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KNESSET: ALLE COLONIE 500 MILIONI DI DOLLARI

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 Il Parlamento israeliano assegna agli insediamenti ebraici in Cisgiordania 2 miliardi di shekel, circa 564 milioni di dollari. Lievitano anche i fondi stanziati per la protezione dei coloni a Gerusalemme Est: 800 dollari per ogni settler.Gerusalemme 3 dicembre 2010 Nena News (foto upi.com) – Due miliardi di shekel, circa 564 milioni di dollari: è quanto andrà alle colonie illegali della Cisgiordania, alla loro costruzione, ai servizi, ad investimenti per la sicurezza dei coloni. Lo ha deciso il nuovo piano finanziario stilato per il 2011-2012 dal parlamento israeliano, annunciando anche la costruzione di altre 200 unità abitative in uno dei più grandi insediamenti, Ma’ale Adumin, a cui verranno destinati 58 milioni di shekel, con una aggiunta di altri 31 milioni di NIS per il 2012. Sempre nel 2011, 500 nuove case saranno costruite ad Har Homa, la gigantesca colonia che Israele sta costruendo dalla metà degli anni ’90 tra Gerusalemme Est e la cittadina palestinese di Beit Sahour, a...

Eminente rabbino olandese contro la profezia di Bolkestein: “Ebrei, lasciate l’Olanda”

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    Dutch rabbi rejects call for Jews to leave Rabbi Binyomin Jacobs, chairman of Rabbinical Council for Netherlands, says 'it is a good idea for Dutch Jews to move to Israel, but only if it is out of free will and not to be forced out' Ynetnews Published: 12.13.10, 07:51 / Israel Jewish Scene Rabbi Binyomin Jacobs, the chief rabbi of Inter-Provincial Chief Rabbinate (IPOR), chairman of the Rabbinical Council for the Netherlands, disavowed the comments made by Frits Bolkestein, former European Commissioner and ex-leader of Holland's ruling rightist VVD party, who claimed that practicing Jews had “no future here, and should emigrate to the US or Israel.” Rabbi Jacobs said he rejects Bolkestein’s statement that Jews should leave because of, in Bolkestein’s words, "the anti-Semitism among Dutchmen of Moroccan descent, whose numbers keep growing“I am grateful for the warning but I reject the concept,” Rabbi Jacobs, a prominent member of the Rabbinical Centre of Euro...

URI AVNERY Rompere il silenzio, da Tel Aviv giovani anticorpi contro il razzismo

È facile disperarsi per la ripugnate ondata di razzismo che ci ha sommerso. Il rimedio per la disperazione: il numero crescente di giovani, figli e figlie della nuova generazione di Israele, che si stanno unendo alla lotta contro il razzismo e l'occupazione.   Questa settimana, parecchie centinaia di loro si sono riuniti in un salone a Tel Aviv (ironia della sorte, della Federazione Sionista Americana) per lanciare un libro pubblicato dal gruppo «Breaking the silence». In sala c'erano alcuni veterani, ma la grande maggioranza dei presenti era composta da ventenni, maschi e femmine, che hanno completato il servizio militare. «L'occupazione dei territori» è un libro di 344 pagine, e consiste in quasi 200 testimonianze di soldati sui loro giorni e le loro notti nei territori occupati. I militari hanno raccontato cosa hanno visto e l'organizzazione, che è composta da ex-soldati, ha verificato, comparato e selezionato i racconti. Alla fine, 183 delle circa 700 testimonianz...

Vittorio Arrigoni: buon anno Gaza

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   Lunedì notte navi da guerra israeliane hanno assaltato un peschereccio palestinese, mentre questo si trovava a navigare dinnanzi a Beit Lahya, a nord della Striscia, in  acque  legalmente riconosciute essere di Gaza. Sequestrata l'imbarcazione e rapito l'intero l'equipaggio di sei  pescatori . I pescatori sono stati rilasciati il giorno stesso, mentre il peschereccio, di proprietà del pescatore Abd Al Salam Al Hessi, rimane confiscato dalla marina militare israeliana, con immenso  danno  dei lavoratori palestinesi che non hanno più di che sostenere le loro famiglie.Martedì pomeriggio, soldati israeliani durante una incursione in territorio palestinese hanno sparato alcuni colpi verso alcuni lavoratori impegnati a recuperare materiale edile di riciclo da delle macerie a est di Gaza city. Colpito da una scheggia di proiettile e fortunatamente ferito solo in modo lieve, Mahmoud Mousa Mohamme...

Il tempio dell'amore - Mario SALIS

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Amira Hass :La barzelletta del soldato

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    “C’è un soldato di guardia a un check point in Cisgiordania che controlla le carte d’identità di chi vuole passare. Un abitante di Jenin non può transitare ed è costretto a fare una lunga deviazione per arrivare a un’altra strada. Uno di Tulkarem viene trattenuto per un quarto d’ora, poi viene fatto passare. Due di Nablus rimangono fermi per tre ore e alla fine vengono rispediti indietro. Quando arriva un tizio di Ramallah, il soldato esclama: ‘Oh, fratello, per fortuna sei tu! Mi tieni il fucile e resti di guardia per dieci minuti? Non ce la faccio più: devo correre a pisciare” La barzelletta non è nuova e, come spesso succede, non si sa chi l’ha inventata. L’ho sentita raccontare sia dai palestinesi sia dagli israeliani. Per i soldati israeliani Ramallah è sinonimo di una popolazione mite: non si verificano scontri quando passa un veicolo militare, nessuno tira pietre, nessuno protesta. E, in effetti, i raid israeliani in città sono molto dimuiniti negli ultimi anni...

