CONSIGLIO ECUMENICO CHIESE CONDANNA DECRETI sulla deportazione


Costernazione” è la parola usata dal Consiglio ecumenico delle Chiese (Cec-Wcc) di fronte ai nuovi decreti delle Forze armate israeliane che ridefiniscono la nozione di “infiltrati” ovvero, secondo la definizione di Israele qualsiasi individuo entrato illegalmente nei Territori occupati. “Ci saranno conseguenze per decine di migliaia di palestinesi che rischiano di essere confinati nelle loro città e villaggi, alimentando un clima di paura nei Territori occupati (…) Migliaia di individui verranno ingiustamente considerati come criminali” ha detto Olav Fykse Tveit, segretario generale del Cec, espressione di 349 Chiese e gruppi religiosi mondiali. Secondo un recente emendamento israeliano, verranno considerate irregolare anche le persone presenti nei Territori ma prive di “permessi”. “Per nessuno, nemmeno per i palestinesi, deve venir meno il diritto a circolare e a condurre una vita normale” ha sottolineato il reverendo Tveit, teologo norvegese della Chiesa luterana, chiedendo al governo israeliano di “abrogare immediatamente il decreto perché esso viola la IV Convenzione di Ginevra e il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici”. Da quando l’ordine è entrato in vigore, nelle scorse settimane, sono stati espulsi dalla Cisgiordania e deportati a Gaza quattro i palestinesi . Le autorità della Striscia di Gaza, sotto totale embargo israeliano e egiziano sulla frontiera sud, hanno annunciato la decisione di rifiutare l’ingresso dei deportati, "per indurre Israele a desistere da tale politica illegale".[CC]


da misna
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