle della città della quercia ne rappresenta un simbolo.Grossman, da sempre, è una delle voci più lucide del mondo ebraico. Uno di quegli intellettuali che, coerentemente, mette in tutti i suoi romanzi e saggi il dialogo con i palestinesi, la necessità di continuarlo senza se e senza ma. «Un dialogo che negli ultimi anni non abbiamo coltivato», aggiunge.Ieri l’auditorium Melotti del Mart era pieno. La gente lo ha ascoltato dagli schermi anche nell’atrio. Circa 600 persone per sentire l’autore di Vedi alla voce: amore e Con gli occhi del nemico intervistato da Alberto Faustini, capo ufficio stampa della Provincia.«Bisogna dialogare anche con Hamas. Non è certo l’interlocutore migliore visto che non riconosce Israele ma - dice lo scrittore - non ci può essere una pace stabile senza parlare con loro. E’ molto complesso - prosegue - e ci vorrà parecchio tempo, anni. Dobbiamo aspettare ed essere pazienti. E sperare che i palestinesi ritrovino l’unità e prevalgano i moderati. Allora sì potremo fare la pace. Tutto dipende dall’unità dei palestinesi». Perché in Grossman c’è un’altra convinzione profonda. «I palestinesi meritano l’indipendenza. Quando sarà ottenuta, noi e loro potremo esplorare la vita in modo diverso, respirare a pieni polmoni. La pace - sostiene - è un interesse reciproco». E i benefici arriveranno anche per Israele. «Uno Stato, quello israeliano, che ancora oggi non ha confini certi. Sono sempre in movimento, è come vivere in una casa dalle pareti mobili. Ed è da qui che nasce la nostra tentazione di voler invadere e la tentazione dei palestinesi di invaderci».Grossman sottolinea come «entrambi i popoli vivano in uno stato di terrore. E’ necessario cambiare la mentalità e sbloccarci da questa rigidità che ci contraddistingue, noi e loro. E’ una situazione che in Europa può essere difficile capire. La realtà è che ormai, tutti, hanno trasformato la vita in sopravvivenza». Uno stato d’animo che annicchilisce, che blocca. Una situazione esistenziale drammatica contro la quale lo scrittore, l’intellettuale, non si stanca di scrivere e ragionare, capire, spronare. Tanto più uno come lui che è stato toccato nel profondo dal lutto, dalla morte del figlio Uri nell’ultimo conflitto con gli Hezbollah libanesi. Grossman non è un pacifista. «Il pacifismo è nobile e lo rispetto», sottolinea. «Ma in Europa si deve capire che il Medioriente è una terra di violenza. Non possiamo permetterci di essere pacifisti. Purtroppo dobbiamo continuare ad essere soldati e difenderci perché le possibilità di un attacco della Siria sono concrete e le minacce dell’Iran anche. Però - va avanti - gli eserciti non sono la garanzia del futuro e il pericolo è quello di assuefarci all’uso della forza. Siamo tutti bloccati dalla paura, noi e i palestinesi, ci stacchiamo dal mondo chiudendoci e, in questo modo, non riusciamo a cambiare».Dallo scrivere, delle sue infinite possibilità, Grossman era partito. «Scrivere aiuta a rigenerarsi, a reagire al dolore e alla tristezza. E’ un modo, l’unico che io conosca, per cogliere le sfumature della vita. Ed è anche l’unica possibilità di conoscere veramente l’altro. Perché, in fondo, anche quando pensiamo di conoscere qualcuno ci spaventano i suoi lati oscuri, il caos. Così, invece, ci apriamo alla vita e al mondo. Scrivere - sottolinea - è la mia ricompensa».Ricordando la Shoah, per lo scrittore ci sono due domande a cui si deve rispondere. «Se ci fossi stato cosa avrei fatto per contrastare quanto stava accadendo? La risposta che mi sono dato è che avrei cercato di mantenere la mia natura più intima, che per ognuno è diversa. E poi: come hanno potuto uomini normali, come erano la maggior parte dei nazisti, fare quello che hanno fatto? Cercare, ognuno di noi, di rispondere a queste due domande è importante per contribuire affinché la Shoah non possa ripetersi mai più». Alla fine Grossman invita a ricordare che l’alternativa in Medioriente c’è: «Non può che essere la pace».
Il Trentino, 25/08/2007

