GIDEON LEVY - E CHI DOVREBBE PROTEGGERE I PALESTINESI?

Tradotto da

Beniamino Benjio Rocchetto


L'invasore è legittimo mentre colui che difende la sua vita e la sua proprietà è un terrorista. I criteri morali sono incomprensibili nella loro assurdità.
Di Gideon Levy - 25 giugno 2023
Non ci sono molte popolazioni al mondo che vivono così indifese nel loro stesso Paese come i palestinesi. Nessuno protegge le loro vite e proprietà, figuriamoci la loro dignità, e nessuno intende farlo. Sono totalmente abbandonati al loro destino, così come le loro proprietà. Le loro case e le loro auto possono essere bruciate, i loro campi incendiati. Va bene sparargli senza pietà, uccidendo vecchi e bambini, senza forze di difesa al loro fianco. Niente polizia, niente militari: nessuno. Se viene organizzata una forza di difesa così disperata, viene immediatamente criminalizzata da Israele. I suoi combattenti sono etichettati come "terroristi", le loro azioni "attacchi terroristici" e il loro destino segnato, con la morte o la prigione come uniche opzioni.
Nel caos totale creato dall'Occupazione, il divieto ai palestinesi di difendersi è una delle regole più folli; è una norma accettata che non viene nemmeno discussa. Perché ai palestinesi non è permesso difendersi? Chi esattamente dovrebbe farlo per loro? Perché, quando si parla di "sicurezza", si parla solo della sicurezza di Israele? I palestinesi hanno più vittime di aggressioni, spargimenti di sangue, pogrom e violenze, e nessuno strumento difensivo a loro disposizione.
Nell'arco di tre giorni la scorsa settimana, i coloni hanno compiuto 35 pogrom (attacchi violenti). Dall'inizio dell'anno, circa 160 palestinesi sono stati uccisi dai soldati, la stragrande maggioranza dei quali inutilmente e la maggior parte indiscriminatamente. Dal piccolo Muhammad Tamimi all'anziano Omar As'ad, i palestinesi vengono uccisi senza motivo.
Non c'era nessuno che impedisse ai soldati di sparare indiscriminatamente, nessuno che affrontasse i tiratori scelti. Nessuna autorità israeliana ha nemmeno considerato di trattenere centinaia di coloni infuriati. Attraverso le sue azioni e omissioni, l'IDF è stato complice dei pogrom, così come la polizia. I palestinesi sono stati abbandonati al loro destino.
Abbandonati, i residenti palestinesi guardavano impotenti mentre gli abominevoli coloni davano fuoco alle loro case, campi e automobili, timorosi persino di respirare. Provate ad immaginare centinaia di ripugnanti criminali all'ingresso della vostra casa, che bruciano e distruggono tutto, e voi stessi sperando che non entrino in casa vostra e facciano del male ai vostri figli, e non poter fare nulla fino a quando non se ne vanno. Non c'è nessuno a cui rivolgersi per chiedere aiuto. Non ci sono polizia, autorità e nessuno a cui chiedere protezione. Qualsiasi azione compiuta per legittima difesa sarebbe considerato un atto di terrorismo. Provate ad immaginarlo.
Quando i coraggiosi combattenti nel campo profughi di Jenin, che sono molto più coraggiosi dei ben protetti soldati dell'IDF, oltre che più legittimati, cercano di fermare le invasioni militari del campo con le loro limitate armi, sono, ovviamente, considerati terroristi, con un solo destino che li attende. L'invasore è legittimo mentre colui che difende la sua vita e la sua proprietà è un terrorista. I criteri e le regole morali sono incomprensibili nella loro assurdità. Ogni uccisione da parte di un soldato è considerata giusta, compresa quella di Sadil, una ragazzina di 15 anni uccisa sul tetto della sua casa la scorsa settimana. Qualsiasi sparatoria per legittima difesa contro un soldato invasore è considerata un brutale atto di terrorismo.
In un'altra realtà, si potrebbe almeno sognare che una forza ebraica israeliana si mobiliti per difendere i palestinesi indifesi. Si potrebbe sognare una sinistra israeliana che si mobiliti in difesa della propria vittima, come hanno fatto alcuni individui straordinari, inclusi alcuni ebrei esemplari, per aiutare a difendere i sudafricani nativi sotto l'Apartheid bianco, combattendo con loro e venendo feriti e imprigionati per molti anni al loro fianco.
Accompagnare gli studenti nelle scuole per la loro protezione è nobile, ma non basta. È facile parlare ma difficile agire. Questa idea non è mai decollata durante tutti gli anni di Occupazione, salvo uno o due tentativi immediatamente bloccati da Israele. È difficile incolpare la sinistra per questo, ma è impossibile non provare amarezza per la sua inazione. Questa settimana, altri palestinesi verranno uccisi senza motivo e le loro proprietà saranno distrutte. I bambini andranno a dormire terrorizzati, sobbalzando a qualsiasi fruscio nel cortile, sapendo che i loro genitori non possono fare nulla per proteggerli. Ancora una volta, i palestinesi saranno lasciati indifesi.
L'invasore è legittimo mentre chi difende la sua vita e la sua proprietà è un terrorista. I criteri morali sono incomprensibili nella loro assurdità.
