domenica 27 gennaio 2008
nessun poliziotto incriminato per la morte dei 13 arabi nel 2000
2An extremely grave enforcement failure
Yehoshua :è ora della tregua, basta missili e fame

scrittori israeliani: accordo con Abu Mazen e tregua generale con Hamas
TEL AVIV - In vista della Conferenza sul Medio Oriente del prossimo autunno, gli scrittori israeliani David Grossman, Amos Oz e A.B. Yehoshua hanno apposto le loro firme ad un appello che consiglia al premier Ehud Olmert di "non lasciarsi sfuggire l'occasione".
Questi e altri intellettuali affermano che è suo dovere cercare di raggiungere "un accordo significativo con il capo dell'Olp" (Abu Mazen) e anche puntare ad una "tregua generale ed incondizionata" con i dirigenti di Hamas.
G. Levy:la protesta degli ufficiali un avvertimento a Olmert: attento a toccare l'esercito
SINTESI(solo punti essenziali)La protesta dei militari, alla vigilia del rapporto Winograd, è vuota in quanto ignora la sostanza. Vogliono la testa di Olmert e dei ministri ,non protestano per le cause che hanno determinato la guerra e per le conseguenze negative sul piano etico ,parlano di valori,ma i loro valori non sono morali . Hanno voluto la guerra , ma è andata diversamente da come speravano .Non c'era alcuna possibilità di vincere e sarebbe stato meglio non iniziarla. La loro critica è un attacco a Olmert,un avvertimento a non toccare l'esercito. Le domande di un padre dovrebbero risuonare in tutto il paese: "perchè Israele ha scelto ancora una volta la guerra come prima opzione,perchè ha scelto ancora una volta la forza bruta ? "I nostri eroi sono morti perchè Israele ha intrapreso una guerra folle e inutile. Gli ufficiali dovrebbero essere gli ultimi a protestare. Ognuno di loro sa che l'IDF si è trasformata in una forza di occupazione : eroica nell' intrapredere azioni contro chi lancia pietre , contro gli anziani nei posti di blocco,ma non più addestrata per mansioni militari .Lo sapevano e non hanno detto nulla . Questo dovrebbe farci riflettere sul tipo di società nella quale viviamo. Nessun altro gruppo, attivisti per i diritti civili, per i disabili, per i poveri ,per gli ammalati, ha tanta risonanza in quanto non fanno parte della" famiglia dei combattenti"E' venuto il tempo di cambiare queste priorità. Il comandante Tomer Bohadana ha gridato fuori nella Knesset "Chi siete?"a questa domanda si può rispondere con un'altra domanda: E chi siete voi? La domanda degli ufficiali alla Knesset riguarda tutta la società civile , evidenzia l'obiettivo di allineare tutti coloro che "si levano in piedi" contro di loro , è funzionale allo schieramento politico di destra .Uzi Dayan, il loro capo, è un politico come qualsiasi altro, salvo che ha perso nelle elezioni. Ronen Shoval su Maariv : "è impossibile difendere Tel Aviv senza la Judea e la Samaria. "Ma più tenebrosa di tutta è l'assenza assoluta di una dimensione morale nella loro protesta. Non una parola circa un paese che ha preso parte ad una guerra inutile contro il Libano, ha ucciso migliaia di gente. " Vogliono solo più guerra. Un movimento di protesta con questo messaggio è vuoto e senza valori.