sabato 25 agosto 2007

Il forum israeliano -palestinese dove uomini e donne si incontrano


Un nuovo ponte e' stato costruito da quelli che piu' d'altri sono stati provati dal lutto, ed hanno perduto uno o piu' famigliari per conseguenza della guerra.Un forum si riunisce regolarmente e ne fanno parte palestinesi e israeliani.Aysha Hatib, psicologa residente a Nablus e madre di 6 bambini, membro del "forum per la pace", ha fatta una lunga e difficile strada per arrivare all'incontro a Ramat-ha- Sharon nei pressi di Tel Aviv.Aysha ci parla dei suoi sentimenti in seguito alla morte del fratello durante la prima intifada :" tutta la nostra famiglia impazzi' per il dolore, non riuscendo ad afferrare la sua morte improvvisa. Dopo pochi mesi un altro fratello mio, non potendo sopportare il dolore si uccise. Eravamo molto uniti, ed io persi il mio migliore amico.Nel primo anno il mio cuore era pieno d'odio contro tutti, e volevo morire per ricongiungermi con mio fratello. E' in questo periodo che appresi dell'esistenza del forum. Avendo conosciuta una signora araba che si incontrava con israeliani, pensai dapprima che fosse pazza e non compresi come fosse possibile un incontro con quelli che mi resero infelice. Non ero capace di empatizzare con una donna israeliana come me in lutto per la perdita di un figlio o fratello.Dopo averci pensato lungamente decisi di provare. In principio era una sofferenza.Poi incontrai Nurith Elkman la cui figlia resto' uccisa durante un attentato terroristico a Gerusalemme, la quale mi parlo' del suo dolore. Incominciai a comprendere i sentimenti della madre israeliana, e come non ci siano differenze fra le madri : io e voi abbiamo sentimenti, e tutti comprendiamo la necessita' di risolvere insieme i problemi affinche' il lutto non si eternizzi ed altri figli nostri vengano sacrificati.Senza il forum avrei forse educato i miei figli a divenire shayd, ma cosi' invece possiamo comprenderci."Dopo Aysha parla Anat Ben-Shacham che ha perduto 2 fratelli tankisti nella guerra del Kippur. Dopodiche' si passa a discutere sulle possibilita' di pace.Durante l'icontro si distribuiscono calendari dove sono segnate le feste ebraiche, musulmane, cristiane e druse. Con il denaro ricavato dalla vendita si sostengono i progetti del gruppo.Lo scopo del forum e' di evitare nuovi lutti dalle 2 parti ed influenzare le popolazioni ed i governi.[YNET]

2Israele: lei scrive al palestinese che le uccise il figlio

La lettera è sofferta e umana , la risposta dura, non offensiva : due realtà ancora lontane ,ma almeno un foglio crea un sottile filo per le generazioni future...si spera
Forgiveness of dead soldier's mother leaves Palestinian killer cold Associazione "Parent's Circle"

Amira Hass: Gaza la più grande prigione del mondo


SINTESI
Circa 1.5 milione di residenti di Gaza stanno vivendo non soltanto come prigionieri nella più grande prigione nel mondo, ma sono sottoposti agli attacchi quotidiani di Israele Due bambini sono stati mortalmente feriti (martedì )e non soltanto quelli sospettati del lancio dei Qassam vengono uccisi ,dozzine di persone sono arrestate ogni giorno e subiscono un trattamento umiliante
Ci sono inoltre omicidi tra i Palestinesi ,cmq meno che sotto al Fatah,ma il ciclo di vendette continua ad essere una minaccia per tutti L'economia è completamente paralizzata da due mesi, gli operai sono disoccupati ,l' esportazione è a zero perché l'incrocio di Karni è chiuso.Se non si cambiano le pompe rovinate per la purificazione dell'acqua un'altra catastrofe si preannuncia. Mucchi di immondizia sono accatastate dovunque e gli abitanti li bruciano provocando nubi tossiche. Mentre gli operai comunali non ricevono lo stipendio da gennaio ,migliaia di ufficiali di polizia e lavoratori del pubblico impiego sono regolarmente pagati,pur non lavorando in quanto dipendenti da Ramallah. Tutto questo alimenta il sospetto, la delazione corrompendo dall'interno questa società. Cosa accadrà quando inizierà l'anno scolastico?Il governo di Ramallah ha deciso che i giorni festivi sono il venerdì e il sabato, il governo di Gaza ,invece, ha stabilito che i giorni festivi sono il giovedì e il venerdì
Chiunque lavori il sabato ha il proprio stipendio congelato e chiunque lavori il giovedì teme la rappresaglia di Hamas . Nella maggior parte dei ministeri la soluzione è una fine settimana di tre giorni. Ma le scuole non possono fare ciò e sussiste un certo timore che, la battaglia fra Hamas e Fatah, verrà pagata dagli allievi e dagli insegnanti.
I residenti di Gaza sono lacerati dalla presenza di tante autorità: 1'Israele, forza militare occupante
2l'autorità palestinese di Ramallah, che li ha abbandonati,ma continua a osteggiare il partito di maggioranza 3 Hamas, che si è vantato "di aver liberato "Gaza ed usa i Qassam e le dichiarazioni "di resistenza" per nascondere il proprio fallimento economico e politico 4 i paesi donatori che elargiscono le donazioni (generose) per dissimulare l'impotenza politico mentre stanno conducendo la campagna di boicottaggio e sostenendo'Israele. Questa molteplicità di autorità crea confusione e paralizza . Nel frattempo, Gaza aspetta il colpo successivo.
ARTICOLO ORIGINALE

