Aggiornamento : giorno 12. Sabato scorso, inoltre, un bombardamento israeliano aveva già colpito due piani dell’ospedale.



LIVE. GAZA/ISRAELE. Giorno 12. Ospedale bombardato, è scontro sulle responsabilità, palestinesi insistono: “è stato Israele”






AGGIORNAMENTI 18 OTTOBRE

ORE 17.30

Il vescovo anglicano di Gerusalemme, Hosam Naoum, ha confermato che l’ospedale Al-Ahli di Gaza, gestito dalla Chiesa episcopale, aveva ricevuto almeno tre ordini di evacuazione da parte dei militari israeliani prima del bombardamento di ieri. Sabato scorso, inoltre, un bombardamento israeliano aveva già colpito due piani dell’ospedale. Naoum ha aggiunto che l’esplosione di ieri sera ha anche squarciato una chiesa al centro di un cortile attiguo dove si erano rifugiati molti palestinesi.

Un nuovo scambio di colpi tra Hezbollah e Israele è in corso lungo la Linea Blu di demarcazione col Libano, secondo quanto riferito da testimoni oculari sul posto e da media locali libanesi. Hezbollah ha rivendicato l’attacco con razzi teleguidati contro postazioni israeliane vicino a Naqura, la base che ospita il quartiere generale della missione Onu (Unifil). Israele ha risposto sparando colpi di artiglieria in direzione delle postazioni mobili di Hezbollah nei pressi di Labbune e Alma Shaab. Altri scontri sono in corso nel settore orientale della Linea di demarcazione, nei pressi delle Colline di Kfar Shuba e delle Fattorie di Shebaa.

ORE 17

La ONG Adalah, Centro legale per i diritti delle minoranze arabe in Israele denuncia che la polizia fa uso di “mezzi illegali e violenti” per disperdere le manifestazioni di chi, in Israele, chiede la fine del bombardamento della Striscia di Gaza. In particolare, l’associazione fa riferimento a un video, pubblicato dall’account Tik Tok ufficiale della polizia israeliana, in cui il commissario Yaakov Shbtai fa una serie di dichiarazioni “razziste e provocatorie”. Dice, tra le altre cose, che prenderà parte personalmente al trasferimento forzoso nella Striscia dei manifestanti che sostengono Gaza. Lo stesso commissario di polizia ha emesso una direttiva che vieta tutte le manifestazioni a sostegno del popolo palestinese di Gaza.

Gli Stati Uniti, intanto, mettono il veto sulla Risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU proposta dal Brasile che chiedeva una “pausa umanitaria” per aiutare i palestinesi che da 12 giorni subiscono i bombardamenti israeliani della Striscia di Gaza. Ma il presidente Biden annuncia che saranno stanziati dagli USA 100 milioni di dollari per gli aiuti umanitari a Gaza e in Cisgiordania.

Netanyahu ha dichiarato che, su richiesta del presidente degli Stati Uniti Joe Biden, Israele consentirà l’ingresso di aiuti umanitari a Gaza, a 3 condizioni:che passino solo dell’Egitto – niente entrerà da Israele fino a quando tutti gli ostaggi di Hamas non saranno consegnati;
purché siano solo acqua, cibo e medicine;
che raggiungano solo la zona meridionale di Gaza

Il presidente israeliano ha anche dichiarato che chiederà alla Croce Rossa di visitare tutti gli ostaggi.

Due giovani palestinesi, di 16 e 18 anni, sono stati uccisi oggi da colpi d’arma da fuoco esplosi dai militari occupanti nella località cisgiordana di Shuqba, situata a poca distanza da Ramallah.

L’Arabia Saudita ha invitato tutti i suoi cittadini a lasciare immediatamente il Libano.



ORE 14.45

Il bilancio di palestinesi uccisi a Gaza dai bombardamenti israeliani è stato aggiornato a 3478, i feriti sono oltre 12mila. Il ministero della salute ha precisato che 471 palestinesi sono morti nell’esplosione che ieri ha distrutto l’ospedale Ahli di Gaza city. Il ministro degli Esteri dell’Anp Riad Malki ha accusato Israele di aver bombardato “intenzionalmente” l’ospedale e affermato che i residenti della Striscia “sono sottoposti a genocidio”. Malki ha aggiunto che la comunità internazionale sta permettendo a Israele di uccidere senza limiti con lo “slogan dell’autodifesa. Israele questa mattina, con una conferenza stampa del portavoce militare, ha negato il suo coinvolgimento e accusato il Jihad islami di aver lanciato un razzo malfunzionante che avrebbe colpito l’ospedale.

