Gad Lerner : commento sulla vicenda del piccolo Eltan sequestrato dal nonno materno e ora in Israele

 ebrei europei ed italian

DOPO IL SEQUESTRO DEL PICCOLO EITAN DA PARTE DEL NONNO
Apprendiamo che ieri, con un volo privato da Milano a Tel Aviv, il nonno materno del bambino superstite della tragedia del Mottarone (persona a quanto si legge bene inserita negli apparati di sicurezza israeliani), lo ha illegalmente sottratto alla famiglia affidataria.
In proposito il 13 agosto avevo pubblicato queste riflessioni su Il Fatto Quotidiano.
L’argomento di cui si è avvalsa la zia materna del piccolo orfano Eitan Biran per contestarne l’affidamento ai cognati residenti in Italia, contiene un’insinuazione tale da avvelenare una vicenda già di per sé dolorosissima. Con l’aggravante di averlo pubblicizzato in una conferenza stampa, a Tel Aviv.
La signora in questione non solo ha sostenuto che Eitan sarebbe tenuto “come in ostaggio” nel paese dove è nato e dove i genitori avevano deciso di risiedere, prima di perdere la vita insieme al fratello e ai nonni nella tragedia del Mottarone. Per di più essa ha aggiunto che in Italia “verrebbe gradualmente cancellata l’identità ebraica e israeliana di Eitan”. Tanto basterebbe a giustificare l’annullamento della decisione del Tribunale dei minori di Torino che ha ritenuto fosse preferibile, nell’interesse del bimbo, affidarlo alla famiglia degli zii paterni e dei cuginetti, in provincia di Pavia, dove già abitava e frequentava la scuola materna.
Eitan, secondo costei, dovrebbe invece sottoporsi a emigrazione forzata al fine di preservare un’appartenenza che finirebbe altrimenti per venir “cancellata”.
Trovo questo argomento della zia materna intriso di fanatismo e offensivo: quasi che in Italia non fosse possibile coltivare la propria identità ebraica e un legame affettivo con Israele. O, peggio, come se al giorno d’oggi l’ebraismo potesse darsi solo israelocentrico.
Tale pulsione integralista attecchisce purtroppo in spregio agli autentici valori religiosi, nonostante venga smentita dall’esperienza di tante famiglie ebraiche per le quali, nel mondo contemporaneo, va sfumando la netta distinzione fra natività israeliana e diaspora. Proprio come nel caso della sfortunata famiglia Biran che aveva liberamente scelto di trasferirsi in Italia.
Resta solo da augurarsi che Eitan apprenda il più tardi possibile i termini della pretesa di cui viene fatto oggetto.

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