Israele governo di estrema destra e opposizione 156 Israele opposizione civile e democratica 618 Sulla scia del colpo di stato giudiziario, le discussioni israeliane sul trasferimento all’estero non si fermano più ai gruppi di social media. In una lussureggiante valle dell’Italia nordoccidentale si stanno concretizzando idee di emigrazione collettiva – e iniziative simili stanno prendendo forma anche altrove Hilo Glazer 2 settembre 2023 1:19 IDT “Mentre il numero di ore di luce nella democrazia del loro paese continua a diminuire, sempre più israeliani arrivano nella valle montuosa alla ricerca di un nuovo inizio. Tra loro ci sono giovani con bambini nel marsupio, altri con bambini in età scolare, e ci sono persone con i capelli grigi come me. Un insegnante, un imprenditore tecnologico, uno psicologo, un toelettatore, un allenatore di basket. Alcuni dicono che stanno solo esplorando, ma si vergognano ancora di ammettere che stanno seriamente considerando l'opzione. Altri s...
Tag Guerre: Libano IL REPORTAGE - Quella su cui cala la notte non sembra più una città. Nella capitale del Libano le ambulanze sono le uniche cose che si muovono, tra i fumi scuri che vengono dal molo e spettri immobili di persone in trance. Beirut era in lockdown per l'aggravarsi della pandemia, e migliaia di persone sono rimaste nelle case che gli sono crollate addosso. E ora, nel Paese da mesi travolto da una crisi pensatissima, tutto il grano depositato nei granai del porto è contaminato e inutilizzabile Per capire la dimensione dell’ incubo in cui è piombata Beirut alle 18.08 di ieri non serve nemmeno avvicinarsi al luogo dell’esplosione, nel porto cittadino, nodo cruciale per un Paese stremato dalla crisi che vive solo di importazioni . Una densa nube di colore rosa si alza in cielo e viaggia compatta verso le colline che circondano la città, sorvolando le finestre e porte sfondate di edifici che distano anche 12 chilometri d...
Durante i mesi di maggio e giugno, sono proseguiti gli attacchi dei coloni contro civili palestinesi, la maggior parte dei quali diretti contro i terreni agricoli nel Nord della Cisgiordania. Le aggressioni (danneggiamento di proprietà agricole, incendi di alberi di ulivo e distruzione di campi di grano), appaiono come un piano sistematico di attacco delle terre vicine alle colonie: molti contadini palestinesi temono che i coloni stiano organizzando tali aggressioni al fine di confiscare terreni utili all’espansione degli insediamenti in Cisgiordania. Numerosi attacchi si sono verificati ad Hebron, costringendo almeno tre palestinesi, tra cui un bambino di sei anni, a ricorrere alle cure mediche. Hebron e il Sud della Cisgiordania Nel pomeriggio del 3 maggio, almeno dieci coloni provenienti da diversi insediamenti del centro di Hebron hanno attaccato alcune case palestinesi in Shuhada Street, nella città vecchia. Alcuni dei coloni erano armati. Un testimon...
They’re the worst, the hypocrites and the self-righteous. The ones who are shocked at the scenes from Aleppo, tsking as they watch television and certain that the world has to do something. The world, but not they and not their country. Urgently, right now, without delay, but not they and not their country. They are assuaging their conscience, so beautiful, superior and moral in their own eyes. They are after all not indifferent to the horrors of Aleppo; they are people of conscience and justice and this pains them. It pains them so much – they can’t sleep at night at the sight of the dead children, they think about their grandmothers and grandfathers in the Holocaust and how the world stood by and did nothing and how this must not be allowed to happen again. Never again. But not they and not their country. Somebody else. Israel, after all, can’t. It is an enemy country and so it can’t interfere...
Commenti
Posta un commento