Entsar Abu Jahal Hamas afferma che la crisi di Gaza è legata a Gerusalemme

Traduzione sintesi

Incontro al Cairo

GAZA CITY, Striscia di Gaza – In una breve dichiarazione del 6 ottobre, il movimento palestinese Hamas ha negato  che sia stata raggiunta una tregua a lungo termine con Israele durante i colloqui con i funzionari egiziani al Cairo.

Una delegazione di alti funzionari di Hamas è arrivata al Cairo il 3 ottobre per colloqui con il capo dell'intelligence egiziana, Abbas Kamel, sugli ultimi sviluppi nell'area  palestinese.

Dopo l'incontro, Hamas ha dichiarato che i colloqui si erano concentrati sulla questione di Gerusalemme, un accordo per lo scambio di prigionieri, una tregua con Israele e l'inflessibilità israeliana.

Scambio dei prigionieri

Il sito di notizie Al-Araby Al-Jadeed ha riportato il 5 ottobre che Yaron Blum, il coordinatore israeliano per la negoziazione del ritorno dei prigionieri di guerra e dei dispersi in azione, era arrivato al Cairo il 30 settembre prima della visita della delegazione di Hamas. Secondo il rapporto, Blum ha presentato all'Egitto la bozza di Israele per un accordo di scambio di prigionieri.

Il leader di Hamas Mahmoud Mardawi ha detto ad Al-Monitor che il movimento è venuto al Cairo per discutere di  alcuni temi come l'organizzazione delle elezioni generali , la giudaizzazione di Gerusalemme, le ripetute incursioni nella moschea di Al-Aqsa e il trattamento dei prigionieri nelle carceri israeliane, un accordo per lo scambio di prigionieri e una tregua a lungo termine tra Hamas e Israele.

Secondo Mardawi, l'Egitto ha promesso di fare pressione su Israele affinché rispetti gli accordi  della tregua raggiunta dopo l'ultima escalation a Gaza a maggio  e  consentire: il processo di ricostruzione ,  l'ingresso degli aiuti del Qatar a Gaza e  progetti di sviluppo per alleviare le condizioni economiche nell' l'enclave assediata.

"La resistenza a Gaza non può restare in silenzio mentre l'occupazione israeliana rinuncia ai suoi obblighi", ha avvertito Mardawi.

Metodi di resistenza popolare e condizioni per la tregua 

Ha sottolineato che le fazioni palestinesi a Gaza stanno usando metodi di resistenza popolare sulla recinzione di confine con Israele per fare pressione su quest'ultimo affinché rispetti gli accordi, dopo che la mediazione egiziana è fallita.

Mardawi ha affermato che Hamas è pienamente pronto a concludere un accordo di scambio di prigionieri con la parte israeliana a condizione che Israele rilasci dozzine di prigionieri ,  nuovamente arrestati dopo essere stati liberati nell'accordo di scambio di Gilad Shalit del 2012. Ha anche detto che Hamas si rifiuta di collegare un accordo di scambio con la  tregua,  sottolineando che la calma a Gaza dipende dal fatto che Israele fornisca reali facilitazioni all'enclave. Si aspetta una svolta nel processo di ricostruzione grazie alla mediazione egiziana.

Ibrahim al-Madhoun, un analista politico vicino ad Hamas, ha dichiarato ad Al-Monitor: "La ragione principale del mancato raggiungimento di una tregua a lungo termine a Gaza è il rifiuto di Israele di collegare Gaza alle violazioni in corso in Cisgiordania e Gerusalemme. . Hamas si rifiuta di trattare i problemi di Gaza come separati dalla causa palestinese complessiva. Il movimento non resterà inattivo se Israele continuerà ad attaccare i palestinesi ovunque si trovino».

Husam al-Dajani, professore di scienze politiche presso l'Università al-Ummah, ha dichiarato ad Al-Monitor: "Una tregua a lungo termine potrebbe non essere accolta con favore da alcune fazioni palestinesi o dalle parti regionali e internazionali coinvolte nella Striscia di Gaza". Ha aggiunto: "Hamas non accetterà una tregua che non includa agevolazioni alla Striscia di Gaza, compresa la costruzione di un porto e un aeroporto, la creazione di progetti di sviluppo e la garanzia del libero movimento commerciale".
Dajani crede che una tregua possa essere raggiunta con l'aiuto della pressione americana e internazionale .

