domenica 26 febbraio 2017

Juan Cole Netanyahu ha rifiutato l’offerta da parte di Kerry e dei leader arabi di colloqui per la pace globale



 
 
 
 
Netanyahu ha rifiutato l’offerta da parte di  Kerry e dei leader arabi di colloqui per la  pace globale Di Juan Cole 20 febbraio  2017 Nel febbraio dell’an
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20 febbraio  2017
Nel febbraio dell’anno scorso, il Segretario di Stato John Kerry stava cercando di mettere insieme un grandioso accordo di pace tra Israele e il mondo arabo, secondo Aron Heller e Matthew Lee dell’Associated Press.
La proposta, era costruita sul piano di pace arabo del 2002, che offriva a Israele il pieno riconoscimento da parte dei suoi vicini arabi, per il commercio e altri legami, a condizione che rinunciasse ai territori palestinesi che aveva occupato nel 1967 e che sta colonizzando in maniera illegale. Quella iniziativa della Lega Araba del 2002, era stata violentemente rifiutata dall’allora primo ministro Ariel Sharon che era dello stesso partito di estrema destra dalla linea dura, il Likud, da cui proviene l’attuale Primo Ministro Binyamin Netanyahu.
Il piano presumibilmente offriva a Israele pieno riconoscimento come stato ebraico e a Gerusalemme quello di capitale congiunta di Israele e Palestina, con trattati di pace con una varietà molto più ampia di paesi arabi, e la fine delle richieste palestinesi di diritto di ritorno nelle dimore di Israele dalle quali i Sionisti li avevano espulsi nel 1948. In cambio, Israele doveva ritirarsi dalla Cisgiordania dove ha centinaia di migliaia di  occupanti abusivi illegali.
I difensori israeliani di destra si dilungano sempre  sulla presunta disponibilità di Israele di fare pace soltanto se soltanto potesse trovare un partner con cui negoziare.
Kerry stava offrendo loro moltissimi partner di quel genere.
Netanyahu ha rifiutato definitivamente  l’offerta di negoziati a tutto campo.
In un sistema parlamentare, i politici possono restare primi ministri soltanto se mantengono la fiducia dei partiti in parlamento, molti dei quali sono di solito rappresentati al governo. Se parecchi ministri del governo si dimettono per qualche politica e il parlamento dà un voto di sfiducia per cui il membro del parlamento perde per una semplice maggioranza, allora BOOM! Il membro non è più primo ministro.
Nel marzo del 2015, Netanyahu aveva messo insieme un governo dei partiti Likud, Shas, Giudaismo Unito, Jewish Home e Kulanu, che gli danno 61 dei 120 seggi in parlamento.
Dato che Netanyahu è arrivato dove è coltivando i politici più vigliacchi, corrotti, avidi, e rapaci della società israeliana, il suo governo è pieno di coglioni arroganti che preferirebbero di gran lunga avere il profitto di pochi metri quadrati in Cisgiordania che una pace globale. I partiti come “Jewish Home” di Naftalie Bennett, hanno un nucleo importante di elettori che chiedono che gli israeliani occupino e usurpino la terra palestinese in Cisgiordania. Ci si dovrebbe ricordare che il colonialismo è un grosso affare e quindi c’è quello che Rashid Khalidi ha definito un complesso coloniale industriale.
Netanyahu ha pensato di portare il Partito Laburista di centro sinistra (il principale componente della ”Unione Sionista” di Isaac Herzog) nella sua coalizione. Con 24 seggi, avrebbe potuto sostituire “Jewish Home” (8 seggi) e vari altri partiti piccoli.
L’Unione Sionista non è poi così a sinistra ed Herzog stava allora facendo propaganda circa l’impossibilità di attuare in questo periodo una soluzione con due stati, sostenendo che i palestinesi non hanno la capacità di farlo. Dato che questa è la posizione di Netanyahu, questi ha deriso Herzog, dicendo. “Buongiorno Buji, benvenuto in Medio Oriente!’ Herzog è anche fautore della costruzione di altri muri e recinzioni intorno agli insediamenti israeliani, e ha sollecitato una “completa separazione” di israeliani e palestinesi. E quindi, chissà,  forse Herzog non voleva un trattato di pace globale non più di quanto lo volesse Netanyahu.
Il giornale di estrema destra, Jerusalem Post, nel marzo 2016, aveva avvertito che    l’unità nazionale israeliana sarebbe stata necessaria per bloccare le “pericolose” iniziative di Obama in Medio Oriente. Ha osservato che il Vice Presidente Joe Biden
aveva visitato la regione e aveva promosso “un’iniziativa basata sul riconoscimento di Gerusalemme Est come capitale palestinese, la fine di ogni attività di insediamento, il riconoscimento palestinese di Israele come stato ebraico e la rinuncia palestinese al diritto di ritorno dei rifugiati arabi.” Questo è esattamente il piano che sta venendo ora descritto dall’Autorità Palestinese.
Il Jerusalem Post ha fiutato che l’Autorità Palestinese incitava all’uccisione degli israeliani (il che non era vero, era una notizia falsa) e che nessun governo poteva accettare le proposte di Biden perché avrebbero messo in pericolo la sicurezza di Israele. Certamente. Una pace globale con gli stati della Lega Araba condannerebbero, ovviamente e certamente Israele.
Comunque Netanyahu sapeva che se presentava il piano di Kerry al suo gabinetto dei ministri, questi lo avrebbero rifiutato e un numero sufficiente di piccoli partiti    sarebbero potuti uscire, cosicché potrebbe lui stesso avrebbe potuto perdere  anche  la sua maggioranza in parlamento  e quindi decadere dal potere.
Ha quindi preferito non rischiare la sua posizione di potere e  privilegio soltanto per amore della pace.
Riconosciamo soltanto che il Partito Likud e i suoi alleati nella destra non vogliono la pace con gli arabi e hanno sabotato tutte le proposte per quello scopo.
Se si continua a rifiutare la pace, indovinate che cosa si ottiene?
Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo
www.znetitaly.org

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