sabato 26 gennaio 2008
Moni Ovadia: Vivere la Memoria
Articolo tratto dall'Unita di oggi
Analisi: egitto , arabia saudita, siria e gaza

Migliaia di Palestinesi si sono rifornite di alimenti, di sigarette, di capre ecc ad El Arish in un'atmosfera distesa e tranquilla,senza che il governo egiziano interferisse. Sicuramente tutto questo produrrà un cambiamento nei rapporti tra Egitto, Israele e ,forse, gli Usa
Il Dott. Wahid Abdel Megid, direttore del centro di Al-Ahram per gli studi politici & strategici, al Cairo, non ha dubbio a tale proposito. "la pace fredda con l'Israele rischia di trasformarsi in una pace stormy, se Israele continuerà a imporre l'assedio nella striscia di Gaza"Ora ci sono dimostrazioni nei paesi arabi contro i capi Arabi che non alzano la voce per quanto sta avvenendo a Gaza . Il capo della fratellanza musulmana ha invitato l'Egitto ad aprire gli incroci a Gaza per permettere il transito di merci e persone . Nel Giordano, l'opposizione ha chiesto l'espulsione dell'ambasciatore israeliano; Ora è Hamas , vincitore agli occhi del mondo arabo, a dettare le regole sia per i lanci Qassams sia per hudna (cessate il fuoco) o tahadiyeh (tregua provvisoria) indebolendo ulteriormente Abu Mazen
Meshal è riuscito a dimostrare ad Israele , ai capi del mondo arabo ed al Quartetto , che sarà impossible discutere le risoluzioni di Annapolis senza Gaza e senza di lui. Sia l'Egitto che l'Arabia Saudita ritengono che oggi come oggi sia necessario lavorare per stabilire un'autorità palestinese unitaria (Hamas e al Fatah)in grado di risolvere il problema di Gaza Complicano la situazione i rapporti tesi tra Siria e Arabia Saudita che sa, cmq ,che senza la Siria non sarà possibile alcun processo di riconciliazione intra-Palestinese
articolo
venerdì 25 gennaio 2008
Editoriale di Haaretz: il fallimento dell'assedio di Gaza e alcune domande

SINTESI (elementi essenziali)
Mentre i politici stanno attendendo con ansia la pubblicazione del rapporto di Winograd sulla seconda guerra in Libano, una nuova situazione si sta creando ai confini con l'Egitto che potrebbe finalmente determinare una nuova inchiesta. La portata di quanto è successo non è stata ,ancora, compresa in Israele. Ma è tempo di cominciare a porsi domande. Il muro con l'Egitto è stato fatto saltare senza alcun preavviso.Possibile che nessuno ne sapesse niente? Possibile che "nessun bisbiglio" fosse trapelato? Una volta Ramon si vantò dell'efficienza dimostrata dall'esercito nel raid israeliano in Siria , parole stridenti alla luce di quanto è accaduto :migliaia di Palestinesi stanno attraversando il confine, Mubarak ha difficoltà a controllare la situazione ,Hamas ha rotto l'assedio di Gaza con un'azione ben progettata e coordinata ottenendo,contemporaneamente, lacompassione del mondo dimentico dei razzi su Sderot.Israele,invece, continua a prospettare la chiusura di Gaza "esprimendo " disappunto con l'Egitto , interessato, ed è evidente, a proteggere i propri interessi piuttosto che quelli israeliani. Eppure è palese il fallimento della politica delle sanzioni a Gaza :continuano i razzi Qassam, si delinea una crisi diplomatica con l'Egitto,Hamas è più forte diplomaticamente, politicamente e militarmente . E'chiaro a tutti che, senza il suo consenso, sarà impossibile ristabilire ordine lungo il confine .Le risposte confuse del governo israeliano alla stampa internazionale, dimostrano che l'attacco di hamas ha colto di sorpresa il governo. Olmert , riferendosi alla seconda guerra libanese, ha affermato " Gli errori compiuti sono stati corretti e ora godiamo, come non è mai avvenuto,di calma e sicurezza "ignorando quanto stava accadendo nel Sud C'è poco da vantarsi
giovedì 24 gennaio 2008
Issacharoff : la distruzione della barriera dimostra la forza di hamas
Nel distruggere la barriera che separa i palestinesi dagli egiziani , Hamas ha dimostrato ancora una volta di essere un'entità risoluta,disciplinata, trasformando in suo favore il blocco di Gaza di dubbia efficacia, fin dall'inizio, sia strategicamente che diplomaticamente .Mubarak non poteva reprimere con la violenza l'esodo di migliaia di palestinesi: le immagini, trasmesse in tutto il mondo arabo da Al-Jazeera . avrebbero rischiato di accrescere la tensione con i Fratelli Musulmani. le esplosioni , per far saltare il muro, sono state regolate in 20 punti, progettate e coordinate con un certo anticipo . I responsabili dei servizi segreti dovranno spiegare al Paese come mai non si sono accorti di nulla
Commento: finalmente una domanda sui servizi segreti
Articolo
martedì 22 gennaio 2008
AMIRA HASS:manca a Gaza il 40% dell'acqua corrente
Il comune ha bisogno dell'elettricità per poter rifornire d'acqua le case. Il 40 per cento dei residenti non ha più accesso al prezioso liquido da lunedì e, se non verranno riprestinati i rifornimenti di Diesel e di combustibile, da martedì tutta Gaza è a rischio
Le organizzazioni israeliane Adalah e Gisha hanno inoltrato una petizione all' Alta Corte di Giustizia per ripristinare il rifornimento di gasolio alla striscia di Gaza. Tale richiesta è stata rifiutata. I giornali non raggiungono più Gaza , in contatto con il mondo solo tramite piccole radio sintonizzate su Al-Jazeera Il gas di riscaldamento si esaurito da domenica ,l'unico modo per evitare il freddo è coprirsi con più coperte . L'oscurità della notte è interrotta dalla fioca illuminazione delle poche case in possesso di un generatore
ARTICOLO
Commento: prima o poi si inquineranno anche le falde acquifere di Israele o le epidemie si bloccano miracolosamente grazie al Muro e alle differenze etniche
E siamo al 23 Gennaio..,è un caso?
