Paola Caridi : Matteo Renzi e il fallimento della sua politica estera


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Matteo Renzi e il fallimento della sua politica estera 31 Gennaio 202131 Gennaio 2021 - Paola È stato sempre un problema, per la Firenze di oggi, il rapporto con la sua storia. E che storia, letteraria e culturale e di pensiero! Uno di quei pesi che ti schiacciano, se non li sai usare nella maniera...

È stato sempre un problema, per la Firenze di oggi, il rapporto con la sua storia. E che storia, letteraria e culturale e di pensiero! Uno di quei pesi che ti schiacciano, se non li sai usare nella maniera giusta. Uno di quei pesi che hanno reso, per molti aspetti, Firenze una città più provinciale di quanto si pensi, incapace di liberarsi – appunto – degli antichi fasti. Compreso il Rinascimento. Compreso Machiavelli.

C’è chi, invece, pensa che si possa ancora cavalcare la pesantissima eredità fiorentina, sicuro che il suo stereotipo possa ancora aprire una breccia in un parterre internazionale. E d’altro canto, come fargliene una colpa, a Matteo Renzi? Firenze ospita fior di università americane ed è la sede della più prestigiosa istituzione europea di studio e ricerca, l’Istituto Universitario Europeo di Fiesole. C’è la tradizione dei cosiddetti anglobeceri, della comunità intellettuale non solo anglofona che ha scelto Firenze come sua nuova patria culturale e spirituale. E anche chi scrive a Firenze deve molto di quello che sa, per i quasi cinque anni trascorsi a formarsi e vivere in un museo a cielo aperto, per un dottorato in storia delle relazioni internazionali.

Parto dunque proprio da Firenze. E parto da un altro sindaco che aveva una visione internazionale, una visione decisamente antitetica a quella di Matteo Renzi. Parto da Giorgio La Pira, l’uomo della pace. Non perché tutti si debba essere santi, idealisti e visionari. Ma perché, come La Pira, si cammini. Non è un esercizio poi così difficile. Si mette un piede appresso all’altro e si cammina, si percorrono le strade, si incontrano le persone, si guardano i luoghi, si impara molto della terra e della dignità degli altri.

Giorgio La Pira, come Matteo Renzi, andava oltre i confini della città di Firenze. Andava nella Mosca sovietica assieme a Vittorio Citterich, Vittorino, come lo chiamava lui. Erano i tempi in cui le chiese erano sostanzialmente chiuse e vigeva l’ateismo di Stato, e quando – durante la visita in una chiesa ortodossa di Mosca – Vittorio Citterich si lamentò col suo mentore che a pregare c’era solo una vecchina, La Pira lo rimproverò perché proprio quella vecchina dimostrava che c’era una chiesa viva (lo raccontò proprio Citterich negli ultimi anni di vita, con il suo solito sorriso sornione). Continua qui 

Tag L'Italia delle due sponde


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