Jan Oberg :Al SIPRI parla il ministro degli esteri dell’Iran e i media non colgono
Crisi con l’Iran: pericoli e opportunità | René Wadlow
- Guerre: Iran
-
962 post
Il 21 agosto2019
il ministro degli esteri dell’Iran, Dr. Javad Zarif, ha tenuto una conferenza al SIPRI, Stockholm International
Peace Research Institute.
Zarif ha parlato
lungamente, senza copione, il modo particolareggiato e riferendosi a fatti
storici della regione e del conflitto, in base a una struttura coerente di teorie,
concetti e interpretazione, che, presi nell’insieme, lo pongono in una
categoria unica fra i ministri degli esteri mondiali.
C’è davvero di che essere
grati al SIPRI per averlo invitato.
La
Risoluzione 598 del 1987 del Consiglio di Sicurezza ONU cui si riferisce Zarif è
leggibile qui.
Attenzione politicamente corretta
e di stanca routine dei principali media svedesi
In termini generali, i
principali media svedesi hanno promosso un’immagine negative dell’Iran e dello
stesso Javad Zarif. La massima trattazione in merito ha riguardato i diritti umani
in Iran, l’Iran come minaccia e sostenitore del terrorismo, la pena di morte, e
le proteste da parte di un gruppo di esuli iraniani in protesta fuori
dall’edificio del SIPRI – per l’essere l’Iran sotto pressione economica e lo
stesso Zarif in posizione indebolita. E su un giornalista iraniano che ha
disertato durante la visita della delegazione a Stoccolma.
I media hanno anche
sottolineato che Zarif sta conducendo un “tour di fascinazione” e che egli
stesso è un diplomatico “molto affascinante” e d’esperienza – con la subdola implicazione
che non si può fidarsi di lui.
La tesi di partenza della
Televisione Svedese è che si tratta di un uomo sotto pressione che cerca di salvare
l’accordo JCPOA – il che implica che egli/l’Iran stanno negoziando
da una posizione di perdente – invece di dire che gli USA sono i soli ad
essersi ritirati dall’accordo e ad aver intensificato le sanzioni a livello
soffocante e che la UE non è stata in grado di mobilitare un sostegno di fatto
per l’accordo e mantenerne gli impegni – cioè aumentare la propria cooperazione
con l’Iran.
Nel breve podcast si può anche sentire la
corrispondente dal medio oriente della Radio Svedese, Cecilia Uddén, dire che Zarif è in Europa per raccogliere
sostegno al caso dell’Iran e che, affascinante com’è, “non ha neppure l’aspetto
degli altri ayatollah”… e che non indossa mai né cravatta né turbante… (!) E
poi ci sono Dagens Nyheter, Svenska Dagbladet – entrambi a far notare che fin dai titoli
che ha criticato il presidente Trump – e Swedish Broadcasting (Sveriges Radio) – per lettori che
capiscano lo svedese.
Nessuno che io abbia visto
ha avuto la capacità intellettuale di trasmettere i punti dettagliati,
elaborati e ben presentati espressi dal ministro degli esteri presso SIPRI.
Nessuno che abbia
esaminato il contest più ampio del conflitto fra Iran e USA/Occidente dal 1953.
Nessuno che abbia fatto
notare che il ritiro USA dall’accordo sul nucleare JCPOA è una violazione USA
del diritto internazionale in quanto l’accordo è incorporato nella Risoluzione
2231 del Consiglio di Sicurezza ONU.
Né si è citato che l’Iran
ha accettato il regime d’ispezione più esteso e severo di sempre e che numerosi
rapporti – anche statunitensi – documentano che l’Iran ha adempiuto ai propri
obblighi ai sensi dell’accordo.
Nessuno si è chiesto se
sia accettabile che il popolo iraniano – oltre 80 milioni – debba patire le conseguenze
di aspre, soffocanti sanzioni.
Nessuno ha fatto notare
che gli USA applicano sanzioni extraterritoriali agli alleati – insistendo che
vengano applicate leggi USA da terzi, che in caso contrario vengono puniti.
E ovviamente nessuno ha
citato che Israele è una potenza – unico paese del Medio Oriente – dotata di
armi nucleari con un bilancio militare proporzionalmente molto maggiore che l’Iran,
non è membro del NPT (Trattato di Non-Proliferazione) e non accetta alcuna ispezione
sul proprio territorio.
Insomma, la trattazione
mediatica della visita in Svezia di Zarif è stata invariabilmente un’illustrazione
che i liberi media occidentali oggi sostanzialmente definiscono la propria
libertà come libertà di essere ignoranti, selettivi e partigiani come gli
aggrada –e che l’omissione è
almeno quanto la falsità un
enorme problemi per le possibilità dei consumatori di media di capire gli
affari internazionali. Il pubblico non è
stato certo servito in termini d’informazione rilevante, onesta e
varia. Lo sono stati invece altri interessi
– come quelli collegati ai valori dominanti e ai governi occidentali, e quindi
l’orientamento della Svezia a favore della politica estera USA.
TFF Director Prof. Jan Oberg is a member of the TRANSCEND
Network for Peace Development Environment.