Gideon Levy è editorialista di Haaretz e membro del comitato editoriale del giornale. Levy è entrato in Haaretz nel 1982 e ha trascorso quattro anni come vicedirettore del giornale. Ha ricevuto il premio giornalistico Euro-Med per il 2008; il premio libertà di Lipsia nel 2001; il premio dell'Unione dei giornalisti israeliani nel 1997; e il premio dell'Associazione dei Diritti Umani in Israele per il 1996. Il suo nuovo libro, La punizione di Gaza, è stato pubblicato da Verso.
And Who Is Supposed to Protect the Palestinians?
Gideon Levy - Jun 25, 2023
There aren’t many populations in the world as helpless as the Palestinians who live in their own country. No one protects their lives and property, let alone their dignity, and no one intends to do so. They are totally abandoned to their fates, as is their property. Their houses and cars can be torched, their fields set on fire. It’s all right to shoot them mercilessly, killing old people and babies, with no defense forces at their side. No police, no military: no one. If some such desperate defense force is organized, it’s immediately criminalized by Israel. Its fighters are labeled “terrorists,” their actions “terror attacks,” and their fates sealed, with death or prison the only options.
Amid the utter chaos created by the occupation, the ban on Palestinians defending themselves is one of the craziest rules; it’s an accepted norm that isn’t even discussed. Why aren’t the Palestinians allowed to defend themselves? Who exactly is supposed to do it for them? Why, when talking about “security,” it’s only about Israel’s security? Palestinians have more victims of assaults, bloodshed, pogroms, and violence – and no defensive tools at their disposal.
Over three days last week, 35 pogroms have been carried out by settlers. Since the beginning of the year, around 160 Palestinians have been killed by soldiers, the vast majority of them unnecessarily and most of them criminally. From baby Mohammed Tamimi to the elderly Omar As'ad, Palestinians have been killed for no reason.
There was no one to stop the soldiers from firing indiscriminately, no one to face the sharpshooters. No Israeli authority even considered holding back hundreds of rampaging settlers. Through its actions and omissions, the IDF was a full accomplice to the pogroms –as were the police. The Palestinians were abandoned to their fates.
Abandoned, the Palestinian residents watched helplessly as the abhorrent settlers torched their homes, fields, and cars, afraid to even breathe. Try to imagine hundreds of loathsome thugs at the entrance to your home, burning and destroying everything, and yourself hoping they don’t enter your house and hurt your children, and being able to do nothing about it until they finally leave. There’s no one to call or turn to for help. There are no police, no authorities, and no one to call for help. Any step taken in self-defense would be considered an act of terrorism. Try to imagine it.
When the courageous fighters in the Jenin refugee camp – who are much more courageous than the well-protected IDF soldiers, as well as more just – try to stop military invasions of the camp with their less powerful weapons, they are, of course, considered terrorists, with only one fate awaiting them. The invader is legitimate, and the one defending his life and property is a terrorist. The moral criteria and rules are incomprehensible in their absurdity. Each killing by a soldier is considered just, including that of Sadil, a 15-year-old refugee girl killed on the roof of her home last week. Any shooting in self-defense at an invading soldier is considered a brutal act of terrorism.
In another reality, one might at least dream about an Israeli Jewish force mobilizing to defend defenseless Palestinians. One might dream of an Israeli left mobilizing in defense of their victim, like what some remarkable individuals, including some exemplary Jews, did to help defend Black South Africans under Apartheid, fighting with them and being wounded and imprisoned for many years alongside them.
Accompanying students to schools for their protection is noble, but it’s not enough. It’s easy to talk but difficult to take action. This idea has never taken off during all the years of occupation, except for one or two attempts immediately blocked by Israel. It’s difficult to blame the left for this, but it’s impossible not to feel some bitterness about its inaction. This week, more Palestinians will be killed for no reason, and their property will be destroyed. Children will wet their beds, fearing any rustle in the yard, knowing that their parents can’t do anything to protect them. Again, the Palestinians will be left helpless.
The invader is legitimate, and the one defending his life and property is a terrorist. The moral criteria are incomprehensible in their absurdity.
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