Gideon Levy : - IL MARCIO SISTEMA GIUDIZIARIO RAZZISTA DI ISRAELE STA "LIBERANDO" GERUSALEMME
Tradotto da :
Beniamino Benjio Rocchetto
Allora come avete dormito, maledetti coloni, nella casa nel quartiere musulmano di Gerusalemme che bramavate e avete rubato a una coppia anziana malata che ne era stata cacciata? Com'è stata la vostra prima notte tra le antiche mura?
Com'è entrare in una casa permeata di 70 anni di ricordi di una famiglia, ricordi non vostri? Com'è entrare, proprio come nel 1948, nelle case degli sfrattati, con le pentole ancora sul fuoco e i vestiti negli armadi? Come ci si sente ad appropriarsi della casa di qualcun altro? E com'è vedere i poliziotti trascinare un vecchio fuori dalla sua casa per liberare la proprietà saccheggiata per voi?
Avete visto i graffiti sui muri, "Torneremo" e "La Palestina Sarà Libera?" Vedo che avete già appeso la bandiera israeliana alla finestra, come un ladro che cambia frettolosamente le targhe dell'auto che ha rubato per nascondere le prove. Ora la casa è ebraica per sempre. Ora è vostra, grazie al rinomato sistema giudiziario israeliano, che è corrotto, marcio e razzista quando si tratta dei diritti della vostra nazione. In che modo i giudici di Gerusalemme risolvono l'irrisolvibile contraddizione tra il destino delle proprietà ebraiche antecedenti il 1948 e il destino delle proprietà palestinesi? C'è un altro modo per descrivere il verdetto se non come una sentenza a norma di Apartheid?
Come avete passato la notte, maledetti coloni? E come dormirete nelle notti a venire? Penserete, anche solo per un momento, al destino di Mustafa Sub Laban, un encomiabile palestinese di 74 anni, che ha prestato servizio nella polizia israeliana e ora, nella sua vecchiaia, è diventato un senzatetto accampato nella casa di suo figlio a Shoafat? E il destino della sua straordinaria moglie, Nora Gheith Sub Laban, nata in questa casa 68 anni fa e ricoverata martedì? Vi siete degnati di guardarli negli occhi? Li avete presente? Si può solo desiderare che l'immagine di loro che vengono cacciati dalla loro casa vi perseguiti nei vostri incubi fino alla fine dei vostri giorni. Possano apparirvi ogni notte mentre mettete a letto i vostri figli.
Ma non succederà. Non sono esseri umani per voi, sono meno che umani, non sono ebrei. E questa disgrazia è stata autorizzata dal sistema giudiziario israeliano.
Avete sentito parlare del proverbio delle pecore del povero? Se aprirete il libro di Samuele, al capitolo 12, lo troverete. Siete ebrei religiosi, non è vero? L'immagine di uno di voi, un colono trafficante con un'enorme kippa e la barba, che porta un altoparlante in casa, un sorriso sprezzante di compiacimento stampato sul viso, un poliziotto al suo fianco, vale più di mille parole d'accusa. Ahmad Sub Laban, il figlio della coppia sfrattata, mi ha detto ieri che l'uomo barbuto era solito molestare la famiglia con assordante musica ebraica attraverso quel grande altoparlante che aveva con sé.
La nazione israeliana ha vinto ancora martedì, questa volta una vittoria particolarmente gloriosa, una vittoria su una coppia di anziani. Alle famiglie Sharabi, Wormser e Friedman, che già abitano nell'antico edificio nel cuore del quartiere musulmano, si aggiungerà un'altra famiglia che prende in affitto la proprietà dalla fiduciaria Kollel Galicia. Se oggi entrassero nell'appartamento, potrebbero ancora mangiare lo sformato di riso e pollo che la figlia della coppia ha preparato per i suoi genitori e si trova nel frigorifero, sul ripiano in alto. Era stato cucinato a metà settimana e può ancora essere mangiato. Tutti i beni della famiglia sono ancora nell'appartamento, ad eccezione degli album di foto di famiglia che hanno portato con sé.
Nel frattempo, è stata sostituita la serratura dell'ingresso principale e la famiglia non ha più accesso a quella che è stata la sua abitazione, dove i coniugi vivevano come inquilini protetti. Ancora una volta è apparso evidente che i palestinesi non hanno alcuna protezione, nemmeno come inquilini.
"Questa casa rimarrà una prigione fino al nostro ritorno" mi disse tristemente Nora circa un mese fa, nella sua casa. Martedì, il giorno in cui la protesta israeliana ha segnato un altro impressionante risultato, quando voci rauche hanno gridato "democrazia" e "vergogna" da un capo all'altro del Paese, questa disgrazia ha avuto luogo a Gerusalemme. Nora e Mustafa non vivono più lì. Il quartiere musulmano sarà ebraico e Israele sarà ufficialmente uno Stato di Apartheid.
Gideon Levy è editorialista di Haaretz e membro del comitato editoriale del giornale. Levy è entrato in Haaretz nel 1982 e ha trascorso quattro anni come vicedirettore del giornale. Ha ricevuto il premio giornalistico Euro-Med per il 2008; il premio libertà di Lipsia nel 2001; il premio dell'Unione dei giornalisti israeliani nel 1997; e il premio dell'Associazione dei Diritti Umani in Israele per il 1996. Il suo nuovo libro, La punizione di Gaza, è stato pubblicato da Verso.

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