TRANSCEND MEMBERS, 2 Sep 2019 | Jan Oberg | The
Transnational – TRANSCEND Media Service
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Il 21 agosto2019 il ministro degli esteri dell’Iran, Dr. Javad Zarif, ha tenuto una conferenza al SIPRI, Stockholm International Peace Research Institute.
Zarif ha parlato lungamente, senza copione, il modo particolareggiato e riferendosi a fatti storici della regione e del conflitto, in base a una struttura coerente di teorie, concetti e interpretazione, che, presi nell’insieme, lo pongono in una categoria unica fra i ministri degli esteri mondiali.
C’è davvero di che essere grati al SIPRI per averlo invitato.
La Risoluzione 598 del 1987 del Consiglio di Sicurezza ONU cui si riferisce Zarif è leggibile qui.
Attenzione politicamente corretta e di stanca routine dei principali media svedesi
In termini generali, i principali media svedesi hanno promosso un’immagine negative dell’Iran e dello stesso Javad Zarif. La massima trattazione in merito ha riguardato i diritti umani in Iran, l’Iran come minaccia e sostenitore del terrorismo, la pena di morte, e le proteste da parte di un gruppo di esuli iraniani in protesta fuori dall’edificio del SIPRI – per l’essere l’Iran sotto pressione economica e lo stesso Zarif in posizione indebolita. E su un giornalista iraniano che ha disertato durante la visita della delegazione a Stoccolma.
I media hanno anche sottolineato che Zarif sta conducendo un “tour di fascinazione” e che egli stesso è un diplomatico “molto affascinante” e d’esperienza – con la subdola implicazione che non si può fidarsi di lui.
La tesi di partenza della Televisione Svedese è che si tratta di un uomo sotto pressione che cerca di salvare l’accordo JCPOA – il che implica che egli/l’Iran stanno negoziando da una posizione di perdente – invece di dire che gli USA sono i soli ad essersi ritirati dall’accordo e ad aver intensificato le sanzioni a livello soffocante e che la UE non è stata in grado di mobilitare un sostegno di fatto per l’accordo e mantenerne gli impegni – cioè aumentare la propria cooperazione con l’Iran.
Nel breve podcast si può anche sentire la corrispondente dal medio oriente della Radio Svedese, Cecilia Uddén, dire che Zarif è in Europa per raccogliere sostegno al caso dell’Iran e che, affascinante com’è, “non ha neppure l’aspetto degli altri ayatollah”… e che non indossa mai né cravatta né turbante… (!) E poi ci sono Dagens Nyheter, Svenska Dagbladet – entrambi a far notare che fin dai titoli che ha criticato il presidente Trump – e Swedish Broadcasting (Sveriges Radio) – per lettori che capiscano lo svedese.
Nessuno che io abbia visto ha avuto la capacità intellettuale di trasmettere i punti dettagliati, elaborati e ben presentati espressi dal ministro degli esteri presso SIPRI.
Nessuno che abbia esaminato il contest più ampio del conflitto fra Iran e USA/Occidente dal 1953.
Nessuno che abbia fatto notare che il ritiro USA dall’accordo sul nucleare JCPOA è una violazione USA del diritto internazionale in quanto l’accordo è incorporato nella Risoluzione 2231 del Consiglio di Sicurezza ONU.
Né si è citato che l’Iran ha accettato il regime d’ispezione più esteso e severo di sempre e che numerosi rapporti – anche statunitensi – documentano che l’Iran ha adempiuto ai propri obblighi ai sensi dell’accordo.
Nessuno si è chiesto se sia accettabile che il popolo iraniano – oltre 80 milioni – debba patire le conseguenze di aspre, soffocanti sanzioni.
Nessuno ha fatto notare che gli USA applicano sanzioni extraterritoriali agli alleati – insistendo che vengano applicate leggi USA da terzi, che in caso contrario vengono puniti.
E ovviamente nessuno ha citato che Israele è una potenza – unico paese del Medio Oriente – dotata di armi nucleari con un bilancio militare proporzionalmente molto maggiore che l’Iran, non è membro del NPT (Trattato di Non-Proliferazione) e non accetta alcuna ispezione sul proprio territorio.
Insomma, la trattazione mediatica della visita in Svezia di Zarif è stata invariabilmente un’illustrazione che i liberi media occidentali oggi sostanzialmente definiscono la propria libertà come libertà di essere ignoranti, selettivi e partigiani come gli aggrada –e che l’omissione è almeno quanto la falsità un enorme problemi per le possibilità dei consumatori di media di capire gli affari internazionali. Il pubblico non è stato certo servito in termini d’informazione rilevante, onesta e varia. Lo sono stati invece altri interessi – come quelli collegati ai valori dominanti e ai governi occidentali, e quindi l’orientamento della Svezia a favore della politica estera USA.
TFF Director Prof. Jan Oberg is a member of the TRANSCEND Network for Peace Development Environment.
TRANSCEND MEMBERS, 2 Sep 2019 | Jan Oberg | The Transnational – TRANSCEND Media Service
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