Decine di razzi sono stati lanciati da Gaza questo pomeriggio contro Bersheeva e altre località del sud di Israele. Non si segnalano feriti.



ORE 11.15

Il Ministro della Sanità palestinese comunica che sono più di 3.300 le vittime palestinesi a Gaza. Aggiungendo che nella Striscia vi è una grave carenza di medicinali e un grave problema di accesso agli ospedali, mentre le interruzioni dell’acqua e il deterioramento del sistema fognario aumentano i rischi della diffusione delle malattie trasmissibili.

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, in queste ore in visita in Israele, ha dichiarato in merito al bombardamento dell’ospedale di Gaza che “sulla base di quello che ho visto, non siete stati voi, sembra che sia opera dell’altra squadra“. Biden ha confermato il totale appoggio a Netanyahu, dichiarando che gli USA forniranno a Israele tutto ciò di cui ha bisogno per difendersi durante la guerra a Gaza.



ORE 11.00

Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha dichiarato in una conferenza stampa che l’Egitto non è disposto ad accogliere i palestinesi che Israele vorrebbe fuori dalla Striscia di Gaza. “Se i palestinesi vengono trasferiti in Egitto, l’operazione militare avviata da Israele potrebbe durare per anni e anni. Dunque sarebbe l’Egitto a pagarne le conseguenze e il Sinai diverrebbe una base per le operazioni contro Israele. L’Egitto verrebbe etichettato come base per i terroristi”, ha detto al-Sisi, aggiungendo che Israele ha il deserto del Negev e che potrebbe portare lì i palestinesi sfollati “fino a quando non finisce di fare ciò che vuole fare con i combattenti nella Striscia di Gaza, per poi restituirla ai palestinesi”.

“Tagliare energia, acqua e elettricità è un mezzo per trasferire con la forza i palestinesi nella penisola del Sinai, cosa che rifiutiamo totalmente”.



ORE 10.50

Il Jihad Islami respinge le accuse di Israele sulla responsabilità dell’esplosione all’ospedale di Gaza: “gli ospedali nella Striscia di Gaza hanno ricevuto avvisi di evacuazione prima di essere colpiti dai bombardamenti ma nessuno nella comunità internazionale è intervenuto”, aggiungendo che “Israele sta diffondendo versioni contraddittorie degli eventi: il Ministero degli Esteri israeliano ha detto che l’ospedale ospitava armi e che l’esplosione è avvenuta dal punto in cui sono state lanciate, mentre l’esercito dice che l’esplosione è stata il risultato di un lancio fallito da parte della Jihad islamica. Proprio come accaduto altre volte in passato, Israele nega la responsabilità dei crimini commessi. Esattamente come per l’uccisione della giornalista Shireen Abu Akleh”.

Pagine Esteri, 18 ottobre 2023. Ieri sera il bombardamento dell’ospedale al-Ahli di Gaza City ha causato almeno 500 morti. Alcuni portavoce israeliani hanno dapprima rivendicato l’attacco, come ha fatto Hananya Naftali, portavoce social del premier israeliano Banjamin Netanyahu, che dopo l’esplosione all’ospedale ha pubblicato un messaggio sul suo canale Telegram in cui ha scritto: “L’aeronautica israeliana ha colpito una base terroristica di Hamas all’interno di un ospedale a Gaza. Molti terroristi sono morti. È straziante che Hamas lanci razzi da ospedali, moschee, scuole e utilizzi i civili come scudi umani”.

Dopo qualche ora, però, le forze armate israeliane hanno negato di aver svolto un’operazione militare sull’ospedale e hanno rilasciato la propria versione ufficiale, secondo la quale sarebbe stato un razzo della Jihad Islami, sparato da Gaza, a cadere per errore sulla struttura che ospitava migliaia di feriti, compiendo una strage.

Questa mattina il portavoce dell’esercito israeliano, Daniel Hagari, ha rilasciato una dichiarazione: “Secondo la nostra intelligence, Hamas ha controllato i rapporti e ha capito che si trattava di un errore della Jihad islamica palestinese, quindi ha lanciato una campagna mediatica globale con un numero gonfiato di vittime“.

L’Ambasciatore Palestinese alle Nazioni Unite, Riyad Mansour, ha accusato il presidente Netanyahu di essere un bugiardo: “Il portavoce israeliano dell’esercito ha emanato una settimana fa un ordine che diceva di evacuare l’ospedale perché era un obiettivo. E infatti lo hanno colpito una settimana fa. Hanno detto ‘evacuate altrimenti vi colpiamo’ e così hanno fatto. È inutile inventare storie”.







