Limes: mappa storica . geografica di Israele e della Crisi di Maggio . Video
La rivolta dei palestinesi interni minaccia la coesione dello Stato ebraico nel momento della sua massima sicurezza esterna. Gerusalemme deve indicare la sua missione imperiale rompendo la barriera con gli arabi in nome del pansemitismo.
1. Che ne sarà dell’impero israeliano dopo la rivolta dei palestinesi interni? Benché scambiata per nazionalistica, la Legge fondamentale sulla nazione del 2018 confermò il dominio del ceppo ebraico sulla minoranza araba, protagonista di una spettacolare crescita demografica, superiore a quella dei concittadini ebrei. Escamotage giuridico per cristallizzare una superiorità già sostanziale, formalizzazione dell’egemonia, grammaticalmente centrata su di una specifica stirpe. Prodromo della materiale annessione di metà della Cisgiordania, sospesa soltanto su pressione statunitense, temporaneamente barattata con la resa di Emirati Arabi Uniti e Bahrein, tradotta nei cosiddetti accordi di Abramo, ispirati dall’Arabia Saudita, altro ex nemico in tragica difficoltà.
L’improvviso saldarsi dei palestinesi israeliani con quelli di Gaza durante l’ultimo conflitto con Ḥamās, inaggirabile incubo degli apparati ebraici, rivela la cifra della norma e la fragile tenuta dell’impero, esistente tra popolazioni sottomesse ma non sedotte. E ora impone allo Stato ebraico di reinventarsi per scongiurare il collasso del fronte interno. Distillando una nuova missione da offrire alle popolazioni che lo abitano, vettore indispensabile di ogni costruzione superiore, pure regionale.
Giacché la retorica dell’unica democrazia del Medio Oriente non basta più a centrare tale obiettivo, formula utilitaristica platealmente respinta da una popolazione scossa da impulsi identitari. Impresa ai limiti del possibile per un paese che non può abbandonare la propria scaturigine etnica, né ripudiare la sua storia.
2 ‘Israele è degli israeliani, non solo degli ebrei’
Conversazione con Ayman ‘Awda, presidente della Lista Comune, formazione araba israeliana.
Ayman ‘Awda è il presidente della Lista Comune (6 seggi alla Knesset), una delle due formazioni politiche rappresentative della comunità araba israeliana – l’altra, la Lista Araba Unita (Ra’am) di Manṣūr’ ‘Abbās ha ottenuto 4 seggi alle elezioni del 23 marzo ed è disposta a sostenere il governo «anti-Bibi».
LIMES La quarta guerra di Gaza ha aperto anche un fronte interno a Israele, con numerosi episodi di violenza tra arabi israeliani ed ebrei israeliani. C’è il rischio di una guerra civile?
‘AWDA La responsabilità di questi gravissimi episodi è di chi ha puntato alla radicalizzazione delle divisioni già presenti all’interno della società israeliana











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