AMIRA HASS - IL FOGLIO EXCEL MOSTRA LA DEDIZIONE DEI COLONI ISRAELIANI ALLA CACCIATA DEGLI "ARABI"
AMIRA HASS - IL FOGLIO EXCEL MOSTRA LA DEDIZIONE DEI COLONI ISRAELIANI ALLA CACCIATA DEGLI "ARABI"
Un foglio di calcolo interno mostra come i coloni sfruttano lo Stato per espropriare i palestinesi.
Di Amira Hass - 12 dicembre 2022
Beniamino Benjio Rocchetto
Venerdì 2 settembre lo Shabbat è iniziato alle 18:36 nel Consiglio Regionale della Samaria. Alle 18:41 il Coordinatore Territoriale del Consiglio ha riferito all'Amministrazione Civile Israeliana che un escavatore stava sistemando la strada di accesso al villaggio palestinese di Qusra, a Sud-Est di Nablus.
Il fatto di aver violato il giorno sacro del riposo facendo la segnalazione non sembrava preoccuparlo: in tre diversi sabati, in agosto e ottobre, ha anche segnalato sul lavoro svolto dai palestinesi nella Cisgiordania settentrionale, nella speranza che gli ispettori dell'Amministrazione Civile li fermassero. Una volta ha segnalato in riferimento ai preparativi per la costruzione di linee elettriche tra i villaggi di Aqraba e Majdal, a Est di Nablus; un'altra volta era per una strada in costruzione per il villaggio di Asira al-Shamaliya, a Nord di Nablus; e la terza riguardava la livellazione del terreno vicino al villaggio di Qafin, a Ovest di Jenin.
L'urgenza di segnalare, al di fuori dell'orario di lavoro ufficiale, di una piccola riparazione in corso su un tratto di strada verso un villaggio palestinese, mostra una dedizione che va ben oltre il ruolo di un dipendente in un ente pubblico, non da ultimo in un governo locale in cui molti residenti sono sionisti religiosi o addirittura ultraortodossi.
Tali segnalazioni vengono inoltrate tramite un modulo digitale denominato: "Segnalazione su sospette violazioni delle leggi urbanistiche e edilizie", una piattaforma informatica che ha sostituito il centralino presidiato della "Sala Operativa C", un organo dell'Amministrazione Civile istituito alla fine del 2020. Il suo obiettivo esplicito: accelerare le operazioni di esecuzione e demolizione contro la costruzione palestinese in circa il 61% del territorio della Cisgiordania, cioè nei territori noti come Area C, i cui poteri di pianificazione e amministrazione sarebbero rimasti temporaneamente nelle mani di Israele, secondo gli Accordi di Oslo. Entro il 1999, i poteri di pianificazione, costruzione e amministrazione nella maggior parte di questo territorio avrebbero dovuto essere trasferiti all'Autorità Palestinese, ma Israele non ha rispettato gli accordi.
Quando il centralino ha iniziato la sua attività, nel gennaio 2021, fu descritto in un annuncio sul sito web dell'insediamento di Kokhav Ya'akov (costruito sulla terra di Kafr Aqab) come una "linea di spionaggio".
L'annuncio diceva: "Avete visto lavori di costruzione da parte di palestinesi che ritenete sospetti e non autorizzati? Vi siete imbattuti in un pericolo sanitario causato da palestinesi che trattano la legge con disprezzo? D'ora in poi avrete la vostra linea di segnalazione: rivolgetevi ad essa in qualsiasi momento, in ogni modo possibile e presentate una denuncia".
A differenza del centralino, che in linea di principio era destinato all'uso di tutti, il modulo online è utilizzato principalmente da "coordinatori del territorio" o "ispettori del territorio" che lavorano per i consigli regionali israeliani in Cisgiordania.
Un documento interno dell'Amministrazione Civile, che Haaretz ha recentemente ottenuto sotto forma di una mappa e di un foglio di calcolo Excel intitolato "Sala Operativa C", elenca 1.168 denunce attraverso il formato online durante un periodo di circa otto mesi di quest'anno, dal 1 marzo al 19 ottobre. Il documento fornisce un ulteriore sguardo sull'intenso coinvolgimento dei coloni nelle operazioni dell'Amministrazione Civile e dell'esercito israeliano, dagli sfratti dei palestinesi dalla maggior parte del territorio della Cisgiordania alla prevenzione dei loro lavori di costruzione e infrastruttura, allo sforzo meticoloso per garantire che non superino i confini delle enclavi che Israele ha assegnato loro.
