Michael Sfard Come si dice Ku Klux Klan in ebraico?

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How do you say Ku Klux Klan in Hebrew? | Opinion
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How do you say Ku Klux Klan in Hebrew? | Opinion

Traduzione sintesi

Le milizie ebraiche generalmente attaccano di notte. Nella grande tradizione dei pogrom razzisti, quando cala la notte, bande di coloni mascherati scendono per le strade e nei villaggi della Cisgiordania alla ricerca dei ragazzi e delle ragazze della razza disprezzata. I loro membri bloccano le strade per effettuare "selezioni" e identificare le auto con targhe palestinesi in modo da poter attaccare i passeggeri. Assaltano case, frantumano finestre e appiccano fuochi.
Questo accade ogni notte da più di un mese, perché gli amici di Ahuvia Sandak - un cosiddetto giovane della collina che è stato purtroppo ucciso mentre era inseguito dalla polizia israeliana - hanno deciso che i palestinesi dovevano pagare per la sua morteL'organizzazione per i diritti umani Yesh Din (di cui sono consulente legale) ha finora documentato 47 diversi attacchi notturni nelle ultime settimane che hanno causato notevoli danni alla proprietà e ferito almeno 14 persone. Centinaia di rivoltosi, pochi arresti. Recentemente una bambina di 11 anni è stata ferita alla testa nel suo villaggio, Madama, e sono stati lanciati sassi in faccia a un bambino di 5 anni sull'autostrada 60.Il  gruppo Yesh Din WhatsApp, di cui faccio parte, inizia a ronzare ogni sera intorno alle 19:00 o alle 20:00, con i rapporti preliminari dei ricercatori sul campo dell'organizzazione, dopo 30 o 60 minuti compare il  flusso di video clip e foto. Una famiglia i cui vetri sono stati rotti durante la cena, un autista palestinese quasi ucciso per strada, una macchina bruciata dai rivoltosi, ingorghi che impediscono ai lavoratori di tornare a casa dopo una giornata di lavoro.
Nello stesso momento in cui la violenza dei coloni inizia a crescere, iniziano i notiziari notturni,  ma  i notiziari israeliani non inviano i loro equipaggi nei villaggi palestinesi e nemmeno sull'autostrada 60, la principale arteria della Cisgiordania Quando i giornalisti riferiscono delle rivolte dei battaglioni di suprematisti ebrei (e la maggior parte non lo fa), lo fanno molto brevemente, a meno che i rivoltosi non attacchino i poliziotti o ribaltino le auto di pattuglia. In quel momento ci saranno anche arresti di massa. Finché le vittime sono non ebrei, finché le case prese d'assalto non avranno una mezuzah sullo stipite della porta, le notizie flash avranno difficoltà a trasformarsi in un vero e proprio rapporto.
Ma le informazioni sono disponibili per chiunque sia interessato: negli account dei social media delle organizzazioni per i diritti umani o sui siti di notizie "di sinistra", incluso quello di questo giornale, si possono vedere spaventose riprese video di passeggeri palestinesi che vengono colpiti da  sassi che rompono il loro parabrezza mentre guidano. 
Si possono vedere le foto delle case dopo che le bande ebraiche le hanno assalite, con frammenti di vetro sparsi in cucina e nelle camere da letto e le impronte insanguinate dei feriti che macchiano il pavimento. 
Si possono anche trovare immagini di bambini feriti, di una ragazza con il naso gonfio e sanguinante, di un bambino , che frequenta l' asilo, che piange in un'ambulanza della Mezzaluna Rossa, il viso del bambino è  sanguinante dove è stato colpito da una pietra.
E anche se faccio ogni sforzo per bandire questi pensieri dalla mia testa, le immagini di questi bambini e dei loro genitori evocano altre immaginiLo sguardo terrorizzato negli occhi di chi non ha un posto dove correre e probabilmente nessuno che lo protegga, mi ricorda immagini di altri luoghi e tempi. Immagini di ebrei. Altri ebrei. Immagini di finestre rotte di case e  di negozi ebrei. Il solo pensiero che i discendenti di coloro che sono stati perseguitati in quei tempi siano passati dall'altra parte , dalla parte dei sassi lanciati e delle finestre in frantumi, quel pensiero fa gelare il sangue.
Sarebbe opportuno che tutti scoprissero se il cosiddetto esercito più forte del Medio Oriente non è in grado o non sta cercando di fermare questo Ku Klux Klan ebraico. In fin dei conti, è chiaro che ,coloro che sono stati sottoposti all'occupazione israeliana ,sono stati abbandonati alla crudeltà degli occupanti , a causa della debolezza dell'esercito e delle forze dell'ordineI fatti sul campo mostrano che l'establishment della sicurezza non fornisce una protezione efficace, che le stazioni televisive israeliane  riferiscono a malapena le notizie e e che la maggior parte degli israeliani - che non partecipa a questi attacchi e probabilmente si oppone persino ad essi - è semplicemente apatica
.La destra vincerà le prossime elezioni . I sondaggi di opinione pubblica danno l'impressione che ,da un punto di vista politico, questa sia un'elezione per il Consiglio di Giudea e della Samaria. I media si concentrano sulle differenze interne riguardanti l'atteggiamento nei confronti del primo ministro Benjamin Netanyahu, ma al di là di questa disputa su una persona specifica (che è indubbiamente importante e ha conseguenze reali) - la verità deve essere detta: quando si tratta del conflitto israelo-palestinese, la destra colonialista ha creato una rete di partiti che sono cloni ideologici.
Questa è una mossa brillanteCome un monopolio che crea filiali mascherate da concorrenti, che prendono i soldi dei consumatori stufi del marchio leader. Ahimè, i soldi finiscono nella stessa tasca: quella della  perpetuazionedell'occupazione, quella che  nega i diritti agli occupati, promuove l'annessione e l'apartheid. Non c'è da meravigliarsi che nessuno dei leader dei partiti "alternativi" si sia strappato le vesti  o abbia  indossato il sacco e la cenere alla vista di compagni ebrei che assaltano brutalmente le persone occupate inermi. Gideon Sa'ar, Naftali Bennett, Avigdor Lieberman (non ha senso nemmeno menzionare Bezalel Smotrich, che una volta ha invitato la sua marmaglia a bloccare le strade ai palestinesi) - non osate dire più tardi che “le nostre mani non hanno versato questo sangue. "
Silenzio significa abbandono. Il tuo silenzio è ascoltato da poliziotti, soldati, ufficiali, giornalisti e dall 'intero pubblico israeliano.