Pressioni internazionali 

Ha sottolineato: “Israele è pronto a pagare un prezzo in cambio della calma a Gaza, come è stato chiarito dopo che il ministro degli Esteri israeliano Yair Lapid ha presentato il suo cosiddetto piano di 'economia per la sicurezza,' che include agevolazioni economiche a Gaza in cambio della calma .”

Dajani crede che le due parti potrebbero raggiungere un accordo sullo  scambio di prigionieri se Israele fa concessioni sul rilascio di prigionieri che considera terroristi -

"Ma nessun progresso sarà fatto senza una  una pressione internazionale e americana su Israele. La pressione egiziana sul governo israeliano su questo tema non sarà sufficiente "

Hamas says Gaza crisis linked to Jerusalem

  GAZA CITY, Gaza Strip — In a brief statement on Oct. 6, the Palestinian Hamas movement denied media reports that a long-term truce has been reached with Israel during talks with Egyptian officials in Cairo.

delegation of high-ranking Hamas officials arrived in Cairo on Oct. 3 for talks with Egypt's intelligence chief, Abbas Kamel, on the latest developments in the Palestinian arena.

After the meeting, Hamas said in a statement that the talks had focused on the issue of Jerusalem, a prisoner exchange deal, a truce with Israel and Israeli inflexibility.

The Al-Araby Al-Jadeed news site reported Oct. 5 that Yaron Blum, the Israeli coordinator for negotiating the return of prisoners of war and those gone missing in action, had arrived in Cairo on Sept. 30 ahead of the Hamas delegation’s visit. According to the report, Blum submitted to Egypt Israel’s outline for a prisoner swap deal. 

Hamas leader Mahmoud Mardawi told Al-Monitor that the movement came to Cairo to discuss such developments as the organization of general elections as well as the Judaization of Jerusalem, the repeated raids into Al-Aqsa Mosque and the treatment of prisoners in Israeli prisons, as well as a prisoner exchange deal and a long-term truce between Hamas and Israel. 

According to Mardawi, Egypt vowed to pressure Israel to fulfill the provisions of the truce reached after the latest escalation in Gaza in May, namely allowing the reconstruction process, allowing the entry of Qatari aid into Gaza and establishing development projects to ease the economic conditions in the besieged enclave.

“The resistance in Gaza cannot stand in silence while the Israeli occupation renounces its obligations,” Mardawi warned.

He pointed out that Palestinian factions in Gaza are using popular resistance methods on the border fence with Israel to pressure the latter to comply with the agreements after Egyptian mediation has failed.

Mardawi said Hamas is fully prepared to conclude a prisoner exchange deal with the Israeli side on the condition that Israel releases dozens of prisoners who were rearrested after being freed in the 2012 Gilad Shalit exchange deal. He also said Hamas refuses to link a swap deal with the truce file, saying calm in Gaza depends on Israel providing real facilitations to the enclave. He added that he expects the coming weeks to witness a breakthrough in the reconstruction process thanks to Egyptian mediation. 

Ibrahim al-Madhoun, a political analyst close to Hamas, told Al-Monitor, “The main reason behind failing to reach a long-term truce in Gaza is Israel’s refusal to link the Gaza file to the ongoing violations in the West Bank and Jerusalem.” 

He said, “Hamas refuses to treat Gaza issues as apart from the overall Palestinian cause. The movement will not stand idle if Israel continues to attack Palestinians wherever they are.”

Husam al-Dajani, a professor of political science at al-Ummah University, told Al-Monitor, “A long-term truce may not be welcomed by some Palestinian factions or by regional and international parties that are involved in the Gaza Strip.” He added, “Hamas will not accept a truce that does not include facilitations to the Gaza Strip, including building a port and airport, establishing development projects and guaranteeing free trade movement.”

But despite these challenges, Dajani believes a truce can be reached with the help of American and international pressure on the Israeli side.

He pointed out, “Israel is ready to pay a price in exchange for calm in Gaza, which was made clear after Israeli Foreign Minister Yair Lapid presented his so-called ‘economy for security’ plan that includes economic facilitations to Gaza in exchange for calm.”

Dajani believes the two sides could reach an agreement on a prisoner-exchange deal if Israel makes concessions on releasing prisoners it considers terrorists that Hamas insists be part of any swap deal. 

“But no progress will be made in this file unless there is international and American pressure on Israel,” he said. “Egyptian pressure on the Israeli government on this issue will not be enough if it is not coupled with pressure from the international community.” 

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