venerdì 24 agosto 2007

Alon Liel : il congresso dei cowboys


SINTESI
Dopo aver impiegato sette anni per distruggere il processo di pace in Medio Oriente, gli STATI UNITI ora si preparano a perpetuare l'ordine dei neoconservatori che l' America ha generato qui.
Tutti i buoni "cowboys" sono stati invitati alla riunione: Israele, Egitto, Giordania e Fatah "gli indiani," tuttavia, non sono stati ammessi (Iran, Siria e i capi di Hamas ) Il presidente Bush continua la divisione nella nostra regione "tra cowboys" e "indiani," così i cowboys saranno premiati , mentre gli indiani saranno puniti con severità. Gli Usa possono permettersi questo in quanto lontano dal MO in termini geografici e ,inoltre, sono convinti che i cowboys vinceranno sempre
Non dobbiamo essere trascinati in questo grande programma americano Hollywoodiano
ARTICOLO ORIGINALE

G.Levy:un museo per ricordare i prigionieri palestinesi e le torture subite


SINTESI
Nessuna altra
nazione,come quella palestinese, ha visto un quarto dei propri residenti e figli incarcerati, Il Museo ,per ricordare i prigionieri palestinesi, è stato finanziato dal Kuwait ed è stato costruito nella città universitaria di Al-Quds in Abu Dis, adiacente a Gerusalemme, l'unica città universitaria nel mondo che è incarcerata dietro una parete che spacca in due la città .Una prigione all'interno di una prigione,l'entrata è libera e gli israeliani sono invitati a visitare la mostra. Ogni pietra ha un significato.
Alcuni mesi fa ho visitato un posto molto simile: il museo in
Soweto,in Sudafrica,sulla segregazione . Stesso progetto , stesso messaggio. Le fotografie in bianco e nero degli arresti evidenziano la brutalità dell'esercito.Una mappa visualizza i 76 metodi utilizzati nell'interrogatorio:vere e proprie torture.Un cubo trasparente ricorda i 50 Palestinesi uccisi durante il mandato britannico,su una parete ci sono i nomi e i ritratti dei 220 prigionieri morti nella prigione israeliana.Sono esposte in altre stanze le lettere e i diari dei detenuti che trasmettono sofferenza,ma non disperazione.Alcuni scritti sono deturpati dai proiettili dell'IDF
Walid Daka è in prigione dal 1986.E'la guida del Museo e parla :inglese, ebraico ed arabo
Se fosse un ebreo che ha assassinato un arabo, sarebbe già libero da molto tempo; lo stesso se fosse un ebreo che ha assassinato un ebreo. Se fosse un Palestinese dei territori, sarebbe stato scambiato con altri prigionieri,ma Daka è un arabo israeliano e nessuno si preoccupa di lui .
Su una parete è raffigurato il Che Guevara
ARTICOLO ORIGINARIO

2 G.Levy: Torture ai Palestinesi: testimonianze Imad Khotri ,un impiegato del comune di Qalqilyah, ha 23 anni ed è stato arrestato il 17 ottobre 2007 dai soldati israeliani . Il giorno seguente è stato trasferito al centro di detenzione di Kishon. Qui è stato torturato dal servizio segreto Le sue mani sono rimaste parzialmente paralizzate come conseguenza della tortura ( stretta prolungata delle mani ad una sedia con manette di ferro)Un giudice che lo ha visitato ha ordinato il ricovero in ospedale.Nonostante la tortura sia stata vietata dall'Alta Corte di Giustizia,la sua testimonianza dimostra il contrario:"Con gli occhi bendati e le mani legate è stato condotto nella stanza dell'interrogatorio, dove un uomo lo ha fatto sedere su una sedia e ha serrato le sue mani con manette di ferro . Ogni due ore, per circa 15 minuti , queste venivano occasionalmente rimosse per permettermi di mangiare ,pregare, andare al bagno. negai di sapere dove si trovavano gli uomini ricercati dagli israeliani Per i primi tre giorni sono stato interrogato 24 ore al giorno e così non ho potuto dormire.Il quarto giorno mi hanno di nuovo legato alla sedia bloccando le mani e i piedi,ha stretto con tutte la sua forza le manette per 5-10 minuti,. Io urlavo di dolore implorando loro di smetterla. Loro ridevano..Continua in inglese qui