https://archive.is/ichO6

How Do You Say Ku Klux Klan in Hebrew?

Those subjected to Israel’s occupation have been abandoned to the occupiers' cruelty, as a result of the weakness of the country's army, law enforcement and security establishment


Israeli settlers throwing rocks at Palestinians near the settlement of Yitzhar, in the West Bank, in 2013. (The subjects have no connection to the content of the article.)

Israeli settlers throwing rocks at Palestinians near the settlement of Yitzhar, in the West Bank, in 2013. (The subjects have no connection to the content of the article.)Credit: AP

Michael Sfard

The Jewish militias generally attack at night. In the grand tradition of racist pogroms, when night falls, gangs of masked settlers descend on the roads and villages of the West Bank in search of the boys and girls of the despised race. Their members block roads to perform “selections” and identify cars with Palestinian license plates so they can attack the passengers. They storm homes, shatter windows and set fires.

This has been going on every night for more than a month, because the friends of Ahuvia Sandak – a so-called hilltop youth who was regrettably killed while being pursued by the Israel Police – decided that the Palestinians must pay for his death. The human rights organization Yesh Din (for which I am legal adviser) has so far documented 47 different nighttime attacks in recent weeks that have caused considerable property damage and injured at least 14 people. Hundreds of rioters, few arrests. Recently an 11-year-old girl was wounded in the head in her village, Madama, and rocks were thrown at the face of a 5-year-old boy on Highway 60.