La recente richiesta del Partito del Sionismo Religioso di controllare gli organismi che governano la vita dei palestinesi e la loro terra in Cisgiordania non è nata dal nulla: è la naturale continuazione della pressione che è stata esercitata per anni sul campo, alla Knesset, nei media e nei tribunali, dalla lobby degli insediamenti, che per circa 30 anni ha presentato un'immagine falsa secondo cui il territorio designato come Area C appartiene esclusivamente a Israele e agli ebrei.
In una colonna separata nel foglio di calcolo che Haaretz ha ottenuto, ci sono commenti delle persone che hanno fatto le denunce, che riflettono quanto la costruzione e altri lavori intrapresi dai palestinesi in Cisgiordania siano stati criminalizzati secondo i criteri stabiliti dall'Amministrazione Civile e dai coloni. Ad esempio: "l'apertura e il livellamento del terreno in un luogo roccioso che non è stato coltivato negli ultimi 20 anni"; "la preparazione del terreno per la costruzione vicino alla strada"; "rullo compressore, trattori e un camion che asfaltano una strada a Nord del villaggio di Kafr Laqif"; "apparente preparazione di uno scavo in cui posare una tubazione"; "massiccia costruzione e preparazione di appezzamenti di terreno;" "lavoro nella cava abusiva dove è stata effettuata una confisca pochi mesi fa"; "Gli arabi stanno ora costruendo una struttura vicino ad Al-Tuwani"; "costruzione manuale di un accampamento e installazione di una cisterna d'acqua;" "scavare un pozzo"; "scavatrici che lavorano per il secondo giorno consecutivo a Sud del villaggio di Beitillu"; "Arabi che lavorano all'interno della Linea Blu (area che Israele prevede di dichiarare terra statale);""Gli arabi piantano alberi"; "Gli arabi stanno costruendo una casa prefabbricata vicino a Kiryat Arba"; "veicoli arabi che eseguono lavori di sterro"; "scavatori a Beitillu che lavorano per il terzo giorno consecutivo"; e "uno scavatore che sta trasformando un sentiero in una strada".
Nel documento compare l'ora (inclusi minuti e secondi) in cui ogni segnalazione è stata redatta, nonché l'ora in cui ha iniziato ad essere indirizzata dalle autorità, il nome della persona che ha denunciato, il suo numero di telefono e quali strumenti e macchinari ha osservato. Ad esempio, una escavatrice, una casa mobile, un asino, un aratro, un cavallo, un trattore, una ruspa, una betoniera, un camion, utensili manuali, ecc. A volte si notano i funzionari che hanno gestito la segnalazione sul campo, il personale dell'Ufficio di Coordinamento e Collegamento Distrettuale (che è subordinato all'Amministrazione Civile) o militari della Brigata Regionale, o entrambi, e se qualcuno ha gestito il problema in via preliminare, che cosa era e che cosa è stato fatto.
A volte una segnalazione è considerata irrilevante. A volte ciò accade semplicemente perché la posizione non è abbastanza precisa. Ventotto rapporti hanno erroneamente collocato la "scena del crimine" vicino a Cipro e altri sette all'interno dei confini di Israele, a Ovest della Linea Verde. La maggior parte delle segnalazioni, 731, si riferivano all'area tra Gerusalemme e la periferia Sud. Le rimanenti riguardavano l'area Nord di Gerusalemme.
I rapporti inviati dopo l'inizio dello Shabbat o pochi minuti prima non sono rari. Nel foglio di calcolo di Excel compaiono due rapporti durante lo Yom Kippur: una segnalazione alle 13:26: "Centralino di Efrat" (Il centralino nell'insediamento di Efrat era responsabile della presentazione di 90 segnalazioni durante il periodo in questione, di cui 25 di sabato.) Nella colonna "strumenti" appare la parola "persone". Non compaiono altri commenti e non è nota la natura della "violazione edilizia", di cui erano sospettate queste stesse persone, durante lo Yom Kippur sul terreno della città di Al-Khader.
La seconda segnalazione è stata compilata alle 18:06 durante il digiuno dello Yom Kippur è terminata alle 19:05, e riguardava "un apparente rogo di rifiuti su un terreno oggetto di indagine", sempre ad Al-Khader. Il segnalatore è un uomo di nome Avi Margolin. Alcuni resoconti dei media rivelano che, almeno nel 2019, era un residente dell'avamposto di Sde Boaz, che di per sé è illegale. Secondo l'organizzazione della società civile Kerem Navot, che monitora la politica territoriale israeliana in Cisgiordania, sono pendenti 99 ordini di demolizione per strutture in quell'avamposto.
