lunedì 24 ottobre 2016

Haaretz : siamo tutti con Hagai El-Add di B'Tselem . L'occupazione deve finire

Sintesi personale



Il discorso del presidente di B'Tselem, Hagai El-Ad al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, dovrebbe essere la piattaforma dell'opposizione per una  risposta alle proposte di annessione e di occupazione del  governo di Benjamin Netanyahu . El-Ad ha centrato il problema:l 'occupazione deve finire. Devono finire i quarantanove anni di miseria palestinese, di repressione, d’insaziabile espansione degli insediamenti israeliani.Tutti dovrebbero ripetere solo una cosa:  è tempo di porre fine all'occupazione .
" 17.898  sono i giorni di occupazione   . Vivere sotto il governo militare significa essere sottoposti a una violenza invisibile, burocratica, quotidiana . Significa vivere sotto un regime di infiniti  permessi che controllano  la vita palestinese dalla culla alla tomba-  Israele controlla il registro della popolazione; Israele controlla i permessi di lavoro; Israele controlla chi può andare all'estero  e chi non può; Israele controlla chi può visitare dall'estero  alcuni villaggi, Israele mantiene le liste di chi può visitare il villaggio  o a chi è permesso coltivare determinati campi . I permessi possono a volte essere negati,i  permessi devono essere sostituiti . L'obiettivo  di Israele è di ottenere il massimo beneficio dalla terra palestinese, riducendo al minimo il fastidio della presenza palestinese . Questo obiettivo mai come ora è stato così palpabile   e basta mezza giornata trascorsa nella West Bank per accorgersene  "
Ciò che El-Ad ha detto all’ONU è necessario che sia ascoltato chiaramente a casa.
La prossima settimana, quando la Knesset inizia la sua nuova sessione, i membri dell'opposizione devono stare sul podio e lanciare lo stesso messaggio: Siamo tutti Hagai El-Ad. Basta e vogliamo porre fine a quest’ occupazione immorale che mette in pericolo Israele.
Se restano in silenzio, non c'è alcuna giustificazione per il loro status ufficiale di essere all'opposizione.
  Yair Lapid (Yesh Atid)   ha attaccato B'Tselem, Isaac Herzog   ( Unione Sionista), ha ignorato il discorso di El-Ad  . In questo modo stanno aiutando Netanyahu e sostenendo la sua politica. Sono turbati dall'occupazione perché è un problema per l'Hasbara israeliana. Ayman Oudeh (Lista comune) e Zahava Galon (Meretz) hanno dato a El-Ad  il supporto adeguato. Ora hanno la possibilità e l'obbligo di portare l'attenzione del pubblico verso il messaggio lanciato da B'Tselem   e non solo limitarsi a difendere il diritto  dell'organizzazione di rivolgersi alle Nazioni Unite.
"L'occupazione deve finire" Questa è la bandiera che deve unire l'opposizione. Coloro che non la sventolano stanno aiutando a rendere permanente lo status quo nei territori.
Haaretz editoriale



'The occupation must end' — that’s the flag that must unite Israel's opposition. Those who don’t wave it are helping make the status quo in the territories…
haaretz.com|Di Haaretz Editorial


The speech by B’Tselem chairman Hagai El-Ad at the United Nations Security Council should be the updated platform of the opposition, in response to Benjamin Netanyahu’s government of occupation and annexation. El-Ad touched the heart of the matter: The occupation must end. Forty-nine years of Palestinian misery and repression, and the insatiable expansion of Israeli settlements, must end. There is no more important national matter, and there is no other matter worthy of the opposition’s attention. Everyone should repeat just one thing: It’s time to end the occupation.
“What about the many ‘ordinary’ days of a 17,898-day-long occupation, which is still going strong?” El-Ad asked. “Living under military rule mostly means invisible, bureaucratic, daily, violence. It means living under an endless permit regime, which controls Palestinian life from cradle to grave: Israel controls the population registry; Israel controls work permits; Israel controls who can travel abroad – and who cannot; Israel controls who can visit from abroad – and who cannot; in some villages, Israel maintains lists of who can visit the village, or who is allowed to farm which fields. Permits can sometimes be denied; permits must always be renewed.”
B'Tselem director Hagai El-Ad addressing the UN Security Council, October 15, 2016. Chelsea Berlin
The conclusion is clear: “Israel’s long-term project to maximize its benefits from Palestinian land while minimizing the nuisance of Palestinian presence there has become even more palpable than perhaps ever before. Admittedly, even just half a day spent in the West Bank has long been more than enough to realize the permanence sought for the enterprise that Israeli governments right, center, and left have been advancing there since 1967.”
The public discussion of El-Ad’s speech focused on the platform where it occurred and on nonsense about National Service volunteers. But what El-Ad said is much more important than where he said it. Instead of remaining within UN protocols, it needs to be heard clearly at home.

Next week when the Knesset begins its new session, opposition members must stand at the podium and deliver the same message: We are all Hagai El-Ad. Enough of this immoral occupation that endangers Israel.
If they are silent, there’s no justification for their official status outside the government.
The opposition is divided. Yair Lapid (Yesh Atid), who attacked B’Tselem, and Isaac Herzog (Zionist Union), who ignored El-Ad’s speech, are helping Netanyahu from outside the coalition and are in practice supporting his policy. They’re troubled by the occupation because it’s a problem for Israeli hasbara. Ayman Oudeh (Joint List) and Zahava Galon (Meretz) gave El-Ad proper backing. Now they have a chance and an obligation to bring the public’s attention to his message, and not just to his right to address the UN.
“The occupation must end” — that’s the flag that must unite the opposition. Those who don’t wave it are helping make the status quo in the territories permanent.

Nessun commento:

Posta un commento