Haaretz : NELL'ISRAELE DI NETANYAHU, SE EBREO, ANCHE UNO STUPRATORE È PRIVILEGIATO





Haaretz - 1 agosto 2023

La Knesset (Parlamento) soffre di kahanismo maligno. Domenica ha varato una legge estranea alla riforma giudiziaria, il cui processo legislativo non ha incontrato opposizione pubblica o parlamentare e non ha fatto indignare le masse di protesta che manifestano nelle strade. Eppure non è meno pericolosa per la democrazia della riforma giudiziaria, e dimostra che i processi autocratici sono in pieno svolgimento.
Questa legge raddoppia la pena per motivazioni razziali di un reato sessuale nel caso in cui sia stato commesso da cittadini non ebrei. "Un uomo ebreo ultraortodosso che violenta una ragazzina di 12 anni causa meno ferite o danni di un uomo arabo palestinese che violenta una ragazzina di 12 anni?", ha chiesto l'organizzazione femminista israeliana Haredi Nivcharot, e giustamente, in un documento di posizione presentato alla Commissione per la Sicurezza Nazionale della Knesset, in collaborazione con la Commissione della Knesset sulla Condizione delle Donne e l'Uguaglianza di Genere, mentre il disegno di legge era in fase di stesura. A partire da questa settimana, la risposta alla domanda è: in Israele "sì".
Ancora una volta è diventato chiaro che quando si tratta di odiare gli arabi, siamo davvero fratelli. Questo disegno di legge, con il suo spirito di supremazia ebraica, è stato presentato dai parlamentari Limor Son Har-Melech e Yitzhak Kroizer del Partito Otzma Yehudit (Potere Ebraico) insieme ad alcuni dei loro presunti rivali dell'opposizione: i parlamentari Yulia Malinovsky, Evgeny Sova e Sharon Nir di Yisrael Beiteinu. Orribilmente, questa legge immorale, che adegua la punizione alla "razza" dell'autore del reato, una punizione per uno stupratore ebreo e un'altra per uno stupratore arabo, è il risultato di una cooperazione trasversale.
Chiunque pensi che solo i membri del Partito Yisrael Beiteinu (Israele la Nostra Patria) di Avigdor Lieberman siano apparentemente tornati ai loro modi razzisti dovrebbe guardare il conteggio dei voti. Il disegno di legge è stato sostenuto da 39 legislatori, tra cui i deputati di Yisrael Beiteinu e la parlamentare Pnina Tamano-Shata del Partito di Unità Nazionale. Solo sette parlamentari si sono opposti, e l'unico di quei sette che non appartiene a un partito arabo è stato Gilad Kariv del Partito Laburista. Tutti gli altri parlamentari del Partito Laburista, di Unità Nazionale e Yesh Atid (Futuro) semplicemente non si sono preoccupati di partecipare al voto.
"Non riesco a capire i parlamentari di Yesh Atid e del Partito di Unità Nazionale, che sanno che questa legge fa parte di una campagna condotta dalle forze kahaniste qui presenti, ma hanno scelto di lasciare la sessione", ha detto Kariv, che ancora una volta (come nel voto sull'estensione della cosiddetta legge sui comitati di ammissione) si è dimostrato l'unico uomo giusto a Sodoma. "Siamo nel mezzo di una grande battaglia per fermare questa ondata kahanista, questo tsunami, ma è contrastata solo da questo trucco di non partecipare al voto", ha aggiunto.
Kariv aveva ragione. Tutte quelle persone che si definiscono democratiche ma hanno abbandonato la sessione in un momento in cui la Knesset si comportava come una folla incitata posseduta da un Ku Klux Klan Dybbuk (Il Dybbuk nella tradizione ebraica è uno spirito maligno o un'anima in grado di possedere gli esseri viventi) e quindi hanno accondisceso a questo abominio attraverso il loro silenzio, non possono pretendere di avere le mani pulite. Sono complici a pieno titolo in questo crimine. Ora, possiamo solo sperare che l'Alta Corte di Giustizia salverà Israele dai suoi razzisti e ribalterà questa legge razziale.
In Netanyahu's Israel, Even a Jewish Rapist is privileged
Haaretz - Aug 1, 2023
The Knesset is suffering from malignant Kahanism. On Sunday, it enacted a law unrelated to the government coup, the legislative process of which did not encounter public or parliamentary opposition and did not earn its supporters cries of “shame on you!” Yet it is no less dangerous to democracy than the coup, and it proves that the processes of fascism are in full swing.
This law doubles the penalty for a sexual offense in the event that it was committed out of nationalist motives. “Does an ultra-Orthodox Jewish man who rapes a 12-year-old girl cause less hurt or damage than a Palestinian Arab man who rapes a 12-year-old girl?” the Israeli Haredi feminist organization Nivcharot asked, and rightly, in a position paper submitted to the Knesset National Security Committee, in cooperation with the Knesset Committee on the Status of Women and Gender Equality, while the bill was being drafted. As of this week, the answer to the question in Israel is “yes.”
It has once again become clear that when it comes to hating Arabs, we are indeed brothers. This bill, with its spirit of Jewish supremacy, was submitted by MKs Limor Son Har-Melech and Yitzhak Kroizer of the Otzma Yehudit party together with some of their putative rivals from the opposition – MKs Yulia Malinovsky, Evgeny Sova and Sharon Nir of Yisrael Beiteinu. Horrifyingly, this immoral law, which makes the punishment fit the offender’s “race”– one punishment for a Jewish rapist and another for an Arab rapist – is the result of cross-aisle cooperation.
Anyone thinking it was only members of Avigdor Lieberman’s Yisrael Beiteinu who ostensibly returned to their racist ways should look at the vote tally. The bill was supported by 39 lawmakers, including Yisrael Beiteinu MKs and Pnina Tamano-Shata of the National Unity Party. Only seven MKs opposed it, and the only one of those seven who isn’t from an Arab party was Gilad Kariv of the Labor Party. All the other MKs from Labor, National Unity and Yesh Atid simply didn’t bother to show up for the vote.
“I can’t understand the Yesh Atid and National Unity Party [lawmakers], who know this law is a part of a campaign [waged] by the Kahanist forces present here, but chose to leave the plenum,” said Kariv, who once again (as in the vote on the expansion of the so-called Admission Committees Law) proved himself to be the lone righteous man in Sodom. “We are in a major battle to halt this Kahanist wave, this tsunami, but it’s being opposed only by this trick of leaving the plenum,” he added.
Kariv was right. All those people who call themselves democrats yet abandoned the plenum at a moment when the Knesset was acting like an incited mob possessed by a Ku Klux Klan dybbuk and thereby lent a hand to this abomination through their silence, cannot claim to have clean hands. They are full partners in this crime. Now, we can only hope that the High Court of Justice will save Israel from its racists and overturn this race law.

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