Sebbene Margolin non sembri avere alcuna posizione ufficiale a Gush Etzion, è autore di 181 segnalazioni in quella parte della Cisgiordania, a Sud di Gerusalemme, 23 dei quali di sabato. E non è il maggiore segnalatore in termini di documenti che Haaretz ha visionato: Shai Luhi, una guardia territoriale del Consiglio Regionale di Har Hevron (Hebron Sud) ha presentato 199 segnalazioni, 35 delle quali inserite nel modulo digitale durante lo Shabbat o altre festività ebraiche.
Anche Yishai Cohen, una "guardia territoriale del Binyamin occidentale", l'area di Ramallah, ha compilato 199 segnalazioni, di cui cinque durante lo Shabbat e la festa di Shavuot. La persona che ha riferito di lavori sulla strada di accesso al villaggio di Qusra di cui sopra ha totalizzato 27 segnalazioni e si chiama Malakhi. Sembra si tratti di Yishayahu Ben Malakhi, dipendente della Divisione Territoriale del Consiglio Regionale di Samaria, che sul sito ufficiale di quest'ultimo viene citato insieme al collega Eitan Margalit, che ha 32 denunce che appaiono nel foglio di calcolo, di cui una durante lo Shabbat e tre durante lo Shavuot, insieme a Hadar Oppenheimer, il coordinatore, che ha compilato due segnalazioni.
Dror Etkes della ONG Kerem Navot stima che, nelle aree sotto la giurisdizione dei consigli locali guidati da religiosi-sionisti e ultra-ortodossi, l'uso dei cellulari durante lo Shabbat abbia ricevuto il sostegno di alcuni rabbini. Avi Gisser, Rabbino dell'insediamento di Ofra, in passato ha dato il permesso di continuare la costruzione di sabato di nove case costruite sulla terra privata dei palestinesi, che "i coloni di Ofra hanno occupato", dice Etkes. "Il permesso è stato dato a seguito di un ricorso presentata all'Alta Corte di Giustizia dai proprietari dei terreni rubati, con l'obiettivo di occupare le case e, in pratica, al fine di ridurre la capacità di intervento dell'Alta Corte in questo caso mediante l'accertamento dei fatti sul campo".
VIENE CONTESTATO UN TERZO DELLE SEGNALAZIONI
La Sala Operativa C dell'Amministrazione Civile è passata all'utilizzo del modulo digitale meno di un anno fa, ha detto ad Haaretz un funzionario della sicurezza. Invece di pochi soldati che lavorano a turni e utilizzano WhatsApp per gestire le segnalazioni, ora tutto è gestito attraverso un formato digitale computerizzato basato su un Sistema Informativo Geografico: nel momento in cui qualcuno compila il modulo digitale, i dettagli della segnalazione vengono aggiunti alle informazioni esistenti nel sistema, che filtrano i messaggi irrilevanti: ad esempio, quando esiste un permesso dell'Amministrazione Civile per il lavoro di cui è giunta segnalazione, o quando il lavoro viene eseguito nell'area A e nell'area B in cui Israele consente all'Autorità Palestinese di pianificare e costruire. Dopo il processo di rilevamento automatico, la segnalazione viene trasmessa ai responsabili delle infrastrutture e alle unità di vigilanza regionali dell'Amministrazione Civile.
"La raccolta delle informazioni e la determinazione dell'accuratezza del rapporto sono immediate", ha affermato il funzionario della sicurezza. "Ma in che tempi le autorità competenti gestiscono le segnalazioni è già una domanda diversa".
Alcune segnalazioni vengono gestite molto rapidamente: ad esempio, il 27 marzo alle 8:52 del mattino Shai Luhi ha segnalato lavoratori in corso e un generatore nell'area del villaggio di Al-Tawani, e apparentemente qualcuno ha evaso la sua segnalazione entro le 9:45. Sul posto sono apparse una forza dell'Ufficio di Coordinamento e Collegamento Distrettuale e della Brigata Regionale dell'esercito. Non hanno trovato strumenti da sequestrare ma, come ci dice il foglio di calcolo, hanno immediatamente emesso ordinanze di fermo lavori. La natura del lavoro interrotto non è stata descritta, ma Haaretz ha appreso che i lavori riguardavano l'installazione di pali elettrici nel villaggio.