Quando la notizia della strage ha cominciato a diffondersi, manifestazioni e proteste si sono tenute in Cisgiordania e in diversi Paesi Arabi. A Ramallah i dimostranti hanno cantato slogan contro il presidente palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) e hanno colpito a sassate una autovettura delle forze di sicurezza dell’Autorità Palestinese. Queste ultime hanno risposto sparando sulla folla.

In Giordania è stata presa d’assalto l’ambasciata israeliana.

Israele ha inviato un nuovo ordine di evacuazione per la popolazione palestinese del nord di Gaza, intimandole di spostarsi verso il sud della Striscia.

Dopo la strage all’ospedale di Gaza la Giordania ha annullato la visita, prevista per oggi, del presidente degli Stati Uniti Joe Biden. Il leader USA incontrerà in mattinata Netanyahu per riconfermare il sostegno incondizionato a Israele. Avrebbe dovuto incontrare in Giordania i leader palestinesi e quelli egiziani.

Il portavoce del ministero degli Esteri russo ha chiesto a Israele di rilasciare le immagini satellitari dell’area di Gaza colpita ieri, per verificare la versione secondo cui non sarebbe stato un bombardamento delle IDF a distruggere l’ospedale.

Durante la notte non si sono fermati i raid aerei israeliani, che hanno ucciso almeno altri 37 palestinesi nel campo profughi di Jabalia, nel nord di Gaza. Pagine Esteri









“Operazione Al-Aqsa Flood” 12° giorno: si chiede il cessate il fuoco a Gaza dopo che Israele ha bombardato l’ospedale

Vittime:


Gaza: 3.478 morti, 12.000 feriti
Cisgiordania: 62 morti, 1.250 feriti
Israele: 1.403 morti, 3.800 feriti



Sviluppi chiave:

· Funzionari delle Nazioni Unite, 22 paesi arabi e rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti si uniscono alle crescenti richieste per un cessate il fuoco immediato a Gaza.

· Israele bombarda l'ospedale Al-Ahli di Gaza City, scatenando l'indignazione internazionale .

· Ministero della Sanità palestinese: 471 morti nei bombardamenti negli ospedali, 314 feriti, di cui 28 in condizioni critiche.

· Israele nega l’attentato all’ospedale, additando invece i gruppi palestinesi. I giornalisti sottolineano le “prove” video ora cancellate, fornite dall'esercito che contrastavano le affermazioni dell'esercito stesso.

· I funzionari dell’ospedale Al-Ahli affermano che l’esercito israeliano ha lanciato missili “abbattendo il tetto” sull’ospedale giorni prima e ha chiamato i funzionari dell’ospedale i giorni prima dell’attentato, affermando “vi abbiamo avvertito di evacuare due volte”.

· Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden arriva in Israele, incontra Netanyahu e mette in dubbio il bombardamento israeliano dell’ospedale, dicendo: “Sembra che sia stato fatto dall’altra squadra”.

· Il re giordano Abdullah II e il presidente egiziano Abdelfattah al-Sisi continuano a respingere la questione dell’accoglienza dei rifugiati di Gaza, affermando che è “la linea rossa”.

· Israele rinnova l'ordine agli abitanti di Gaza di spostarsi nel sud di Gaza. Israele bombarda da giorni il sud di Gaza, comprese Rafah e Khan Younis, dove decine di migliaia di persone hanno cercato rifugio dal nord di Gaza.

· Notizie Wafa: 55 palestinesi uccisi negli attacchi aerei israeliani su Gaza mercoledì mattina, comprese 12 persone uccise a Khan Younis in un attacco aereo su un edificio residenziale.

· L’esercito israeliano dice agli abitanti di Gaza di andare a sud dove gli aiuti “saranno forniti secondo necessità”, ma non chiarisce come gli aiuti verranno fatti entrare nella Striscia, che è sotto “assedio totale” dal 7 ottobre.

Crescono le pressioni per un cessate il fuoco immediato


Stanno aumentando le richieste per un cessate il fuoco immediato a Gaza, sulla scia del devastante attentato all’ospedale israeliano nella notte di martedì 17 ottobre, che i funzionari sanitari di Gaza hanno descritto come un “massacro”.

Mercoledì mattina, 18 ottobre, il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha chiesto un cessate il fuoco immediato, condannando la “punizione collettiva” dei palestinesi.

Insieme agli appelli per un cessate il fuoco, Guterres ha chiesto l’immediato ingresso di aiuti umanitari di emergenza a Gaza, che è stato impedito da Israele per più di una settimana, nonostante i numerosi avvertimenti delle Nazioni Unite e delle agenzie per i diritti umani : la situazione umanitaria a Gaza è catastrofica a causa alla mancanza di cibo, acqua ed energia.

