mercoledì 29 giugno 2016

Akiva Eldar: Perchè il Presidente israeliano non è partner per la pace con i palestinesi

 

 





Sintesi personale



Cinque giorni dopo che Netanyahu ha completato l' accordo di riconciliazione con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, partner di Israele nella lotta contro l'Unione europea, ebrei e arabi israeliani  ,  possono ancora una volta affollare    Antalya .   . E 'il modo più sicuro per far loro dimenticare o perdonare il prezzo degli alberghi di lusso utilizzati da  Netanyahu  e  la polemica sulle  residenze  del  primo ministro . Chi si ricorda le osservazioni critiche fatte la settimana scorsa dall'ex ministro della Difesa Moshe Ya'alon contro Netanyahu alla Conferenza di Herzliya e l' atteggiamento  combattiva dell'ex primo ministro Ehud Barak su Canale 2?
L' accordo con la Turchia prevede un allentamento della chiusura di Gaza, un traguardo importante per Hamas  e avrà conseguenze per il  traballante Abbas ' . Concentriamoci quindi sull' incontro che non è avvenuto tra i Rivlin e Abbas .
E 'difficile sopravvalutare l'importanza di questo . Prima di tutto, Rivlin non è il  yes-man o il portavoce di Netanyahu. Il primo ministro, dopo tutto, non ha risparmiato sforzi per impedire a  Rivlin di essere eletto presidente. Il rapporto tra i due è gelido  e ostile. In secondo luogo  le sue opinioni sulla parità di diritti, la libertà di espressione e le relazioni estere di Israele ne fanno  il beniamino del campo liberale di Israele. Dichiarazioni che non c'è un  "partner palestinese" detto  da un  leader considerato moderato, come Rivlin o da  Isaac Herzog, hanno un significato diverso rispetto alle stesse parole pronunicate da Netanyahu e dal ministro della Difesa Avigdor Liberman. Ho sentito un certo numero di israeliani di sinistra   esprimere delusione negli ultimi giorni per questo e per il rifiuto Abbas 'di incontrare Rivlin .
Ora Rivlin è diventato un bene prezioso per la destra. Abbas che ha accusato Israele di un crimine efferato, ha fornito la ciliegina sulla torta che Rivlin ha servito a Netanyahu. Ha concluso il suo discorso di Bruxelles con una falsità : "Solo una settimana fa  un gruppo di rabbini in Israele ha chiesto al  governo di avvelenare l'acqua dei palestinesi ". (Tuttavia , alcuni rabbini estremisti hanno dichiarato che l' uccisione di bambini palestinesi può essere ammessa  proprio in questo mese) Netanyahu ha celebrato  l'anniversario di Gerusalemme liberata  a fianco del rabbino Dov Lior  che si è dichiarato favorevole all'espulsione  degli i arabi israeliani dalle loro case.
Anche dopo che  Abbas ha chiesto scusa per le sue osservazioni, Netanyahu , che non si fa mai mancare l'occasione  di scagliarsi contro i Palestinesi ,ha detto : ."A Bruxelles, Abu Mazen ha mostrato il suo vero volto .  Si rifiuta di incontrare il presidente Rivlin e il primo ministro Netanyahu per negoziare Diffonde diffamazione nel Parlamento europeo,mentre  afferma falsamente che la sua mano è pronta per la pace. "
Supponiamo che Abbas avesse accettato di stringere la mano di Rivlin di fronte a giornalisti e alle  telecamere. Avrebbe dichiarato il premier israeliano che Abbas era pronto alla pace? Dopo tutto, Abbas e anche il leader dell'Olp Yasser Arafat  si sono incontrati con i leader israeliani per 23 anni.  Rivlin , anche se avesse adottato il punto di vista del suo predecessore Shimon Peres, non ha alcuna autorità per offrire ai palestinesi qualcosa .
  Oggi gli  incontri con la leadership palestinese, proprio come con altri leader regionali, non sono destinati a far avanzare un accordo diplomatico sull l'occupazione. Tale disposizione non è in linea con la Grande Terra d'Israele che Rivlin abbraccia apertamente e con le posizioni che Netanyahu nasconde dietro discorsi vuoti. Abbas  avrebbe potuto incontrare un presidente israeliano che il giorno prima ha dichiarato dinanzi al Parlamento europeo che non c'è una leadership palestinese efficace e che i negoziati per un accordo permanente sono destinati a fallire."?
E 'un peccato che un presidente che si dedica a preservare la democrazia all'interno dello Stato di Israele stia perpetuando l'occupazione di milioni di persone . Sicuramente sa che, se Israele non annetterà  i territori della Cisgiordania , esso cesserà di essere uno stato democratico e se lo facesse non sarebbe più uno stato ebraico.
Come ho scritto in precedenza, l'autorità morale di Rivlin nel preservare i valori democratici di Israele è inestimabile,ma non desidero che lui sia accolto tra le braccia di coloro che si oppongono alla pace con i vicini palestinesi. Se vuole incontrare "leader efficaci" Erdogan sarà sicuramente lieto di ospitarlo nel suo palazzo. Con lui  ci siamo già riconciliati.