Il 9 ottobre l'ordine delle cose è stato in realtà invertito: prima il caso è stato "gestito" e poi è avvenuta la segnalazione. Al mattino, circa 15 israeliani, che erano stati visti provenire dall'insediamento di Susya nelle colline a Sud di Hebron, hanno invaso un appezzamento agricolo a Sud del villaggio palestinese di Sussia, di proprietà di un residente della città di Yatta. In presenza di soldati, gli israeliani hanno abbattuto tre tende della famiglia di questo contadino. Alle 15:42, Shai Luhi ha segnalato un trattore agricolo e la "costruzione di un nuovo accampamento di tende" in quel posto alla Sala Operativa C. La famiglia ha ricostruito le tende, ma il giorno successivo sono arrivati gli agenti della Polizia di Frontiera e le hanno sgomberate. Hanno anche sequestrato i lati delle tende e un materassino.
Il proprietario del terreno voleva presentare una denuncia per violazione di domicilio e demolizione, ma un poliziotto della stazione di polizia di Kiryat Arba ha rifiutato di accettare la denuncia, dicendo che doveva essere accompagnata da una mappa del geometra che testimoniasse il suo diritto alla terra. Una lettera dell'avvocato Quamar Mishriqi-Asad in cui si lamentava di questo ufficiale ha portato all'accettazione della denuncia, ma è stata aperta un'indagine contro il denunciante per costruzione illegale. La Polizia di Frontiera e la polizia non hanno risposto alla richiesta di commenti sulla denuncia presentata da Mishriqi-Asad sulla demolizione della tenda e la sua confisca senza la dovuta autorizzazione.
Questo tipo di "gestione" non ufficiale del rapporto di Luhi non appare, ovviamente, nel foglio di calcolo di Excel. Ciò che appare in esso sono commenti relativi ad altre segnalazioni, come l'Ufficiale di Coordinamento Distrettuale "è arrivato sul posto" il conducente del trattore è stato rilasciato con una diffida; inoltre, ciò comporta lavori su una strada esistente e non l'apertura di una nuova strada". Altre osservazioni includono "due camion sono stati confiscati"; "un rappresentante della vigilanza ha deciso di non entrare in paese e confiscare, ma di osservare i mezzi per un giorno dal Monte Gilo; così facendo, le forze serviranno da riserva per la confisca se parte uno dei veicoli"; e "dopo l'arrivo della forza si è scoperto che la suddetta persona ha eseguito scavi per posare scarichi fognari per una casa esistente. È stato avvertito che è vietato costruire nuove strutture nel sito e i suoi dati sono stati rimossi".
Altri affermano che "la forza è arrivata nel luogo prima che l'unità di vigilanza ricevesse una risposta e ha sequestrato autonomamente il veicolo. Pertanto, l'Ufficiale di Coordinamento Distrettuale ha smesso di occuparsi della questione"; "dopo l'arrivo della forza si è scoperto che si trattava di lavoro agricolo"; e "i mezzi che sono stati segnalati sono veicoli che hanno lavorato nel sito come parte della posa della rete idrica Ariel-Barkan", in altre parole, il lavoro infrastrutturale israeliano è stato segnalato involontariamente. Inoltre, in risposta a un rapporto del centralino Efrat su "zappe e 30 persone" che "sembrano una provocazione", il foglio di calcolo rileva che si trattava di terra palestinese privata.
Quante di queste segnalazioni sono state processate e come? L'Amministrazione Civile si rifiuta di fornire un resoconto dell'esito di tali rapporti di archiviazione, ma il funzionario della sicurezza ha detto ad Haaretz che, in base all'esperienza, "c'è una ragionevole possibilità che un terzo dei rapporti venga abbandonato dall'inizio, mentre due terzi", circa 700-800 casi sul foglio di calcolo, "sono segnalazioni rilevanti." Di queste segnalazioni "rilevanti", circa un altro terzo, o forse la metà, non sono state gestite "a causa del lasso di tempo che intercorre tra la segnalazione e la decisione di mandare qualcuno a occuparsene o dell'orario in cui arrivano, e a quel punto il lavoro è già stato fermato", ha detto il funzionario. L'arresto di circa un terzo dei lavori dei palestinesi segnalati "non equivale statisticamente a un numero elevato, e anche in questi casi non sempre decidono di effettuare confische", ha aggiunto il funzionario.