Avraham Burg:lo scontro oggi è tra democrazia e teocrazia


SINTESI "artigianale"
Viviamo a Tel. Aviv , non in Hebron; vogliamo pace ma non siamo preparati a pagare il prezzo richiesto dagli Arabi . Siamo stati furiosi per due giorni contro i rabbini nazionalisti , li abbiamo condannati e poi abbiamo continuato per la nostra strada allegramente ,ma è molto pericoloso per Israele ignorare il loro fanatismo religioso . Questa è una tendenza che si sta diffondendo nel mondo.
Il Presidente George W. Bush ha accettato con superficialità terrificante la visione del mondo di Samuel Huntington, fautore dello scontro di civiltà: Cristiani contro Islamici. Questa è una dichiarazione terribile, perché semplifica eccessivamente il problema estremizzandolo. Così non c'è differenza tra Osama e i turchi democratici, gli indiani musulmani democratici, gli arabi israeliani e i palestinesi democratici. Molte persone perverse sono state legittimate soltanto perché Cristiani o Ebree. E' il momento di sviluppare un'altra visione del mondo.Lo scontro è fra civiltà democratiche e teocratiche,uno scisma che attraversa i Cristiani,i Musulmani e si sta verificando anche nel Giudaismo,nonostante i richiami all' unità di Israele.Non c'è differenza teologica fra certi rabbini di Hebron ,ildefunto leader di Hamas (Yassin),i predicatori evangelici che sperano nell' Armageddon. Coloro che affermano che "la legge di Dio è prima" non sono diversi l'uno dall'altro, non importa se portano gli skullcap di un rabbino, il turbante di Hezbollah o il mantello di un leader spirituale americano . Essi sono i nemici della libertà e della democrazia .In un mondo come questo, dobbiamo formare nuove coalizioni. La divisione tra "noi" e "i nostri nemici" non può essere più sufficiente . Il mondo è diviso tra la coalizione di alcuni Ebrei,di alcuni Cristiani e di alcuni Mussulmani, contro altri membri delle loro stessa nazione Democrazia contro la teologia. Questo non è un argomento "cortese" ma una guerra - l' halakha e la sharia contro la legge civile, la chiesa contro lo stato.Non si può vivere sotto lo stesso tetto ed essi stanno combattendo l'antica guerra : religione contro lo stato. Per questo sia l'esercito sia uno stato democratico si devono purificare di tutti i nemici che puntano alla teocrazia. All'"esercito di Dio" non deve essere consentito di conseguire il controllo delle istituzioni e tutti i vantaggia loro concessi devono essere annullati
La democrazia deve cessare di scusarsi e difendersi - il tempo è venuto per portare avanti iniziative e per decidere le modalità dell'attacco ,non è più tempo di vaghe formule
Articolo originale
ALLEGATI 1 2

giovedì 23 agosto 2007

13 palestinesi uccisi(da Lunedì) e i razzi continuano

1Tre miliziani di Hamas feriti di cui uno in condizioni critiche. E' il bilancio della breve incursione israeliana compiuta stamane, prima dell'alba, nel sud della Striscia di Gaza. Le forze di Tel Aviv sarebbero state attaccate dai miliziani con lanciagranate anti-carro e avrebbero quindi chiesto copertura aerea.

2L’intensificarsi degli scontri tra soldati israeliani e miliziani palestinesi rischia di mandare in frantumi il fragile processo di pace lanciato dal presidente dell’Anp, Abu Mazen, e dal premier ebraico Olmert. Da lunedì scorso sono stati
13 i morti(tra questi due bambini) nella Striscia di Gaza in seguito alle rappresaglie contro il lancio di razzi Qassam sul territorio israeliano.
E
POI? Certo se la proposta è questa....affermare che si prende in giro Abu Mazen..è un eufemismo
GAZA (Reuters) - L'esercito israeliano ha ucciso oggi tre militanti armati di Hamas nella parte settentrionale della Striscia di Gaza. Lo riferiscono fonti mediche e dell'esercito.Continua qui
3Tre cittadini palestinesi morti: due in Cisgiordania e uno tra i bloccati sul valico
Informazione palestinese:Fonti mediche palestinesi della città di Jenin, hanno annunciato, questa mattina di lunedì, la morte di un anziana donna (70 anni) sul posto di blocco di Bartaha a sud della città, alla quale è stato impedito il passaggio per raggiungere l’ospedale per le cure mediche. Continua qui
GAZA - 1Almeno due palestinesi sono rimasti uccisi stasera in due attacchi contemporanei condotti secondo fonti locali da velivoli israeliani a Rafah e nei pressi del vicino aeroporto in disuso di Dahaniyeh.Le fonti palestinesi precisano che al valico di Rafah sono rimasti uccisi l'autista di un camion-rimorchio e un passante. Altre persone sarebbero rimaste ferite. Per ora si ignora se nel secondo attacco ci siano state vittime. In Israele queste informazioni non sono state ancora commentate.
GAZA - E' di due palestinesi uccisi e almeno quattro feriti - ma potrebbero essere molti di più - il primo, provvisorio, bilancio di un raid condotto questa mattina nel nord della striscia di Gaza, a Beit Lahya, da reparti israeliani della Brigata Golani. Fonti locali citate dalla agenzia di stampa Maan riferiscono che per il momento non è possibile stabilire se i palestinesi colpiti dal fuoco israeliano siano miliziani o civili, perché le ambulanze non hanno ancora potuto raggiungere la zona degli scontri. La radio militare israeliana ha confermato il raid. CONTINUA QUI
FONTE ISRAELIANA
FONTE
PALESTINESE
Gaza, 26 luglio - Tre membri della Jihad islamica palestinese sono stati uccisi in un attacco aereo israeliano a una macchina nella parte meridionale di Gaza città. Sono cinque le vittime palestinesi di oggi tra la striscia di Gaza e la West Bankoccupata.
Fonte
israeliana
http://www.haaretz.com/hasen/spages/886601.html