sabato 19 gennaio 2008
La comunità ebraica in Iran
Una notizia sorprendente viene da Europa. Siavush Randjabar-Daemi racconta come la comunità ebraica in Iran, costituita da 3.000 persone, viva nonostante tutto indisturbata, anche se con difficoltà economiche per la situazione del Paese. Non sono state molte le emigrazioni, nonostante gli incentivi da parte ebraica, e, assicura Randjabar, molti emigrati ebrei, residenti in Israele ma anche in America, tornano in visita in Iran, con documenti falsi e la connivenza delle autorità locali.
Con la fanfara delle grandi occasioni, nel giorno di Natale Israele ha accolto quaranta ebrei iraniani che avevano abbandonato la loro terra ancestrale per iniziare una nuova vita nello stato ebraico. Dopo un iter complicato, il gruppo proveniente dall’Iran ha potuto abbracciare, davanti a decine di telecamere, familiari e amici che avevano effettuato analoga scelta anni o decenni prima. Nonostante gli obiettivi altisonanti dell’Agenzia ebraica per l’immigrazione, che spera di accogliere presto la totalità degli ebrei tuttora residenti in Iran, le modeste cifre dell’emigrazione ebraica dall’Iran verso Israele lasciano trasparire che dietro questo spostamento umano non c’è, come suggerito da alcuni funzionari dell’Agenzia, una crescita dell’anti-semitismo all’interno dell’avversario principale di Israele nell’area mediorientaleAlcuni nuovi arrivati così come rispettati analisti di origine iraniana di stanza a Tel Aviv, come Meir Javedanfar e Menashe Amir, sono concordi nel ritenere che, nonostante la foga della retorica “antisionista” della dirigenza di Teheran e sporadiche accuse di spionaggio a favore di Israele, comminate ad alcuni correligionari iraniani, la repubblica islamica non discrimini in maniera sistematica la sua sparuta comunità ebraica residente, che ha reagito in maniera furibonda all’avvenuta migrazione negando ogni coinvolgimento nel viaggio.Nonostante l’incessante emigrazione seguita all’avvento della Repubblica islamica nel 1979, circa trentamila ebrei risiedono tuttora in Iran, prevalentemente a Teheran e a Shiraz ed Esfahan, sedi di comunità israelitiche da decine di secoli. Gli israeliti persiani, stabilitisi in Iran durante la prima Diaspora, dispongono di decine di sinagoghe e un deputato in seno al parlamento iraniano.Le migrazioni ebraiche dall’Iran sembrano quindi seguire la logica di quelle della maggioranza musulmano- sciita del paese mediorientale.A causare l’esodo annuale di decine di migliaia di cittadini iraniani di ogni estrazione religiosa sono infatti le sempre più precarie condizioni economiche. L’inflazione e la disoccupazione alle stelle e soprattutto l’incapacità del mercato interno iraniano di assorbire la notevole mole di brillanti laureati delle numerose università iraniane ne favoriscono l’esodo ed essi trovano facilmente impiego presso le industrie terziarie o nei più illustri centri di ricerca occidentali. I quaranta ebrei sono, secondo il Jerusalem Post, appartenenti al ceto sociale mediobasso, quello più colpito dalla recessione economicaI circa duecento immigrati ebrei che hanno raggiunto Israele dall’Iran nel 2007 sembrano esser quindi stati motivati dal desiderio di ricongiungersi con stretti familiari - come gli iraniani sciiti hanno fatto andando verso megalopoli dotate di considerevoli comunità iraniane come Toronto o Los Angeles – sfruttando allo stesso tempo la «ricompensa» di alcune associazioni cristiane sioniste americane, che hanno promesso diecimila dollari a ogni ebreo iraniano che abbia scelto di effettuare l’Aliyah, o migrazione verso la «Terra promessa». Privi di una reale motivazione ideologica per rompere per sempre i ponti con il passato iraniano, i migranti ebrei persiani mantengono, secondo i media israeliani, i propri contatti con i correligionari rimasti.
