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Jenin (VIDEO): 10 palestinesi finora uccisi dall'IDF. Operazione militare su larga scala di non breve durata

Fonte araba 

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Fonte Italiana: Manifesto 


Starebbero cercando di isolare il campo profughi dal resto della città i reparti militari israeliani che la scorsa notte hanno cominciato l’offensiva contro Jenin, nel nord della Cisgiordania sotto occupazione dal 1967, annunciata nelle scorse settimane dai media locali e invocata con forza dalla destra estrema al governo. Il ministero della difesa israeliano e lo Shin Bet (intelligence) parlano di «operazione limitata» e non di una rioccupazione a lungo termine di Jenin. L’obiettivo sarebbe quello di catturare – più probabilmente di eliminare – i leader dei combattenti delle varie fazioni armate palestinesi protagoniste degli attacchi avvenuti negli ultimi mesi contro soldati e coloni.


Nelle ultime ore dozzine di persone sono state arrestate e decine di case perquisite. Tiratori scelti sono stati disposti sui tetti di decine di case. Sono stati inoltre lanciati almeno 15 attacchi con droni ed elicotteri contro edifici che Israele descrive come «centri di comando dei gruppi armati», depositi di armi e di esplosivi. Le ruspe militari inoltre stanno distruggendo le strade che portano al campo profughi ostacolando l’arrivo dei mezzi di soccorso. Gran parte del campo profughi è senza corrente elettrica.

I combattenti palestinesi rispondono con il fuoco di armi automatiche e hanno fatto esplodere un ordigno sotto un bulldozer provocando però solo danni. I palestinesi uccisi sono almeno sette: Samih Abu al-Wafa, Hussam Abu Dhiba, Aws al-Hanoun, Nour al-Din Marshoud, di tre non si conosce ancora l’identità. Una trentina i feriti, di cui sette in condizioni critiche. Non ci sarebbero vittime tra i militari israeliani. Un altro palestinese è stato ucciso la scorsa notte ad Al Bireh (Ramallah) durante le proteste iniziate in vari centri abitati dopo l’avvio dell’offensiva contro Jenin. Dall’inizio dell’anno in Cisgiordania sono stati uccisi circa 130 palestinesi, non pochi dei quali civili, e oltre venti soldati e coloni israeliani.

L’attacco è scattato poco dopo la mezzanotte dal posto di blocco di Al-Jalama. Droni ed elicotteri hanno iniziato a effettuare raid aerei mentre dozzine di veicoli sono entrati a Jenin. Ron Ben Yishai, il commentatore militare del quotidiano Yedioth Ahronoth, ha riferito che l’attacco alla città palestinese era stato pianificato un anno fa. I combattenti di Jenin, ha aggiunto, si sono preparati per l’arrivo di forze corazzate israeliane ma sono stati sorpresi dai raid aerei. I gruppi armati da parte loro fanno sapere che «resisteranno all’aggressione israeliana». Hamas e il Jihad Islami hanno esortato a respingere l’attacco. Resta aperta la possibilità che dalla Striscia di Gaza vengano lanciati razzi verso Israele se l’operazione militare non cesserà in tempi brevi.

Una condanna dell’offensiva israeliana è giunta da Nabil Abu Rudeineh, portavoce del presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) Abu Mazen, che ha parlato di «crimine contro Jenin commesso dalle forze di occupazione». Abu Rudeineh ha invitato la comunità internazionale a «rompere il suo vergognoso silenzio e intraprendere azioni serie per costringere Israele a fermare la sua aggressione contro il popolo palestinese». Le forze militari dell’Anp però restano nelle loro basi e non stanno intervendo nei combattimenti.


Fonti israeliane


Lunedì mattina presto le forze militari israeliane hanno lanciato un'importante operazione nella città di Jenin, in Cisgiordania  con segnalazioni di attacchi aerei su obiettivi multipli.