mercoledì 22 agosto 2007

Moni Ovadia: il dialogo e il nemico

Il Levitico, uno dei libri del Pentateuco, contiene molti versetti memorabili, fra questi ve ne è uno che recita più o meno così: «Se trovi l’asino del tuo nemico smarrito, prendilo per la cavezza e riportaglielo». Strana indicazione quella del biblista. Perché mai dovrei darmi la pena di riportare al mio nemico il suo asino risolvendogli un problema, se i sentimenti che mi animano nei suoi confronti mi portano a distruggerlo o, nel migliore dei casi, a ridurlo all’impotenza? Che cosa dunque vuole indurci a considerare il biblista con questo suggerimento apparentemente contraddittorio? A mio vuole invitarci a non dimenticare mai che il nostro nemico, chiunque egli sia, non cessa di rimanere titolare della condizione universale di essere umano. L’altro memorabile precetto del Levitico, il 18,19 «Amerai il prossimo tuo come te stesso», acutamente non indica quali siano le caratteristiche, né i comportamenti, né i tratti caratteriali del prossimo che siamo tenuti ad amare. Il versetto sottace altresì l’etnia, la religione o il colore della pelle di quel prossimo che abbiamo di fronte. Ora, la Toràh non sceglie mai di specificare o di sottacere a caso. Lo fa per sollecitare la responsabilità dell’uomo a stabilire priorità, ad assumersi il peso di un’interpretazione. Ritengo che i due versetti del Levitico mirino ad affermare un umanesimo radicale che non accetta a nessun titolo, la disumanizzazione dell’essere umano. Di nessun essere umano. Per questa ragione e molteplici altre, noi siamo tenuti a considerare ogni essere umano come un partner. Quel partner può essere ideale o scabroso, disponibile od ostile ma deve rimanere un partner con il quale non possiamo rifiutarci di cercare il dialogo. Se quel partner è il nemico, dobbiamo in ogni modo sforzarci di cercare una chiave per dialogare con lui appena sia possibile per fare la pace che è l’unica condizione in cui i due precetti del Levitico si possono inverare. E la pace si fa con il nemico!!! Veniamo ora alla fattispecie concreta di questi giorni. Il nostro Presidente del Consiglio Romano Prodi, ha invitato a non escludere totalmente la possibilità di aprire il dialogo anche con Hamas in un’eventuale riapertura delle trattative fra israeliani e palestinesi per una pace definitiva e duratura sulla base del contesto “due popoli, due stati”. Questa opinione è stata espressa anche da Yossi Beilin, eponente politico della sinistra israeliana ed ex negoziatore degli accordi di Oslo in un’intervista al nostro giornale. In quell’intervista Beilin ricordava che sull’apertura di un possibile dialogo con Hamas, si è espresso anche l’ex capo del Mossad (il servizio segreto israeliano). Quest’opinione, che personalmente condivido, è solo un’opinione, può essere accettata o respinta, ma è una degnissima opinione che merita di essere vagliata con attenzione e pacatezza, non un’adesione incondizionata alle idee e alla prassi di quella formazione islamista. Cosa accade invece nel nostro Paese dove la vera discussione è stata bandita a favore dell’insulto, dell’aggressione e dello sproloquio? Accade che sussiegosi esponenti del nostro centro destra quali l’onorevole Casini, ma in particolare l’onorevole Ronchi di An, specialista in faccine indignate o disgustate, si presentano in televisione con espressione compunta e addolorata e quasi accusano l’on. Prodi e il ministro degli Esteri D’Alema di voler distruggere Israele. Questi addolorati professionali sono poi gli stessi che hanno trascinato l’Italia nell’ignobile avventura irachena avallando le criminose e spudorate menzogne di Bush. Costoro inoltre si credono i veri amici di Israele solo perché sono proni alla politica del governo Olmert in ogni suo aspetto. E se invece, alla fine, i veri amici di Israele si rivelassero i critici onesti e leali dell’occupazione e degli omicidi “mirati”, i sostenitori di quella pace di Ginevra firmata dalle opposizioni palestinese e israeliana e tanto insultata e sbeffeggiata dai teorici dell’uso delle armi? E se avessero ragione i sostenitori del dialogo a oltranza, anche con Hamas, non per avallarne le opzioni terroriste, ma al contrario per farne emergere le componenti politico sociali che hanno guadagnato ad essa il consenso maggioritario dell’elettorato palestinese in una delle elezioni più democratiche che si ricordino in tutto il secondo dopoguerra? Dopo tanto inutile - sì inutile! - spargimento di sangue prodotto dalla logica ipersicuritaria e dal terrorismo, non si potrebbe almeno riprendere in considerazione la via del dialogo con tutti, invece di indossare le faccine del dolore e dell’indignazione che sui volti consumati dall’ipocrisia di certi politici italiani e non, fanno la mostra di un nasino all’insù sulla faccia lignea di Pinocchio?Moni Ovadia dall'Unità di oggi