The security establishment does not provide effective protection, Israeli TV stations barely report it, and most Israelis are simply apathetic

The Yesh Din WhatsApp group, of which I am a member, starts buzzing every evening at around 7 or 8 P.M., with preliminary reports from the organization’s field researchers, followed 30 to 60 minutes later by a stream of video clips and photos. Another family whose windows were smashed during dinner, another Palestinian driver nearly killed on the road, another car torched by rioters, more traffic jams keeping laborers from getting home after a day’s work.

At the same time that settler violence begins to surge, the nightly news broadcasts begin. But Israeli news outlets don’t send their crews to Palestinian villages, or even to Highway 60, the West Bank’s major artery. When the newscasters report on the rioting by the battalions of Jewish supremacists (and most don’t), they do so very briefly, unless the rioters attack policemen or overturn patrol cars. That’s also when there will be mass arrests. As long as the victims are non-Jews, so long as the homes being stormed don’t have a mezuzah on the doorpost, the news flash will have a hard time morphing into a full-fledged report.

But the information is available to anyone who’s interested: In the social media accounts of human rights organizations or on “leftist” news sites, including that of this newspaper, one can view frightening video footage of Palestinian passengers getting hit by rocks that break their windshields as they drive. One can see photos of homes after the Jewish gangs storm them, with glass shards scattered in the kitchen and bedrooms, and the bloody footprints of those wounded staining the floor. One can also find images of wounded children, of a girl whose nose is bleeding and swollen, of a little boy barely in kindergarten crying in a Red Crescent ambulance, his toddler's face damaged and bleeding where he was hit by a stone.

And even though I make every effort to banish these thoughts from my head, the images of these children and their parents summon other images. The terrified look in the eyes of those who have nowhere to run and probably no one to protect them, remind me of pictures from other places and times. Pictures of Jews. Other Jews. Pictures of the broken windows of Jewish homes and stores. The very thought that the descendants of those persecuted in those times have crossed to the other side of the rock and the shattered window – that thought is blood-curdling.

It would behoove everyone to figure out whether the so-called strongest army in the Middle East isn’t capable of or isn’t really trying to stop this Hebrew Ku Klux Klan. At the end of the day, it’s clear that those subjected to the Israeli occupation have been abandoned to the occupiers' cruelty, as a result of the weakness of the army and law enforcement authorities. The facts on the ground show that the security establishment does not provide effective protection, that Israeli TV stations barely report that, and that most Israelis – who do not participate in these attacks and probably even oppose them – are simply apathetic.

The right is going to win the next election. Public opinion polls give the impression that from a political perspective, this is an election for the Council of Judea and Samaria’s house committee. The media focuses on the internal differences regarding the attitude toward Prime Minister Benjamin Netanyahu, but beyond this dispute about a specific person (which is undoubtedly important and has real consequences) – truth must be told: When it comes to the Israeli-Palestinian conflict, the colonialist right has created a network of parties that are ideological clones.

This is a brilliant move. Like a monopoly that sets up subsidiaries masquerading as competitors, that take the money of consumers fed up with the leading brand. Alas, the money ends up in the same pocket. The pocket that rattles with the perpetuation of the occupation, denying rights to the occupied, advancing annexation and apartheid. It’s no wonder that none of the leaders of the “alternative” parties has rent their garments or donned sackcloth and ashes at the sight of fellow Jews brutally storming helpless occupied people. Gideon Sa’ar, Naftali Bennett, Avigdor Lieberman (there’s no point in even mentioning Bezalel Smotrich, who once called on his rabble to block roads to Palestinians) – don’t you dare say later that “our hands have not spilled this blood.”

Silence means abandonment. Your silence is heard by policemen, soldiers, officers, journalists and the entire Israeli public.

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