Hanin Majadli :GLI ISRAELIANI SONO PREOCCUPATI, MA GLI ARABI POSSONO SOLO SOGNARE CHE LA POLIZIA USI PEGASUS CONTRO DI LORO

 Tradotto da 

Beniamino Benjio Rocchetto


Sabato scorso, un uomo e una donna attivista politica di Nazareth sono stati convocati dalla polizia per essere interrogati. Sono stati rilasciati dall'ufficiale in comando, che ha stabilito che sarebbero dovuti rimanere a casa in stato di fermo per cinque giorni senza contattarsi, oltre a pagare una cauzione per un importo di 3.000 shekel (842 euro) e astenersi dall'usare i social media.

Il pretestuosa giustificazione era che avevano "cospirato per commettere un reato minore". In realtà, la motivazione era che avevano organizzato una manifestazione di solidarietà con il palestinese incarcerato Nasser Abu Hamid, che ha il cancro ed è in coma, con Israele che si rifiuta di rilasciarlo, in modo che possa ottenere cure mediche. L'attivista è stata rilasciata dopo che Adalah, il Centro Legale per i Diritti delle Minoranze Arabe, ha presentato ricorso.
Un'altra attivista di Jaffa ha raccontato in un post di Facebook come, dopo una manifestazione alla Torre dell'Orologio di Jaffa, qualcuno l'ha seguita e l'ha avvicinata in un vicolo buio, chiamandola per nome. Ad un certo punto le ha consegnato un ordine di comparizione a presentarsi in una stazione di polizia per "chiarimenti", minacciando che se non si fosse presentata, ci sarebbero stati "altri modi" per convincerla. Presumo intendesse metodi ancora meno piacevoli che tendere un'imboscata a una donna di notte.
Queste due storie sono passate silenziosamente non solo perché queste cose accadono normalmente ai cittadini arabi, ma perché sono state sepolte dalle notizie più avvincenti sull'uso scandaloso del programma spia Pegasus. Si scopre che la polizia ha usato Pegasus contro cittadini israeliani. Ebbene, non solo cittadini israeliani, ma anche loro. Questo è ciò che ha acceso la miccia, con il lamento della "morte della società civile e della natura democratica di Israele".
L'ansia e l'allarme tra la sinistra liberale e il centro per la morte del diritto alla riservatezza e la restrizione della libertà di espressione, principalmente a causa della possibilità che questo programma sia stato utilizzato per rintracciare membri del movimento di protesta delle Bandiere Nere, sono giustificati.
Ma cosa ci posso fare? Non suscitano in me molta empatia o senso di identificazione. Certamente non quando ricordo come lo scorso maggio, quando molti cittadini arabi scelti a caso hanno ricevuto messaggi telefonici minacciosi dal servizio di sicurezza dello Shin Bet, con accuse di aver partecipato alle "rivolte" alla moschea di al-Aqsa, per intimidirli. Nessuna ansia o allarme è stato notato dagli stessi liberali di centro sinistra dell'epoca. L'ironia non finisce qui. Cresce quando si tratta del modo in cui la polizia tratta i manifestanti e gli attivisti che protestano. Se c'è qualcosa che questo problema ci ricorda, sono i due tipi di atteggiamenti e di trattamento esistenti in questo paese, basati su considerazioni razziali, nazionaliste e religiose. I manifestanti israeliani ricevono un trattamento di riguardo, i metodi discriminanti sono riservati agli arabi.
Per rintracciare e perseguire gli israeliani, la polizia si avvale della sorveglianza attraverso sofisticati metodi tecnologici, in silenzio e clandestinamente, poiché, dopotutto, è immorale, sono ebrei. Quando si tratta di manifestanti arabi, o anche cittadini arabi che scrivono post che non sono di gradimento della polizia, preferiscono usare i metodi collaudati che conoscono dai tempi del governo militare. Questi includono incursioni nel cuore della notte, minacce contro i familiari, detenzione amministrativa e minaccia di revoca della cittadinanza.
Inoltre, attivisti per i diritti umani e civili sottolineano ripetutamente che i metodi utilizzati per monitorare e dominare le persone sotto occupazione militare nei Territori saranno alla fine applicati alla vita dei cittadini israeliani. Questo è vero, ma l'opposizione a tali pratiche non dovrebbe derivare dalla preoccupazione che tali pratiche illecite sarebbero poi applicate anche contro gli ebrei all'interno dei confini di Israele, ma dovrebbe derivare dall'illecito stesso. Sì, i palestinesi sono anche esseri umani a cui non piace che il loro privato venga violato.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante 2 persone e il seguente testo "4s POLICE POLICE 1"

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