domenica 12 agosto 2007

G.LEVY:la cinica strategia dei settler


SINTESI

Non c'è altro insediamento ,come nella città dei Patriarchi, dove l'assenza della verità e la violenza siano così brutalmente evidenti .Qui il terrore contro i palestinesi costituisce una pratica quotidiana insegnata diabolicamente fin dalla nascita.Il non aver sradicato i settler di Hebron è stato un crimine che pagheremo tutti in Israele . 3000 militari sono stati impiegati per una finta evacuazione dinanzi a una finta resistenza.Contemporaneamente allo sgombero si stanno costruendo centinaia di case nei TO:è proibito occupare due appartamenti nel mercato,ma è permesso tutto il resto,questa è la morale del Governo? .Con una cinica strategia i settler hanno creato una rete di intimidazione e agli israeliani hanno inviato questo messaggio: vedete come è difficile evacuare due famiglie,pensate a quanto sarebbe difficile far sgomberare migliaia di settler in Cisgiordania. Questa tecnica sta funzionando,aggravata anche dall'insubordinazione dei militari e ,non a caso, il governo sta proponendo lo scambio di territori vista "l'impossibilità" di smantellare migliaia di settler.In realtà nulla è cambiato per i palestinesi:una genuina pulizia etnica li ha privati delle case e delle attività economiche condannandoli ad una vita di umiliazione e di povertà.Dinanzi a tale arrogante prevaricazione , è sconcertante l'indifferenza degli israeliani,scossi solo dal rifiuto dei soldati, in realtà si comincia a pensare: sarà impossibile evacuare i settler
ARTICOLO

venerdì 10 agosto 2007

18 sauditi coinvolti nei combattimenti in Libano


Sono 18 i cittadini sauditi coinvolti nei combattimenti tra esercito libanese e miliziani del gruppo integralista Fatah al Islam in corso dal 20 maggio scorso nel campo di profughi palestinesi di Nahr...Sono 18 i cittadini sauditi coinvolti nei combattimenti tra esercito libanese e miliziani del gruppo integralista Fatah al Islam in corso dal 20 maggio scorso nel campo di profughi palestinesi di Nahr al Bared, nel nord del Libano. Lo riferisce oggi la stampa libanese citando fonti saudite. Secondo le fonti, 12 sauditi sono stati uccisi negli scontri mentre altri 6 sono detenuti nelle carceri libanesi. CONTINUA qui

Benny Ziffer :Hebron e l'ipocrisia

SINTESI ARTIGIANALE
L'evacuazione di martedì delle famiglie ebree a Hebron aveva le caratteristiche di uno spettacolo popolare,una sceneggiata per la televisione al fine di incoronare il nuovo imperatore Barak. Nessuna condanna sulla violenza degli estremisti ebrei nei confronti dei residenti arabi,Hebron vive grazie alla protezione delle forze di sicurezza che terrorizzano i palestinesi,senza la difesa di Israele i settler non durerebbero un giorno. Ma qualcuno voleva attribuire a questo avvenimento il significato di una guerra tra il bene assoluto (IDF e il nuovo ministro della difesa) e la malvagità assoluta (i settler di hebron)Nessuno ha avuto il coraggio di dire la verità:la politica sta giocando un doppio gioco: una mano contro i fanatici e un'altra che li utilizza per scopi interni. Questa ipocrisia è diventata parte integrante del concetto di sicurezza di Israele . I poliziotti e i militari sono utilizzati come attori per dimostrare il volto giusto e umanitario di israele. Finita la commedia ritornano alle normali mansioni di repressione verso i palestinesi.
All'interno di questo sistema di falsi valori, il rifiuto dei soldati del battaglione di Duchifat paradossalmente costituisce l'atto più degno e più onesto:il rifiuto a servire come "foraggio" per i mass media.
ARTICOLO
2005 Reportage

Gerusalemme:un morto e 10 feriti

Un violento conflitto a fuoco è scoppiato questa mattina all'interno della Città Vecchia di Gerusalemme, dopo che un palestinese ha tentato di disarmare un agente della sicurezza israeliana. Secondo fonti non confermate, almeno 10 passanti sono rimasti feriti e il palestinese che aveva iniziato l'attacco è rimasto ucciso. L'incidente è accaduto davanti all'ingresso dell'associazione ultranazionalista religiosa ebraica "Ateret Kohanim". Le guardie che hanno aperto il fuoco erano in servizio davanti a questa associazione.