2MERCOLEDÌ 26 DICEMBRE 2007
Morsathegh : gli ebrei in Iran non sono in pericolo
La Comunità ebrea dell'Iran ( 25.000 ebrei) è protetta dalla costituzione del paese ,ha un deputato in Parlamentoo ed è la più grande del Medio Oriente musulmano. Le Sinagoghe e le scuole ebraiche funzionano regolarmente . Morsathegh ha specificato che a Teheran vi sono 20 sinagoghe , otto macellerie , cinque scuole, quattro organizzazioni giovanili e due ristoranti.
"Siamo una delle Comunità più antiche . Siamo liberi di esercitare la nostra religione. L' Anti-Semitismo è un fenomeno occidentale, ma gli ebrei non sono stati mai in pericolo in Iran .Siamo ebrei iraniani e siamo fieri della nostra nazionalità. La nostra nazionalità non è in vendita". Haaretz
3 Un funzionario dell'Agenzia ebraica: abbiamo offerto tutto il possibile e ne sono arrivati pochi
Un funzionario sorridendo amaramente ha detto, "abbiamo offerto agli ebrei iraniani tutto il possibile e ne sono arrivati pochi ." Il comunicato stampa ufficiale, naturalmente, ha raccontato una storia differente. "l'immigrazione dall'Iran è triplicata questo anno," il messaggio è statisticamente corretto, ma sarebbe più esatto dire che oltre 99 per cento degli ebrei persiani preferisce continuare a vivere sotto Mahmoud Ahmadineja. Abbastanza sorprendentemente:ci sono poche limitazioni reali sull'immigrazione dall'Iran e non è difficile raggiungere Israele attraverso paesi terzi, inoltre ognuno di loro riceve 10.000 dollari. Questo significa che una famiglia di sei persone può disporre di una somma considerevole per cominciare una nuova vita. Perché non vengono?Le risposte possono essere diverse .Gli ebrei iraniani appartengono alla classe media. Quelli che scelgono di venire hanno difficoltà a vendere le loro proprietà e , anche se ci riescono, la differenza della moneta diminuisce il valore del capitale e non garantisce, in Israele, lo stesso stile di vita che hanno in Iran . Certo la vita non è facile per un ebreo: le scuole ebree sono proibite così l'istruzione ebraica. Le donne sono sottoposte alle stesse severe regole delle donne musulmane e i militari di leva hanno incarichi umili ,ma noi dimentichiamo che questa è una delle Comunità ebraiche più antiche e gli ebrei iraniani sperano che la situazione politica cambi in meglio nei prossimi anni . Per chi vuole andarsene appare più invitante e meno pericolosa la Comunità iraniana di Los Angeles . Israele ha un problema di immagine non con il mondo, ma. a quanto pare, con gli ebrei del mondoHaaret
Articolo in lingua originale
"L'accoglienza nello studio londinese della Tv iraniana ,è stata affascinante . Sono stato trattato molto bene e ho potuto parlare liberamente ,Ho apprezzato il fatto di poter partecipare alla trasmissione di una TV londinese patrocinata dal governo iraniano "ha dichiarato Ariel Margalit Israeli reporter on Iranian TV
L’Iran è una realtà complessa, fatta di numerose etnie e minoranze religiose, che hanno vissuto storie di convivenza accanto ad episodi di brutale repressione. La realtà degli ebrei iraniani, una comunità antichissima tuttora vitale in Iran, fra millenaria tolleranza ed ostilità recenti, viene raccontata da Roger Cohen, noto commentatore del New York Times
Poeti arabi ed ebrei scrivono insieme poesie
Agwani spiega. "Vedo la città sparire dai miei occhi , ma nessuno può distruggere la memoria, i segreti, il dolore dell'infanzia Amo le rovine di JaffI love the hill of garbage they're turning into a promenade. Why can't they let my garbage be?"
G.Levy : Jenin Jenin città morente e disperata ,,"nessuno sa dove stiamo andando"
È freddo nei vicoli dell'accampamento dei rifugiati di Jenin; è ancora più freddo all'interno delle abitazioni , anche quando c'è il sole . Incapottati e tremanti la gente guarda la Tv di Hamas e di Al Fatah: immagini di un ciclo quotidiano di morte . Aleggia una profonda disperazione nella casa di jamal Zbeidi, membro del comitato dell'accampamento.Jenin era una città importante è ora morente.
