Le forze israeliane uccidono una manifestante a Bil'in : avvelenata dal gas lacrimogeno





Bil'in protester dies after exposure to tear gas shot by IDF di Amira Hass


Ieri, Jawaher Abu Rahmah, di 36 anni, è stata ricoverata all’ospedale di Ramallah dopo aver inalato una gran quantità di gas lacrimogeno durante la manifestazione settimanale a Bil’in e questa mattina è deceduta per avvelenamento. Abu Rahmah era sorella di Bassem Abu Rahmah che, il 17 aprile 2010, era stato ucciso durante una manifestazione pacifica a Bil’in.

I medici dell’ospedale di Ramallah hanno lottato tutta la notte per salvare la vita di Jawaher Abu Rahmah affetta da grave asfissia causata dall’inalazione di gas lacrimogeni avvenuta ieri a Bil’in da dove era stata trasportata d’urgenza in stato di incoscienza all’ospedale di Ramallah. Le era stato diagnosticato di essere affetta da avvelenamento dovuto ai componenti attivi presenti nel gas lacrimogeno e non era stata in grado di trarre giovamento dal trattamento. 

Jawaher Abu Rahmah era sorella dell’attivista di Bil’in Bassem Abu Rahmah che era stato colpito a morte da un proiettile di gas lacrimogeno lanciato ad elevata velocità durante una manifestazione avvenuta nel villaggio il 17 aprile 2010. 
Mohammed Khatib, membro del Comitato Popolare di Bil’in, questa mattina ha dichiarato: “Siamo sconvolti e furenti per la brutalità di Israele che, una volta ancora, è costata la vita di una manifestante pacifista. La risposta fatale e disumana di Israele alla nostra lotta non passerà ignorata. All’inizio del nuovo decennio, è ora che il mondo giudichi Israele responsabile di queste cose e ponga fine all’occupazione.” 
L’Avv. Michael Sfard, che è il rappresentante legale del villaggio nella causa contro il Muro, ha aggiunto: “Il figlio è stato ucciso da un proiettile sparatogli direttamente, la figlia è rimasta soffocata dal gas. Due che protestavano con coraggio contro un regime che uccide gli innocenti e non svolge indagini sui suoi criminali. Non staremo tranquilli, non ci arrenderemo, non faremo mancare alcun tentativo fino a che coloro che sono responsabili non verranno puniti. E lo saranno. 
(tradotto da mariano mingarelli)

2  M. O.: PALESTINESE MUORE PER GAS LACRIMOGENI, ANP "CRIMINE GUERRA"(AGI/AFP/EFE) - Gerusalemme, 1 gen. - Una donna palestinese e' morta nell'ospedale di Ramallah dove era stata ricoverata per aver inalato gas tossici lanciati dall'esercito israeliano durante una manifestazione di protesta nella localita' di Bilin; una marcia contro il muro di separazione costruito da Israele intorno al territorio palestinese in Cisgiordania. Immediata la reazione della dirigenza palestinese che parla di "crimine di guerra". Secondo uno degli organizzatori della protesta, l'attivista israeliano, Jonathan Pollak, la vittima, Jawaher Abu Rahman, 36 anni, era la sorella di Basam Abu Rahman, morto anche lui nell'aprile del 2009, in seguito alla repressione da parte dell'esercito israeliano di una manifestazione convocata per lo stesso motivo nella stessa localita'. Pollak ha spiegato che, dopo aver inalato una forte quantita' di gas tossico lanciato dalle truppe israeliane per dissolvere la manifestazione, Jawaher Abu Rahman, e' stata ricoverata a Ramallah, in stato di incoscienza e stamane e' deceduta per asfissia, nonostante gli sforzi dei medici di salvarla vita  Alla manifestazione di venerdi' avevano partecipato centinaia di persone, tra le quali il premier palestinese, Salam Fayyad, ed e' stata l'ultima dell'anno organizzata a Bilin, dove tutti i venerdi' del 2010 attivisti palestinesi, pacifisti israeliani e internazionali hanno convocato manifestazioni di protesta contro il muro di separazione. La manifestazione rendeva omaggio, con grandi manifesti, ai sei Paesi latino-americani (Brasile, Argentina, Uruguay, Bolivia ed Ecuador), che nel 2010 hanno riconosciuto (o annunciato che lo faranno a breve) uno Stato indipendente nei territori palestinesi occupati da Israele nel 1967: Gaza, Cisgiordania e Gerusalemme Est. Molto dura la reazione dell'Anp: "Condanniamo questo abominevole crimine di guerra da parte dell'esercito di occupazione a Bilin, contro persone che prendevano parte a una dimostrazione pacifica e consideriamo (l'evento) un crimine di guerra contro il nostro popolo", ha detto il capo negoziatore palestinese, Saeb Erekat. L'esercito israeliano ha spiegato di aver utilizzato non meglio precisati "strumenti di dispersione delle manifestazioni" contro le 250 persone che partecipavano alla manifestazione. (AGI) -

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