Gideon Levy : 2020 l'anno della fine per Gaza
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E' dubbio che ci siano molte altre regioni del mondo dove i disastri durano ininterrottamente da oltre 70 anni, e tutto ciò è il prodotto di atti umani malevoli. La memoria di Gaza avrebbe dovuto perseguitarci giorno e notte. Invece, Gaza è dimenticata. Solo il lancio di un razzo Qassam è in grado di ricordare che esiste.
Qualcuno lo capisce? Il sessantasette per cento di disoccupazione. Qualcuno capisce com'è una vita del genere, quando la grande maggioranza dei giovani non ha né presente né futuro?
Hamas è il colpevole. Hamas è colpevole di tutto. E Israele? Niente affatto. Quale repressione, negazione e lavaggio del cervello richiede tutto questo? Quali bugie, disumanità e crudeltà? Un Paese che ha inviato missioni di soccorso fino ai confini della terra è disgustosamente apatico di fronte al disastro che ha creato ai suoi confini, e sta addirittura aggravando la situazione.
Circa la metà degli abitanti della Striscia di Gaza vive con meno di 5,50 dollari al giorno. nella Cisgiordania occupata, al confronto, solo il 9% della popolazione vive con una tale somma.
Hamas è colpevole. Come se avesse imposto l'assedio. Sta ostacolando le esportazioni, le importazioni, i luoghi di lavoro. Sta sparando ai pescatori di Gaza. Impedisce ai malati di cancro di ricevere cure mediche. Ha bombardato Gaza, uccidendo migliaia di civili e distruggendo innumerevoli case. Ovviamente.
Il rapporto 2012 dell'Onu prevedeva che nel 2020 Gaza avrebbe avuto bisogno di almeno 1.000 medici in più. Ma nella Gaza del 2020, 160 medici sono partiti negli ultimi tre anni. Chiunque possa se ne va.
Una giovane chirurga dell'ospedale Shifa di Gaza, la dottoressa Sara al-Saqqa, ha detto la scorsa settimana al Guardian che guadagna 300 dollari per 40 giorni di lavoro. Se non fosse stato per la sua anziana madre, anche lei se ne sarebbe andata.
C'è di peggio. Il novantasette per cento dell'approvvigionamento idrico di Gaza è inadatto al consumo, come prevede il rapporto delle Nazioni Unite. Nel Mediterraneo, che è anche il nostro mare, affluiscono ogni giorno 100.000 metri cubi di acque reflue. Ashkelon fa il bagno nelle acque di scarico di Gaza, ma anche questo non dà fastidio a nessuno.
Tre anni dopo la pubblicazione del rapporto dell'ONU, le Nazioni
Unite hanno pubblicato il rapporto del 2015. La guerra israeliana del
2014 a Gaza, l'operazione Margine di Protezione, aveva sradicato mezzo
milione di persone dalle loro case e lasciato Gaza schiacciata. Ma anche
questo non ha provocato altro che un grande sbadiglio. E poi è arrivato
il rapporto del 2018, questa volta dalla Banca Mondiale: L'economia di
Gaza era in condizioni critiche. Lasciamoli soffocare. Israele è vicino a
Naama Issachar, la donna israeliana in prigione in Russia, che è stata
trasferita in un altro carcere.
Per concessione di Tlaxcala
Fonte: https://www.haaretz.com/opinion/.premium-happy-new-year-gaza-1.8347047
Data dell'articolo originale: 06/01/2020
URL dell'articolo: http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=27797
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E' come quando ci si diverte, il tempo vola. Otto anni fa, nel 2012, le Nazioni Unite hanno pubblicato un rapporto intitolato "Gaza nel 2020: un luogo vivibile?" La risposta era contenuta nel corpo del rapporto: no. A meno che non siano state attuate misure per salvarla.
Non sono stati compiuti
passi concreti, ma anche le proiezioni di questo severo rapporto non
sono state confermate: La situazione è molto peggiore di quanto
previsto.
