Mentre tiene la tregua a Gaza, i palestinesi curano gli animali feriti.Una speranza per gli animali di Gaza, anche sotto le bombe

 Gaza Operazione 'Guardiano delle Mura'

1  Una speranza per gli animali di Gaza, anche sotto le bombe

Grazia Parolari  – Invictapalestina – 22 maggio 2021

Immagine di copertina: l’asinello ospite del rifugio di Sulala Animal Rescue  ucciso da  schegge di bombe durante  gli attacchi israeliani contro Gaza – maggio 2021 (foto da pagina FB di Sulala)

“Abbiamo il cuore spezzato. Oggi, dopo il cessate il fuoco, siamo riusciti ad andare al nostro rifugio. I cani mi guardavano come a domandarmi dell’orrore che hanno dovuto sopportare. Alcuni sono riusciti a sfondare la recinzione e sono fuggiti, restando vicino al rifugio, ma senza tornare. Ne abbiamo trovato uno mezzo seppellito dalla sabbia, l’abbiamo tirato fuori, ma è ferito ad una zampa e non riesce a camminare. Due di quelli fuggiti sono morti. Anche Lucky è morto, il cavallo che avevamo salvato a dicembre con l’impegno di dargli una vita migliore. Non è bastato il nome a portargli fortuna. E’ morto per una profonda ferita al collo causata da schegge di bombe, così come il nostro asino. Frammenti hanno colpito anche l’occhio di Sasha, uno dei cani, con gravi conseguenze. Questo solo al rifugio. Immaginate quello che hanno subito gli animali a Gaza. Abbiamo davvero il cuore spezzato. Abbiamo molto duro lavoro davanti a noi, non solo per riparare il rifugio, ma anche per sostenere psicologicamente i nostri animali, per cercare di far loro dimenticare il terrore”.

Saeed Al  Err siede sconsolato dopo aver trovato alcuni degli animali del suo rifugio uccisi dalle bombe durante l’attacco israeliano a Gaza – maggio 2021(Foto pagina FB Sulala)

Con queste parole Saeed Al-Err, direttore e fondatore di Sulala Society for Animal Care (che durante l’attacco a Gaza ha cambiato il nome in Sulala Animal Rescue), ha raccontato in un post su FB la situazione da lui trovata, il giorno successivo al cessate il fuoco, al rifugio per cani randagi che ha creato e di cui si occupa.

Lucky, il cavallo salvato a dicembre da Sulala, ucciso dalle bombe israeliane – maggio 2021(Foto FB di Sulala)
Un cane del rifugio viene estratto ferito da una buca in cui era semisepolto – maggio 2021 (Foto FB di Sulala)

In una Gaza già stremata da un assedio che dura ormai da 14 anni, con gravi problemi, tra gli altri, di acqua potabile e accesso a cure mediche, ci si aspetterebbe che gli animali non siano certo tra le priorità, e che la questione del loro benessere, incluse cure veterinarie e accesso al cibo, venga posticipata a indeterminati “tempi migliori”.

Ma a Gaza, la speranza per gli animali esiste, e si chiama Sulala  (Sulala significa semplicemente “razza” in arabo), un team i cui volontari mettono il cuore e l’anima nel prendersi cura dei numerosissimi cani e gatti randagi (e non solo) della Striscia

Il rifugio, costruito su due dunam di terreno (2.000 metri quadrati) a sud di Gaza City, è stato istituito in collaborazione con la municipalità di Gaza, che nel 2020 ha messo a disposizione lo spazio e fornisce le gabbie per la cattura dei randagi. Il Ministero della Salute assicura invece le medicine e le vaccinazioni necessarie, oltre ad avere acconsentito a un progetto pilota di sterilizzazione che ha avuto anche parere favorevole dalle istituzioni religiose (una fatwa ha stabilito che è più umano sterilizzare gli animali piuttosto che consegnare una popolazione in costante crescita alla miseria e agli abusi).

VIDEO : Il rifugio di Sulala Animal Care prima dei bombardamenti israeliani

Quotidianamente il piccolo team di Sulala percorre le strade dei quartieri residenziali in cerca di randagi, o risponde alle chiamate dei cittadini per animali feriti o maltrattati. Durante l’appena concluso attacco di Israele, ha cercato per quanto in suo potere di portare soccorso, cibo e acqua a tutti gli animali in difficoltà, oltre ad appellarsi ai cittadini perché, ove possibile, si prendessero cura dei molti cani presenti nei terreni agricoli e rimasti, legati, senza cibo e acqua per giorni, in quanto i loro proprietari erano impossibilitati a raggiungerli.

 

Cibo per uno dei molti cani rimasti a guardia degli appezzamenti agricoli senza che i loro proprietari potessero raggiungerli. (Foto pagina fb Sulala)

Tra i molti animali soccorsi, un cane che durante un bombardamento, in preda al terrore, si è lanciato dal sesto piano di un palazzo, procurandosi diverse fratture.

Del resto, anche in tempi di “pace”, oltre il 60% dei cani portati al rifugio soffre di malattie o fratture agli arti. Spesso le ferite o le fratture sono provocate da maltrattamenti e, come dice una volontaria del rifugio durante un’intervista al giornale Al Monitor:  “Non è sempre vero che i cittadini vengono danneggiati dai cani; a volte è il contrario. Abbiamo trovato Nancy sdraiata sul ciglio di una strada a Gaza City, con una zampa rotta dopo essere stata picchiata dai bambini. Le abbiamo fornito cure mediche e le abbiamo dato una casa in questo rifugio”.

