Amira Hass : i palestinesi sono eroici nello sfidare la dittatura israeliana. Davvero non riuscite a vedere?

I  palestinesi sono eroi, e questo è il solo fatto  rilevante , perseguitati  quotidianamente  ogni momento della loro giornata, settimana dopo settimana per decenni. E' eroico vivere in questo  modo e rimanere sani "E chi dice che siamo sani di mente?" I palestinesi chiedono. Bene, ecco la prova: l'auto-ironia.I teppisti delle colline sono solo la ciliegina sulla torta. La maggior parte del lavoro è fatto da teppisti che indossano  guanti di velluto.A differenza delle persone che hanno lanciato il sasso al vice comandante dei vigili, questi sono  ammirati  in Israele. La carne della nostra carne: ufficiali e soldati, giuristi, architetti e imprenditori al servizio dell'esercito, del ministero dell'Interno e del National Insurance Institute, eletti dal popolo  israeliano democaticamente per diventare dittatori dei palestinesi.

In che consiste  la dittatura israeliana sui palestinesi? Non è dato soltanto dal  controllo del loro spazio e dalla creazione di enclavi isolate, non  è dato  soltanto  dal fatto che giovani di  19 anni di età vengono inviati , mascherati e armati fino ai denti ,in  raid militari(560 il mese scorso, secondo il monitoraggio dell'OLP ), non è dato solamente dagli  arresti giornalieri (257 arresti nel mese di novembre) e dai  758 blocchi stradali temporanei  collocati nella  West Bank nello stesso mese. La dittatura non  consistente nemmeno nel  divieto di costruzione per i palestinesi, nell' inventare nuove leggi  ogni giorno per  espellere  e demolire.  Nel  corso del 2011   500 abitazioni palestinesi, pozzi, cisterne,  stalle , servizi igienici ed altre strutture essenziali sono state distrutte . La dittatura è tutto questo insieme e molto altro ancora.

La dittatura di Israele è l'arte del doppio standard (i palestinesi non possono costruire sui loro terreni agricoli in modo da non mettere in pericolo la suddivisione delle zone rurali, ma lo Stato non può legalizzare un avamposto ebraico su terreni agricoli palestinesi). Israele è  campione di ipocrisia e di arroganza ("l'unica democrazia") ("pronto a tornare ai negoziati in qualsiasi momento"). Invece di impazzire di rabbia, i palestinesi sanno che queste caratteristiche faranno male agli  israeliani stessi. Chiunque sia stato danneggiato dalla dittatura israeliana si sente  debole, arrabbiato e disperato,  ogni famiglia a modo suo coltiva umanità e solidarietà,  nonostante le rivalità interne, una distribuzione non equa dell'onere,le  manifestazioni di ignoranza e opportunismo e una  leadership deludente. La  capacità di rimanere flessibile , di  dar prova di moderazione saggia  costituisce il  coraggio popolare  di routine  e si trasformerà  in tempo utile in una forma popolare  di resistenza collettiva.
I palestinesi sono eroi, e questo non è semplicemente una frase d'effetto .E 'un dato di fatto, un messaggio indirizzato  alle persone che chiudono gli occhi  e sono molti. Coloro che chiudono gli occhi lo fanno perché cercano la normalità. Quello che non si vede non esiste e non li disturba.Israele  anela che  i palestinesi spariscano, restino  in silenzio e infine si arrendano . Ma il coraggio palestinese continuerà a contrastare i desideri di normalità israeliana.(sintesipersonale)

Allegati

1  Di Neve Gordon: la barriera di separazione ha alienato i due popoli favorendo chi vuole che l'altro sia un eterno nemico



2  Tratto dal quotidiano Haaretz, 30/08/06  Davvero non riuscite a vedere? di Amira hass


Lasciamo da parte quegli israeliani la cui ideologia sostiene che l’espulsione della popolazione palestinese dalle sue terre è giusta perché “Dio ci ha prescelto”. Lasciamo da parte i giudici che danno copertura ad ogni politica militare volta ad uccidere e a distruggere. Lasciamo da parte i comandanti militari che deliberatamente imprigionano un intera nazione in recinti circondati da mura, fortificati da torrette, pistole, filo spinato proiettori di luce accecanti. Lasciamo da parte i ministri. Tutti questi non vengono presi in considerazione come collaboratori. Coloro sono gli architetti, i pianificatori, i disegnatori, gli esecutori.