Questo è il loro sito:http://www.ateret.org.il/new/home.php
AGGIORNAMENTO:è un arabo israeliano
video

martedì 7 agosto 2007

Haaretz: pericoloso il rifiuto dei soldati ad Hebron


SINTESI

I soldati del battaglione di Duchifat e parte della brigata di Kfir hanno informato i loro comandanti, dopo avere consultato i rabbini , che avrebbero rifiutato di partecipare all'evacuazione delle famiglie ebree ad Hebron .Alcuni soldati hanno annunciato esplicitamente le loro intenzioni , mentre altri hanno chiesto il congedo per "malattia"Ora Barak e Gabi Ashkenazi devono affrontare questo problema Il rifiuto politico in termini religiosi è una pericolo da combattere senza compromessi visto che , se ci sarà pace con i palestinesi, gli insediamenti dovranno essere smantellati . Gruppi estremisti, anche dall'estero ,stanno offrendo aiuti finanziari ai militari per compensare eventuali sanzioni. Questi dovrebbero essere processati. Eserciti privati potrebbero portare alla disentigrazione dell'IDF o a lotte interne . Due anni fa furono perdonati gli obiettori di coscienza , i settler e coloro che si erano opposti con la violenza al disimpegno. La destra, anche oggi, ha fatto la stessa richiesta . Ma questo non è il momento per la pietà. Israele è impegnata su diversi fronti: Iran, Siria, Hezbollah, Hamas - non può accettare anche questo fronte interno
Se Ashkenazi, Barak ed il governo, condotto da Ehud Olmert, sono troppo deboli per agire ,allora non possono restare un solo giorno di più al loro posto

lunedì 6 agosto 2007

Amira Hass:confiscati a pastori palestinesi acqua, trattori

Confiscati dall'Amministrazione civile di Israele: trattori, acqua a pastori palestinesi. naturalmente questo non fa notizia
The Civil Administration confiscated a tractor and a water tank belonging to Palestinian shepherds living in the northern Jordan Valley. This was the only readily available water source for the approximately 60 members of the Basharat and Bani-Oudeh families and their 1,500 heads of sheep and goats. The Civil Administration is reportedly prepared to return the equipment if its owners agree to leave the area and pay transport costs. It said the tractor was confiscated during a regular patrol because it was being used "in the commission of the offense of presence in an area declared a closed military zone.Continua qui

Rubinstein: se Hamas non è un giocatore non vi è gioco

SINTESI
Tra Olmert e Mahmoud Abbas ci sono stati frequenti riunioni e ,nonostante i problemi esistenti, si nota un certo progresso .I giornali palestinesi segnalano la costruzione di una nuova città tra Nablus e Ramallah,sovvenzionata dall'Arabia Saudita e dagli Americani. Migliaia di palestinesi potranno lavorare . Ora è sorto il problema dei palestinesi profughi dall'Iraq,accolti in Cisgiordania . Decisa è stata l'opposizione di Hamas,convinto che il diritto al ritorno deve essere limitato ai palestinesi che vivevano nel 1948 in Palestina . Il disaccordo si estende anche alle elezioni rifiutate dall'ala radicale. Entrambe le fazioni cmq sono disponibili ad accettare come confine del futuroStato la linea verde (1967) con capitale Gerusalemme orientale .Questo è positivo
Il governo di Hamas aGaza attualmente sta facendo ogni sforzo per dimostrare che è capace di far rispettare la legge . Ha invitato i giornalisti stranieri e tutti ne hanno ricavato un'impressione positiva. Ma se il futuro dimostrerà che Abbas non può realizzare quel minimo che i Palestinesi richiedano, esploderà la violenza e il terrorismo in quanto sarà evidente che la politica attuale si basa sul niente
Articolo

sabato 4 agosto 2007

Gideon Levy: quando a Jenin scende la notte

SINTESI

"Stasera non dovreste essere un giornalista, stasera dovreste essere un poeta," dice il nostro ospite: Jamal Zbeidi, non appena arriviamo. È sera , una brezza piacevole accarezza le facce dei bambini che giocano . La televisione è sintonizzata con Al-Aqsa, la stazione di Hamas a Gaza. Nella casa palestinese impariamo a conoscerci ,per la prima volta camminiamo senza armi

"la gente qui è confusa," afferma Jamal, . "scegliere Abu Mazen vuol dire stare con l'America ,stare con Hamas scegliere la religione. Entrambi sbagliano ,abbiamo seminato ed altri raccoglieranno," Zakariya afferma questo in un tono malinconico.