Prime Minister Benjamin Netanyahu could not have hoped for more: Within less than a week, two high-ranking leaders publicly sided with him. First, President Reuven Rivlin joined the ranks of the prime minister’s spokespeople. The popular Israeli president joined the campaign against Palestinian President Mahmoud Abbas. Netanyahu would have been hard pressed to articulate his opposition to the French peace initiative better than Rivlin did in his June 22 speech to the European Parliament in Brussels.
Summary⎙ Print President Reuven Rivlin, who devotes himself tirelessly to the preservation of Israeli democracy, is lending his image to the perpetuation of Israeli rule over millions of people under occupation.
Author
TranslatorRuti Sinai
Five days later, Netanyahu completed the reconciliation deal with Turkish President Recep Tayyip Erdogan, Israel’s partner in the fight against the European Union. The end of the crisis with Turkey came just in time for the start of the long summer vacation. Masses of Israelis — Jews and Arabs alike  can once again flock to the all-inclusive Antalya resorts. It's the surest way to make them forget or forgive the price of the luxury hotels of which the Netanyahus are particularly fond and the controversy over the prime minister’s residences. Who remembers the critical comments made last week by former Defense Minister Moshe Ya'alon against Netanyahu at the Herzliya Conference and the combative appearance of former Prime Minister Ehud Barak on Channel 2?
The deal with Turkey includes an easing of the closure on Gaza, an important achievement for Hamas with serious implications for Abbas’ shaky standing. Let us focus here on the meeting that wasn’t between Rivlin and Abbas.
It’s hard to overstate the importance of their failure to meet. First of all, Rivlin, as everyone knows, is not Netanyahu’s yes-man or mouthpiece. The prime minister, after all, spared no efforts to prevent Rivlin from being elected president. The relationship between the two is somewhere between frosty and hostile. Therefore, there’s no suspecting the president of serving as the prime minister’s envoy of recalcitrance. Second, his views on equal rights, freedom of expression and Israel’s foreign relations have made him the darling of Israel’s liberal camp. Declarations that there’s “no Palestinian partner” by leaders considered moderate, such as Rivlin and opposition leader Isaac Herzog, are different from when the words are said by Netanyahu and Defense Minister Avigdor Liberman. I heard quite a number of leftist Israelis expressing disappointment in recent days over Abbas' refusal to meet with Rivlin.
Thus, with one meeting that did not materialize, Rivlin became a priceless diplomatic asset for the right wing. Abbas, who accused Israel of a heinous crime, supplied the icing on the cake that Rivlin served Netanyahu. He concluded his Brussels speech with a fabrication: "Just a week ago, a week, a group of rabbis in Israel announced, in a clear announcement, demanding their government, to poison, to poison, the water of the Palestinians.” (However, certain extreme rabbis have expressed that the killing of Palestinian babies can be permissible, and just this month Netanyahu celebrated Jerusalem Day alongside Rabbi Dov Lior, who preached in favor of expelling Israeli Arabs from their homes.)
Even after Abbas apologized for his remarks, the judgment of the Palestinian leader remains in question. Netanyahu may be missing opportunities for peace with the Palestinians, but you will never see him pass up an opportunity to lash out at them. "In Brussels, Abu Mazen showed his true face,” the prime minister announced. “Someone who refuses to meet President Rivlin and Prime Minister Netanyahu for direct negotiations and spreads … libel in the European Parliament falsely claims that his hand is extended in peace.”
Let’s assume that Abbas had agreed to shake Rivlin’s hand in front of the reporters and cameras. Would Netanyahu have said that the Palestinians were extending their hand in peace? After all, Abbas and even PLO leader Yasser Arafat have been meeting with Israeli leaders for 23 years. Even if Rivlin had adopted the views of his predecessor, Shimon Peres, he has no authority to offer the Palestinians a thing.
For years the Israeli public has been force-fed the idea that the importance of meeting with Palestinian leaders is in its very occurrence. Today, one can say that the importance of the meeting is in its non-occurrence. Such meetings with the Palestinian leadership, just as with other regional leaders, are not intended to advance a diplomatic arrangement as a substitute for the occupation. Such an arrangement is not in keeping with the Greater Land of Israel dogma that Rivlin openly espouses and with the positions that Netanyahu conceals behind hollow speeches. Meetings for the sake of photo ops convey a message of business as usual, as if to say that occupier and occupied can clearly co-exist.
And if it ain’t broke, why fix it? “You can see clearly,” opponents of such an agreement would say, “Abbas is even willing to meet with an Israeli president who the day before declared before the European Parliament that there’s no effective Palestinian leadership and that negotiations on a permanent agreement are doomed to fail.”
It’s too bad that a president who dedicates himself to preserving democracy within the State of Israel is lending his prestige to perpetuating Israel’s rule over millions of people under occupation. Surely he knows that if Israel does not annex the West Bank territories, it will cease being a democratic state, and if it does annex them it will no longer be a Jewish state.
As I have written previously, Rivlin’s moral authority in preserving Israel’s democratic values has been priceless. When I urged him, “Run, Ruvi, run. The people of Israel are behind you,” I did not mean for him to run into the arms of those who oppose peace with the Palestinian neighbors. If he wishes to meet “effective leaders,” Erdogan will surely be pleased to host him at his palace. With him, we have already reconciled.

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