Antonio Ferrari La Giornata dei Giusti fa svanire le critiche (video) e la risposta di GARIWO
Shoah-negazionismo-uso politico
Ora si celebra in mezzo mondo. Le resistenze dei tradizionalisti. Papa Francesco in Iraq per un mondo “inclusivo” senza muri - Antonio Ferrari /CorriereTv
Il mondo è già radicalmente cambiato. Una mutazione inevitabile, accentuata non soltanto dal virus mortale della pandemia, ma dalla necessità di ripensare complessivamente la nostra vita, che non sarà mai più come prima. Ci sono i resistenti, inchiodati alle certezze e alle prigioni ideologiche del passato. Ma ci sono anche coloro che guardano avanti e rifiutano i più decrepiti luoghi comuni. Dico questo perché si è appena celebrata la Giornata dei Giusti nel mondo, approvata dall’Unione europea. Una Festa che dobbiamo ad un uomo ostinato e coraggioso, Gabriele Nissim, che ne è stato il vero creatore. Nissim non è stato esaltato da tutti. Da ebreo coraggioso ha denunciato, sin dall’inizio, errori e pregiudizi. Soprattutto nel suo mondo, dove gli ebrei tradizionalisti, nazionalisti, ottusi e bacchettoni non sopportano, anzi odiano l’idea che ci siano altri Giusti nel mondo. Per loro i Giusti sono soltanto i gentili che salvarono la vita degli ebrei durante la Shoah, l’Olocausto, la tragedia più terribile del secolo scorso. Nissim sostiene invece che Giusti sono anche coloro che hanno lottato e lottano per la difesa dei diritti umani, contro tutti i totalitarismi. Idea forte, anzi fortissima. Perché in questo mondo che non ama il coraggio delle proprie idee, vengono invece premiati i quaquaraquà, come ricordava il grande Leonardo Sciascia. Insomma si celebrano i reclusi, soprattutto nell’estrema destra, nella prigione delle loro certezze. Al Giardino dei Giusti di Gerusalemme, l’ostinazione ha vinto per anni. Per chi conosce sufficientemente bene Israele, per esperienza vissuta in decenni, anche allo Yad Vashem, come chi vi parla, è la triste verità. Hanno accusato Nissim di tutto e di più, ma lui ha resistito e ha voluto creare il primo Giardino dei Giusti aperto e inclusivo, proprio sul Montestella di Milano. Mi è stato facile avvicinarmi a lui e difenderlo fin dove possibile, accettando con gioia di diventare uno degli ambasciatori di Gariwo. Ma la gigantesca notizia di quest’anno è che tra gli ambasciatori è entrato Mordecai Paldiel, per 23 anni capo del dipartimento dei Giusti di Yad Vashem, che ha deciso negli Stati Uniti di sposare la causa dei Giusti, allargando il campo e inneggiando all’inclusione, quindi ben oltre i confini di coloro che hanno salvato gli ebrei durante la persecuzione che si concludeva nei campi di sterminio. È un passo storico e già immagino le critiche dei nazionalisti e dal solito codazzo servile. Ma anche i nuovi Giusti, che sono stati celebrati sul Montestella e che abbiamo scelto per questo 2021 con voto unanime, ci riempiono di gioia. Penso a chi andrà a far compagnia a Nelson Mandela e a Vaclav Havel. E cioè all’ebrea americana Ruth Bader Ginsburg, al cinese Liu Xiaobo e alla moglie Liu Xia, e in particolare allo svedese Dag Hammarskjold, ex segretario generale delle Nazioni Unite, morto in un misterioso incidente aereo nel 1961. E poi a coloro che verranno ricordati nei tanti Giardini virtuali in giro per il mondo. Un mondo che cambia profondamente, come dicevamo. Con un Papa straordinario come Francesco che è arrivato in Iraq, dove incontrerà, a Najaf, il leader spirituale sciita Al Sistani. Siamo alla realizzazione, con poche parole ma con tanti fatti quel “Fratelli tutti”, che riflette alla perfezione la coraggiosa linea del pontefice, molto legato alla Comunità di S.Egidio, che per prima ha voluto sostenere, in decine di incontri, che siamo tutti umani e che non ci sono differenze. So quanto la linea della Comunità di S.Egidio abbia spesso scatenato la rabbia e il profondo fastidio dei tradizionalisti. Ma i risultati sono davvero importanti. A parte qualche diplomatico bacchettone, che rifiuta di riconoscere, per pigrizia o semplice ignoranza, dal verbo ignorare, il lavoro che viene fatto in favore di deboli, diseredati e profughi, l’avanzata inarrestabile del dialogo fra tutte le religioni e i laici non si fermerà. Davvero straordinaria l’iniziativa di tre congregazioni locali, decisa a Berlino, di costruire una chiesa per tre fedi, che guarda al futuro, accogliendo assieme cattolici, ebrei e musulmani. La chiesa si chiamerà “churmosquagoga”, cioè la sigla- sintesi di chiesa, moschea e sinagoga. Fantastica idea. Questo è il nuovo mondo, che mi riempie di entusiasmo. Non ho mai nascosto la mia attrazione per la grande collega Rula Jebreal: araba israeliana, quindi musulmana; sposata con un ebreo, e madre di una ragazza battezzata cattolica. Crediamoci. Il futuro inclusivo e senza più muri sarà sicuramente migliore.
