La denuncia del parroco di Gaza: "Siamo nella più grande prigione del mondo, aiutateci"


Se ne parla molto meno di quanto non si dovrebbe: "A Gaza stiamo sempre peggio, continuate ad aiutarci! Gaza è forse la prigione più grande del mondo. C'è sempre più disperazione, i gazawi non hanno più solo necessità di libertà, ma di beni di prima necessità per sopravvivere. Chiediamo cibo, medicine e lavoro".

A parlare è don Mario Da Silva, parroco della chiesa latina nella Striscia di Gaza, in una intervista all'ong della Custodia di Terra Santa.
"Ci sono ancora molti problemi di elettricità, abbiamo solo otto ore di fornitura elettrica a turni, - racconta il parroco - carenza di acqua pulita, servizi basici di assistenza medica e presenza in pessime condizioni. Dobbiamo capire come sopravvivere. Le famiglie ogni giorno devono cercare di mantenere quello che hanno per non cadere nella miseria assoluta. Sta sempre più aumentando la richiesta di aiuti sui bisogni base della vita quotidiana. Da un anno e mezzo ci siamo quindi attivati per organizzarci nella distribuzione di pacchi con cibo e medicinali. Inoltre la Chiesa, tramite i suoi donatori, sta portando avanti un progetto di creazione lavoro, di cui beneficiano 64 famiglie. Vogliamo sopperire alla mancanza di lavoro cercando di raggiungere principalmente i giovani che stanno sempre più andando via da Gaza".




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