In questa foto del 28 dicembre 2017, Ahed
Tamimi viene portata in un’aula di tribunale all’interno della prigione
militare di Ofer vicino a Gerusalemme. Credito: Mahmoud Illean / AP
Gideon Levy 25 luglio
Dopo otto
mesi di prigione, pochi giorni prima del suo previsto rilascio, ora le
va detto: ne è valsa la pena. Non cessare di resistere all’occupazione
israeliana.
Domenica
dovresti uscire di prigione, finalmente, insieme a tua madre. Ma forse è
meglio non dirlo troppo forte; lo Shin Bet potrebbe emettere contro di
voi un ordine di arresto amministrativo. Dopotutto, solo poche settimane
fa aveva stabilito che sei ancora “potenzialmente pericolosa”, ma
vogliamo sperare che fra tre giorni tu e tua madre sarete di nuovo
libere.
Vogliamo
anche sperare che dallo scorso inverno, nei tuoi mesi di prigionia, il
potenziale pericolo che rappresentavi non sia diminuito; che tu sia
ancora pericolosa per l’occupazione, che non smetterai di resistere.
Conoscendo la tua famiglia, che la propaganda israeliana chiama una
“famiglia di terroristi” e una “famiglia di assassini”, so che non c’è
possibilità che ciò accada. Il tuo spirito non vacillerà. Il tuo
“pericolo” non si dissiperà.
Tu e tua
madre siete state in prigione per otto mesi, sebbene non abbiate fatto
nulla di sbagliato tranne esercitare una resistenza naturale e
giustificata all’occupante, che aveva invaso il vostro cortile. Hai
colpito con le mani nude un soldato armato e corazzato, tanto forte
quanto una ragazza di 16 anni può colpire un soldato armato, corazzato, e
tua madre l’ha filmato. Quello è stato il vostro crimine.
Nell’occupazione, solo i soldati possono colpire. Hai fatto quello che
qualsiasi persona coraggiosa che vive sotto occupazione avrebbe fatto,
lo hai schiaffeggiato. L’occupazione perviene a molto più di questo.
Ciò è
accaduto dopo che lungo la strada che conduce a casa tua, i soldati
avevano sparato alla testa di tuo cugino quindicenne, Mohammed Tamimi,
ferendolo gravemente. Dovresti sapere che da allora, nonostante la sua
disabilità, lo hanno arrestato nuovamente e poi rilasciato. Anche tuo
fratello è stato arrestato, e rilasciato.
Nabi
Saleh sta aspettando le sue figlie. Bassem sta aspettando Nariman e
Ahed. Ci sono anche Israeliani che aspettano il loro rilascio. La scorsa
settimana è stato riportato un altro episodio di resistenza alle forze
di occupazione: alcuni giovani hanno lanciato pietre a dei soldati della
Polizia di Frontiera e ferito una poliziotta, che è stata portata
all’ospedale.
Una
pietra può uccidere e c’è una nuova, più dura politica contro i
lanciatori di pietre. Tre giovani sono stati arrestati, ma sono stati
rilasciati in un lampo. Sono coloni di Yitzhar. Ahed non ha ferito
nessuno e ha trascorso otto mesi in prigione. No, non c’è apartheid nei
Territori.
Ahed sarà
rilasciata domenica in una nuova realtà. È diventata un’icona. Mentre
era in prigione, Gaza si è sollevata e ha pagato con la vita di 160 dei
suoi abitanti, uccisi a colpi di arma da fuoco da parte di cecchini
israeliani. Decine di altri sono rimasti disabili, alcuni perché Israele
ha negato loro le cure mediche adeguate.
Mentre
Ahed era in prigione, la West Bank è sprofondata nel suo torpore estivo,
impegnata in divisioni e dispute interne. La West Bank ha bisogno di
Ahed. La resistenza ha bisogno di Ahed. Non che una ragazza possa
cambiare il mondo, ma la generazione di Ahed deve essere la prossima
generazione resistente. Quella che l’ha preceduta è ormai persa; i suoi
figli uccisi, feriti, arrestati, disperati, stanchi, esiliati o uniti
alla borghesia.
Sì, si
può essere Israeliani e sostenere i Palestinesi che resistono
all’occupazione, come Ahed Tamimi, e augurare loro il successo. In
effetti, si deve fare così. Con le sue mani nude e il suo aspetto
straordinario, Ahed è la speranza per il futuro, l’ispirazione per gli
altri. Lo Shin Bet si era opposto al suo rilascio anticipato, dicendo:
“Le sue affermazioni mostrano la sua ideologia estremista e, valutata la
situazione della sicurezza, il suo rilascio anticipato costituisce una
situazione di potenziale pericolo.” Sono passati mesi, e si spera che lo
Shin Bet creda che Ahed abbia cambiato la sua ideologia grazie ai suoi
mesi in prigione. Altrimenti non sarà rilasciata.
Ma lo
Shin Bet sa anche che, di là dall’avere voluto vendicarsi e soddisfare
l’opinione pubblica israeliana, di là dal disperato tentativo di
tacitarla con la forza, non vi è alcuna giustificazione per
l’incarcerazione di questa ragazza di Nabi Saleh. Lo Shin Bet sa che la
sua ideologia “estremista” è l’ideologia di tutti coloro che vivono
sotto l’occupazione.
Ora ad
Ahed va detto: ne è valsa la pena. Continua così, Ahed. Continua a
resistere all’occupazione. Continua, ogni venerdì,a partecipare alle
proteste del tuo coraggioso villaggio. Continua a “incitare” ,
denigrando l’occupazione e documentando i suoi crimini. Continua a
schiaffeggiarla, se invade di nuovo il tuo giardino, o spara alla testa
del tuo giovane cugino.
Trad. Grazia Parolari “Contro ogni specismo, contro ogni schiavitù”– Invictapalestina.org
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