venerdì 18 marzo 2016

Rasha Abou Jalal : la nuova legge sul divorzio emargina ulteriormente le donne di Gaza

 



 sintesi personale
The Sharia court in Gaza has ruled that husbands can divorce their wives on grounds of abuse, which also relieves the men of having to pay the women support.
al-monitor.com

 


GAZA CITY, Striscia di Gaza - La Sharia Corte nella Striscia di Gaza   concede al  marito il diritto di chiedere il divorzio se la moglie lo sottopone a abusi fisici o  verbali  . La sentenza ha fatto infuriare la comunità femminista  perché dà al marito la possibilità di divorziare dalla moglie negandole i  diritti garantiti in caso di   divorzio.
Prima della decisione  l'applicazione per il divorzio sulla base di abusi verbali o fisici era  limitata alle donne. Questo perché gli uomini possono divorziare senza fornire una ragione o  una denuncia alla corte. Se una moglie chiede il divorzio dimostrando  l'abuso, ha    diritti garantiti come il mantenimento del "Mahr" (denaro e beni pagati dallo sposo o dalla sua famiglia per la sposa al momento del matrimonio), il diritto di ottenere "mu'akhar" (denaro e beni che  lo sposo è legalmente responsabile di fornire alla moglie, ma non necessariamente al momento del matrimonio) e la ricezione del valore dei loro mobili come concordato nel contratto di matrimonio.
Nel 2015 a Gaza, 20.778 contratti di matrimonio sono stati conclusi mentre 3.281 casi di divorzio sono stati registrati,
Omar Nofal, il presidente della Corte Sharia , ha detto ad Al-Monitor che la nuova decisione è stata emessa per portare "la parità tra uomini e donne", ponendo fine al monopolio delle donne di presentare una causa di divorzio per abuso. Nofal ha sottolineato che la corte ha emesso la decisione dopo che  è diventato chiaro ,in diversi casi di abuso denunciati dalle mogli ,che i mariti erano in realtà le vittime, non le  donne. Ha affermato che ci sono statistiche sul numero di mariti vittime di abusi per mano delle  loro mogli a Gaza.: "Se il marito dimostra che egli è stato oggetto di violenza da parte della moglie, il giudice dà loro un mese per tentare la riconciliazione .  Se non ci riescono il giudice nomina un rappresentante di ogni famiglia per tentare la riconciliazione  Nel caso di insuccesso   la compensazione finanziaria che il marito  dovrà pagare alla moglie, sarà determinata dalla quantità di violenza alla quale è stato sottoposto "
Amal Syam   del Centro   delle donne a Gaza, ha dichiarato che la decisione serve solo gli interessi degli uomini. "Non si raggiunge alcuna parità fra uomini e donne  e incoraggia il  divorzio .La legge palestinese  è sbilanciata a favore degli uomini, un uomo può divorziare dalla moglie ogni volta che vuole  senza una vera ragione e senza presentazione di una querela. In questo caso egli deve solo rispettare i diritti finanziari della moglie. Con  la nuova decisione  un uomo può presentare una causa di divorzio senza  garantire alcun diritto a  sua moglie.. La donna  che denuncia il marito   deve  fornire la prova che è stata sottoposta a violenza e addurre  testimoni. Tali condizioni sono molto difficili da soddisfare per una moglie palestinese che vive in un ambiente sociale chiuso. "
Iyad Shorbaji, un professore di psicologia sociale presso l'University College di Scienze Applicate di Gaza, prospetta che ci sarà  un aumento della violenza contro gli uomini a causa dell' attuale decisione della Corte   Ci  sono mogli che abusano dei loro mariti in quanto sono consapevoli del fatto che i mariti non divorziano perché non sono in grado di gestire l'onere finanziario derivante dal divorzio. Shorbaji ha sostenuto che la nuova decisione è stata emessa per sostenere i mariti. Egli ha anche osservato che una certa violenza verso gli uomini può degenerare fino all'omicidio, ricordando che nel mese di gennaio  un marito è stato accoltellato a morte dalla moglie a Khan Yunis in quello che la polizia ha  definito  un "contenzioso civile.
Parlando ad Al-Monitor, Zeinab al-Ghonaimi,  attivista per i diritti umani, ha espresso la sua insoddisfazione per la decisione. "Noi non stiamo negando che ci sono uomini maltrattati , comunque  una  percentuale molto piccola rispetto alle donne maltrattate. Eppure  il tribunale della Sharia si precipita  a emanare  una legge a loro favore , mentre lascia le donne maltrattate  senza alcun diritto o  leggi per proteggerle . "Lei, come Nofal e Shorbaji, ha notato che la decisione permette in sostanza agli uomini di ottenere un divorzio senza dover fornire il sostegno finanziario alla moglie .
Ghonaimi ha specificato che la violenza contro le donne è aumentata a Gaza. Nel 2011 dati del  Centro palestinese di Statistica  riporta che il 51,1% delle donne a Gaza ha subito violenza  dai loro mariti.
Nofal ha  spiegato che tale legge , già in vigore in Cisgiordania,  è stata decisa  come misura per unificare le leggi tra Gaza e la Cisgiordania." Su questo Ghonaimi ha osservato , "la corte della Sharia a Gaza seleziona le leggi vigenti in Cisgiordania quando serve gli interessi degli uomini. Per esempio   in Cisgiordania   le donne mantengono la custodia dei loro figli fino all'età di 15 anni mentre a Gaza, le donne mantengono la custodia dei loro figli fino all'età di 9 anni . "
Nonostante gli sforzi delle femministe per migliorare la vita delle donne e la parità tra uomini e donne  la decisione della corte sul divorzio  va  nella direzione opposta.