Il 1° gennaio 2020 è
iniziato l'anno della fine per Gaza. Dal 1° gennaio, 2 milioni di esseri
umani vivono in un luogo che non è abitabile.
C'è una Chernobyl a
Gaza, a un'ora da Tel Aviv. E Tel Aviv non ne è infastidita. E nemmeno
il resto del mondo. Le analisi delle notizie dell'ultimo decennio hanno
incluso tutto il resto, ma non il disastro umanitario nel cortile di
casa di Israele, di cui Israele, in primo luogo, è responsabile.
Invece di assumersi la
responsabilità di averli espulsi e cacciati a Gaza nel 1948 e di cercare
di compensare ed espiare ciò che è stato fatto, attraverso la
riabilitazione e l'assistenza, Israele continua a perseguire le
politiche del 1948 in modo diverso: una gabbia invece dell'espulsione,
la prigione invece della pulizia etnica, l'assedio invece
dell'espropriazione.
E' dubbio che ci siano molte altre regioni del mondo dove i disastri durano ininterrottamente da oltre 70 anni, e tutto ciò è il prodotto di atti umani malevoli. La memoria di Gaza avrebbe dovuto perseguitarci giorno e notte. Invece, Gaza è dimenticata. Solo il lancio di un razzo Qassam è in grado di ricordare che esiste.
Quando è stato
scritto il rapporto dell'Onu, il tasso di disoccupazione a Gaza era del
29%. Sono passati otto anni e ora, secondo la Banca Mondiale, il tasso
di disoccupazione ha raggiunto un inimmaginabile 53%, 67% tra i giovani.
Qualcuno lo capisce? Il sessantasette per cento di disoccupazione. Qualcuno capisce com'è una vita del genere, quando la grande maggioranza dei giovani non ha né presente né futuro?
Hamas è il colpevole. Hamas è colpevole di tutto. E Israele? Niente affatto. Quale repressione, negazione e lavaggio del cervello richiede tutto questo? Quali bugie, disumanità e crudeltà? Un Paese che ha inviato missioni di soccorso fino ai confini della terra è disgustosamente apatico di fronte al disastro che ha creato ai suoi confini, e sta addirittura aggravando la situazione.
Circa la metà degli abitanti della Striscia di Gaza vive con meno di 5,50 dollari al giorno. nella Cisgiordania occupata, al confronto, solo il 9% della popolazione vive con una tale somma.
Hamas è colpevole. Come se avesse imposto l'assedio. Sta ostacolando le esportazioni, le importazioni, i luoghi di lavoro. Sta sparando ai pescatori di Gaza. Impedisce ai malati di cancro di ricevere cure mediche. Ha bombardato Gaza, uccidendo migliaia di civili e distruggendo innumerevoli case. Ovviamente.
Il rapporto 2012 dell'Onu prevedeva che nel 2020 Gaza avrebbe avuto bisogno di almeno 1.000 medici in più. Ma nella Gaza del 2020, 160 medici sono partiti negli ultimi tre anni. Chiunque possa se ne va.
Una giovane chirurga dell'ospedale Shifa di Gaza, la dottoressa Sara al-Saqqa, ha detto la scorsa settimana al Guardian che guadagna 300 dollari per 40 giorni di lavoro. Se non fosse stato per la sua anziana madre, anche lei se ne sarebbe andata.
C'è di peggio. Il novantasette per cento dell'approvvigionamento idrico di Gaza è inadatto al consumo, come prevede il rapporto delle Nazioni Unite. Nel Mediterraneo, che è anche il nostro mare, affluiscono ogni giorno 100.000 metri cubi di acque reflue. Ashkelon fa il bagno nelle acque di scarico di Gaza, ma anche questo non dà fastidio a nessuno.
Per concessione di Tlaxcala
Fonte: https://www.haaretz.com/opinion/.premium-happy-new-year-gaza-1.8347047
Data dell'articolo originale: 06/01/2020
URL dell'articolo: http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=27797
Tradotto da
Alba Canelli

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