AMIRA HASS: VENT’ANNI DOPO LA SECONDA INTIFADA, LA VITTORIA ISRAELIANA È QUASI COMPLETA
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Sintesi personale
Di Amira Hass - 30 Settembre 2020
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La seconda intifada è scoppiata perché Israele ha sfruttato i negoziati con i palestinesi per portare avanti il suo progetto di furto della terra. L'ipocrisia imperava, parlare di pace pur continuando a conquistare la terra palestinese a beneficio degli israeliani. L'ipocrisia imperava, ma gli israeliani non se ne accorsero.
La rabbia e il disgusto per la sottomissione israeliana, accumulati in anni di delusione e moderazione dopo gli Accordi di Oslo, esplose il 29 settembre 2000 (il giorno dopo la provocazione di Ariel Sharon, con l'approvazione dell'allora primo ministro Ehud Barak). Ma la seconda intifada non fu un'intifada nel senso comune del termine: tranne che per i primi giorni, non fu un evento collettivo e la maggior parte della popolazione non vi partecipò, a differenza della rivolta scoppiata nel 1987. La caratteristica popolare-collettiva era il Sumud (fermezza) mostrato da tutti i palestinesi di fronte alle repressive e punitive misure israeliane e alla politica di logoramento economico.
Le Forze di “Difesa” Israeliane (IDF), la polizia di frontiera e la polizia hanno usato mezzi letali per reprimere le proteste fin dal primo giorno,scoraggiando i potenziali manifestanti. Yasser Arafat e il suo seguito erano preoccupati per le critiche che risuonavano in quelle manifestazioni, dirette all'Autorità Palestinese e a Fatah. Diedero il via libera a Fatah e alle forze di sicurezza per usare le armi nei punti di attrito con l'esercito israeliano e così, ancora una volta, con il pretesto della resistenza, hanno preso il controllo delle manifestazioni. Calcolavano che questa militarizzazione avrebbe rafforzato la posizione negoziale palestinese. Credevano ancora di poter fermare l'avanzata coloniale israeliana nei territori del 1967.
L’efficiente macchina propagandistica dell'Unità del Portavoce dell'IDF e dei portavoce del governo è riuscita a costruire la menzogna che le battaglie sul campo fossero combattute tra eserciti uguali e che "avessero iniziato " i palestinesi. Allora, come adesso la maggioranza israeliana prestava poca attenzione alle vittime palestinesi e non considerava il furto delle loro terre come un'aggressione istituzionale. Allo stesso tempo, il numero di palestinesi disarmati uccisi da Israele è continuato a crescere. Ad ogni morte l'appello palestinese alla vendetta diventava più forte. Con o senza il via libera dei vertici, palestinesi armati hanno sparato ai civili israeliani (anche loro armati, come lo sono molti coloni) in Cisgiordania e Gaza.
Hamas si è unito tardivamente e ha dimostrato, se il successo è misurato nel numero di cadaveri israeliani, di essere stato più efficace di Fatah. Israele ha cancellato la linea verde, quindi perché non riprendere ad attaccare gli israeliani all'interno di Israele? Le ali armate di Hamas e Fatah hanno gareggiato tra loro e hanno perso nella competizione con l'IDF sul numero delle vittime. Gli attentati suicidi hanno creato un equilibrio di terrore con gli israeliani, ma non hanno fermato i bulldozer dell'Amministrazione Civile.
Ci sono quattro fallimenti in tutto. La prima Intifada, con la sua richiesta di uno Stato sovrano entro i confini del 4 giugno 1967, fallì. I colloqui di Madrid e Oslo, iniziati in seguito, non hanno diminuito il furto sistematico della terra palestinese. Anche la tattica diplomatica e di accettazione di Mahmoud Abbas alle Nazioni Unite è fallita: le condanne dei paesi occidentali non costituiscono una politica, hanno l’unico scopo di tutelarsi. Con l'eccezione di pochi successi isolati, anche le battaglie popolari e legali contro il furto di terra sono fallite . Nemmeno l'uso delle armi, che molti palestinesi considerano l'apice della lotta e della resistenza, anche se solo pochi scelgono di farlo, ha fermato il processo. L'uso delle armi è espressione di rabbia e desiderio di vendetta. Non ha alcun valore strategico.
Vent'anni dopo la vittoria israeliana è quasi completa: la ben pianificata rapina a mano armata di terra palestinese va avanti ogni giorno senza ostacoli. Il modello che Israele ha creato a Gaza viene copiato in Cisgiordania (compresa Gerusalemme Est) diventando qualcosa di simile a "Ghetti" che, finché non mostrano segni di rabbia e ribellione, non sono di alcun interesse per gli israeliani e per Israele il sovrano supremo.
articolo in inglese qui
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