How this new divorce law further marginalizes Gaza's women

GAZA CITY, Gaza Strip — The Higher Sharia Court Council in the Gaza Strip issued a decision Feb. 7 granting a husband the right to file for divorce if his wife subjects him to verbal or physical abuse. The ruling has angered the feminist community, because it gives the husband the opportunity to divorce his wife while denying her rights to which she would otherwise be entitled in a divorce.
SummaryPrint The Sharia court in Gaza has ruled that husbands can divorce their wives on grounds of abuse, which also relieves the men of having to pay the women support.
Author
TranslatorJoelle El-Khoury
Prior to the decision, applying for a divorce based on verbal or physical abuse had been limited to women. This was so simply because men can divorce without providing a reason or even filing suit in court. If a wife filed for divorce and proved abuse, she did so with certain rights guaranteed — such as retention of the “mahr” (money and possessions paid by the groom or his family to the bride at the time of marriage), the right to obtain “mu’akhar” (money and possessions the groom is legally responsible for providing the wife, but not necessarily at the time of marriage) and receipt of the value of their furniture — as agreed upon in the marriage contract.
In 2015 in Gaza, 20,778 marriage contracts were concluded while 3,281 cases of divorce were registered, a rate of 15.8%, according to statistics published by the Sharia court Jan. 24.
Omar Nofal, chairman of the Sharia Appeals Court, told Al-Monitor that the new decision was issued to bring about “equality between men and women" by ending the women's monopoly to lodge divorce proceedings for abuse. Nofal said the court issued the decision after it became clear in several abuse cases lodged by wives that the husbands were in fact the victims, not the women. He said there are no statistics on the number of husbands abused​ at the hands of their wives in Gaza.
He further explained the actions taken when a husband files for divorce because of abuse, stating, “If the husband proved that he was subject to violence by his wife, the judge gives them a month to reconcile, and in case they fail, the judge appoints a representative from each family to reconcile. In case they also fail, the financial compensation that the husband must pay the wife will be determined depending on the amount of violence he was subjected to by his wife, which could reach the point of not giving her any of her due in case of severe and harmful abuse.”
Amal Syam, director of the Women's Affairs Center in Gaza, denounced the decision for only serving men’s interests. “[It] does not achieve any equality between men and women, and it encourages divorce,” she told Al-Monitor. “The Palestinian personal status law is biased in favor of men, as a man can divorce his wife any time he wants, without any reasons given and without filing a lawsuit. In this case, he just has to respect the wife's financial rights. Yet, with the new decision, a man can lodge a divorce lawsuit without fulfilling his wife's rights.”
Syam further noted, “This is while in the case of a wife resorting to her right to divorce for this reason, she will face obstacles — [such as providing] proof that she was subjected to violence and witnesses. Such conditions are very difficult to meet for a Palestinian wife who lives in a closed social environment with her husband.”
There are many loopholes in the personal status law, Syam explained, that allow husbands to avoid respecting a divorced wife's rights and can even force her to waive her rights in exchange for divorce. Syam said, “This is why the judiciary needs to overturn this decision and make major amendments to the law, so that women receive their rights and are protected from violence, instead of issuing new decisions favoring men.”
Iyad Shorbaji, a social psychology professor at the University College of Applied Sciences in Gaza, told Al-Monitor that the court decision points to increasing violence against men as a result of current economic conditions. “There are growing cases of violence against men who reject their wives’ demands for divorce because they are unable to pay them their financial due. Moreover, there are wives who abuse their husbands as they are aware that the husbands will not divorce them because they are unable to manage the financial burden resulting from divorce.”
Shorbaji claimed that the new decision was issued to support the husbands. He also remarked that some violence toward men can escalate to the point of murder, recalling that in January, a husband had been stabbed to death by his wife in Khan Yunis in what police said was a “marital dispute.”
Speaking to Al-Monitor, Zeinab al-Ghonaimi, a human rights activist and director of the Center for Women's Legal Research and Consulting in the Gaza Strip, expressed her dissatisfaction with the decision. “We are not denying that there are battered men, who represent a very small percentage compared to battered women. Yet, the problem is that the Sharia court rushes to give this small number rights, while it leaves battered women without any rights or laws to protect them.” She, like Nofal and Shorbaji, noted that the decision basically allows men to obtain a divorce without having to provide the financial support his wife would otherwise receive.
Ghonaimi said that violence against women has increased in Gaza. “Although the latest statistics on violence in the Palestinian territories was issued in 2011, positive changes have not come about since then. Rather, negative changes have occurred when it comes to violence against women.” The 2011 figures from the Palestinian Central Bureau of Statistics in 2011 show that 51.1% of women in Gaza had been subjected to violence by their husbands.
Nofal offered another reason for the court's ruling, stating, “This decision was based on the existing personal status law in the West Bank, and we decided to implement it as a measure to unify laws between Gaza and the West Bank.” On this, Ghonaimi said, “The Sharia court in Gaza selects laws applicable in the West Bank when serving men’s interests, not all [the laws]. For instance, under the law in the West Bank, women retain custody of their children until the age of 15. This is while in Gaza, women retain custody of their children until the age of 9.”
Despite the feminists’ efforts to improve women's lives and achieve equality between men and women in Gaza, steps like the court's decision on divorce takes matters in the opposite direction.





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