COMUNICATO DI GARIWO
Una nota in seguito all'ultimo editoriale di Antonio Ferrari

L’articolo di Antonio Ferrari, Le resistenze dei tradizionalisti. Papa Francesco in Iraq per un mondo “inclusivo” senza muri (pubblicato lunedì 8 marzo sul sito del "Corriere della sera”), usa delle espressioni offensive, generalizzanti e distorcenti la realtà, nei confronti di un’istituzione prestigiosa come Yad Vashem e verso quegli ebrei che chiama “tradizionalisti, nazionalisti, ottusi e bacchettoni”. Yad Vashem è sempre stata per la Fondazione Gariwo un riferimento, tanto che a esso e a Moshe Bejski, abbiamo dedicato la Giornata dei Giusti dell’umanità, e siamo consapevoli che in questa istituzione esiste un ricco dibattito con diversi punti di vista.
La Fondazione Gariwo è un’istituzione che raccoglie assieme persone di diverse idee, convinzioni politiche e religiose, col fine di far conoscere e onorare i Giusti di tutto il mondo. Ognuno è ovviamente libero di esprimere le proprie opinioni personali, ma il linguaggio usato da Ferrari è in questo caso diverso dalla nostra concezione, perché non amiamo le contrapposizioni e non ignoriamo la ricchezza e la varietà di posizioni all’interno del mondo ebraico.
Il nostro spirito è infatti sempre quello di spingere al dialogo, anche quando si affrontano i problemi nuovi e complessi del nostro difficile tempo che crea spesso pesanti lacerazioni.
Con il suo articolo, Ferrari è intervenuto contro un clima polemico che da alcuni mesi si è focalizzato in attacchi alla Fondazione Gariwo e ai Giardini dei Giusti. Attacchi che mettono in discussione la Giornata dei Giusti (6 marzo), che è stata approvata dal Parlamento Europeo e dal Parlamento italiano, e fraintendono volutamente le nostre posizioni, accusandoci di avere una concezione dei Giusti impropria e addirittura anti “israeliana”, quando invece si è realizzato in Italia e nel mondo uno straordinario lavoro di educazione alla democrazia, alla responsabilità, alla lotta all’antisemitismo e alla prevenzione dei genocidi.
Auspichiamo che si possa ritornare a un sereno di dibattito e confronto, superando un clima di denigrazione e di ostilità preconcetta che fa solo del male a tutti.

L’articolo di Antonio Ferrari, Le resistenze dei tradizionalisti. Papa Francesco in Iraq per un mondo “inclusivo” senza muri (pubblicato lunedì 8 marzo sul sito del "Corriere della sera”), usa delle espressioni offensive, generalizzanti e distorcenti la realtà, nei confronti di un’istituzione prestigiosa come Yad Vashem e verso quegli ebrei che chiama “tradizionalisti, nazionalisti, ottusi e bacchettoni”. Yad Vashem è sempre stata per la Fondazione Gariwo un riferimento, tanto che a esso e a Moshe Bejski, abbiamo dedicato la Giornata dei Giusti dell’umanità, e siamo consapevoli che in questa istituzione esiste un ricco dibattito con diversi punti di vista.
La Fondazione Gariwo è un’istituzione che raccoglie assieme persone di diverse idee, convinzioni politiche e religiose, col fine di far conoscere e onorare i Giusti di tutto il mondo. Ognuno è ovviamente libero di esprimere le proprie opinioni personali, ma il linguaggio usato da Ferrari è in questo caso diverso dalla nostra concezione, perché non amiamo le contrapposizioni e non ignoriamo la ricchezza e la varietà di posizioni all’interno del mondo ebraico.
Il nostro spirito è infatti sempre quello di spingere al dialogo, anche quando si affrontano i problemi nuovi e complessi del nostro difficile tempo che crea spesso pesanti lacerazioni.
Con il suo articolo, Ferrari è intervenuto contro un clima polemico che da alcuni mesi si è focalizzato in attacchi alla Fondazione Gariwo e ai Giardini dei Giusti. Attacchi che mettono in discussione la Giornata dei Giusti (6 marzo), che è stata approvata dal Parlamento Europeo e dal Parlamento italiano, e fraintendono volutamente le nostre posizioni, accusandoci di avere una concezione dei Giusti impropria e addirittura anti “israeliana”, quando invece si è realizzato in Italia e nel mondo uno straordinario lavoro di educazione alla democrazia, alla responsabilità, alla lotta all’antisemitismo e alla prevenzione dei genocidi.
Auspichiamo che si possa ritornare a un sereno di dibattito e confronto, superando un clima di denigrazione e di ostilità preconcetta che fa solo del male a tutti.
9 marzo 2021
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