Quando vi dicono che non esiste alcuna cultura palestinese, parlate
del ricamo a mano palestinese: parlate delle donne che lo eseguono con
tanta dedizione e maestria, regalando alle loro figlie quegli abiti da
sogno.
Vestiti personali di Yara
Quando vi dicono che non esiste alcuna cultura palestinese, parlate
del legame fra un contadino palestinese e il suo ulivo o aranceto:
parlate del suo amore nel coltivarlo, nel dargli da bere, nel potarlo,
nell’abbracciarlo e nel parlargli, nell’alzarsi al fajr per ringraziare
Dio dei frutti che gli concede. Quando vi dicono che non esiste alcuna cultura palestinese, parlate del
dabke, la danza popolare palestinese che, in un turbinio di musica con
tamburi, fisarmoniche, mani, accompagna i momenti più gioiosi di tutti i
Palestinesi. Quando vi dicono che non esiste alcuna cultura palestinese, parlate dei
piatti tipici, maqlubeh, knafeh al-nabulsi, della colazione con zeit
(olio), zatar (timo), zeitun (olive), jibna (formaggio) e khubz (pane)
fatto in casa, hummus, pomodori e cetrioli, dawali, kufta (mi fermo qui,
lo stomaco brontola!). Quando vi dicono che non esiste alcuna cultura palestinese, parlate di
Mahmoud Darwish, il poeta della Palestina, e del suo “cavallo lasciato
alla solitudine” o della sua “carta d’identità”. Quando vi dicono che non esiste alcuna cultura palestinese, parlate di
Fadwà Tuqan, sorella di Ibrahim, la poetessa della resistenza
palestinese, e del suo “mi basta divenir nel suo grembo” o di Nablus, la
sua “triste città”. Quando vi dicono che non esiste alcuna cultura palestinese, parlate di
Ghassan Kanafani, lo scrittore della Palestina, del suo “ritorno ad
Haifa” e di come è stato fatto saltare in aria perché troppo scomodo.
Quando vi dicono che la Palestina non esiste, che il popolo
palestinese non esiste, parlate di questo. Forse, si renderanno conto
che Fadwà Tuqan aveva ragione: la Palestina è eternamente viva.
BOCCHESCUCITE.ORG GIDEON LEVY // I SOLDATI ISRAELIANI HANNO SPARATO A UN ADOLESCENTE PALESTINESE SETTIMANE FA. AI SUOI GENITORI NON È STATO PERMESSO DI VEDERLO tratto da: Beniamino Benjio Rocchetto venerdì 9 aprile 2021 19:03 Ahmed è stato ricoverato due volte, sottoposto a un intervento chirurgico e poi imprigionato. Ma Israele non ha permesso ai suoi g… Gideon Levy https://archive.is/YaJaO Domenica ha compiuto 17 anni. Ahmed Falana è nato il 4 aprile 2004 ed è il quarto figlio dei suoi genitori. Ha trascorso il suo compleanno nella prigione di Megiddo, nel nord di Israele, probabilmente senza nemmeno festeggiarlo. I suoi genitori, Aida e Abed al-Razek Falana, non potevano augurargli buon compleanno. Non conoscono nemmeno le sue condizioni. Anche quando è stato ricoverato nel Centro medico Hadassah di Ein Karem, a Gerusalemme, dopo essere stato ferito dai proiettili sparati dai soldati delle Forze di Difesa Israeliane, i suoi genitori non sono stati in grado di essere al suo fia...
ASSOPACEPALESTINA.ORG Un regime di supremazia ebraica dal fiume Giordano al Mar Mediterraneo: questo si chiama apartheid B’Tselem, 12 gennaio 2021. Più di 14 milioni di persone, di cui circa la metà Ebrei e l’altra metà Palestinesi, vivono tra il fiume Giordano e il Mar Mediterraneo sotto un unico regime Palestina :area C annessione strisciante - occupazione militare Più di 14 milioni di persone, di cui circa la metà Ebrei e l’altra metà Palestinesi, vivono tra il fiume Giordano e il Mar Mediterraneo sotto un unico regime. La percezione comune nel discorso pubblico, politico, legale e mediatico è che in quest’area due separati regimi operino fianco a fianco, divisi dalla Linea Verde. Un regime, all’interno dei confini dello Stato sovrano di Israele, è una democrazia permanente con una popolazione di circa nove milioni di abitanti, tutti cittadini israeliani. L’altro regime, nei territori che Israele controlla dal 1967, il cui status finale si suppone possa essere det...
Sintesi personale I peggiori sono gli ipocriti e i benpensanti . Quelli che sono scioccati dalle scene di Aleppo mentre guardano la televisione e affermano che il mondo deve fare qualcosa. Il mondo, ma non il loro paese. Con urgenza, in questo momento, senza ritardi, ma non il loro paese. La loro coscienza è così bella, così superiore e così morale ai loro occhi. Sono dopo tutto non indifferenti agli orrori di Aleppo; essi sono persone di coscienza e di giustizia. E li fa soffrire così tanto che non possono dormire la notte alla vista dei bambini morti, pensano alle loro nonne e ai loro nonni durante l' Olocausto quando il mondo non agì e come questo non deve accadere di nuovo . Mai più,ma non nel loro paese.In un altro paese . Israele,dopo tutto, non può. Si tratta di un paese nemico e quindi non può interferire ,si tratta di un caso speciale e quindi non può ...
Un manifestante anti-israeliano all'aeroporto di Dublino, in Irlanda, Giugno 7, 2010. Foto da Una contraddizione in termini? Abbiamo considerato delle alternative. Un boicottaggio è l'ultimo dei mali e può produrre benefici storici. È la meno violenta delle opzioni e la meno suscettibile di provocare spargimento di sangue. Sarà dolorosa come le altre, ma le altre sarebbero peggiori. Assumendo che l'attuale status quo non può durare per sempre, è la più ragionevole delle opzioni per convincere Israele a ...
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