domenica 22 gennaio 2017

Gaza, la Silicon Valley del Medio Oriente tra bombe e blackout



L'acceleratore Gaza Sky Geeks forma nuovi talenti puntando sul basso costo dell'area e la grande energia dei suoi abitanti
corriere.it|Di Alessio Lana


Anche nei giardini più aridi possono nascere splendidi fiori. Accade a Gaza, terra di conflitti infiniti che ha trovato nuova speranza nella tecnologia. Nonostante la corrente che va e viene, qui è nata Gaza Sky Geeks, spazio di co-working dedicato alla tecnologia. Figlio della Ong Mercy Corps, nasce nel 2011 per far leva sulle enormi risorse di un territorio in cui due terzi dei giovani hanno meno di 24 anni, sono perfettamente alfabetizzati e conoscono l'informatica meglio che in tanti altri Paesi «liberi». L'obiettivo non è solo sviluppare nuove idee imprenditoriali ma anche liberare questa terra dal conflitto e trasformarla in una nuova Silicon Valley. (Foto: Gaza Sky Geeks) due anni dalla nascita, Gaza Sky Geeks fa un salto avanti nel 2013 quando arrivano due nuove persone ad animarlo. La prima è Iliana Montauk, esperta di startup nata proprio nella valle del silicio, Said Hassan, un ex dipendente di Souq.com, il più grande sito di ecommerce della regione. Con loro ecco nascere l'idea di un acceleratore, ovvero un programma progettato per accelerare lo sviluppo di imprese attraverso lo sviluppo di strumenti ad hoc e attrarre di capitali. Nel mondo ce ne sono a centinaia ma per Gaza questa era una vera novità. Al 2014 già 600 imprenditori avevano investito del denaro per aiutare Gaza Sky Geeks a sviluppare le idee più promettenti, tra loro poi si è aggiunto anche un italiano, Gianluca Dettori. Chiaramente la visione avveniristica si riflette anche in una politica aperta e priva di disuguaglianze: la metà degli affiliati di Gaza Sky Geeks sono donne.Finora dall'acceleratore sono uscite diverse idee interessanti. Baskalet è uno studio di sviluppo di videogiochi focalizzato sul pubblico mediorientale, 5QHQH è una piattaforma online per creare e condividere contenuti umoristici in arabo, MockApp offre ai designer delle app per creare e gestire i propri prototipi, KooKies invece è una comunità per amanti dei biscotti in cui vengono condivise le ricette e che consegna a casa gli ingredienti. A rendere competitiva la regione non c'è solo il basso costo - qui un ingegnere costa 4.800 dollari annui contro i 100-150mila della Silicon Valley – ma anche una tempra difficile da trovare altrove. Persone abituate a vivere e lavorare all'interno di un continuo conflitto armato, con blackout improvvisi e privazioni di ogni sorta, «potrebbero effettivamente essere alcuni dei migliori imprenditori al mondo», afferma il co-fondatore di 500 Startups, Dave McClure. Gaza sta diventando un polo di attrazione per tante aziende internazionali. Come riportato dal magazine statunitense Recode, esperti di Uber, Google, SoundCloud, Microsoft, 500 Startups, Endeavor Global, Udacity e Hitachi hanno visitato l'acceleratore e portato il proprio aiuto oltre ovviamente a sondare il territorio. La realtà però torna a incombere su questa che sembra una storia di fantasia. L'acceleratore ha appena lanciato un crowdfunding online per acquistare un generatore e la benzina per alimentarlo. I continui blackout mettono a dura prova il lavoro digitale. Perché dopotutto si è sempre a Gaza.

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