Quando vi dicono che non esiste alcuna cultura palestinese, parlate
del ricamo a mano palestinese: parlate delle donne che lo eseguono con
tanta dedizione e maestria, regalando alle loro figlie quegli abiti da
sogno.
Vestiti personali di Yara
Quando vi dicono che non esiste alcuna cultura palestinese, parlate
del legame fra un contadino palestinese e il suo ulivo o aranceto:
parlate del suo amore nel coltivarlo, nel dargli da bere, nel potarlo,
nell’abbracciarlo e nel parlargli, nell’alzarsi al fajr per ringraziare
Dio dei frutti che gli concede. Quando vi dicono che non esiste alcuna cultura palestinese, parlate del
dabke, la danza popolare palestinese che, in un turbinio di musica con
tamburi, fisarmoniche, mani, accompagna i momenti più gioiosi di tutti i
Palestinesi. Quando vi dicono che non esiste alcuna cultura palestinese, parlate dei
piatti tipici, maqlubeh, knafeh al-nabulsi, della colazione con zeit
(olio), zatar (timo), zeitun (olive), jibna (formaggio) e khubz (pane)
fatto in casa, hummus, pomodori e cetrioli, dawali, kufta (mi fermo qui,
lo stomaco brontola!). Quando vi dicono che non esiste alcuna cultura palestinese, parlate di
Mahmoud Darwish, il poeta della Palestina, e del suo “cavallo lasciato
alla solitudine” o della sua “carta d’identità”. Quando vi dicono che non esiste alcuna cultura palestinese, parlate di
Fadwà Tuqan, sorella di Ibrahim, la poetessa della resistenza
palestinese, e del suo “mi basta divenir nel suo grembo” o di Nablus, la
sua “triste città”. Quando vi dicono che non esiste alcuna cultura palestinese, parlate di
Ghassan Kanafani, lo scrittore della Palestina, del suo “ritorno ad
Haifa” e di come è stato fatto saltare in aria perché troppo scomodo.
Quando vi dicono che la Palestina non esiste, che il popolo
palestinese non esiste, parlate di questo. Forse, si renderanno conto
che Fadwà Tuqan aveva ragione: la Palestina è eternamente viva.
Sintesi personale Secondo un nuovo sondaggio più di un terzo degli israeliani vorrebbe lasciare il paese se potesse per cercare nuove opportunità economiche , non è quindi motivato da ragioni collegate alla sicurezza o a questioni ideologiche Secondo la relazione sullo stato della nazione( 2011-2012) pubblicato il mese scorso dal Centro Taub la condizione delle famiglie giovani che lavorano nel paese è peggiorata negli ultimi cinque anni . Israele è al 29 posto (su 36 paesi )in termini di investimenti in materia di istruzione, terzultima negli investimenti nel settore sanitario, al 25 ° posto per la qualità della vita, all'ultimo posto in termini di amministrazione governativa Un grafico pubblicato dal Prof. Sergio Della Pergola mostra un aumento della emigrazione da Israele negli ultimi anni : nel 2011 circa 14.000 israeliani hanno lasciato il paese e non sono tornati. Secondo un...
http://zeitun.info/…/il-testo-della-risoluzione-del-consig…/ il testo in itlaliano finalmente Il testo della risoluzione del Consiglio di Sicurezza sulle colonie israeliane – Zeitun Il testo della risoluzione del Consiglio di Sicurezza sulle colonie israeliane TOPICS:IsraeleGerusalemmecoloniedemolizionioccupazioneONUtrasferimento… zeitun.info https://www.un.org/press/en/2016/sc12657.doc.htm Il Consiglio di Sicurezza, riconfermando le sue risoluzioni sull’argomento, comprese le 242 (1967), 338 (1973), 446 (1979), 452 (1979), 465 (1980), 476 (1980), 478 (1980), 1397 (2002), 1515 (2003 e 1850 (2008), guidato dalle intenzioni e dai principi della Carta delle Nazioni Unite e riaffermando, tra le altre cose, l’inammissibilità dell’acquisizione di territori con la forza, riconfermando l’obbligo di Israele, potenza occupante, di attenersi scrupolosamente ai suoi obblighi legali ed al...
Sintesi personale Un palestinese di 60 anni è stato ferito lunedì da agenti israeliani della sicurezza privata al checkpoint di Qalandiya, poche ore dopo un altro incidente a Betlemme. Secondo una dichiarazione della polizia di frontiera israeliana, il 60enne si è avvicinato al checkpoint a piedi in una corsia riservata ai veicoli. L'uomo non ha risposto all'ordine di stop, si legge nel comunicato, e le guardie di sicurezza gli hanno sparato agli arti inferiori. Poi si sono resi conto che ha una disabilità e non può sentire o comunicare. È stato portato in un vicino ospedale israeliano e si dice che non sia in pericolo di vita. L a polizia ha rilasciato una dichiarazione dove si afferma che la guardia di sicurezza, un civile, è trattenuta per essere interrogata a seguito della sparatoria, e la polizia ha aperto un'indagine sull'incidente. La guardia è stata arrestata con il sospetto di aver aperto il fuoco "non in conformi...
Quando si parla di Palestina la memoria si muove automaticamente verso le immagini della West Bank occupata e della martoriata Striscia di Gaza, ormai sempre più relegate a ultima notizia, per poi tornare in auge ed essere strumentalizzate quando l’eclatante può muovere i consumatori. Gerusalemme non merita neanche questo: semplicemente non esiste. di Simone Ogno La “Città Santa” è da decenni la meta agognata dell’occupazione israeliana, tanto da considerarla “unificata” dopo il 1967, come se la popolazione palestinese non esistesse, come se la spartizione sancita dagli accordi fosse un 'fastidio' passeggero. Ci sono poi i continui sgomberi forzati delle famiglie palestinesi dalle loro abitazioni. Di questo si occupa “ Home Front – Portraits from Sheikh Jarrah ”. Lanciato il 12 ottobre, Home Front è il terzo prodotto della JustVision , progetto visivo sorto nel 2003 e volto a dare risalto alla società civile palestinese e a quegli israeliani che ...
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