Per 4 giorni della scorsa settimana l’eco degli antichi strumenti, dei canti tradizionali celebrativi, dei piedi danzanti si sono uditi per tutte le vie della Città Vecchia di Birzeit.
La 10a settimana del patrimonio ereditario che si è svolta dal 17 al 20 luglio, rappresenta una manifestazione culturale e un mezzo per mostrare, sviluppare e potenziare l’identità nazionale in Palestina.
La Settimana di Birzeit è diventata un’icona fra tutti gli eventi dell’estate palestinese ed una rappresentazione fra le più importanti dei festival annuali.
Il festival è iniziato mercoledì 17 luglio con un matrimonio tradizionale palestinese (Zaffa), con canti tradizionali di donne, mentre gli uomini suonavano i loro strumenti e centinaia di persone per le strade seguivano la processione.
Alle tradizionali celebrazioni notturne di Birzeit hanno partecipato artisti palestinesi, bande, rappresentazioni teatrali, gruppi danzanti e mostre d’ arte, mentre ai bambini sono state riservate attività di intrattenimento durante il giorno.
Ancora una icona della Settimana di Birzeit è stata la gara del “fiore di campagna”. I villaggi palestinesi hanno inviato giovani donne vestire con abiti tradizionali per essere esaminate sulle tradizioni culturali del proprio villaggio come trasmesse da una generazione all’altra.
Dal 2007, il festival viene organizzato annualmente dall’Associazione Rozana per lo Sviluppo del Patrimonio Architettonico, quest’anno associata con il Ministero del Turismo e Antichità, la Banca della Palestina, l’Unione Europea ed il Ministero della Cultura.
Il Sig. Raed Saadeh, presidente dell’Associazione Rozana, ha dichiarato al Palestinian Monitor che l’associazione si propone di promuovere lo sviluppo nelle zone rurali della Palestina, soprattutto quelle emarginate, incentivando il turismo culturale comunitario e la gestione delle risorse.
Relativamente alla “Settimana del Patrimonio Ereditario” Saadeh ha dichiarato che essa costituisce una piattaforma per mettere in evidenza le comunità che hanno curato il proprio sviluppo, dando spazio alla gente delle campagne, agli artigiani e alle donne di esporre i propri prodotti e di allargare la propria produzione. Unendo tutto ciò alle manifestazioni tradizionali, il festival diventa l’epicentro dell’economia, della cultura e delle attività sociali palestinesi.
Saadeh ha poi aggiunto: “Proteggere il patrimonio ereditario significa mantenere la nostra identità, sottolineare la nostra esistenza e per noi esistere significa resistere”. Per permettere a chi fa attività di esporre i propri prodotti, dozzine di chioschi hanno riempito la Città Vecchia con oggetti d’arte, ceramiche, vestiti ricamati e accessori, oggetti di vetro, legno intagliato, dolciumi, libri, artigianato, gastronomia ed altri prodotti locali.
La Sig.ra Rihan Smaneh di Nablus che lavora allo Star Mountain Rehabilitation Center, un istituto che fornisce sostegno e riabilitazione alle persone con deficit intellettuale, ha partecipato al festival esponendo prodotti fatti dai pazienti. Ha dichiarato che, per lei, il festival è importante per incontrare nuovi clienti e stabilire nuovi contatti, ma da un punto di vista più generale è un evento cruciale, specialmente in un momento in cui i Palestinesi hanno bisogno di più visibilità per la loro cultura e più occasioni di sviluppo.
Ha inoltre dichiarato: “I Palestinesi vengono sempre visti nel mondo come vittime, come se qui non fosse rimasto niente di bello; invece c’è tanta cultura, tanta bellezza, e questo evento ci aiuta a riunirci, a celebrare la nostra storia, a dimostrare agli altri che siamo ancora vivi”.
Il festival ha anche lo scopo di intrecciare legami e scambi con la comunità internazionale.
Quest’anno i prodotti esposti, tra cui artigianato, cibo e materiale pubblicitario, sono stati presentati da paesi come il Brasile, la Turchia, l’India. La Gran Bretagna, sponsorizzata dal British Council, ha presentato foto e video del proprio Fondo di Protezione Culturale relativo alla Palestina Occupata al Sud Africa.
Durante il festival, il 18 luglio, il Sud Africa ha commemorato il 10° Anniversario del Mandela Day, con una mostra speciale sulla vita di Mandela e sul suo mandato a fare del mondo un posto migliore.
L’ambasciatore del Sud Africa in Palestina, Sig. A.Y. Suliman, dopo un caloroso discorso di benvenuto da parte del Sig. Raid Saadeh, presidente della associazione Rozana, ha dichiarato al Palestine Monitor che la Palestina ed il Sud Africa hanno una storia molto simile e profonda. Il Sig. Suliman ha dichiarato: “Durante i nostri giorni più bui, l’OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) e i Palestinesi erano al nostro fianco, non lo dimenticheremo mai. Assisteremo sempre in qualunque modo i Palestinesi ad ottenere l’auto-determinazione e l’indipendenza.
Il Sig. Terry Boulatta, volontario da lungo tempo dell’Associazione Rozana e organizzatore dell’evento, ha dichiarato al Palestine Monitor che l’evento è importante perché si basa sull’unità nazionale per promuovere una più approfondita comprensione della diversità dell’eredità culturale palestinese, anche attraverso il sostegno delle attività rurali nell’intento di produrre più reddito per queste comunità”.
Boulatta ha inoltre dichiarato: “Dopo 52 anni di occupazione e tutti i mezzi di controllo messi in atto da Israele, l’unità dei Palestinesi è diventata molto difficile. Questo evento è importante perché agisce da unificatore e punto d’incontro fra Palestinesi”.
Concludendo, Boulatta ha detto: “La cultura va oltre i confini politici, noi siamo un popolo, una nazione, una storia e speriamo anche un futuro”.
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