Un Ponte Per: per Mahsa Amini e per le donne e gli uomini che lottano per lei.

Un Ponte Per


Mahsa Amini, 22 anni, dal Kurdistan iraniano si era recata in vacanza a Teheran, insieme alla sua famiglia. La “polizia morale” iraniana l’ha arrestata perché non portava “propriamente” il velo sulla testa. Dopo poche ore nelle mani della polizia Mahsa muore per le violenze subite. Scoppia la giusta rabbia delle donne iraniane nelle piazze del Paese, coinvolgendo migliaia di giovani in moltissime città. La polizia reprime nel sangue le proteste: in queste ore sono già 8 le morti tra i/le manifestanti e centinaia di feriti/.
 Una volta in più è il coraggio delle donne ad innescare la ribellione sociale contro le oppressioni. Mahsa Amini è martire di un femminicidio di Stato. Indossare o non indossare l’hijab non può essere un affare coercitivo di Stato o di pubblica moralità, ma esclusivamente una questione di libera scelta di ogni singola donna. Siamo al fianco delle donne iraniane, curde, arabe che stanno guidando le proteste contro uno Stato liberticida e teocratico. Solidarietà a tutte le donne che resistono alla violenza e al controllo patriarcale, in tutto il mondo.

Si scrive #MahsaAmini, si legge rivoluzione.
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