Le forze israeliane uccidono una manifestante a Bil'in : avvelenata dal gas lacrimogeno

Bil'in protester dies after exposure to tear gas shot by IDF  di Amira Hass Ieri, Jawaher Abu Rahmah, di 36 anni, è stata ricoverata all’ospedale di Ramallah dopo aver inalato una gran quantità di gas lacrimogeno durante la manifestazione settimanale a Bil’in e questa mattina è deceduta per avvelenamento. Abu Rahmah era sorella di Bassem Abu Rahmah che, il 17 aprile 2010, era stato ucciso durante una manifestazione pacifica a Bil’in. Per il VIDEO relativo:  http://www.youtube.com/watch?v=5yM9U2y-op4   I medici dell’ospedale di Ramallah hanno lottato tutta la notte per salvare la vita di Jawaher Abu Rahmah affetta da grave asfissia causata dall’inalazione di gas lacrimogeni avvenuta ieri a Bil’in da dove era stata trasportata d’urgenza in stato di incoscienza all’ospedale di Ramallah. Le era stato diagnosticato di essere affetta da avvelenamento dovuto ai componenti attivi presenti nel gas lacrimogeno e non era stata in grado di trarre giovamento dal trattamento....

Sefi Rachlevsky : Il potere dell’alleanza tra Netanyahu e gli estremisti religiosi è un invito ad un cambiamento radicale.

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Dopo l’assassinio del Primo Ministro Yitzhak Rabin, Benjamin Netanyahu affermò che non avrebbe mai potuto immaginare dove avrebbe potuto portare il ciclo dell’istigazione rabbinica, associata alla percezione dell’appoggio politico ed alla demagogia. Sembrerebbe, tuttavia, che Netanyahu abbia tratto da tutto ciò una lezione diametralmente opposta. I rabbini che sobillano continuano a ricevere decine di migliaia di shekel al mese dal governo israeliano. Lo stesso primo ministro fa discorsi incendiari contro gli “stranieri”. E la percezione del supporto da parte dei politici viene avvalorata dall’introduzione di una serie di disegni di legge razzisti il cui apice è stato raggiunto con la “legge del comitato per la discriminazione”, che minaccia di trasformare un editto rabbinico in una legge dello stato che favorirà la costituzione di aree per “soli ebrei”.  La “dittatura dei piselli”, secondo il consulente organizzativo Tal Gutfeld, rappresenta una cultura di regia nel...

Dietro lo scandalo Katsav, la crisi e il razzismo in Israele di Arieh Cohen (ASIANEWS)

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Tel Aviv (AsiaNews) – La notizia della condanna dell’ex presidente Moshe Katsav per due casi di stupro e altri crimini sessuali, ha suscitato fra gli israeliani sentimenti contrastanti. Vi è stata naturalmente, una espressa vergogna verso un capo di Stato che la corte ha giudicato colpevole di crimini così gravi. Ma vi è anche un senso di orgoglio nazionale per avere un sistema giuridico indipendente, che non si fa intimidire o corrompere e che commina la giustizia in modo equanime, al potente e al senza potere. Gli israeliani affermano che non importa quanto un accusato sia influente: se egli ha infranto la legge, se ha offeso il suo vicino, la giustizia è assicurata. La soddisfazione di fronte a tale dimostrazione di uguaglianza di fronte alla legge è comprensibile e giustificata. Forse può essere diminuita ricordando che Katsav non è mai stato una figura potente o influente. Egli non ha ricchezza o legami significativi ed è stato un politico di basso livello; quando il suo par...

aleh Al-Naami : Fatah lacerata da lotte interne

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       Due poliziotti ammazzano il tempo e la noia leggendo giornali e giocando a scacchi nel distretto orientale di Al-Maseyoun. Il distretto di alta classe ospita la lussuosa villa che Mohamed Dahlan, membro del Comitato Centrale di Fatah, utilizza quando soggiorna a Ramallah. Chi avesse visto la villa due mesi fa sarebbe sorpreso nel vedere il drastico calo del numero di poliziotti a proteggere la residenza. A giudicare dal volume delle forze di sicurezza all’esterno, sembrava più un fortino, ma il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha deciso di tagliare drasticamente il loro numero, dopo che la sua relazione con Dahlan si è inasprita. Abu Mazen nega che il taglio alla sicurezza sia stato conseguente al litigio con Dahlan, ma lo giustifica affermando che non vi è più alcun motivo di mantenere questo livello di sicurezza per la casa di Dahlan. Ambienti politici palestinesi e i media insistono, però, sul fatto che il personale di sicurezza sarebbe stato allontanat...

L'intervento di Mariam Abu Daqqa: unità nazionale palestinese

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Parla Mariam Abu Daqqa, del Fronte popolare per la liberazione della Palestina. Come affrontare la questione dei prigionieri palestinesi, l’unità della resistenza e della sinistra Roma, 31 dicembre 2010, Nena News  (nella foto Mariam Abu Daqqa assieme al leader del Fronte popolare Ahmed Saadat ora in carcere in Israele) – Per chiunque abbia a cuore la lotta di liberazione palestinese in un’ottica davvero internazionalista e di contrasto all’imperialismo occidentale, che nell’avamposto sionista continua a mantenere la sua base in Medio Oriente, è chiaro quanto la comprensione della situazione sul campo e delle dinamiche che la determinano aiuti a non cadere nella facile trappola delle tifoserie, a maggior ragione nella realtà palestinese, estremamente frammentata dal punto di vista politico parallelamente a quello territoriale.  Tale realtà sta vivendo un momento complesso, ancora una volta conseguenza, oltre che dell’occupazione sionista, degli accordi di Oslo e delle politich...