Siamo venuti a trascorrere una notte nell'accampamento di Jenin, per capire . C'è caldo e la gente rimane all'esterno delle proprie case fino a tardi,non ci sono condizionatori e l'acqua è fornita solo una volta alla settimana anche nei mesi di Luglio e Agosto .
 Rientra quando arrivano i militari e i loro mostri di acciaio. I vicoli della città sono frequentati e si può comprare tutto:le drogherie sono aperte fino a mezzanotte.
Gli uomini sono seduti davanti alle loro case, fumando e bevendo caffè.Solo nella zona ricca di jenin la gente rimane in casa e l'esercito evita di entrare : cosa cercare nelle sedi dei ricchi?

Hamoudi chiede a suo padre chi sono questi ebrei. Finora gli unici che ha conosciuto sono quelli che prestano servizio nei TO e gli hanno tolto il padre. Da allora ,ogni volta che l'IDF entra a Jenin , afferra velocemente l'arma del padre :  " nessuno qui è al sicuro, impossibile portare in ospedale un bambino ammalato di notte. La paura inizia alle 10 "

. Noi proseguiamo il nostro viaggio ed incontriamo lo sceicco Khaled, un uomo religioso , il cui fratello disabile e debole, è stato schiacciato fino alla morte quando si era opposto alla demolizione dellla sede . Il suo corpo non è stato trovato mai, l'unico disperso nell'accampamento."Noi non odiamo gli ebrei, siamo il loro campo di addestramento"
Da lontano si sente il ronzare minaccioso e preoccupante di un veicolo pilotato. Se compare una pistola, ci sarà un omicidio . Andiamo di nuovo nell'accampamento.. Presto sarà mezzanotte . Un convoglio militare sta proveniendo da Nazareth. Pur continuando a mangiare , per sicurezza, sono state spente le luci .All'1.30 decidiamo di andare a dormire. Mi addormento subito, vestito per poter fuggire in caso di pericolo. Ormai l'IDF è alle porte. Il rumore è assordante.

Il bulldozer che precede tradizionalmente le jeep per vedere se ci sono trappole esplosive, è vicino alla finestra. Spesso dispositivi esplosivi accolgono gli ospiti non invitati, ma stasera le cose sono calme.
Che cosa ora accadrà? Quanti residenti sono stati uccisi quando hanno fatto un movimento errato vicino ai soldati ? I miei pensieri vagano all'esterno. Comprendono i soldati il timore che stanno seminando fra la gente, ? pensano mai a questo? E La maggior parte degli israeliani cosa sa delle incursioni e del terrore che tutto ciò determina ? Perchè l'esercito deve venire qui ? ? Per ricordare alla gente chi è il signore della terra ? Ogni notte è così. Nessuno esce, nessuno accede la luce o parla : gli occhi sono arrossati per l'insonnia . Poi finalmente se ne vanno e possiamo tornare a dormire . Che cosa sono venuti a cercare i soldati?All'alba il mio ospite mi rammenta : "vi ho detto che che stasera dovevate essere un poeta, non un giornalista,"

ARTICOLO

mercoledì 1 agosto 2007

AMIRA HASS: Al Fatah non ha imparato la lezione

SINTESI

La scorsa settimana Israele ha autorizzato il trasferimento di 1.000 fucile dalla Giordania alle forze di sicurezza del presidente palestinese Mahmoud Abbas ,rafforzando in lui l'illusione che la sconfitta di Gaza sia puramente militare. Ugualmente preoccupante è lo slogan : lotta ad Hamas E ci sono altre notizie preoccupanti:la coordinazione civile tra Israele e Fatah ,il progetto americano di un prestito per i piccoli e medi imprenditori palestinesi .Perché queste notizie sono preoccupanti? perché si è ritornati al modello di "controllo dell'occupazione" vigente dal 1994 al 2001 ben accetto da FatahOra c'è un governo palestinese accettabile per Israele, intanto l'occupazione continua Proprio questa situazione ha determinato la seconda intifada. Arafat ha ampliato inutilmente le sue forze di sicurezza allo scopo di generare un potente gruppo a lui fedele. Egli sperava di perpetuare così il suo potere senza considerare la sua impotenza dinanzi alla politica di colonizzazione e di separazione portata avanti da Israele.L'errore apparve chiaro nelle elezioni del 2006.E ora Abu Mazen ,come Arafat,si muove nella stessa logica .È come se la vita sotto l'occupazione israeliana non fosse il motivo principale della sofferenza dei Palestinesi, ma piuttosto la "povertà" . I progetti di pace fra il 1994 e il 2001 si basavano sul mantra: rinforzando l'economia arriveremo alla pace . Molti uomini di Al Fatah accettarono per interesse personale "ottenendo" facilitazioni (congiungimento della famiglia, permessi ecc.)
Questi ed altri tipi di protezionismo hanno spinto i Palestinesi fare un collegamento fra "il processo di pace" e la corruzione. Sembra che al Fatah non abbia imparato la lezione

FONTE