Un alto funzionario del governo ha affermato che "l'obiettivo di questa vasta operazione è porre fine al ruolo di Jenin come città santuario per il terrore, e durerà finché sarà necessario".

Il ministero della salute dell'Autorità palestinese ha affermato che quattro persone sono state uccise e almeno altre 27 sono rimaste ferite in una serie di attacchi, poiché un gran numero di forze di terra israeliane è stato visto entrare in città da diverse direzioni. Il ministero ha detto che sette palestinesi sono in gravi condizioni.  L'esercito ha affermato di aver effettuato un attacco aereo contro un edificio  di guerra congiunta condivisa da vari gruppi armati della città, tra cui il Battaglione Jenin.

I membri del battaglione Jenin  hanno affermato che i suoi membri avevano aperto il fuoco contro le truppe israeliane in città e preso di mira veicoli militari, tra cui un bulldozer D9, con ordigni esplosivi.  I  resoconti dei media palestinesi hanno spiegato che le forze di sicurezza dell'Autorità Palestinese hanno arrestato un membro di spicco del cosiddetto Battaglione Jaba', un altro gruppo armato con sede nel nord della Cisgiordania. Morad Malaysha era ricercato da Israele da oltre un anno.

I media palestinesi hanno anche affermato che uomini armati sono riusciti ad abbattere un drone dell'IDF sulla città. Nessun soldato israeliano è rimasto ferito durante l'operazione fino a lunedì mattina.

Nella Striscia di Gaza, il leader di Hamas Ismail Haniyeh ha lanciato un messaggio di solidarietà con Jenin insieme ad altri gruppi di Gaza e ha avvertito: “Il sangue versato a Jenin determinerà la fase successiva, su tutti i potenziali percorsi. Il nostro popolo e la sua resistenza sono in grado di rispondere a questa barbara aggressione”.

Le forze di sicurezza si stanno preparando per un possibile lancio di razzi dalla Striscia.

Ad Hamas e alla Jihad islamica palestinese a Gaza erano stati inviati messaggi secondo cui l'operazione era limitata a Jenin e non avrebbero dovuto intervenire, altrimenti "risponderemo severamente"

Il portavoce dell'IDF, il contrammiraglio Daniel Hagari, ha comunicato ai giornalisti che l'operazione era incentrata sul campo profughi di Jenin e faceva "parte di una serie di azioni "che svolgiamo e continueremo a svolgere.Non siamo venuti per occupare il campo profughi. Questa non è un'operazione contro l'Autorità palestinese, ma contro i gruppi terroristici di Jenin".

Veicoli blindati israeliani attraversano la città di Jenin, in Cisgiordania, il 3 luglio 2023, dopo un attacco israeliano. (Jaafar ASHTIYEH/AFP)

I palestinesi hanno riferito che ai residenti erano stati inviati messaggi di testo che chiedevano loro di rimanere in casa, mentre alcuni membri di gruppi armati avevano ricevuto messaggi che li esortavano a deporre le armi e a  costituirsi.

Veicoli corazzati dell'esercito israeliano sono visti alla periferia della città di Jenin, in Cisgiordania, il 3 luglio 2023 (Social media)

In un incidente apparentemente non correlato, il ministero della salute dell'Autorità palestinese ha riferito che un uomo di 21 anni, di nome Muhammed Hassanein, è stato ucciso dalle truppe israeliane all'ingresso della città di al-Bireh, vicino a Ramallah. Non ci sono stati commenti immediati da parte dell'IDF sull'incidente.

In un altro incidente, lunedì mattina uomini armati palestinesi hanno aperto il fuoco contro l'insediamento di Avnei Hefetz in Cisgiordania, causando lievi danni a un edificio, ha detto l'IDF. Le truppe stavano scandagliando l'area alla ricerca di sospetti.

