GIDEON LEVY - I FANTASMI DI TANTURA.

Beniamino Benjio Rocchetto : trADUTTORE DEL SITO DI jAARETZ


DI Gideon Levy - 23 gennaio 2022

I fantasmi di Tantura non ci lasceranno andare fino alla morte dell'ultimo dei testimoni e dei discendenti. I fantasmi di Tantura potrebbero non andarsene finché la verità non verrà alla luce e Israele lo riconoscerà. Così è con la verità, non allenta mai la presa. Nonostante tutti gli sforzi per nasconderla e zittire coloro che denunciano, continua a spuntare. L'inquietante documentario di Alon Schwarz: "Tantura", proiettato venerdì e sabato al Sundance Film Festival nello Utah, avrebbe dovuto essere proiettato in un festival cinematografico israeliano. Ha il potere di placare questi fantasmi e costringere Israele a riconoscere finalmente la verità. Questo non accadrà, ovviamente.
C'erano pochi nomi nella mia infanzia che fossero più significativi di "Tantura". Tantura era la spiaggia magica con le lagune blu dove siamo andati dopo che nostro padre ha comprato la nostra prima auto di famiglia, con i soldi dei risarcimenti dalla Germania. Un viaggio a Tantura, chi allora aveva sentito parlare di "Dor Beach"? (Spiaggia nei pressi del sito dell'antico insediamento di Dor risalente al 1200), ci entusiasmava più di un viaggio a New York oggi. Ma non era solo l'acqua azzurra. Sapevo che la sabbia bianca era intrisa di sangue. Tantura fu il luogo in cui morì Gideon Bachrach. Era l'unico figlio dei medici Albina (Bianca) e Arthur Bachrach, buoni amici dei miei nonni. È da lui che ho preso il mio nome. Sapevo che la spiaggia di Tantura era intrisa del suo sangue. Non sapevo, ovviamente, che questa spiaggia fosse intrisa di molto più sangue. Non sapevo nemmeno che Tantura era un tempo uno spettacolare villaggio di pescatori, che in qualsiasi altro paese si sarebbe conservato per secoli, e nessuno avrebbe nemmeno pensato di cancellarlo dalla faccia della terra ed espellere o massacrare i suoi abitanti.
Le voci su un massacro sono iniziate più tardi. Micha Witkon, un avvocato nipote del giudice della Corte Suprema Alfred Witkon, mi rimproverava con rabbia ogni volta che osavo menzionare quelle voci. Witkon era un caro amico, compagno d'armi, di Gideon nella Brigata Alexandroni, che conquistò Tantura. Witkon è morto molto tempo fa. Ieri ho sentito la sua voce nel documentario, descrivendo come un comandante di compagnia ha ucciso un arabo dopo l'altro con la sua pistola a Tantura. "Gli ha sparato con una Parabellum." L'Alto Micha, come lo chiamavano i suoi amici, che era considerato il più integro degli uomini, ruppe il suo silenzio. Nel film, l'anziano Gabriel Kaufman ascolta e sorride imbarazzato. Non ricorda. Non crede. Non ha sentito. "Non era la nostra natura. Sparare a qualcuno in testa con una Parabellum? Questo è esattamente ciò che facevano i nazisti".
"Tantura", il film, include tutto. I patetici tentativi di negare o reprimere, con le istituzioni accademiche e giuridiche mobilitate fino alla nausea per la causa, facendo a pezzi con tutte le loro forze il dottorando Theodore Katz, che aveva scritto la sua tesi di laurea su Tantura. È stato perseguitato e umiliato fino a quando fu costretto a emettere un atto di resa che non avrebbe messo in imbarazzo i prigionieri del movimento dello Stato Islamico. È scioccante vedere gli ultimi testimoni ebrei, ora novantenni, agitarsi, cavillare, negare fino a quando finalmente ammettono, quasi umanamente, che c'è stato un massacro, anche se non sempre usano quel termine. Un ridicolo intervento è stato fornito dallo storico Professor Yoav Gelber in un'esibizione particolarmente patetica che stupisce nella sua rappresentazione dell'istituzione accademica sionista in una luce non intellettuale e predatoria. Gelber, compiaciuto e grondante di compiacimento, non crede ai testimoni, a nessuno di loro. Non ha alcun interesse ad ascoltare le loro testimonianze. Per lui le testimonianze sono credenze popolari, non storia. Lo stesso vale per la giudice in pensione Drora Pilpel puntigliosa nel farsi chiamare "Dottoressa", con il suo cagnolino bianco tra le braccia, ammettendo che non si è preoccupata di ascoltare le testimonianze mentre giudicava una causa per diffamazione contro Katz. O le strane sorelle fatali del "Macbeth" dell'adiacente kibbutz, Nachsholim, che enunciano all'unisono, tranne una, che non è possibile erigere lì un memoriale per le vittime del massacro, poiché "se è importante per loro, è un male per noi." Guardate "Tantura" e vedrete i negazionisti della Nakba all'apice della loro miseria. Guardate "Tantura" e vedrete il 1948.
Sotto il luogo in cui mio padre parcheggiava la sua automobile quando andavamo a Tantura, non lontano dal memoriale che fu infatti posto per i caduti della Brigata Alexandroni, c'era, e forse c'è tuttora, una fossa comune. Una mano malvagia ne ha cancellato la memoria.
Gideon Levy è editorialista di Haaretz e membro del comitato editoriale del giornale. Levy è entrato in Haaretz nel 1982 e ha trascorso quattro anni come vicedirettore del giornale. Ha ricevuto il premio giornalistico Euro-Med per il 2008; il premio libertà di Lipsia nel 2001; il premio dell'Unione dei giornalisti israeliani nel 1997; e il premio dell’Associazione dei Diritti Umani in Israele per il 1996. Il suo nuovo libro, La punizione di Gaza, è stato pubblicato da Verso.
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