Ahmad Abu Amer Sfidando il blocco, i palestinesi salparono da Gaza




Sintesi personale

La flotta israeliana ha fermato la flottiglia palestinese , costituita da decine di piccole imbarcazioni palestinesi che trasportavano studenti e feriti per essere curati a Cipro . Era partita dal porto di Gaza per rompere il blocco israeliano con 17 palestinesi a bordo. La barca è stata rimorchiata il 29 maggio alla base navale di Ashdod ,nel sud di Israele,  dopo aver attraversato 14 miglia nautiche dalla Striscia di Gaza .
Israele ha imposto un blocco di mare e di terra nell'enclave costiera per 12 anni, dopo la vittoria di Hamas alle elezioni parlamentari del 2006. Il blocco impedisce ai residenti di Gaza di viaggiare fuori dalla striscia, il valico di Rafah che collega l'Egitto a Gaza, è aperto  solo per pochi giorni ogni anno da quando Hamas ha espulso l'Autorità palestinese  da Gaza nel 2007.
Il presidente del comitato nazionale per la rottura dell'assedio , Aladdin al-Batta, ha dichiarato ad Al-Monitor che incolpa totalmente Israele per quello che considera un "attacco" alla nave palestinesedescrivendolo  come "pirateria israeliana". Ha aggiunto  di aver contattato diverse organizzazioni internazionali nella Striscia di Gaza, principalmente la Croce Rossa, e di averle  informate sulle azioni della marina israeliana contro la barca e i suoi passeggeri.
Batta ha aggiunto che la marina israeliana ha circondato la barca ad una distanza di 14 miglia nautiche dal porto di Gaza e ha trasportato i 17 passeggeri nel porto di Ashdod dopo averli arrestati. Tutti tranne il capitano della barca sono stati rilasciati d. Ha specificato di aver contattato diverse organizzazioni internazionali in tutto il mondo, principalmente le Nazioni Unite, per proteggere la barca e i suoi passeggeri e per impedire agli ufficiali della marina israeliana di fermarla.
Ha aggiunto che l'obiettivo del viaggio era mostrare al mondo la sofferenza di 2 milioni di palestinesi nella Striscia di Gaza sotto il blocco israeliano.
Il comitato di coordinamento della Grande Marcia di Ritorno e Rottura dell'Assedio ha aperto il 27 maggio un ufficio per registrare i palestinesi che vogliono viaggiare via mare con le barche per rompere l'assedio. L'affluenza è stata alta: circa 180 persone si sono presentate prima del primo viaggio.
Mahmoud Abu Ataya, 25 anni, è stato tra coloro che hanno partecipato al viaggio. Parlando con Al-Monitor poco prima che la nave salpasse, ha detto di aver deciso questa azione per continuare le cure mediche in un paese arabo o europeo. È stato ferito il 30 marzo mentre partecipava alla Grande Marcia di Ritorno nell'est della Striscia di Gaza.: "Mi hanno sparato con un proiettile esplosivo nel piede destro che ho perso a causa delle ossa rotte e dei  tendini recisi. La mia ferita è peggiorata per  mancanza di cure mediche nella Striscia di Gaza. Ho deciso di correre un rischio partecipando al viaggio, sperando di raggiungere un paese europeo dove possa essere curato ".
Shadi al-Nakla, 28 anni, che era anche a bordo, ha dichiarato ad Al-Monitor: "Ho partecipato al primo viaggio in mare dalla striscia di Gaza verso Cipro per proseguire i miei studi. Ho conseguito la laurea in psicologia sei anni fa presso l' Istituto tecnico palestinese e non sono riuscito a superare il confine della Striscia di Gaza per continuare. Questo era l'unico modo per me di viaggiare. "
Ha affermato di aver intrapreso il viaggio volentieri, sebbene fosse consapevole dei rischi dovuti alla marina israeliana. 
Israele ha vietato diverse attività marine condotte da attivisti arabi e occidentali per rompere l'assedio negli anni passati. Ha attaccato tutte le barche che si sono avvicinate alle acque internazionali della Striscia di Gaza e le ha condotte al porto di Ashdod, rilasciando successivamente i passeggeri e imponendo loro di rientrare nei  loro paesi.
Salah Abdel Ati, capo della commissione legale del Comitato della Grande Marcia di Ritorno e Rottura dell'Assedio, ha condannato l'ultimo attacco alla flottiglia palestinese e l'ha considerata una nuova violazione israeliana contro i pacifici palestinesi.
Ha osservato che coloro che vi  hanno partecipato volevano rompere l'assedio sulla Striscia di Gaza:  un crimine di guerra contro l'umanità date le ripercussioni catastrofiche sui cittadini.
Il blocco ha subito un'ampia condanna internazionale e il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha invitato Israele il 19 maggio a trovare una soluzione il prima possibile.
Sebbene Israele abbia sventato questo tentativo via mare di rompere l'assedio, i palestinesi sono determinati ad andare avanti e a  inviare nuove barche nella speranza che un tentativo possa aver avuto successo.