Guterres ha anche chiesto il rilascio immediato e “incondizionato” dei prigionieri israeliani e stranieri detenuti da Hamas e altri gruppi a Gaza. Hamas avrebbe offerto martedì notte di liberare tutti i prigionieri civili a Gaza, sia israeliani che stranieri, in cambio dell'immediata cessazione delle offensive aeree israeliane.

Gli appelli di Guterres per un cessate il fuoco fanno parte di un crescente coro di funzionari e leader americani e internazionali.

Mercoledì anche ventidue paesi arabi alle Nazioni Unite si sono uniti alla richiesta di un cessate il fuoco immediato a Gaza. L’ambasciatore palestinese delle Nazioni Unite Riyad Mansour ha affermato che gli stati arabi sono “indignati da questo massacro”, riferendosi all’attentato all’ospedale. Mansour ha anche aggiunto che gli stati arabi sono “uniti” nelle loro richieste per la consegna immediata di aiuti umanitari a Gaza e nel loro rifiuto dello “spostamento forzato” dei palestinesi a Gaza.

Martedì 17 ottobre, il relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto alla salute, Tlaleng Mofokeng, ha sollecitato un cessate il fuoco immediato e l’accesso umanitario a Gaza, affermando: “Tutte le parti in conflitto e i loro partner internazionali devono garantire un accesso rapido e senza ostacoli alle forniture umanitarie essenziali. , compresi cibo, acqua e medicine, carburante ed elettricità”.

Mofokeng ha aggiunto che le infrastrutture mediche di Gaza sono state “irreparabilmente danneggiate” e che il settore sanitario è a un “punto di rottura” mentre la Striscia continua a subire bombardamenti costanti, ma nessun aiuto di emergenza.

All’inizio di questa settimana, un gruppo di membri della Camera Democratica ha presentato una risoluzione che invita l’amministrazione Biden a spingere per un cessate il fuoco immediato e per la consegna urgente di aiuti umanitari a Gaza.

Biden visita Netanyahu dopo l'attentato all'ospedale e riafferma il suo sostegno

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden è arrivato in visita in Israele mercoledì, poche ore dopo il bombardamento di un ospedale palestinese a Gaza che ha suscitato indignazione locale, regionale e internazionale.

Biden ha rilasciato una dichiarazione poco dopo l'attentato, dicendo di essere "indignato e profondamente rattristato" da quella che ha definito una "esplosione" all'ospedale Al-Ahli di Gaza City. Ha aggiunto che stava dando istruzioni alla sua squadra di sicurezza nazionale di “continuare a raccogliere informazioni su ciò che è successo esattamente”.

Ma mercoledì mattina, quando Biden ha incontrato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a Tel Aviv, sembrava che il presidente americano avesse già preso una decisione, dicendo: “Sembra che sia stato l’altra squadra, non tu. Ma alcune persone non ne sono sicure”.

Le dichiarazioni di Biden erano in linea con la narrativa ufficiale del governo e dell'esercito israeliano, secondo la quale un razzo lanciato male dalle fazioni palestinesi di Gaza avrebbe causato l'attentato all'ospedale. L’esercito israeliano finora non è riuscito a fornire prove concrete delle sue affermazioni.

Inizialmente Israele ha affermato di avere una prova video della mancata accensione, pubblicando un video sui suoi social media che pretendeva di mostrare la prova che un razzo PIJ aveva causato l'attentato. Ma il post è stato successivamente cancellato dopo che i giornalisti hanno notato che i timestamp sul video non corrispondevano ai dettagli dell’evento pubblicamente noti.

Con il passare della giornata di mercoledì, la linea ufficiale degli Stati Uniti stava diventando chiara: nonostante le orribili atrocità avvenute solo poche ore prima, l’amministrazione Biden stava ancora offrendo un sostegno incrollabile a Israele, optando per sostenere il continuo bombardamento militare di Israele su Gaza invece di sostenere allentamento della tensione e cessate il fuoco.

Qualsiasi speculazione secondo cui l’attentato all’ospedale avrebbe potuto cambiare il tono dell’America e dell’amministrazione Biden, che è stata inequivocabile nel suo sostegno a Israele dal 7 ottobre, è stata rapidamente messa a tacere mercoledì quando Biden ha incontrato il gabinetto di guerra d’emergenza israeliano.

Alla riunione di gabinetto Biden ha spiegato che gli Stati Uniti “continueranno a sostenere Israele mentre lavorate per difendere il vostro popolo”, e ha detto a Netanyahu e ad altri funzionari israeliani, “non siete soli”.