Quando la Sala Operativa C è stata istituita alla fine del 2020, è stato affermato che sarebbe stata utile anche ai palestinesi che denunciavano violazioni e costruzioni illegali da parte degli israeliani. Ma il modulo digitale non è disponibile in arabo. Il funzionario della sicurezza ha detto ad Haaretz che ogni giorno vengono ricevute segnalazioni dai palestinesi in altri modi. "Ma riconosciamo la verità", ha detto. La "Sala Operaiva C è stata istituita per fornire una risposta soprattutto, o in particolare, per quella che viene chiamata la 'battaglia per l'Area C'", un termine tipico usato dalla lobby dei coloni, "per consentire a più associazioni i civili di attirare la nostra attenzione". Secondo il funzionario, anche se il numero di telefono del centralino presidiato, ormai obsoleto, è stato pubblicato sull'app del Coordinatore delle Attività Governative nei Territori (COGAT), "i palestinesi non ne hanno mai fatto uso. Chi ne ha approfittato sono stati soprattutto i coloni e i gruppi israeliani".
Il funzionario respinge la conclusione che le pressioni della ONG di destra Regavim e della lobby dei coloni abbiano influenzato e guidato il lavoro dell'Amministrazione Civile, affermando che se c'è un aumento delle demolizioni e delle confische, ciò deriva dalla crescita della popolazione, sia palestinese che israeliana, e l'aumento delle violazioni delle norme edilizie. Regavim, dal canto suo, continua a sostenere che l'Amministrazione Civile non sta facendo ciò che è effettivamente tenuta a fare. In un ricorso basato sulla Legge sulla Libertà di Informazione presentato da Regavim nel luglio 2021, sostiene che l'Amministrazione civile sta "agendo in malafede" e nasconde informazioni sulla gestione delle segnalazioni alla Sala Operativa C. Il ricorso è stato respinto a maggio, dopo che è stata fornita una risposta che non ha soddisfatto completamente i firmatari, e il tribunale ha stabilito che i firmatari risarcissero il governo per 2.000 shekel (550 euro) in spese legali.
La portavoce di Regavim, Tamar Sikurel, ha detto ad Haaretz che "alla fine, l'Amministrazione Civile è un organismo a cui è stato dato il mandato di proteggere gli interessi di Israele in questi territori, e molto semplicemente non sta facendo il suo lavoro. La Sala Operativa C è solo parzialmente attiva; gli ispettori del territorio nei consigli in Giudea e Samaria hanno gruppi WhatsApp in cui ci sono membri dell'esercito e dell'Amministrazione Civile, e lì riferiscono 24 ore su 24, 7 giorni su 7, su violazioni edilizie, la cui stragrande maggioranza non viene trattata. Questo è in aggiunta al modulo digitale in cui vengono inserite le segnalazioni all'Amministrazione Civile".
Il funzionario della sicurezza è effettivamente soddisfatto degli strumenti a disposizione dell'Amministrazione Civile per fermare la costruzione palestinese. Oltre all'incarnazione digitale del centralino dell'Area C che "aiuta il lavoro e lo rende più facile, come un potenziale ulteriore monitoraggio", ci sono i droni gestiti dall'Amministrazione Civile e dai consigli di insediamento, e ci sono ispettori che operano sul campo. Se il municipio di Tel Aviv avesse oltre al monitoraggio dei droni anche le segnalazioni da parte dei cittadini, potrebbe individuare e prevenire molte più violazioni edilizie, ha affermato il funzionario.
Luhi, la guardia territoriale, ha detto che non avrebbe collaborato con Haaretz quando gli è stato chiesto di commentare. Eitan Margalit ha chiesto dove Haaretz avesse preso il suo numero di telefono e ha riattaccato. Yishai Cohen, Avi Margolin e Yishayahu Ben Malakhi hanno rifiutato di rispondere alle richieste di commento. Il centralino di Efrat ha promesso che il suo responsabile della sicurezza avrebbe richiamato, ma non l'aveva ancora fatto al momento della pubblicazione.
Amira Hass è corrispondente di Haaretz per i territori occupati. Nata a Gerusalemme nel 1956, Amira Hass è entrata a far parte di Haaretz nel 1989, e ricopre la sua posizione attuale dal 1993. In qualità di corrispondente per i territori, ha vissuto tre anni a Gaza, esperienza che ha ispirato il suo acclamato libro "Bere il mare di Gaza". Dal 1997 vive nella città di Ramallah in Cisgiordania. Amira Hass è anche autrice di altri due libri, entrambi i quali sono raccolte dei suoi articoli.

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