Proprio per favorire una migliore convivenza tra uomini e animali, Sulala organizza giornate informative nelle scuole, rivolte agli scolari ma anche ai genitori, e non rifiuta il suo aiuto a nessuna specie animale.

Durante i recenti bombardamenti, molte sono state le immagini di persone, spesso ragazzini, che aiutavano cani e gatti in difficoltà, a misura di quanto la sensibilità verso gli animali non umani stia cambiando, e questo grazie anche a Sulala.

Alcune persone assistono un cane fuggito a causa dei bombardamenti. Gaza- maggio 2021 (Foto pagina FB di Sulala)

Saeed Al-Err, il fondatore di Sulala, è un dipendente dell’Autorità Palestinese in pensione, con nove figli, che si prende cura degli animali in difficoltà sin dall’infanzia. Dopo un corso di addestramento per cani di nove mesi in Russia, Al-Err ha lanciato Sulala nel 2006 e la maggior parte della sua famiglia ora lavora al suo fianco nella cura degli animali.

“Non posso fare a meno di occuparmi di loro” Saeed si racconta in un video, quando ancora non aveva fondato il rifugio e si prendeva cura degli animali dalla sua casa.

Fino all’avvento della pandemia di coronavirus , nutriva i cani e i gatti con gli scarti della macellazione dei numerosi allevamenti avicoli o delle fattorie, ma a causa della chiusura dei mercati per la macellazione e la vendita di pollame, imposte per frenare la diffusione del virus, ha dovuto ricorrere alla scorte di cibo immagazzinate per le emergenze. Quelle stesse scorte utilizzate, durante gli 11 giorni di bombardamenti, per sfamare tutti gli animali che ne avevano bisogno mentre, impossibilitato a raggiungere il suo rifugio, manteneva la speranza che qualcun altro potesse farlo.

Uno dei volontari del team è riuscito a farlo, se pure solo un paio di volte, portando cibo e acqua.

Ma nulla ha potuto, né lui né Saeed, per salvare la vita di Lucky e degli altri, uccisi dalle bombe israeliane.

Bombe sganciate da quello che, ovviamente senza alcuna vergogna, si definisce surrettiziamente “l’esercito più vegan del mondo”.

Per aiutare Sulala Animal Rescue

http://paypal.me/donatesulala



2 I gruppi palestinesi per il benessere degli animali si stanno occupando di cani e gatti di strada feriti durante il conflitto di 11 giorni tra i militanti di Hamas e Israele
  • Almeno 253 persone sono state uccise a Gaza e più di 1.900 ferite, hanno detto le autorità sanitarie palestinesi.
  • Un uomo tratta il cavallo del palestinese Omar Shahin, ferito durante i combattimenti israelo-palestinesi, nel nord della Striscia di Gaza il 24 maggio 2021
    Un uomo cura un cavallo che è stato ferito durante i combattimenti israelo-palestinesi, nel nord della Striscia di Gaza, 24 maggio 2021
    ( Foto: Reuters )
    L'esercito israeliano ha fissato il bilancio delle vittime in Israele a 13 ,i feriti sono centinaia .
    Saeed El-Aer, proprietario della Sulala Society for Training and Caring for Animals, ha esplorato le strade di Gaza alla ricerca di cani e gatti abbandonati e fornendo loro farmaci, cibo e riparo.
    "Stiamo ancora ricevendo chiamate per cani e gatti feriti nella guerra, stiamo ancora cercando di trovarli per aiutarli", ha detto.
    I palestinesi curano un cane, che è stato ferito durante i recenti combattimenti israelo-palestinesi, a Gaza il 24 maggio 2021
    I palestinesi curano un cane, che è stato ferito durante i recenti combattimenti israelo-palestinesi, a Gaza, il 24 maggio 2021
    ( Foto: Reuters )
    Non appena venerdì scorso è stato raggiunto un cessate il fuoco dopo le peggiori ostilità degli ultimi anni tra Hamas e Israele, Aer si è precipitato al suo rifugio per animali, costruito su un pezzo di terra datogli dal comune nel sobborgo orientale di Zeitoun di Gaza City.
    "Ho trovato tutti i cani fuori. I cani erano tristi, spaventati e terrorizzati", ha detto a Reuters. I bombardamenti israeliani hanno distrutto parte della recinzione esterna.
    " Un asino era morto e un altro cavallo era ferito . Ho trovato cani feriti da schegge, e li sto ancora curando".
    Un uomo palestinese è visto attraverso una stalla danneggiata nel nord della Striscia di Gaza il 24 maggio 2021
    una stalla danneggiata nel nord della Striscia di Gaza, il 24 maggio 2021
    ( Foto: Reuters )
    Gaza, che ospita due milioni di persone, deve ora ricostruire le infrastrutture distrutte dopo il quarto conflitto con Israele da quando Hamas ha preso il controllo dell'enclave nel 2007.
    Nel nord della Striscia di Gaza le schegge di un attacco aereo israeliano hanno distrutto una casa vicina hanno colpito anche la stalla di Omar Shahin, ferendo tre dei suoi quattro cavalli.
    Shahin non è stato in grado di salvare uno dei suoi animali, Amira, un cavallo di due anni morto nove giorni dopo essere stato colpito da un frammento di missile


    Commenti

    Post popolari in questo blog

    Hilo Glazer : Nelle Prealpi italiane, gli israeliani stanno creando una comunità di espatriati. Iniziative simili non sono così rare

    The New York Times i volti, i nomi, i sogni dei 69 bambini uccisi nel conflitto tra Israele e Hamas

    Limes :I CONFINI D’ISRAELE SECONDO LA BIBBIA (cartina)

    Amira Hass : The fate of a Palestinian investor who called for Abbas' resignation