Università israeliana rimprovera uno studente arabo per aver fatto riferimento al poeta palestinese Darwish
Lo studente è stato condannato per aver disobbedito alle autorità del campus usando la parola "shahid" (martire) mentre citava il poeta palestinese Mahmoud Darwish a un evento del campus, ma il commissario del tribunale disciplinare dell'università ha consigliato di interrompere il procedimento legale a causa di "vizi fondamentali"
Uno studente arabo di un'università israeliana è stato rimproverato la settimana scorsa dal tribunale disciplinare della scuola per aver citato il poeta palestinese Mahmoud Darwish ,durante una cerimonia nel campus in occasione del giorno della Nakba.
Il tribunale disciplinare dell'Università Ben-Gurion ha condannato lo studente, Watan Madi, per aver disobbedito alle autorità del campus usando la parola “shahid” (martire) durante la cerimonia .
Il mese scorso il commissario del tribunale disciplinare ha consigliato all'università di sospendere il procedimento contro Madi, membro di Hadash , sulla base del fatto che vi erano vizi fondamentali ed essenziali nella condotta dell'università durante tutto il processo legale.
Un rappresentante di Hadash a Ben-Gurion ha dichiarato che intende presentare ricorso contro la decisione. La denuncia contro Madi è stata presentata dall'organizzazione studentesca sionista di destra Im Tirzu, che ha organizzato una contromanifestazione lo scorso maggio.
L'università ha accettato l'affermazione di Im Tirzu secondo cui la frase citata da Madi era un'espressione di sostegno e simpatia per i martiri e ha respinto l'affermazione di Madi ,secondo cui non stava esprimendo sostegno al terrorismo in generale, ma si riferiva alla Guerra d'Indipendenza del 1948 .
Il mese scorso, circa 400 docenti universitari israeliani hanno chiesto l'annullamento dell'azione disciplinare contro Madi. In una lettera inviata all'amministrazione dell'Università Ben-Gurion, i firmatari hanno affermato che il processo disciplinare intrapreso contro lo studente era viziato e violava la libertà di espressione accademica e il principio di uguaglianza.

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