“Continueremo a lavorare con voi e con i partner in tutta la regione per prevenire ulteriori tragedie per civili innocenti”, ha chiarito Biden, spostando ancora una volta l’attenzione su Hamas, dicendo: “sulla scia dello spaventoso attacco terroristico di Hamas, brutale, disumano – quasi oltre ogni immaginazione quello che hanno fatto: questo gabinetto si è riunito ed è forte, unito. E voglio che tu sappia che non sei solo. Non sei solo."

Biden ha anche continuato dicendo che gli Stati Uniti stanno al fianco di Israele nella sua “difesa di quella libertà, nel perseguimento di quella giustizia e a sostegno di quella pace, oggi, domani e sempre, ve lo promettiamo”. Inizialmente Biden avrebbe dovuto recarsi in Giordania dopo il viaggio in Israele per incontrare il re Abdullah II di Giordania, il presidente egiziano Abdel Fattah el-Sisi e il presidente dell'Autorità palestinese Mahmoud Abbas per discutere della situazione umanitaria a Gaza, ma la tappa giordana del paese il viaggio è stato annullato, secondo quanto riferito, dal re Abdullah II, dopo il bombardamento dell'ospedale.

"Dopo essersi consultato con il re Abdullah II di Giordania e alla luce dei giorni di lutto annunciati dal presidente Abbas dell'Autorità palestinese, il presidente Biden rinvierà il suo viaggio in Giordania e l'incontro previsto con questi due leader e il presidente egiziano Sisi", si legge nella nota. Lo ha affermato un funzionario della Casa Bianca in un comunicato.

Secondo le informazioni disponibili nella stampa, Biden non sembra aver esercitato pressioni su Israele, né tanto meno menzionato, l'apertura dei valichi di frontiera per consentire l'ingresso di aiuti umanitari a Gaza.

Scoppiano le proteste per l'attentato agli ospedali in Cisgiordania, Medio Oriente

Le proteste per il bombardamento israeliano di un ospedale a Gaza martedì notte sono scoppiate in tutta la regione, e le proteste continuano da martedì sera fino a mercoledì.

Sono state segnalate manifestazioni di massa in Giordania, Iran, Iraq, Libano, Tunisia, Libia, Marocco, Yemen e Turchia. Migliaia di manifestanti in Turchia e Giordania hanno manifestato davanti alle missioni e alle ambasciate israeliane in quei paesi, con i manifestanti in Giordania che hanno tentato di assaltare l'ambasciata israeliana sia martedì che mercoledì.

Mercoledì centinaia di manifestanti giordani si sono radunati anche davanti all'ambasciata americana ad Amman, mentre cantavano a sostegno della liberazione palestinese. Secondo Al Jazeera, i manifestanti chiedevano anche l'espulsione dell'ambasciatore israeliano dalla Giordania e la revoca dei trattati di pace esistenti tra Giordania e Israele.

Nella Cisgiordania occupata, martedì sera è stato annunciato uno sciopero generale e tre giorni di lutto in tutto il territorio dopo l'attentato all'ospedale. I palestinesi sono scesi in piazza a Ramallah, Jenin, Betlemme, Hebron, Tulkarem e Nablus. A Ramallah, il fulcro centrale dell’Autorità Palestinese, i manifestanti hanno manifestato martedì sera nel cuore della città, cantando contro il presidente palestinese Mahmoud Abbas, chiedendo il rovesciamento di Abbas e del suo governo. Altri manifestanti hanno denunciato il loro governo definendolo “collaboratori”.

Le forze di sicurezza dell'Autorità Palestinese (PASF) hanno represso i manifestanti con gas lacrimogeni e granate stordenti, e alcuni testimoni oculari riferiscono che le forze dell'Autorità Palestinese hanno sparato proiettili veri contro i manifestanti, che hanno lanciato pietre contro le forze dell'Autorità Palestinese. Nella città di Jenin, nel nord della Cisgiordania, le riprese video hanno mostrato le forze dell’Autorità Palestinese che sparavano proiettili veri contro i manifestanti, riportando diversi feriti.

Le proteste non si sono fermate mercoledì, con altre manifestazioni segnalate a Ramallah, Nablus, Jenin, Hebron, Tulkarem e Gerusalemme. A Hebron, i video mostravano i manifestanti che chiedevano la caduta del presidente Mahmoud Abbas. A Nablus, secondo alcuni rapporti, la PASF ha represso le proteste, scatenando scontri con i manifestanti, compresi scontri armati.


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