Quasi ogni settimana vengono uccisi dei giovani. L'ultima vittima aveva 17 anni. ogni notte Jenin è invasa dall'IDf, seminando terrore ,panico e insonnia. La delusione verso l'autorità palestinese è molto forte."Ha risolto il problema dei rifugiati? Ha posto fine all'occupazione israeliana?Ci protegge dall'IDF? e ora c'è anche il problema dei veicoli rubati."
La sua seconda automobile è stata confiscata dalla polizia palestinese per poi rivenderne i pezzi di ricambio ai commercianti Continua suo zio Jamal "nessuno sa dove stiamo andando. Israele ha vinto e la guerra civile si avvicina. Non c'è mai stata una situazione come questa . La gente ha perso la speranza . Abu Mazen sta andando contro i Palestinesi ,pensate che otterrà qualcosa discutendo con gli israeliani?Non otterrà mai nulla Nessuno sta facendo qualcosa per noi: nè Hamas nè Abu Mazen . Tutto è menzogna. Abbas arresta hamas in Cisgiordania, Haniyeh arresta al fatah a Gaza e nessuno di loro sembra ricordare ciò che Israele sta facendo alla popolazione, nonostante le uccisioni e le incursioni militari continue .La morte livella tutti ediventa banale .
A loro interessa il video clip da inviare nelle rispettive televisioni . Nella casa dell'ultima vittima i parenti e gli amici lo ricordano. Suo padre, Awani, ha lavorato in Israle fino alla tragedia scavando il traforo di Carmel.Teme ora di non poter più lavorare. Una legge impedisce ai padri di figli uccisi dall'IDF di rientrare in Israele per timore di una vendetta .
Così è morto Fawaz .Era un giorno di festa a scuola . Lui è rimasto a casa per studiare e prepararsi agli esami insieme al suo insegnante privato di matematica E' uscito a mezzogiorno per pregare in Moschea, non è più tornato. Un sito web palestinese afferma che aveva un fucile ,suo fratello afferma che ha sparato contro i soldati dell'IDf che si stavano avvicinando e questi hanno risposto al fuoco
.Il certificato di morte del Dott. Mohammed Abadi dell'ospedale di Al-Suleiman elenca: una pallottola al polso sinistro, una pallottola allo stomaco, una pallottola nella cassa toracica, una pallottola nella spalla di sinistra e ,in entrambi i piedi ,due pallottole .E' sera . Giovani fanno falò per riscaldarsi. Come sempre arriverà l'IDF.
haaretz
venerdì 18 gennaio 2008
oggi: 10Palestinesi uccisi, bombardata sede Hamas
martedì 15 gennaio 2008
Altra strage a Gaza: sterminata una famiglia, altri razzi..sempre più Libano

ArticoloAltri missili sono caduti su Ashkelon e Sderot, nel sud del Paese. Solo ieri le due cittadine israeliane erano state bersagliate da 41 razzi, e nei violenti scontri i soldati israeliani avevano ucciso 19 palestinesi nella Striscia di Gaza.
Nella risposta odierna di Tel Aviv, sono tre le vittime palestinesi, tra cui un bambino
25 razzi suSderot.ucciso da hamas volontario Kibbuz.mai nessun dubbio? Inglese
Razzi colpiscono sderot Haaretz
STRAGE AGAZA : 19 morti 50 feriti tra donne e bambini ecc.

2 per capire cosa sta succedendo e la lotta interna al governo israeliano qui
3 questo per me è un "colpo di mano dei militari (come in Libano) per "avvertire il potere politico. Io parlo ormai di strategia della tensione e di golpe militare strisiciante. Sarebbe ora che si prendesse posizione verso coloro che portano avanti la colonizzazione e rappresentano le frange della destra nazionalista: dare a loro spazio in nome dell'audience e della falsa democrazia, vuol dire indebolire la società civivle israeliana ( per me)La COMUNITA' INTERNAZIONALE INTERVENGA RISPETTANDO IL COPIONE LIBANESE E RIDIA VOCE AL POTERE POLITICO E ALLE FRANGE sane delle società israeliana e palestinese. Nessuno può dire non sapevo ela cenere di Gaza ricada su chi usa il Sacro per i suoi cinici giochi di potere e di sterile potenza