Nabil Abu Rudeineh, portavoce del presidente dell'AP Mahmoud Abbas, ha criticato l'operazione dell'IDF a Jenin, definendola un "nuovo crimine di guerra contro il nostro popolo indifeso".

Per settimane c'erano state speculazioni su un'importante operazione militare israeliana in Cisgiordania, a seguito di una serie di attacchi a fuoco e di un'intensa resistenza ai raid dell'IDF nelle città palestinesi.

Il mese scorso un  drone israeliano ha colpito un'auto che trasportava tre uomini armati palestinesi che avevano appena aperto il fuoco a un posto di blocco nel nord della Cisgiordania vicino a Jenin, segnando le prime uccisioni mirate in Cisgiordania dal 2006.

L' incidente è avvenuto pochi giorni dopo che gli elicotteri d'attacco sono stati utilizzati in un raid militare a Jenin in cui sono stati uccisi sette palestinesi, tra questi  due adolescenti, e otto soldati sono rimasti feriti da una grossa bomba posta sul ciglio della strada e in scontri con uomini armati palestinesi.

La scorsa settimana, i palestinesi nell'area di Jenin hanno tentato di lanciare due razzi fatti in casa contro le città israeliane, come mostrano i filmati. I razzi sono atterrati nel territorio controllato dai palestinesi nel nord della Cisgiordania e non hanno attraversato il confine con Israele.

La Cisgiordania settentrionale, e in particolare la città di Jenin e i suoi dintorni, è stata a lungo considerata dall'IDF un focolaio di terrorismo, evidenziato da una serie di attacchi all'inizio del 2022, molti dei quali sono stati compiuti da residenti della zona.

Flutti di fumo dal campo profughi di Jenin in Cisgiordania, 3 luglio 2023. (Jaafar ASHTIYEH / AFP)

 Negli Stati Uniti l'ambasciatore israeliano Mike Herzog ha twittato durante la notte: “Negli ultimi due anni, Jenin è diventata un importante centro del terrorismo e una roccaforte iraniana vicino ai centri abitati israeliani. La maggior parte degli attacchi terroristici contro gli israeliani provenivano da Jenin. Nessuna nazione se ne starebbe a guardare

FONTE ITALIANA

VIDEO. Esercito israeliano rioccupa Jenin. Morti e feriti

VIDEO. Esercito israeliano rioccupa Jenin. Morti e feriti

della redazione

Pagine Esteri, 3 luglio  2023 – Anticipata da giorni dai media locali e invocata da ministri e parlamentari della destra estrema al governo, è cominciata l’ampia operazione dell’esercito israeliano contro la città palestinese di Jenin e il suo campo profughi, nel nord della Cisgiordania. Sono coinvolti migliaia di soldati, carri armati Merkava sono schierati nei pressi della città e droni hanno colpito diversi obiettivi. Il bilancio al momento parla di cinque palestinesi uccisi e di altri 25 feriti, 7 dei quali sono in condizioni critiche. Non si segnalano vittime tra i soldati, nonostante l’intenso fuoco di sbarramento da parte di decine di combattenti palestinesi che avrebbero anche abbattuto un drone e fatto esplodere un ordigno sotto una ruspa militare israeliana. Giungono in queste ore notizie di rastrellamenti e ampie distruzioni, particolare delle strade del campo profughi.

Difficile prevedere quanto durerà la rioccupazione di Jenin. Nei giorni scorsi si parlava di 48 ore ma è improbabile che in un tempo così breve le forze israeliane possano avere ragione di organizzazioni armate ben strutturate. Il rischio, oltre ad un bagno di sangue, è che l’operazione inneschi reazioni a catena in Cisgiordania dove la lotta armata è ormai vista da molti come l’unico mezzo per mettere fine all’occupazione militare israeliana.

Migliaia di palestinesi la scorsa notte hanno già sfilato in protesta a Nablus e altri centri abitati. Alla periferia di Ramallah i soldati hanno ucciso un manifestante. Pagine Esteri



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