GAZA CITY, Gaza Strip — The Israeli navy stopped the Palestinian flotilla that had set out from the Gaza port to break the Israeli blockade with 17 Palestinians aboard. The boat was towed on May 29 to Ashdod naval base in the south of Israel after it had crossed 14 nautical miles from the Gaza Strip toward Limassol port in Cyprus.
Dozens of small Palestinian boats carrying local and international media staff and Palestinian activists accompanied the flotilla transporting students and sick and wounded people across several nautical miles in the waters off the Gaza Strip before leaving it to continue the journey on its own to the Cypriot port.
Israel has been imposing a sea and land blockade on the coastal enclave for 12 years, ever since Hamas’ victory in the 2006 parliamentary elections. The blockade prevents residents of Gaza from traveling outside the strip, and the Rafah land crossing that connects Egypt to Gaza has opened for only a few days each year since Hamas expelled the Palestinian Authority (PA) from Gaza in 2007.
Chairman of the Gaza-based National Committee to Break the Siege, Aladdin al-Batta, told Al-Monitor that he totally blames Israel for what he deemed an "attack" on the Palestinian boat, and described it as “Israeli piracy.” He noted that they contacted several international organizations in the Gaza Strip, mainly the Red Cross, and filled them in on the actions of the Israeli navy against the boat and its passengers.
Batta added that the Israeli navy encircled the boat at a distance of 14 nautical miles from Gaza port, and they transported the 17 passengers to Ashdod port after arresting them. All except the boat’s captain were released hours after their arrests. He said that they contacted several international organizations around the world, mainly the United Nations, to protect the boat and its passengers and to prevent the Israeli navy officers from stopping it, to no avail.
He indicated that the goal behind the journey was to show the world the suffering of 2 million Palestinians in the Gaza Strip under the ongoing Israeli blockade.
The boat’s departure marks eight years since Israel targeted the Gaza Freedom Flotilla, which included several vessels that took off from different areas around the world to break the siege May 31, 2010. Israel killed back then 10 Turkish men who were on the Turkish Mavi Marmara ship near the territorial waters of the Gaza Strip.
Media spokesperson for the National Committee to Break the Siege on Gaza, Adham Abu Selmiya, told Al-Monitor the naval journeys will resume soon despite the "piracy" against the Palestinian boat.
He called on Palestinians in the Gaza Strip who want to travel across the sea on these boats to register at the office that was recently opened for this purpose.
The coordination committee of the Great March of Return and Breaking the Siege opened May 27 an office to register Palestinians who want to travel by sea on boats to break the siege. The turnout was high, with 180 people who showed up before the first trip, according to the committee.
Mahmoud Abu Ataya, 25, was among those who participated in the journey. Speaking to Al-Monitor shortly before the ship set sail, he said he was motivated to join the trip after having been banned from traveling across land crossings with Egypt and Israel to continue medical treatment in an Arab or European country. He was injured March 30 while participating in the Great March of Return in the east of the Gaza Strip.
Abu Ataya said, “I was shot with an explosive bullet in my right foot, which I lost use of due to broken bones and severed tendons. My injury worsened due to the lack of medical care in the Gaza Strip. I decided to take a risk by participating in the journey, hoping to reach a European country where I can be treated.”
Shadi al-Nakla, 28, who was also on board, told Al-Monitor, “I participated in the first sea journey from the Gaza Strip toward Cyprus to pursue my studies. I received my bachelor’s degree in psychology six years ago from the Palestinian Technical College, and I haven’t been able to cross the Gaza Strip border to continue. This was the only way for me to travel.”
He asserted that he went on the journey willingly, although he was aware of the risks due to the Israeli navy. He hoped the journey would succeed in breaking the siege on the Gaza Strip and would be the starting point for several other sea journeys in the future.
Israel banned several sea activities conducted by Arab and Western activists to break the siege in the past years. It attacked all boats that approached the international waters of the Gaza Strip and led them to Ashdod port, later releasing the passengers and deporting them to their countries.
Salah Abdel Ati, head of the legal commission of the Committee of the Great March of Return and Breaking the Siege, condemned the latest attack on the Palestinian flotilla and considered it a new Israeli violation against peaceful Palestinians.
He told Al-Monitor that in his view Israel is responsible for the safety of those on board and called on it to release them as soon as possible. He noted that they participated to break the siege on the Gaza Strip, and this siege is a war crime against humanity given the catastrophic repercussions on the citizens.
The blockade has faced wide international condemnation, and the United Nations Human Rights Council called on Israel May 19 to lift it as soon as possible.
Although Israel foiled this attempt by sea to break the siege, Palestinians are determined to move forward and send new boats in the hope that one attempt might eventually succeed.
Ahmad Abu Amer is a Palestinian writer and journalist who has worked for a number of local and international media outlets. He is co-author of a book on the Gaza blockade for the Turkish Anadolu Agency. He holds a master’s degree from the Islamic University of Gaza.

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