Ma ce ne sono altri. Storici e matematici, editori famosi, star dei media, psicologi e dottori di famiglia, avvocati, che non vogliono sostenere Gush Emunin e Kadima, insegnanti ed educatori, amanti delle escursioni e delle canzoni di gruppo, maghi dell’high tech. Dove siete? E che ne è di voi, studiosi del Nazismo, dell’Olocausto e dei Gulag sovietici? Potreste davvero essere favorevoli a leggi sistematicamente discriminanti? Leggi che dichiarano che gli Arabi della Galilea non saranno neanche compensati dai danni della guerra con la stessa cifra che compete ai loro vicini ebrei (Aryeh Dayan, Haaretz, 21 Agosto).


E’ possibile che siate tutti a favore di una legge di cittadinanza razzista che proibisce agli arabi israeliani di vivere con le loro famiglie nelle proprie case? Che continuate con l’espropriazione delle terre e la demolizione di ulteriori frutteti, per la costruzione di un nuovo blocco di insediamenti e per un'altra strada solo ed esclusivamente per gli ebrei? Che tutti sosteniate i bombardamenti e l’uccisione di vecchi e giovani nella Striscia di Gaza? E’ possibile che tutti voi concordiate sul fatto che un terzo della Cisgiordania (La Valle del Giordano) dovrebbe essere off limit per i palestinesi? Che tutti sosteniate una politica israeliana che proibisce a decine di migliaia di palestinesi che hanno ottenuto una cittadinanza straniera di ritornare dalle loro famiglie nei territori occupati?


Possibile che la vostra mente abbia accettato un lavaggio del cervello in nome della sicurezza, usata per impedire agli studenti di Gaza di studiare terapia dell’occupazione a Betlemme e medicina ad Abu Dis, e impedendo alle persone malate di Rafah di ricevere cure mediche a Ramallah? Trovereste altrettanto facile nascondersi dietro la spiegazione “noi non ne abbiamo idea”: non avevamo idea che la discriminazione attuata nella distribuzione dell’acqua – che è esclusivamente controllata da Israele – lasci migliaia di famiglie palestinesi senza acqua durante i caldi mesi estivi; non avevamo idea che quando l’IDF blocca l’entrata dei villaggi, blocca anche i loro accessi alle fonti o alle cisterne d’acqua.


Ma non può proprio essere che non vediate i cancelli di ferro lungo la superstrada 344 in Cisgiordania, che bloccano l’accesso ai palestinesi dei villaggi che percorre. Non è possibile che sosteniate l’impedimento dell’accesso a migliaia di contadini alle loro terre e piantagioni, che sosteniate la quarantena di Gaza che impedisce l’entrata di medicinali per gli ospedali, il disagio elettrico e la fornitura d’acqua a un 1.4 milioni di esseri umani, chiudendo il loro unico accesso al mondo per mesi.


E’ possibile che non sappiate che cosa stia succedendo a 15 minuti dalle vostre facoltà e dai vostri uffici? E’ plausibile che sosteniate il sistema in base al quale i soldati ebrei, ai checkpoint nel cuore della Cisgiordania, lascino decine di migliaia di persone aspettare ogni giorno per ore e ore sotto il sole cuocente, mentre selezionano: ai residente di Nablus e Tul Karm non è permesso passare, dai 35 anni in giù, yallah, tornate a Jenin, ai residenti del villaggio di Salem non è neanche permesso trovarsi qui, una donna malata che salta la fila deve imparare la lezione e sarà deliberatamente trattenuta per ore. Il sito di Machsom Watch’s è accessibile a tutti; in esso sono raccolte innumerevoli testimonianze e peggio, la routine del giorno dopo giorno. Ma non può essere che coloro che impallidiscono per ogni svastica dipinta su una tomba in Francia e per ogni titolo antisemita apparso nei giornali locali spagnoli non sappiano come ottenere queste informazioni, e che non impallidiscano e si sentano oltraggiati.


Come ebrei tutti godiamo del privilegio datoci da Israele, e ciò ci rende tutti collaboratori. La questione è che cosa fa ognuno di noi nella propria vita quotidiana, in modo diretto o indiretto, per minimizzare la cooperazione con un regime che opprime ed espropria e che non si sazia mai. Firmare una petizione e scalpitare non servirà. Israele è una democrazia per i suoi ebrei. Le nostre vite non sono in pericolo, non saremo imprigionati nei campi di concentramento, i nostri mezzi non saranno danneggiati e la ricreazione nella campagna o all’estero non ci sarà negata. Per questo, il peso della collaborazione e di una diretta responsabilità è inequivocabilmente pesante.

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